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ANIMALI IN TEMPO DI CORONAVIRUS: VITTIME DELLA BUROCRAZIA E DELLA DISINFORMAZIONE

Troppo spesso LEAL, come associazione animalista, si trova a dover affrontare ostacoli burocratici nel cercare di far rispettare le leggi che tutelano gli animali in materia di prevenzione (Legge 281/91).

È importante ricordare che ogni Sindaco è responsabile oltre che dei cittadini anche degli animali. Quindi deve rispondere anche dei canili o gattili del luogo di pertinenza così come dei randagi.

In questi giorni di decreti e di zone rosse troppo spesso ci siamo imbattuti in divieti inesistenti, come quello di poter portare cibo ed acqua ed eventuali cure agli animali bisognosi. Divieti che non hanno ragione di esistere dal momento che i Comuni stessi dovrebbero fare informazione per ribadire che gli animali non sono portatori di questo virus contribuendo in questo modo ad evitare l’abbandono degli animali stessi. L’opera di sensibilizzazione contro l’abbandono andrebbe portata avanti in modo continuativo tenendo conto che l’abbandono oltre ad essere un terribile trauma per l’animale diventa anche un costo per la società. Il denaro pubblico dovrebbe essere usato non per sovvenzionare canili che spesso non rispettano il benessere animale ma utilizzato in campagne di sterilizzazione. La riduzione del randagismo porterebbe ad aver meno bisogno di strutture che equivalgono a prigioni per gli animali e come detto ad una riduzione di costi.

Sarebbe importante inoltre che le associazioni animaliste potessero entrare come organo di controllo nelle strutture che accolgono gli animali. Lo stesso canile dovrebbe diventare un luogo di cultura dove poter portare alunni per spiegare il fenomeno del randagismo ed incrementare le adozioni.

Troppo spesso veniamo a conoscenza di deportazioni di animali che diventano invisibili dopo essere stati spostati verso chissà quali terribili destinazioni: vivisezione, zooerastia, traffici in generale e magari cucine. Sembra impossibile ma ogni anno migliaia di cani spariscono nel nulla per questi traffici illeciti.

Quindi aiutare gli animali in difficoltà significa sempre, e mai come in questo momento, svolgere un servizio alla comunità senza chiedere risorse pubbliche. Lo Stato e di conseguenza anche i Comuni come Istituzione dovrebbero allertarsi per vigilare e sostenere questo percorso non lasciando solo al volontariato, e purtroppo a volte contrastandolo, il compito di portare avanti una battaglia di civiltà.

Gian Marco Prampolini
Presidente LEAL Lega AntiVIVIsezionista


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28 MARZO 2020 LEAL CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE PER LA FINE DELLA PESCA

Una giornata mondiale che si celebra ogni anno il quarto sabato di marzo. Un momento di ripensamento al quale LEAL oggi in una contingenza di lockdown per le disposizioni di contenimento della diffusione del coronavirus Covid-19 aderisce solo virtualmente ma che ha sostenuto anche facendo informazioni nelle piazze per sensibilizzare su quella che ormai è diventata una assoluta e inascoltata necessità e una doverosa scelta morale: l’abolizione dello sfruttamento degli animali acquatici.

Ricordiamo che la pesca con l’inquinamento e la plastica sta causando la distruzione di tutto l’ecosistema. LEAL sottoscrive la richiesta di ABOLIZIONE DELLA PESCA e totale chiusura degli allevamenti ittici perché doveroso e coerente. È necessario denunciare la strage di pesci e porre l’accento oltre che sulla distruzione ambientale anche sulla totale mancanza di etica che deriva dallo sfruttamento degli abitanti di mari, fiumi e laghi. Esseri senzienti e individui uccisi da una umanità in balia di un istinto predatorio fuori controllo che fa prevedere che nel 2048/2050 gli ambienti marini saranno parzialmente o totalmente vuoti e questo darà il via ad una seria minaccia per la vita di ogni essere presente sul pianeta.

Il concetto di violenza è uno e deve valere per tutti i viventi e tutto quello che facciamo contro gli animali acquatici è inaccettabile in quanto violenza. LEAL promuove una scelta vegana e uno stile di vita che rispetti il pianeta e tuteli ogni forma di vita.


