Il cane: 1000 motivi per amarlo, nessun motivo per abbandonarlo

Da “La Voce dei Senza Voce” n. 106, → sfoglia il numero online. Di Francesca Di Biase, educatore e formatore cinofilo ABC Dog Team A.S.D.

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Voce_106_Di_BiaseÈ d’estate che in Italia si verifica la più alta percentuale d’abbandoni di cani. Di solito tocca ai più giovani, quelli che sono entrati in famiglia durante le feste natalizie: il cucciolo è cresciuto, è entrato nell’età adolescenziale e si sono manifestate le prime difficoltà nel gestirlo. Nessuno ci aveva avvertito, quando abbiamo pensato di metterlo in un pacchetto sotto l’albero per fare una sorpresa ai nostri bambini. E a chi importa se quel cucciolo credeva di aver trovato in noi la sua guida, la sua casa? Di sicuro non importa a quelle persone che prima di andare in vacanza non si fanno scrupoli a scaricarlo su una strada trafficata senza curarsi del fatto che chi fino a pochi momenti prima era “il mio cucciolino” potrebbe finire sotto un’auto o causare incidenti stradali. Altre volte tocca invece ai più anziani. A quei cani che hanno seguito le loro famiglie ovunque, condividendo tutta una vita. Vengono abbandonati come fossero oggetti malridotti; e se sono fortunati, verranno rinchiusi nella gabbia di un canile. I volontari si occuperanno di loro, cercando di dargli quell’affetto e quel calore che la loro casa gli aveva donato. Pensiamo per un attimo cosa può provocare a livello psicologico un abbandono. Come potrà il cane fidarsi ancora di un umano? Chi gli potrà spiegare che non succederà mai più? E le persone che commetteranno queste crudeltà, come potranno partire serene per le vacanze? I cani ci danno tutto l’amore di cui sono capaci, perché noi siamo tutto il loro mondo. Dobbiamo essere leali nei loro confronti; essere consapevoli che quando decidiamo di accogliere un cane, abbiamo il dovere di prenderci cura di lui. Anche durante le ferie.

NON POTRÀ SEGUIRCI IN VACANZA?
Se per qualsiasi motivo (lontananza del luogo, impossibilità di gestione, età avanzata…) decidiamo che il cane non potrà venire con noi, dovremo cercare una struttura idonea, una pensione familiare o amici di fiducia che gli daranno ospitalità e con cui farà un corretto inserimento per evitare traumi da distacco. D’altronde come fa a sapere che torneremo a prenderlo? Un cane vive di routine quotidiana, affetti stabili, certezze. Ecco perché sarà fondamentale trovargli la giusta sistemazione che gli permetterà di adattarsi al nuovo ambiente senza subìre grossi cambiamenti, rispettando gran parte delle sue abitudini, facendolo sentire più a suo agio. Questo significa, di conseguenza, cercare con largo anticipo persone competenti che svolgono questo tipo di servizio con passione, in ambienti accoglienti e puliti, per fare in modo che il nostro amico a 4 zampe si abitui a quella che per un periodo di tempo sarà la sua famiglia o la sua casa “temporanea”. Ricordiamo che il cane ci parla. Impariamo ad ascoltarlo… osservandolo. Sarà lui a dirci se è stato bene oppure no. Nel primo caso non vorrà più andare via; nel secondo, non vorrà più metterci… zampa!

E SE INVECE LO PORTASSIMO CON NOI?
Ci vuole consapevolezza nella destinazione da scegliere: mare o montagna? E il viaggio in automobile, come lo affronteremo? Il loro benessere dev’essere il primo punto di valutazione. Sempre. Occorrerà quindi esaminare l’età, lo stato di salute, il tipo di pelo, la conformazione fisica del nostro cane. Questo per evitare, ad esempio, di fargli fare lunghe camminate in montagna con ampi dislivelli se è già in età “senior”; semmai passeggiate tranquille, più adatte alla sua condizione fisica. Oppure se ha il pelo folto, evitare di portarlo in spiaggia sotto il sole di mezzogiorno preferendo la prima mattinata o il tardo pomeriggio. Dovremo poi valutare la lunghezza del tragitto e ricordarci che ogni cane ha bisogno di fare delle soste ogni 2 ore circa per sgranchirsi e soddisfare i propri bisogni fisiologici. Sarà fondamentale farlo bere spesso; e se è sensibile di stomaco, non farlo mangiare prima di partire per evitare malesseri durante il viaggio. Né lasciarlo in macchina, anche se è parcheggiata all’ombra: dentro l’abitacolo si possono raggiungere temperature altissime. Anche 5 minuti potrebbero essergli fatali. Se poi l’auto non è climatizzata, sarà meglio non mettersi in viaggio nelle ore più calde e lasciare i finestrini aperti il necessario per far correre l’aria. Non bisognerà però farlo viaggiare con la testa fuori dal finestrino: oltre a essere pericoloso, potrebbe causargli fastidiose otiti. Se invece l’auto ha l’aria condizionata, attenzione a non impostare una gradazione troppo bassa: anche i cani subiscono gli sbalzi di temperatura. E come per noi umani, stare all’aperto nelle ore più soleggiate può provocare il classico colpo di calore: la temperatura corporea sale causando irrequietezza, aumento della frequenza respiratoria, eccessiva salivazione, vomito. Fino ad avere difficoltà a reggersi sulle zampe e alla totale perdita di coscienza. Sarà molto importante rinfrescargli soprattutto le ascelle, l’inguine, il collo e la testa. Se invece il nostro cane ci tira verso l’ombra o altre superfici mentre passeggiamo sul marciapiede, assecondiamolo: starà cercando sollievo per i suoi polpastrelli. Lui non calza scarpe come noi; e il cemento può raggiungere temperature davvero elevate. Avete mai appoggiato il palmo della mano sul suolo dove state camminando? Anche lui può scottarsi le zampe… Un ultimo consiglio: prima di partire, è cosa buona e giusta cercare i riferimenti di un veterinario che potrà aiutarci in caso di necessità.

PERCHÉ PREFERIRE UNA VACANZA CON LUI?
Perché il nostro 4 zampe è un componente della famiglia. Perché è parte integrante della nostra vita. Perché così non ci mancheremo a vicenda. Perché ci seguirà ovunque vorremo portarlo. Ma soprattutto, perché una vacanza insieme sarà indimenticabile! Un cane che si tuffa in mare, corre nei prati in montagna, ci accompagna in gita al lago, si addormenta felice, significa… crescere camminando insieme!


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1 risposta a Il cane: 1000 motivi per amarlo, nessun motivo per abbandonarlo

  1. Milvia Angela Codazzi scrive:

    Stupendo questo articolo.

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