ANIMALISMO: FUGATTI COLPISCE ANCORA E DECIDE PER LA CONDANNA A MORTE DI UN ORSO. LEAL SI RISERVA DI RICORRERE ALLE VIE LEGALI

Un cacciatore aggredisce un orso che si difende e gli provoca una frattura alla gamba: ora il plantigrado deve morire.

Il 22 giugno sulle montagne del Trentino due cacciatori padre e figlio di 59 e 28 anni si sono imbattuti in un orso e stando ad una prima ricostruzione fatta dai forestali, il giovane si è trovato di fronte l’orso, è caduto e l’orso lo ha sormontato, il padre a quel punto si è scagliato contro il plantigrado colpendolo riportando la frattura di una gamba. Da questo episodio risulta evidente la reazione scomposta ed errata dei due escursionisti ed ora a farne le spese ancora una volta sarà un orso visto che a distanza di poche ore dalla reazione dell’orso alla aggressione da parte dell’uomo è arrivata da parte della Pat un comunicato con ordine di cattura e abbattimento: “Il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, firmerà nelle prossime ore un’ordinanza che prevede l’abbattimento dell’orso, non ancora identificato, che ieri pomeriggio ha aggredito due uomini, padre e figlio, sul Monte Peller. Lo ha annunciato lo stesso presidente nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche l’assessore Giulia Zanotelli ed il dirigente generale del Dipartimento agricoltura, foreste e difesa del suolo, Romano Masè”.

“È un fatto gravissimo – ha detto il governatore – che impone di agire per tutelare la pubblica incolumità delle persone, come del resto previsto, per un’aggressione di questo tipo, dal Pacobace Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi centro-orientali. Nelle prossime ore informerò il ministro dell’Ambiente Costa delle azioni che intendiamo mettere in campo in seguito a quanto accaduto ieri…”.

Ricordiamo come a maggio, sempre in Trentino, un bambino in passeggiata con il padre aveva avuto un incontro ravvicinato con un plantigrado ma il ragazzino grazie anche ai consigli del padre non perse la calma, ignorò l’orso che si allontanò tranquillamente. Gli orsi sono animali schivi e di regola aggrediscono se provocati, spaventati o colpiti e questi ultimi fatti di cronaca ne sono la dimostrazione.

Ogni estate in Trentino, con vari pretesti, si trova nella caccia ad un orso il diversivo dell’estate: un passatempo sanguinario che vede la vittima inseguita, braccata e uccisa con spietata freddezza oppure come è accaduto per l’orso M49 confinato in una piccola prigione.

LEAL condanna le decisioni del Provincia Autonoma di Trento e del suo presidente Fugatti e sta valutando azioni legali con l’avvocato Aurora Loprete.

 LEAL DALLA PARTE DELL’ORSO! 

Il comunicato completo → a questo link.


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