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Animali e coronavirus: il vademecum di LEAL

L’attuale emergenza sanitaria sta cambiando i nostri comportamenti e i nostri rapporti con gli animali, sia domestici che selvatici o randagi.
LEAL ha approntato un vademecum, che verrà costantemente aggiornato con le disposizioni normative, invitandovi a verificare e rispettare Ordinanze Regionali o Comunali più restrittive al link della → Protezione Civile. Per ulteriori informazioni più generali vi invitiamo a documentarvi attraverso i canali ufficiali del → Ministero della Salute.

Per emergenze gli uffici di LEAL Nazionale sono operativi al numero della sede nazionale al numero 02 29401323.

1. Gli animali domestici non si ammalano né trasmettono il Covid19 come affermano il → Ministero della Salute e la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani → FNOVI.

2. Rispettare le disposizioni normative: no assembramenti, tenere distanza interpersonale di almeno un metro, lavarsi spesso le mani, indossare mascherina e guanti, uscire solo se strettamente necessario.

3. Avere con sé l’autocertificazione (puoi scaricarla → a questo link) e un documento di identità. Per chi non avesse a disposizione una stampante, può anche trascriverne a mano il contenuto. In ogni caso le Forze di Polizia, i Carabinieri ecc. dovrebbero averne una copia da compilare al momento.

4. Le regolari uscite del cane in quanto stato di necessità devono rispettare la disposizione che prevede una distanza massima dall’abitazione di 200 metri. Nelle aree cani bisogna mantenere la distanza di un metro tra le persone. Verificare che l’area non sia stata chiusa da Ordinanza Comunale.

5. Volontari e tutor possono accudire colonie di animali randagi come previsto dal Decreto del Ministero della Salute 12 marzo 2020 dotandosi di una autocertificazione e atti giustificativi quali nomina di delegata/o, volontario di associazione, riconoscimento colonia del Comune. Nel caso di colonia ancora non riconosciuta produrre la domanda di riconoscimento se in corso o materiale utile a provarne l’esistenza (foto o altra documentazione). L’accudimento e la cura delle colonie feline e dei gatti in stato di libertà sono garantite dalla Legge 281/91, come si evince dal DPCM del 22 marzo 2020 che richiama l’ordinanza del Ministero della Salute del 2 marzo 2020 da cui si ricava la legittimità di provvedere alla cura e somministrazione di acqua e cibo agli animali per tutelare la loro sussistenza.

6. Ci si può recare presso strutture gestite da volontari per “accudimento e gestione degli animali presenti nelle strutture zootecniche registrate/autorizzate dal servizio veterinario ivi compresi canili, gattili” (Decreto Ministero Salute 12 marzo 2020). In ogni caso attenersi a quanto stabilito dai gestori della struttura stessa.

7. Si può portare il proprio animale dal medico veterinario in caso di urgenza o terapia. In questi casi è necessaria l’autodichiarazione che sarà poi accompagnata da una dichiarazione del veterinario. Si ricorda che “Gli spostamenti relativi alla cura degli animali di affezione rientrano nell’ambito della deroga relativa ai motivi di salute in quanto sono da estendersi anche alla sanità animale, in conformità delle disposizioni previste dai DPCM”
(aggiornamento nota 2 marzo 2020 Ministero della Salute a questo link).

Invitiamo tutti a rispettare le restrizioni indicate con senso di responsabilità e della collettività a massima tutela del nostro prossimo. Ricordiamo che in questi momenti i nostri amici animali domestici hanno maggiormente bisogno di protezione e aiuto così come le volontarie, che con sempre più fatica e difficoltà economiche li accudiscono con molti sacrifici e privazioni.


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CORONAVIRUS COVID-19: SÌ ALLO STUDIO SULL’UOMO NO AI TEST SU ANIMALI

[di Mirta Baiamonte, PhD, referente scientifico di LEAL]

