Normalizzare l’impensabile:

Normalizzare l’impensabile: L’etica dell’uso degli animali nella ricerca.

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Una pubblicazione rivoluzionaria: 88 pagine che il Centro di Oxford per l’etica degli animali ha elaborato per porre le basi di una discussione etica ad un problema scientifico: l’uso degli animali nei laboratori. Qui non vi è traccia di sentimentalismo animalista, ma pura razionalità ed un’analisi attenta da ogni punto divista, scientifico, finanziario, istituzionale e morale. Il documento riunisce un gran numero di fonti in un unico testo completo che sostiene come gli esperimenti sugli animali sono eticamente insostenibili e creino cattiva scienza.

Questo documento prende in esame le molte pratiche comuni che gran parte del pubblico, e anche degli scienziati, trovano ripugnanti, ma sono diventati procedure accettate nel campo della scienza ed il quadro che ne esce è che la ricerca sugli animali nel Regno Unito non è brillante come qualcuno potrebbe farci credere.

IN SEGUITO ALLA NORMALIZZAZIONE AVVIENE L’ACCETTAZIONE AUTOMATICA
Il testo di cui riporteremo un’analisi più dettagliata in seguito si concentra su quelle pratiche considerate eticamente problematiche, ma che si sono normalizzate.
Dietro alla normalizzazione vi è una forma di accettazione automatica ed ingiustificata di tali pratiche.
Gli autori passano attraverso vari livelli di analisi, considerando il dibattito filosofico sulla sensibilità animale, la giustificazione utilitaristica del ricorso agli animali nel campo della scienza, analizzando anche l’ente governativo che regola la ricerca degli animali nel Regno Unito.

In definitiva, si nota che, nonostante tutta una serie di ragioni chiare per opporsi alla sperimentazione animale, il fatto di aver istituzionalizzato e regolamentato tale pratica la rende solidamente ancorata nelle normali pratiche di ricerca.

LE TRE R (reduce, refine, replace)
Ecco che quello che viene sbandierato come un miglioramento credendo di fare il meglio per gli animali e per la scienza, con commissioni etiche, controlli e ispezioni e le famose tre R (reduce, refine and replace) non ha fatto altro che dare basi più solide ad una pratica invece totalmente fuorviante.
Ed infatti nonostante scienziati, e gran parte della gente, si pongano seri interrogativi sul perchè ancora tale pratica obsoleta, cruenta ed indegna degli esseri umani, venga ancora utilizzata, si capisce che la normalizzazione è rafforzata dalla massiccia istituzionalizzazione degli esperimenti sugli animali attraverso (i) la legislazione; (ii) il pensiero istituzionale e dell’establishment; (iii) finanziamenti pubblici e privati, (iv) la parzialità dei media, e (v) il linguaggio della sperimentazione, che oscura, giustifica, assolve, e minimizza ciò avviene concretamente nei laboratori.

IL RAPPORTO
Questo rapporto è una critica profonda e schiacciante della sperimentazione animale e delle industrie ad essa connesse, complici della stagnazione morale e resistenza al cambiamento della scienza, che forse non dovrei definire tale. Ora però la massa critica sta cambiando e grazie al lavoro compiuto dagli studiosi in questa pubblicazione e all’antivivisezionismo scientifico ed etico in generale viene segnato un momento di presa di coscienza.

Il fatto che la sperimentazione animale sia stata regolamentata ed istituzionalizzata non la rende meno fallace e ingiustificata.
Ed infatti la legislazione non è all’avanguardia con le più recenti conclusioni etiche e scientifiche su che cosa siano realmente gli animali non umani e tantomeno sulla genetica e biologia dei sistemi che hanno aperto frontiere fino a qualche tempo fa sconosciute nella biologia.

UN’ ALTRO MONDO E’ POSSIBILE
Il tempo è giunto per andare contro la scienza contro l’establishment ed anche contro le istituzioni, in quanto servi di un meccanismo che è stato smascherato. Noi agiremo per portare avanti questo messaggio questa rivoluzione scientifica che cambierà la storia.

Valeria Roni consulente scientifico LEAL.

http://www.oxfordanimalethics.com/wpcms/wp-content/uploads/Normalising-the-Unthinkable-Report.pdf

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