Anche LEAL chiede giustizia per Angelo

Il 21 luglio è stato il giorno del ricordo per il cane Angelo, impiccato e massacrato: LEAL Lega Antivivisezionista non dimentica l’efferata e crudele uccisione avvenuta a Sangineto (CS) e adirà per vie legali nei confronti dei quattro assassini.
LEAL_Tortona_Angelo_01LEAL_Tortona_Angelo_02LEAL_Sangineto_AngeloA Tortona, Bianca Poluzzi, responsabile della sezione locale, ha organizzato una manifestazione alla memoria, che ha visto radunati molti volontari e liberi cittadini. Un evento commosso e silenzioso che si è unito al corteo che si è tenuto lo stesso giorno a Sangineto e in tante città italiane. Riferiscono le cronache che Sangineto è stata letteralmente invasa da centinaia di persone provenienti dalla Calabria e da altre regioni italiane. Durante il corteo finestre e imposte chiuse sulle proteste per chiedere giustizia per un povero cane di nessuno, massacrato da individui senza cuore e senza coscienza. Le tapparelle abbassate sono come gli occhi chiusi della cittadinanza su un orribile reato, persone che si comportano proprio come il primo cittadino Michele Guardia che non solo non si è neppure costituito parte civile contro i giovani criminali, ma ha anche cercato di smorzare i toni sull’intera vicenda. Chi ha la responsabilità di una città deve tutelare ogni singolo vivente che si trova sul territorio ed è chiamato a rispondere di quello che accade nel Comune oltre ad avere l’obbligo di essere una guida morale per chi lo ha eletto.
Cittadini, attivisti, volontari, movimenti e associazioni, LEAL in primis, chiedono una pena esemplare per i quattro giovani e per tutti i soggetti che si rendono colpevoli di questi reati. (Silvia Premoli)

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2 risposte a Anche LEAL chiede giustizia per Angelo

  1. Milvia Angela Codazzi scrive:

    Condivido in pieno il commento di Giovanna Tarquinio. Non si può perdonare questo crimine. MI auguro veramente che il povero Angelo abbia giustizia.

  2. Giovanna Tarquinio scrive:

    Bisogna applicare le pene più severe contro questi criminali, non c’è perdono né umano né divino.

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