La sperimentazione animale e le sue “rivelazioni shock”: il cioccolato fa male o fa bene ai topi?

Dal Corriere Salute del 1 aprile 2018: in corso di verifica gli effetti sul sistema immunitario. Nell’ambito dell’articolo pubblicato, dove si fa riferimento chiaro agli effetti del cacao sul sistema nervoso centrale e sul sistema immunitario, come sempre si commette l’errore di fare riferimento ad esperimenti su topi, reiterando il solito e banale errore di considerare il modello animale di riferimento per la specie umana.

Nulla di più sbagliato da un punto di vista scientifico.
Tale considerazione perché l’assetto neuro-endocrino del topo, e ancor di più del topo di laboratorio, che ha a disposizione cibo, acqua, che non caccia, che non vive pericoli in natura (al contrario vive il pericolo di essere a contatto con l’uomo “ricercatore”), che ha una condizione emotivo-funzionale del SNC probabilmente basale, è totalmente differente rispetto al SNC dell’uomo e al suo sistema endocrino sottoposto continuamente a cause esterne di stress e variazioni dell’umore e del sistema endocrino nel quotidiano e sottoposto a condizioni parossistiche per tipologia di vita che l’uomo stesso conduce nella società di oggi. Le motivazioni scientifiche che candidano il cacao ad un ottimo neuro-endocrino modulatore del SNC e del sistema immunitario sono note da tempo. Per cui ci si chiede come mai non si approfondisca la sua azione sull’uomo, e si continui a “giocare” con il topo.

Il cacao contiene una percentuale proteica del 20% circa, grassi per il 25% e ottime quantità di magnesio, calcio, ferro, zinco e vitamine del gruppo B (B2, B3, B5 e B6). Il magnesio aiuta il calcio a fissarsi alle ossa, lo zinco è il minerale più presente, dopo il ferro, in tutti i tessuti e, associato alle vitamine del gruppo B, interviene nei processi digestivi, stimola il nostro sistema immunitario. Il cacao è ricchissimo di fosforo, ne contiene circa 625 mg per 100 g di polvere di cacao, contro i 240 mg del pesce, tanto per fare un paragone. Il fosforo è ritenuto efficace per contrastare l’affaticamento mentale. Buono è il contenuto in ferro, 12 mg per 100 g di cacao, pensate che gli spinaci ne contengono 4 mg per 100 g. I grassi vegetali sono presenti in quantità elevate, ma si deve tener conto del fatto che sono grassi simili a quelli dell’olio di oliva, privi di colesterolo. La teobromina è un alcaloide, presente nel cacao che, insieme a caffeina e teofillina, stimola il sistema nervoso centrale, è un broncodilatatore, è diuretico e cardiotonico. La teobromina ha una struttura chimica simile alla caffeina. La caffeina, alcaloide dai noti effetti sul sistema nervoso, è contenuta (0,15%) in percentuali minime rispetto al caffè, per cui difficilmente può indurre nervosismo o insonnia se non nei soggetti molto sensibili. La feniletilamina è un altro alcaloide del cacao che sembra ricoprire un ruolo nell’innamoramento e che riproduce uno stato di benessere simile a quello delle endorfine organiche prodotte per attenuare il dolore. Anche se deve passare la barriera gastrica, viene utilizzata, in composti, in molti farmaci antidepressivi, anoressizzanti e broncodilatatori. Fra gli amminoacidi contenuti si distinguono il triptofano, amminoacido essenziale perché l’organismo non lo sintetizza ma deve essere introdotto con l’alimentazione. È importante perché è il precursore della serotonina, l’ormone del buonumore, ma anche della vitamina B3 o PP. La sua presenza spiega come il cacao e il cioccolato fondente siano diventati famosi come antidepressivi naturali. La polvere di cacao contiene polifenoli. Ad uno in particolare, l’epicatechina, sono imputati i maggiori effetti antiossidanti. Ma per beneficiare di questi antiossidanti è necessario rivolgere l’assunzione al cioccolato fondente che mantiene, in parte, questi benefici nutrienti che vengono rimossi per il loro gusto amaro, sì perché sono contenuti in elevate quantità nella fava del cacao, ma varia nel cioccolato, tanto che a fronte dei benefici dell’epicatechina, alcune aziende hanno pensato di aumentarne il contenuto. Il cacao contiene magnesio, minerale spesso carente in chi soffre di depressione, inoltre gli alcaloidi svolgono un ruolo stimolante sul sistema nervoso.

Pertanto si sa già che il cacao nell’uomo agisce: nelle prestazioni sportive, nella depressione, nella intensa attività intellettuale supportandola, nelle malattie cardiovascolari grazie ai polifenoli, nell’ipertensione e nei crampi grazie al magnesio, nella malattie cardiocircolatorie su base infiammatoria (vedi infarto o ictus), migliora la funzionalità cognitiva e i valori pressori. Diverse università italiane e straniere stanno svolgendo studi sulla specie umana direttamente, cercando di capire anche il ruolo positivo del cacao su soggetti con fattori di rischio cardiovascolare su base familiare, con colesterolo alto o ipertensione.

A questo punto ci si chiede: perché questo articolo sul modello animale? Ulteriore sperpero inutile di danaro che potrebbe essere convogliato sulla ricerca human based.

PhD. Prof. Mirta Bajamonte
Presidente PENCO BIOSCIENCE
Presidente IVF MEDITERRANEAN CENTRE
Vicepresidente LIMAV ITALIA


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