I coronavirus sono una famiglia di virus a RNA o retrovirus. Questo significa che le sue informazioni genetiche sono contenute non nel DNA ma nell’RNA (acido ribonucleico a un solo filamento). Il loro patrimonio genetico è il più esteso tra tutti i virus conosciuti.
Come tutti i virus, hanno bisogno di una cellula ospite per poter replicare il proprio genoma e moltiplicarsi.
Sono dei virus incapsulati, cioè hanno una membrana esterna che li ricopre e li protegge. Su questa membrana ci sono delle escrescenze che fanno somigliare questi virus, appunto, a una corona. Queste escrescenze si chiamano peplomeri e servono per il movimento.
I coronavirus sono responsabili di moltissime patologie dell’apparato respiratorio. Nella maggior parte dei casi, attaccano le alte vie aeree, come il naso e la gola. In pochi casi danneggiano anche le vie respiratorie più profonde, come i polmoni .
Si calcola che circa il 10-30% dei raffreddori comuni sia causato proprio da questo tipo di virus. Generalmente le malattie che causano non sono particolarmente pericolose, salvo casi come l’epidemia di Sars.
In termini di gestione delle patologie che possono essere causate dai retrovirus, ovviamente la prevenzione è come sempre il primo dato da porre all’attenzione dei cittadini, lavorando con notevoli mesi di anticipo, a volte anche tutto l’anno, per innalzare le difese immunitarie in modo costante, così da abbassare notevolmente la percentuale di possibilità di contrarre la malattia da essi causata.
È necessario tenere in considerazione che il tasso di incidenza di eventuali patologie causate dai retrovirus varia in base alla differenza di sesso, poiché l’uomo è maggiormente soggetto a patologie cardio-respiratorie, mentre la donna è maggiormente protetta per differente assetto ormonale, a causa dell’alto livello di estrogeni.
Anche nell’ambito del coronavirus (Covid-19), come nel caso di retrovirus influenzali precedenti, frutto di mutazioni differenti, si pone sul tavolo il problema se concentrare gli sforzi della ricerca sul vaccino, o sul farmaco antivirale.
I vaccini antivirali possono essere costituiti da virus uccisi (inattivati), attenuati (hanno mantenuto la capacità di replicarsi ma perso buona parte del potenziale patogeno) oppure da sub-unità virali (i vaccini di nuova generazione sono formati, ad esempio, da proteine del pericapside virale, capaci di stimolare l’immunità passiva).
I farmaci antivirali hanno una funzione assolutamente differente: i virus non sono batteri, motivo per cui gli antibiotici sono inefficaci contro le infezioni virali.
Esistono farmaci antivirali che solitamente sono citotossici e come tali lesivi sia per il virus che per la cellula. La ricerca di un principio attivo antivirale deve quindi basarsi sull’interazione del farmaco con specifiche tappe della replicazione virale; può ad esempio agire sulla penetrazione cellulare del virus, sulla replicazione del suo genoma, sulla sintesi proteica oppure sull’uscita dei nuovi virus dalla cellula ospite. Gli antivirali più diffusi agiscono sulla replicazione del genoma virale, quindi sui sistemi enzimatici, come le polimerasi, coinvolti in questa fase.
Le cellule del corpo umano si difendono dai virus tramite il rilascio di interferoni (α, β e γ) prodotti da linfociti, macrofagi, monociti e cellule Natural Killer. Quando una cellula viene infettata da un virus reagisce producendo interferone, sostanza che non ha azione antivirale diretta ma induce nelle cellule sane e infettate uno stato antivirale che le prepara all’infezione. L’interferone, interagendo con specifici recettori, induce la sintesi di particolari proteine grazie all’attivazione di geni silenti; una volta attivate, tali proteine favoriscono in parte la degradazione degli RNA messaggeri del virus ed in parte inibiscono la sintesi delle proteine virali. L’uso quindi di antivirali potrebbe essere una valida alternativa al vaccino.
Sicuramente risulta opportuno valutare entrambi gli approcci, ma considerando esclusivamente la sperimentazione sull’uomo, e non certo valutando di inoculare il virus su specie animali differenti dall’uomo, come si sta già iniziando a fare (vedi anche in Australia sui topi), essendo i retrovirus assolutamente specie-specifici su tessuti ed organi.
Infatti nell’ambito del ceppo coronavirus, i coronavirus gatto, cane o altre specie, sono del tutto differenti dal coronavirus umano, e quindi differiscono in modo radicale dall’attuale Covid-19.
Il coronavirus ad esempio del gatto è molto comune, spesso asintomatico e si trasmette tra gatto e gatto per via fecale, per citarne un esempio in ambito di specie differente.
Pertanto sottolineiamo in modo serio la necessità di studio dell’attuale Covid-19 esclusivamente sull’uomo sia nella direzione eventuale vaccino sia nella direzione di un mirato antivirale.
In USA, a Seattle sono proiettati sulle nuove frontiere della ricerca che noi sosteniamo da anni. Dal Kaiser Permanente Washington Institute di Seattle potrebbero arrivare, a breve, le prime indicazioni sul vaccino che fermerà il coronavirus. La Associated Press ha rivelato che gli esperti che lavorano presso l’Istituto sono pronti a iniziare una fase sperimentale che coinvolge direttamente l’essere umano. Al via la sperimentazione umana per la ricerca di un vaccino contro il coronavirus. Succede a Seattle, dove il NIH e la Moderna Inc. hanno preparato alcune dosi di un vaccino sperimentale che non contiene il Covid-19. Non c’è rischio d’infezione, dunque, per i pazienti che si sottoporranno all’esperimento: si tratta di un test che dovrà valutare l’insorgere di effetti collaterali preoccupanti. Superata questa prima fase di studio si passerà a una seconda, più approfondita. Nell’ambito del farmaco antivirale, vista la tipologia di azione del farmaco sul virus, sarebbe altrettanto opportuno creare il principio attivo studiando sull’uomo.
Attualmente si parla di applicazione clinica del farmaco utilizzato in passato per il virus Ebola, il Remdesivir.
In base al successo contro altre infezioni da coronavirus, Gilead ha fornito Remdesivir ai medici che hanno curato un paziente americano nella Contea di Snohomish (Washington), infettati dal Sars-CoV-2 e stanno fornendo il composto alla Cina, per condurre un paio di studi su individui infetti con e senza sintomi gravi.


