Parliamone per capire

Si è spento da poche ore Umberto Veronesi medico oncologo. Riesaminando le sue posizioni rileviamo ancora una volta come pur parlando di etica e amore per gli animali non avesse mai rinunciato all’uso del modello animale.

Riportiamo alcune sue dichiarazioni:

“Vivisezione, va subito precisato, è un termine anacronistico e non più rispondente alla realtà, ma viene utilizzato spesso per suscitare visioni di orrore”.
“E allora è gioco forza servirsi degli animali: lo si fa nei migliori centri di biomedica con un preciso obbligo statuito a livello mondiale. E cioè che “fattore essenziale della ricerca sull’animale è l’assenza di dolore, di angoscia e anche di semplice disagio dell’animale”.
“I ricercatori scientifici che sono a loro volta difensori dei diritti dei malati di poter avere nuovi e più efficaci farmaci ottenibili solo con la ricerca scientifica attraverso cui anche la sperimentazione animale deve passare”.

Ritroviamo in queste dichiarazioni le tematiche classiche che vengono divulgate dai ricercatori che usano una tecnica obsoleta:
1) il termine sperimentazione animale usato al posto di vivisezione per non suscitare orrore;
2) affermazione che gli animali stanno bene nei laboratori;
3) necessità di servirsi degli animali per il progresso della scienza;
4) i ricercatori che sono difensori dei diritti dei malati in contrapposizione con chi opera per i diritti degli animali.

VERONESI PER LEALUnivoca è stata la posizione assunta nei confronti degli animali usati nei laboratori. Ci sarebbe piaciuto poter leggere anche una sola dichiarazione in cui il professore dichiarava che dall’osservazione clinica aveva imparato più che da esperimenti fatti sugli animali oppure un suo invito a sveltire il processo di validazione di nuovi metodi sostitutivi per poter abbandonare l’uso degli animali. Ma questo passo avanti decisivo che avrebbe avuto grande importanza nel progresso della scienza non è mai avvenuto.

Tra le cose conosciute di Veronesi prendiamo atto che a lui vengono attribuite qualità umane che sarebbero auspicabili in tutti i medici ai quali si affidano i malati. La sua scelta di non mangiare carne ha dato un impulso al cambio di abitudini alimentari anche se non ha mai preso le distanze dai cibi di origine animale e auspicava che a volte venisse consumato il pesce.

“Sono vegetariano ma non vegano perché non amo i fondamentalismi”, affermava.

Altre cose non sono conosciute da tutti. Ad esempio non tutti sanno che AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ente privato senza fini di lucro, è stata fondata nel 1965 grazie all’iniziativa di alcuni ricercatori dell’Istituto dei Tumori di Milano, fra cui il professor Umberto Veronesi e il professor Giuseppe della Porta, insieme ad imprenditori milanesi.

Veronesi era anche a favore degli OGM insieme al farmacologo Silvio Garattini e ad altri diciotto scienziati (La Repubblica 4 novembre 2004). “Gli Ogm sono il futuro dell’umanità – aveva dichiarato ad esempio in occasione di Expo – e questa lotta del Paese alla genetica in agricoltura è antistorica”.
“È una questione di cultura, appunto, che deve sempre accompagnare il progresso della scienza perché i suoi risultati non appaiano lontani dal fine ultimo della ricerca scientifica, che è il miglioramento della qualità di vita dell’uomo.”

Approvava anche il nucleare tanto che fu nominato presidente dell’Agenzia per il Controllo del Nucleare nel 2011.

In contrasto con molti altri oncologi arrivò anche a dichiarare: “L’uranio impoverito non fa niente… uno se lo può anche mettere in tasca”.

Dal 1976 al 1994 Veronesi è stato direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel 1982 ha fondato la Scuola europea di oncologia.
Dal 1985 al 1988 è stato presidente dell’Organizzazione europea per la ricerca e la cura del cancro.
Nel 1994 è stato fra i fondatori dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO).
Era stato anche ministro della Salute del Governo Amato fra il 2000 e il 2001.
Dal 2008 al 2011 era stato senatore del parlamento italiano eletto con il Partito Democratico.

Negli ultimi anni Veronesi si era schierato in numerose controverse battaglie, a cominciare da quella per l’eutanasia, ma anche per la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere.

Di certo è stato un personaggio eclettico che si è espresso in molti ambiti con sfaccettature a volte contrastanti.

Un atteggiamento progressista a favore delle scoperte scientifiche il suo che però non ha saputo cogliere l’urgenza di un cambiamento totale nel campo della ricerca. Un cambiamento necessario, per avvicinarsi al fine ultimo della ricerca scientifica che è il miglioramento della qualità di vita dell’uomo, esattamente come dichiarava lui.

Pur usando alcuni dei metodi sostitutivi non ha dichiarato la necessità di implementarli, forse perché eliminare totalmente il modello animale sarebbe stato da fondamentalista.

Bruna Monami
vicepresidente LEAL Lega Antivivisezionista


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1 risposta a Parliamone per capire

  1. Danilo Freiles scrive:

    Per non parlare di “cosa esce dagli inceneritori?” “ZERO”.

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