LEAL sezione Arezzo aderisce alla manifestazione organizzata dal Comune di Pescia per condannare gli abusi sugli animali dopo violenze, sevizie e morte della cagnolina Pilù

Chi protesta sfilerà senza bandiere e senza loghi, in rappresentanza di tutti gli esseri umani che condannano l’accaduto e chiedono pene esemplari.

 
Riportiamo il comunicato del Comune di Pescia:

“IL COMUNE SI COSTITUISCE PARTE CIVILE PER L’ATROCE EPISODIO AVVENUTO A PESCIA.
Siete invitati tutti sabato 29 ottobre p.v. ore 15.00.
Manifestazione spontanea contro i maltrattamenti degli animali in seguito all’episodio atroce avvenuto in Pescia.
Ritrovo al muretto “immagini cani” lungo il fiume Pescia vicino la passerella Sforzini”.
 


pescia 03Alla manifestazione aderiscono LEAL sezione Arezzo, LIV Toscana, Rifugio Onlus Lamporecchio e Animalisti Italiani.


LEAL ringrazia il Sindaco di Pescia e le istituzioni del luogo per questa iniziativa che testimonia un alto senso morale ed etico.

Per chi non fosse a conoscenza di quanto accaduto ecco i fatti. (Fonte → Il Tirreno) “Se la prende con un povero cagnolino. Debole, indifeso, inerme. Pare per una ripicca nei confronti della sua ex. Giustificazione assurda. Tre minuti scarsi di odio. Un video inchioda l’animale, che nel caso specifico ha le fattezze di un essere umano. Che di umano ha davvero poco o nulla. La bestiolina è acquattata rasente il muro. Orecchi bassi, occhi che strillano aiuto. L’uomo, un giovane residente a Pescia, posiziona la videocamera e si avvicina. Afferra il segugio per la coda, lo sbatte uno, due, tre volte contro la parete. Sevizie atroci, crude, tremende. Ma il peggio viene dopo. Il cane è impietrito, non si muove. Il farabutto pensa di giocare e infierisce, sevizia il povero pincher. Scene orrende, che non si possono descrivere. Immagini che lasciano attoniti. La vittima a quattro zampe non guaisce neppure, ha perso la voce. Il suo aguzzino la sferza anche con schiaffi, pugni”.

Il cagnolino oggi non c’è più. Il video risale a circa un anno fa, ma solo dalla notte di lunedì 24 ottobre ha iniziato a girare in rete. E a sollevare indignazione, rabbia, dolore. Il suo contenuto, ora rimosso dai principali social network proprio per la sua brutalità, è a disposizione dei Carabinieri
prova schiacciante di maltrattamento di animali, reato penale che prevede la reclusione da tre a diciotto mesi o una multa da 5.000 a 30.000 euro.

LEAL, Liv Toscana e Fae Italia Polo Giuridico, associazioni di animalisti, presenteranno denuncia al Tribunale di Pistoia. Un Comitato cittadino è in fase di costituzione per lo stesso scopo.

→ Firma la petizione lanciata su change.org dove si legge: “Non può essere in libertà un “uomo” che sevizia un essere indifeso per ragioni amorose. Le persone come lui devono pagare ed essere condannate. Firmate questa petizione numerosi, perché questa persona paghi per ciò che ha fatto e tutto quello che potrà fare in futuro ad altri animali, compresi quelli che custodisce in casa sua. Potrebbe essere socialmente pericoloso anche per le persone”.


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