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LEAL: ONORE ALLE NOSTRE SEZIONI CHE IN QUESTO MOMENTO DIFFICILE SI OCCUPANO DI ANIMALI SUL TERRITORIO E HANNO PIÙ CHE MAI BISOGNO DI AIUTO

Sono diverse le sezioni LEAL che oltre a portare avanti le attività di informazione e divulgazione, nello stesso tempo con dedizione e puntualità seguono animali in zone critiche per diversi motivi. Tutto questo richiede tanto tempo dedicato, competenza nel seguire gli animali, ma anche un viavai da ambulatori e cliniche veterinarie, somministrazione delle terapie, stalli scelti in casa o presso pensioni e molto altro. In questo periodo in cui la preoccupazione e la paura hanno messo in stand by l’intera nazione non fermiamo il nostro cuore e troviamo il tempo di sostenere economicamente anche chi non si ferma in fase di emergenza dedicandosi agli animali per i quali ha ormai preso un impegno gravoso e che non finisce mai!

LEAL SEZIONE PALERMO E PROVINCIA
Giusi Terrazzino
si occupa di raccogliere gatti disastrati e disabili che le vengono segnalati sul territorio o detenuti in piccole gabbie in vari canili. Dopo cure, interventi, lunghi periodi di riabilitazione li rende pronti per trovare casa. Le adozioni vengono selezionate e controllate con rigore e si creano posti per tanti altri gatti che possono così avere una possibilità.
Se volete conoscere e adottare i Diversamente Mici di Giusi:
→ LEAL Palermo pagina fb

LEAL SEZIONE CATANIA E PROVINCIA
La sezione di Catania vede impegnata Rosalba Filippelli che ha creato senza aiuti un piccolo rifugio modello dove ospita cani di nessuno trovati sul territorio in condizioni pietose o di grande pericolo. Gli animali nel suo piccolo paradiso sono alimentati correttamente, curati e possono correre e giocare grazie all’amore di Rosalba che dedica a loro ogni momento libero che le lascia il lavoro.
→ Pagina fb Rifugio A casa di Lucky
→ Pagina fb

LEAL SEZIONE PIACENZA
Giustina De Rosa,
responsabile della sezione, è da anni un prezioso punto di riferimento per chi segnala animali in difficoltà e dei quali si fa poi carico anche dal punto di vista sanitario e dell’accoglienza per poi cercare per loro una famiglia. Segue diverse colonie feline con raccolte alimentari ora bloccate per la contingenza coronavirus e si trova in grande difficoltà.
→ Adozioni LEAL Piacenza pagina fb

LEAL SEZIONE CORTEMAGGIORE PC
I volontari si occupano da oltre 10 anni della gestione della colonia felina più grande del Comune di Cortemaggiore provvedendo al sostentamento dei più di cento mici della colonia, si occupano personalmente dell’acquisto e della distribuzione del cibo, delle pulizie e delle visite veterinarie. Le sterilizzazioni vengono fatte in collaborazione con il Comune in base alle leggi vigenti, contribuendo così al contenimento del randagismo felino. LEAL Cortemaggiore fornisce assistenza che gestisce le altre colonie feline più piccole presenti sul territorio comunale.
→ Colonia felina LEAL Cortemaggiore pagina fb

