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Idee regalo per un Natale senza crudeltà: Uniquepels

Estratto dall’ultimo numero della nostra rivista “La Voce dei Senza Voce” n. 118 2020 con i contributi di: Gian Marco Prampolini, Daniela Di Giacomo, Evelina De Ritis, Giovanna Tarquinio, Silvia Premoli. Buona lettura.

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Idee regalo per un Natale senza crudeltà: Uniquepels

Sosteniamo con piacere la campagna per fermare la crudeltà sugli animali di LEAL. Noi di Uniquepels siamo convinti che si possano creare dei cosmetici efficaci e allo stesso tempo cruelty free. Da questa collaborazione con LEAL nasce l’idea di offrire in esclusiva ai soci dell’associazione la possibilità di acquistare dei prodotti di alta cosmesi con uno sconto riservato del 25%. Basterà entrare sul sito → uniquepels.it, ordinare una delle due offerte ed inserire al momento del check out il codice sconto “LEAL”. In più, per ogni offerta acquistata, doneremo a LEAL 5,00 euro!

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LA COLLABORAZIONE DI LEAL CON RADIOVEG.IT PROSEGUE! ECCO LA NOSTRA ULTIMA CAMPAGNA SPOT

La nuova programmazione degli spot di LEAL su RagioVeg.it è partita! Tre gli spot per dare visibilità ai nostri importanti e impegnativi progetti che ci vedono coinvolti in più città: salvataggi, adozioni e sterilizzazioni di animali vaganti e di colonia. Il programma di sterilizzazioni è partito dalle Isole Tremiti e Palermo, dove abbiamo le nostre sezioni sul territorio e grazie a Esterina Russo e Giusi Terrazzino possiamo tenere monitorato il territorio ed intervenire per salvare la vita a tanti animali.

Abbiamo anche creato un link Palermo-Milano che grazie al rifugio RottaMiao e alle adozioni a distanza permette ai gatti convalescenti e “difettosi” salvati dalle strade di Palermo di essere curati, riabilitati ed affidati a famiglie amorevoli. La campagna di sterilizzazione ad Amatrice è in fase di programmazione e LEAL sostiene Daniela Di Giacomo, una grande volontaria che nonostante il sisma del 2016 non ha mai abbandonato la sua frazione di Sommati, dove accudisce cani e gatti abbandonati sul territorio. Grazie a RadioVeg.it e a tutti voi che sostenete i nostri sforzi e credete nel nostro lavoro!

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ANIMALISMO: STOP ALLE BOTTICELLE PER LE VIE DI ROMA, POSSONO CIRCOLARE SOLO IN VILLE PARCHI. LEAL: “NON CI BASTA DEVONO ESSERE ABOLITE”. VERGOGNA ROMA!

Niente più botticelle, le tradizionali carrozze trainate da cavalli, per le strade di Roma, potranno circolare solamente nei parchi cittadini e nelle ville storiche. Lo prevede il nuovo Regolamento sulla Trazione Animale approvato dall’Assemblea capitolina. Una vera delusione. Quanti cavalli a Roma si sono visti stramazzare a terra con la bava alla bocca? Quanti cavalli scivolare e ferirsi incitati da vetturini arroganti? Dopo 20 anni di proteste, battaglie legali e dopo decine di animali morti e abbattuti si è riusciti a spostare i cavalli dalle trafficate del centro cittadino alle ville e parchi. Lì potranno essere costretti a continuare a svolgere il loro “servizio”. Il principio è quello del rispetto di ogni specie vivente e dello sfruttamento animale che non ci deve permette di gioire di un miglioramento delle condizioni: i cavalli rimangono le vittime. Animali sfruttati che a dispetto delle loro indole libera e fiera e del loro spirito gregario devono vivere legati alle carrozze, esposti a climi estremi come se fossero dei taxi viventi. In molti luoghi e città italiane, fra le quali Verona, le carrozze trainate da cavalli sono state abolite e sostituite da carrozze elettriche.

