LEAL ANIMALISMO: ANCHE PER L’ORSO M49 FINE PENA MAI?

M49 a oggi è ancora imprigionato al Casteller, il Centro di recupero della fauna trentina gestito niente meno che dalla Associazione Cacciatori Trentini. Dopo le sue fughe dalla cattura e la sua elusione del 15 luglio 2019 e dopo la cattura dello scorso 28 aprile, l’orso M49 è ancora nello spazio che gli hanno destinato: un recinto che rimane piccolissimo rispetto al territorio immenso che aveva a disposizione (Google Earth consente la visione del recinto e la sua posizione: → a questo link).

In questi giorni molta stampa locale che riceve e pubblica direttamente le informazioni che del PAT assicurano che M49 sta bene, che viene alimentato soprattutto con mais e frutta riconoscendo inoltre che il plantigrado non ha mai attaccato l’uomo. Ci chiediamo quindi visto che come è noto gli orsi si cibano principalmente di frutta, verdura, radici, bacche e insetti e molto raramente di carne, posto che non aggredisce l’uomo per quale motivo ci si è accaniti nei suoi confronti? Una questione politica e di consensi? Un divertimento vista la vocazione alla caccia degli abitanti della zona? Sicuramente il risultato di una pessima gestione della fauna selvatica sul territorio.

LEAL sottoscrive la dichiarazione che il documentarista e ambientalista Andrea Frapporti, ha fatto al giornale Trentino (*): “Si può chiudere in un recinto un animale capace di farsi 90 chilometri in pochi giorni, guadando l’Adige e salendo per le montagne? Dal punto di vista morale, è quasi peggio di assumersi la responsabilità di sparargli”. Ad Andrea Frapporti la cattura di M49, soprannominato “Papillon” per la sua capacità di “evadere” da Casteller e di sfuggire per un anno alla trappole dei forestali, sembra l’ennesimo errore. “Non è un animale che può sopportare la prigionia. Tenterà ancora di scappare, a costo di ferirsi o ammazzarsi. Non è accettabile l’idea di condannarlo a una sorta di ergastolo solo per avere fatto l’orso. Tra l’altro, provocando sicuramente dei danni, ovviamente risarciti, ma senza mai essersi dimostrato pericoloso per l’uomo. Ma al di là dell’aspetto morale, la cattura, che ha richiesto un anno di lavoro, è un errore semplicemente perché non risolve affatto il problema della convivenza con l’orso. Ce ne sono una ottantina, e anche se più o meno confidenti con l’uomo, sono tutti orsi. Vogliamo portarli tutti in quel recinto? Le soluzioni vanno trovate in montagna, da parte dei gestori di quelle attività, spesso sostenute dai fondi pubblici, che con gli orsi ed i lupi devono convivere. Gli animali vanno vigilati, non abbandonati in montagna. È provato che i cani da guardia sono assolutamente efficaci nello scoraggiare attacchi. Allo stesso modo i recinti elettrificati si sono dimostrati efficaci per difendere gli apiari. Insomma, i modi per far convivere allevamento e animali selvatici ci sono, come ci sono sempre stati. Catturare M49 è insistere con una visione sbagliata, se non altro perché del tutto inefficace nel affrontare complessivamente il problema”.

Firmate e condividete la petizione online promossa da LEAL con Lac, Orsi della Luna e AVI per chiedere l’immediata liberazione del prigioniero M49 → a questo link.

(*)
→ Giornale Trentino.


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