LEAL SEZIONE COMO LECCO
Manuela Regaglia,
responsabile della sezione, si occupa da sola e molto attivamente della piccola fauna che viene trovata nella zona: ricci, scoiattoli, topolini, uccelli trovati feriti dai cacciatori o dai predatori ma anche cani e gatti stremati e tante gatte gravide o piccoli orfani. La sua vita è fatta di sveglie puntate per imboccare gli uccellini o dare il biberon ai cuccioli non ancora svezzati. In alcuni periodi dell’anno particolarmente critici non ha respiro e non ha neppure il tempo di postare le foto per chiedere aiuti e fare raccolte fondi.
→ LEAL sezione Como Lecco pagina fb

LEAL SEZIONE PESCARA E TERAMO
La responsabile Elvira Giancaterino si occupa di tante emergenze sul territorio coadiuvata da pochissime volontarie fidate e in una zona difficile si trova a dover pensare ad abbandoni di cani malati o in fin di vita o ad affrontare abbandoni di intere cucciolate di cani e gatti.
→ LEAL Pescara Teramo pagina fb

SE VUOI AIUTARE LE NOSTRE SEZIONI PUOI FARE UNA LIBERA DONAZIONE SPECIFICANDO NELLA CAUSALE LA SEZIONE CHE DESIDERI AIUTARE.

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LEAL DONA UNA MANGIATOIA A PROGETTO CUORI LIBERI

LEAL augura buon lavoro a Federica, Ivan e Francesca, gli amici del Progetto Cuori Liberi! Siamo felici di aver contribuito al loro benessere e siamo certi che tutti gli ospiti di questo santuario avranno finalmente una vita felice dopo essere stati liberati da situazioni di maltrattamento, sfruttamento e dal mattatoio.
Questi rifugi nascono per fare comprendere a quante più persone possibile come ogni animale sia un individuo unico e meraviglioso, portatore di diritti e un nostro compagno di viaggio in questa nostra vita sulla terra.
Questo rifugio si trova in mezzo al verde della campagna pavese a Zinasco.

Per informazioni:
Federica 3420037041; Ivan 3770880839; Francesca 3928165024.

→ Pagina fb Progetto Cuori Liberi


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LEAL a RadioVeg.it con una nuova rubrica

RadioVeg.it ci regala una nuova rubrica ideata da Grazia Cominato con il contributo della professoressa Mirta Baiamonte, PhD referente scientifica di LEAL. È dedicata all’informazione sulla sperimentazione animale e sull’antivivisezionismo della scienza etica, che guarda ai metodi sostitutivi e li sceglie con risultati sempre più attendibili e sicuri per una scienza che, come deve essere, tuteli la vita di tutti!

Ringraziamo RadioVeg.it nostra partner di tante interessanti iniziative a tutela di animali, ambiente e salute.

→ RadioVeg.it


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VIVISETTORI IN FUGA: IL RICERCATORE LUCIANO FADIGA ED IL SUO SOSTITUTO LUCA FERRARO SI NEGANO AD UN CONFRONTO E AL PUBBLICO DIBATTITO

Fadiga con la sua equipe conduce ricerche sui neuroni specchio presso i laboratori dell’Ateneo di Ferrara utilizzando macachi ed altri animali. Sono stati invitati ad un convegno per il 13 marzo (poi sospeso per le attuali restrizioni in vigore) al quale LEAL sarebbe stata presente al tavolo dei relatori e nonostante non ci fossero al momento dell’invito le attuali restrizione per l’emergenza sanitaria hanno rifiutato un civile e pubblico confronto.

Ricordiamo che LEAL sta attenzionando da anni i macachi e gli animali detenuti negli stabulari di Unife anche con azioni di protesta e blitz.

Vedi articoli:

LEAL e Senatore Lello Ciampolillo M5S blitz a Unife

Unife: il Rettorato non ha ancora confermato l’incontro con LEAL e con il Senatore Lello Ciampolillo

Blitz di LEAL e Senatore Ciampolillo M5S agli stabulari Rettorato Unife sortisce effetto: si apre il dialogo

LEAL deposita in Procura estensione alla denuncia per maltrattamento di animali fatta nei confronti di Unife dal Senatore Lello Ciampolillo M5S

COMUNICATO DI ANNA FERRARESI CONSIGLIERE COMUNALE DI FERRARA

Dopo mesi di ostacoli, rifiuti, impossibilità di affrontare un tema così importante come la sperimentazione sui macachi rinchiusi da anni nello stabulario di Ferrara, finalmente ero riuscita a raccogliere il numero minimo di firme dei consiglieri di opposizione, al fine di richiedere la IV commissione.