Non possiamo certamente esultare per questa che non è una vittoria ma una grande sconfitta del buonsenso e della civiltà che passa dal rispetto. Non vedremo i cavalli percorrere le vie del centro e scansati dalle auto ma li sapremo schiavi e privati della loro libertà nei parchi. Dalla giunta capitolina ci saremmo aspettati qualcosa di diverso.

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LEAL VIVISEZIONE: BRUTTI SEGNALI DALL’EUROPA… SI TORNERÀ A TESTARE I COSMETICI SUGLI ANIMALI?

Venti di guerra per chi ha da sempre difeso gli animali da qualsiasi abuso a partire dalla vivisezione. Dalla XIV Commissione Politiche Europee della Camera qualcuno ha deciso di vanificare una nostra grande vittoria: la sospensione dei test cosmetici sugli animali costata anni di lotte animaliste. La grande conquista che salvò la vita a milioni di animali fu ottenuta nel 2004 quando l’Unione Europea vietò i test animali per i cosmetici finiti per poi estendere nel 2013 il divieto di testare sugli animali anche i singoli ingredienti in essi contenuti.

Ora, dopo decenni di battaglie, l’Echa e la Commissione Europea hanno stabilito che persino gli ingredienti utilizzati esclusivamente nei cosmetici possono venire testati sugli animali ai sensi del Reach (il Regolamento registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) in caso di esposizione dei lavoratori durante il processo di fabbricazione.

Non si riesce a capire la ragione di questa retrocessione visto che già esiste una estesa e solida conoscenza della tossicità dei numerosi ingredienti utilizzati nella formulazione dei cosmetici. È impensabile tornare a torturare gli animali sottoponendoli a crudeli test di irritazione cutanea e oculare, studi sull’ingestione forzata e sulla dose letale per stabilire l’eventuale pericolosità degli ingredienti. Esistono alternative sicure costituite dai modelli in vitro, modelli di pelle umana ricostruita o metodi che sfruttano applicazioni informatiche di grande precisione. Ci rifiutiamo di tornare ai laboratori degli orrori anche per la cosmesi!

A → questo link l’interessante intervento del 29 novembre 2020 del professore Marco Mamone Capria, presidente della Fondazione Hans Ruesch, dal titolo “Cavie. Possiamo fare a meno della sperimentazione animale?”.

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ANIMALISMO: UN SUCCESSO DI PRESENZE IL PRESIDIO DI LEAL PER DIRE NO AI RANDAGI AVVELENATI A PEDARA CATANIA

Si è tenuto sabato 28 novembre a Pedara il presidio, organizzato da Rosalba Filippelli, responsabile di LEAL sezione Catania, per dire NO AGLI AVVELENAMENTI DI CANI E ALTRI ANIMALI SUL TERRITORIO.
Un segnale forte da parte della collettività che a partire dalle ore 10.30 fino alle ore 12.00 si è riunita sotto al Municipio: cittadini e volontari si sono radunati e turnati per chiedere al Sindaco Alfio Cristaudo che venga fatta luce e posta fine alla strage in atto dal mese di settembre. Alla presenza dei media e tv locali si è chiesto al primo cittadino di occuparsi di quello che è di sua competenza ovvero anche degli animali vaganti sul territorio anche con sistematiche sterilizzazioni. Di giorno e di notte si trovano per le strade di Pedara e nelle campagne circostanti cadaveri di cani morti per avvelenamento e straziati dalle sofferenze. Le volontarie locali denunciano impotenti, che oltre ai cani trovati morti sono scomparsi almeno 300 cani da loro monitorati e dei quali non si è mai trovato il corpo.

Rosalba e le volontarie riferiscono che da quando il Comune ha sospeso le sterilizzazioni la situazione randagismo sul territorio è diventata insostenibile per i cittadini e per chi cerca in tutti i modi di curare e seguire branchi sempre più numerosi anche di 70 o più cani. Le vittime di questa scena del crimine sono i randagi frutto di abbandoni e delle mancate sterilizzazioni, ma anche selvatici o animali di famiglia che possono entrare in contatto con i bocconi avvelenati.

LEAL con l’esito degli esami autoptici farà denuncia di più casi possibili, mentre già in data 8 settembre, tramite il proprio ufficio legale, ha inviato una richiesta ufficiale al Sindaco di Pedara per chiedere l’immediata bonifica del territorio e la sterilizzazione degli animali vaganti.