È stato invitato il prof. Fadiga, Professore Ordinario per la sua conduzione di esperimenti sui primati non umani nell’ambito della Sezione di Fisiologia umana del Dipartimento di Scienze Biomediche e Chirugico Specialistiche dell’Università di Ferrara .

Tra i relatori il Dott. Maurilio Calleri, Presidente Limav (Lega Internazionale dei Medici per l’Abolizione della Vivisezione), Gian Marco Prampolini, Presidente LEAL, Yuri Bautta, responsabile rapporti istituzionali LAV e mediatore per la liberazione dei macachi dell’Università di Modena.

La commissione fissata per venerdì 13 marzo, per ovvie ragioni legate all’emergenza coronavirus è stata RINVIATA, in quanto i nostri ospiti provengono da zone rosse (Modena, Milano, Sanremo).

Ci tengo a precisare che il Prof. Fadiga HA RIFIUTATO di partecipare, come il suo sostituto dott. Luca Ferraro. Non esiste NESSUNA VOLONTÀ di accettare un contraddittorio con professionisti quali il dott. Calleri.

Sebbene questa volta vi sia stata la disponibilità dell’assessore Balboni, ad essere presente in commissione.

Ci si chiede quale risultato mai si potrà avere, se i baroni della scienza sono barricati nelle loro stanze di laboratorio a tenuta stagna?

Quale paura sussiste nel confronto? O ci si crede che gli esseri umani sono superiori per status e valore agli altri animali, e pertanto devono godere di maggiori diritti?

Ho scritto al Magnifico Rettore Giorgio Zauli, sperando che interceda e possa aiutarmi a convincere gli scienziati al dibattito (ancora senza risposta).

Esistono ricerche all’avanguardia Human Based oramai consolidate.

Continuare all’ostruzionismo, a chiudere le porte dei laboratori a chi vorrebbe quantomeno sapere le condizioni degli animali non è motivo di vanto, nè porta prestigio ad Unife.

Attendo fiduciosa un segno di apertura verso una ricerca scientificamente valida e rigorosa ed eticamente sostenibile.


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Il risveglio dell’orso

L’orso M49 è uscito dal letargo e con lui si sono risvegliati istantaneamente gli allarmi sulla sua pericolosità. L’orso ha razziato un’arnia e forse tentato di predare un animale abbandonato: normalissimo comportamento di ogni orso che all’uscita dal letargo ha necessità di ricostituire l’equilibrio energetico compromesso dal lungo digiuno.

La presidenza della Provincia Autonoma di Trento ha prontamente fatto sapere che l’ordinanza di rimozione, incautamente emessa la scorsa estate, è sempre valida. Questo significa che a breve riprenderà la caccia all’unico orso presente nel Trentino orientale. M49 è stato trasportato dalla forestale trentina in un’area dove non c’erano orsi con una operazione di cattura magistralmente inutile. Com’è noto il giovane orso dopo la fuga dalla prigione dove volevano rinchiuderlo a vita, è sfuggito, entrando e uscendo a suo piacere dalle trappole a tubo piazzate per lui, ad altri tentativi di cattura.

È possibile che ci saranno predazioni e danni, ma non è detto: M49 ha dimostrato di essere schivo ed elusivo e fugge alla vista dell’uomo. La responsabilità, in ogni caso, sarà dell’amministrazione provinciale che ci ha tenuto a dimostrare la cattiva gestione di questo splendido animale.

M49 non ha colpe: conduce una vita da orso e non è responsabile della malvagità dell’essere umano che attende predazioni e danni senza adottare le necessarie misure di prevenzione per poi perseguitarlo a scopo propagandistico.

Il 6 marzo avrà inizio il processo contro Ugo Rossi, l’ex presidente della PAT che fece uccidere la mamma orsa KJ2. Le scriventi associazioni colgono l’occasione per sconsigliare anche l’attuale presidente PAT dall’adottare azioni ostili a M49 e gli altri orsi presenti in Trentino.

Nulla lasceremo di intentato per ottenere giustizia e corretta gestione della popolazione di orsi trentina che non è responsabile della cattiva amministrazione e delle idee ostili alla biodiversità.

GAIA Animali e Ambiente
LAC Trentino Alto Adige/Südtirol
LEAL Lega AntiVIVIsezionista
LIMAV Italia OdV
OIPA – Organizzazione Internazionale Protezione Animali
Salviamo gli Orsi della Luna
Coordinamento Grandi Predatori e Fauna Selvatica


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