Gli avvelenamenti sono purtroppo diffusi anche in altri comuni siciliani e in altre regioni dove il randagismo non viene contrastato con sterilizzazioni sistematiche. Gli animali non possono pagare con la vita e in termini di atroci sofferenze gli errori umani, le mancate sterilizzazioni e l’incuria.

 LEAL INCONDIZIONATAMENTE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI 

LEAL Sezione di Catania e provincia
Rosalba Filippelli
lealcataniaeprovincia@gmail.com

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ANIMALISMO: IL CONSIGLIO DI STATO RIGETTA L’ISTANZA DI RICUSAZIONE DI FRATTINI PROMOSSA DALLA PAT. SODDISFAZIONE DI LEAL

La terza sezione del Consiglio di Stato si è pronunciata in merito alla domanda di ricusazione del Presidente designato dott. Franco Frattini respingendo l’istanza promossa dalla Provincia autonoma di Trento PAT. Gli avvocati di LEAL, Aurora Loprete e Paolo Emilio Letrari, evidenziano che il Collegio romano, tra le altre cose, ha implicitamente ribadito le motivazioni del precedente decreto del Presidente Frattini, che aveva sospeso l’ordinanza di cattura dell’orsa JJ4, richiamando al necessario rispetto delle norme comunitarie e delle garanzie costituzionali vigenti in materia ambientale.

“Abbiamo segnato punti nei confronti della Provincia di Trento che sistematicamente tenta di contrastare e vanificare i nostri legittimi ricorsi legali a tutela e difesa degli orsi del Trentino – dichiara Gian Marco Prampolini, Presidente di LEAL –. Certi di essere nel giusto siamo pronti a continuare la nostra battaglia per la libertà degli orsi e a depositare anche l’appello avverso l’ordinanza di rigetto della sospensiva per la liberazione del giovane orso M57, attualmente detenuto al Casteller, pur non avendo a suo carico parere di pericolosità da parte di Ispra”.

→ Consiglio di Stato – Ordinanza 27.11.2020

 LEAL: GLI ORSI NON SI TOCCANO! 

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LEAL REPLICA ALL’ARTICOLO GAZZETTA DI PARMA SUL CASO MACACHI

→ GAZZETTA DI PARMA 22 novembre 2020: CASO MACACHI “Difendere la ricerca dalle ideologie antiscientifiche”

Replica di Mirta Baiamonte
Consulente Scientifico LEAL LEGA ANTIVIVISEZIONISTA

Gentile Direttore della GAZZETTA DI PARMA

Dopo la lettura dell’articolo citato, le dico con estrema sincerità che la LEAL LEGA ANTIVIVISEZIONISTA avrebbe contro – titolato: “CASO MACACHI. Perseverare nell’errore di pensiero sulla ricerca scientifica”. Vedere ancora oggi l’incaponirsi da parte di Senatori a Vita nel pensare che la sperimentazione animale sia violentata nella sua espressione per malcapitati animalisti che hanno fatto ricorso a Tribunali e Tar per stoppare esperimenti su animali come i macachi, facendo un torto a due Università, quella di Parma e Torino, vincitrici di Bandi Europei, è letteralmente sconcertante e inaudito. Purtroppo sfugge il dato che il blocco di un presunto progetto denominato LIGHTUP, svolto da Professori psicologi che dinanzi a pareri scientifici diversi rispondono con intenti di denigrazione e ilarità, spesso rivolti a singoli soggetti o a intere realtà scientifiche, votate all’esclusivo metodo di ricerca human based, ha trovato finalmente scelte di natura scientifica ed etica nel reale significato dei due termini, a differenza di quanto dichiarato nell’articolo citato.

Il fatto che venga dichiarato che i responsabili dello studio siano oggetto di una campagna di disinformazione dei movimenti animalisti è sinceramente sconfortante, nella misura in cui oggi sarebbe determinante e dignitoso avere il coraggio di cambiare radicalmente metodo di approccio allo studio di patologie umane, specificatamente umane, accentuando l’interesse sulla ricerca human based in un paese che non è il Paese di Stamina (come cita la Senatrice Cattaneo), ma è la Nazione che ha varato un decreto legge che consente finalmente la donazione del cadavere post mortem (uno, e non soltanto, dei metodi per potere studiare l’uomo per le SUE patologie), lasciando gli esseri senzienti quadrupedi svolgere la propria esistenza, senza inutili torture basate sul nulla delle motivazioni scientifiche.

Oggi evidentemente sfugge che la ricerca human based sia l’unica a rappresentare l’elemento unificante dell’Europa e del mondo, al contrario di quanto venga dichiarato nell’articolo. Invito piuttosto ad effettuare l’appello al Presidente Bourguignon nel NON proseguire nell’accordo sul Quadro finanziario pluriennale dell’Unione, nelle trattative sul budget disponibile per la ricerca e sulla sua distribuzione tra i tre pilastri del programma Horizon 2021-2022, ma piuttosto di invitare tutti i Ministeri della Salute di tutte le Nazioni europee ad effettuare tavoli tecnici di rete internazionale con esponenti della ricerca human based per trovare da subito le strade finanziarie per far nascere definitivamente ed esclusivamente progetti basati sulla ricerca human based per tutte le patologie del SNC, per tutte le forme di carcinoma, per tutte le forme di diabete, per citare le maggiori protagoniste attuali della condizione di “malattia” della specie animale UOMO, estremamente differente per genetica, stile di vita, alimentazione e assetti neuroendocrini consequenziali, dalle altre specie animali.

Augurandoci che la sperimentazione animale possa definitivamente terminare il suo errato ruolo da protagonista in ambiti di ricerca dove non si ha più da tempo la consapevolezza del metodo.

Mirta Baiamonte
Consulente Scientifico
LEAL LEGA ANTIVIVISEZIONISTA

 

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LEAL DICE NO ALLA VIOLENZA DI GENERE E SPECIE E SI BATTE CONTRO OGNI FORMA DI ABUSO

OGNI FORMA DI VIOLENZA VA COMBATTUTA E DENUNCIATA E CHI TACE È COMPLICE.

IL TEAM DI LEAL CONTRASTA LA VIOLENZA.

25 NOVEMBRE 2020


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LEAL ANIMALISMO: ABBIAMO FIRMATO ANCHE NOI LA PETIZIONE INTERNAZIONALE LANCIATA DALLE ATTIVISTE STEFANIA E BARBARA IN SCIOPERO DELLA FAME PER GLI ORSI

Il Corriere ha dedicato un ampio articolo a Stefania Sbarra e Barbara Nosari che da 60 giorni sono in sciopero della fame per chiedere la liberazione degli orsi M49, DJ3 e M57 detenuti al Casteller. Il quotidiano racconta della battaglia coraggiosa intrapresa dalle attiviste e presenta la petizione internazionale che Stefania e Barbara hanno da poco lanciato a favore degli orsi. Nell’articolo viene anche riconosciuto a LEAL il merito di aver diffuso in esclusiva la relazione dei Cites rivelando a tutti le condizioni degli orsi al Casteller.

FIRMA → PETIZIONE INTERNAZIONALE

LEGGI → ARTICOLO CORRIERE.IT

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LEAL ANIMALISMO: IL PESSIMO SPOT DI TELEFONO AZZURRO

LE PRESSIONI MEDIATICHE CHE HANNO DENIGRATO LO SPOT FUORVIANTE E SPECISTA DI TELEFONO AZZURRO HANNO SORTITO UN EFFETTO: IL VIDEO È STATO RIMOSSO!
→ Leggi il comunicato di Telefono Azzurro

Noi di LEAL abbiamo firmato la petizione e ringraziamo Annamaria Manzoni che ha espresso con la consueta chiarezza il sentimento di indignazione che il contenuto di questo spot pubblicitario ha scatenato in tantissime persone.

Il 20 novembre, in concomitanza con il 31esimo anniversario della Convenzione ONU, è stata celebrata la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Telefono Azzurro, associazione in difesa dei bambini, che non necessita di presentazione, con l’occasione ha dato il via alla campagna #primaibambini. Quest’anno il momento è particolarmente drammatico, vista l’emergenza Covid-19, e i bambini, quali soggetti deboli, devono essere particolarmente tutelati, come è nelle corde dell’associazione che di loro si occupa.

Lo spot che ha scelto è presto descritto: la casa brucia, perfetta metafora degli eventi attuali e alla Nostra Casa in Fiamme, come la racconta Greta Thunberg; dall’interno arrivano lamenti e richieste d’aiuto, mentre tutto intorno la gente cerca disordinatamente di mettersi in salvo, qualcuno con un bimbo in braccio: chiaro il riferimento ai diffusi vissuti di panico che la paura di non farcela contro un pericolo non ben individuabile porta con sé.

Un uomo robusto (l’autorità forte che non ci abbandona al nostro destino), dopo un attimo di incertezza, si slancia su per le scale, incrociando chi fugge in direzione opposta alla sua e apre con una spallata la porta della stanza in fiamme dove, in fondo, due fratellini, un maschietto e una femminuccia, seduti per terra, l’uno accanto all’altra insieme al loro cane, appaiono terrorizzati. L’uomo si avvicina incurante delle fiamme che potrebbero avvolgerlo, li guarda per un attimo e, al di là di qualunque sensata aspettativa, afferra il cane e se ne va portando in salvo lui e lasciando i bambini al loro destino.

Insomma, dalla tragedia alla farsa: perché a questo punto non si può che restare basiti davanti al finale a sorpresa e riderci sopra come ad uno scherzo inaspettato.

Se si guarda ai tanti video in circolazione negli altri paesi per celebrare questa giornata, le immagini sono ben diverse: ci sono didascalie che riportano numeri sconvolgenti riferiti a infanzie rubate, maltrattate, violentate, a vittime di guerre, fame, esodi biblici. E ci sono i visi sorridenti di tanti bambini che guardano diritto negli occhi e, a fronte di tutto, continuano a chiedere il loro diritto al rispetto, all’educazione, alla salute, alla vita insomma, con un atteggiamento nonostante tutto fiducioso nella possibilità di farcela.

La scelta pubblicitaria di Telefono Azzurro, si sgolano a spiegare i responsabili, è frutto di una valutazione attenta ed oculata che ha visto incrociarsi e sommarsi la professionalità di Havas Milan, società leader nelle comunicazioni, e il punto di vista dell’associazione stessa. Non si tratta quindi di uno scivolone né cognitivo nè stilistico, ma è piuttosto l’espressione di convinzioni profonde, che ha partorito il finale a sorpresa, per altro assolutamente irrealistico, dal momento che mai si è avuta esperienza di qualcosa del genere: se nelle intenzioni avrebbe dovuto smuovere le coscienze, nei fatti risulta invece grottesco, degno tutt’al più del colpo di scena di un cartone animato.

Ciò che è ancor più grave è la scelta di un mood polemico, la presenza di una sorta di acredine e rabbia sorda, dentro le quali lo spot diventa l’occasione per mettere in scena quella che è evidentemente una visione radicata della questione animale, vista come appannaggio di qualche individuo di poco cervello e ancor meno cuore, che privilegia gli animali ai bambini: questione che evidentemente i vertici di Telefono Azzurro considerano antagonista alla tutela dell’infanzia.

Non si tratta solo e soltanto di un attacco ai diritti degli animali: si tratta di una pericolosissima ridicolizzazione di tutti i movimenti che di diritti animali si occupano. Si tratta di avere dato voce a quelle che sono evidentemente convinzioni profonde: è grave dover prendere atto che manchino argomenti nobili per parlare di diritti dell’infanzia tanto da arrivare a sostenerli solo attraverso una sorta di lotta fasulla tra poveri. È grave pensare che l’unica idea che al Telefono Azzurro si sono fatta di chi si occupa di nonumani sia quella di persone asociali, disturbate, il cui interesse per i nonumani è speculare al disinteresse per gli umani, in una rappresentazione addirittura imbarazzante dell’animalista di turno.

Né l’agenzia pubblicitaria né Telefono Azzurro sembrano avere la più pallida idea del significato più ampio e inclusivo del termine antispecismo; ma nemmeno del significato più ampio di parole quali rispetto, empatia, responsabilità, che non sono atteggiamenti da accendere o spegnere a seconda dell’interlocutore, ma sono modi di essere e di sentire che, quando esistono, si esprimono in ogni relazione.

Dopo averci così tanto riflettuto, devono avere pensato che sarebbe stato davvero un bel colpo nella giornata dell’infanzia tirare una bordata contro una causa che non solo non è nelle loro corde, ma che evidentemente mal sopportano, nella evidente incapacità di prendere atto della connessione che la rende parte inscindibile della stessa questione umana. Non sanno, a quanto pare, che c’è una parte di mondo che sta lottando per principi di rispetto e di empatia che siano inclusivi e credono invece di trovarsi di fronte ad una gara, dove bisogna sgomitare per il primo posto.

Non si sono neppure accorti della loro stessa incongruenza nel dare vita alla situazione in cui i due bambini si proteggono e si danno reciprocamente forza insieme al loro cagnolino: quelli che loro dicono di difendere sono i primi che nel momento del bisogno non dimenticano i loro affetti e se ne sentono responsabili; ma poi arrivano gli adulti e mandano un messaggio mefitico: bisogna scatenare la lotta: voi dovete essere i primi, attenti a quegli altri che sono anche loro in attesa di solidarietà, perché poi vi fregano. Che la gara cominci allora, senza esclusione di colpi.

Si insinua poi un inevitabile pensiero alla reiterata strumentalizzazione dei bambini quando si tratta di colpire i nonumani: la campagna di Telefono Azzurro che vede l’interesse degli animali confliggere con quello dei bambini ricorda drammaticamente la pubblicità dei vivisettori che, per cercare sostegno al loro operato, usano contrapporre la salvezza delle cavie a quella dei propri figli: tu chi preferisci salvare? Il dilemma si ripropone: il dito viene severamente puntato contro chiunque, rispettando gli animali, automaticamente condannerebbe a morte i bambini.

Dal punto di vista pubblicitario penso si sia di fronte ad un flop spaventoso: l’assurdità della trovata è tale da catalizzare tutta l’attenzione, a tutto svantaggio del tema della tutela dell’infanzia, che, per la sua drammaticità, davvero avrebbe meritato ben altro.

Dal punto di vista etico è anche peggio: sostituire la necessità di un atteggiamento solidaristico, collaborante, rispettoso con la creazione di un nemico da battere è quanto di meno pedagogico ed educativo si possa ideare. Se queste sono le basi su cui si fonda l’ideologia di chi dice di lavorare per la costruzione di un mondo nuovo, di pace, rispetto e collaborazione, la strada è davvero in salita.

Resta forte la fiducia nei bambini, i quali, al di là di messaggi tossici che il mondo adulto propone loro, non vedono negli altri animali nemici o pericolosi concorrenti, ma amici, con cui condividere le loro vite, in una intesa con gli altri che i loro difensori pare non si sognino nemmeno.

Fonte: → Annamaria Manzoni blog.

COMUNICATO DI TELEFONO AZZURRO
“Attraverso il video realizzato a titolo gratuito in occasione della Giornata Internazionale dell’Infanzia, Telefono Azzurro voleva attirare l’attenzione sul tema dei bambini, troppo trascurati in questa emergenza sanitaria. Non intendevamo creare alcuna contrapposizione tra i bambini e le categorie vulnerabili: sarà nostro impegno rimuovere il video, poiché abbiamo compreso che il coinvolgimento del cane ha turbato la sensibilità di molti e di questo ci scusiamo. Purtroppo non siamo riusciti a trasmettere il messaggio che abbiamo a cuore, quello di portare l’attenzione sul tema della sicurezza dei bambini e della tutela dei diritti dell’infanzia in questa emergenza sanitaria. La nostra speranza è che l’attenzione di tutti possa ritornare sul tema per noi più importante, sulla nostra sola missione da più di 30 anni: la salvaguardia dei bambini.
Perché su di loro l’attuale emergenza sanitaria ha impattato violentemente e ancora lo sta facendo”.


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