Vivere in otto metri quadri

La LEAL ha già preso posizione scrivendo alle Istituzioni contro l’eventuale decisione di ridurre gli spazi. Unitevi a noi inviando mail. In Toscana è fortemente a rischio lo spazio minimo di 8 mq attualm…ente previsto dal Regolamento di attuazione della l.r. 59/2009 per i cani custoditi in box e recinti che potrebbe essere ridotto a misure nettamente inferiori per favorire i cacciatori.  

Il Consiglio Regionale della Toscana, nella seduta del 24 settembre scorso ha approvato all’unanimità la mozione n° 805 “in merito alle misure di detenzione degli animali in ottemperanza della l.r. 59/2009″ presentata il 6 maggio 2014 dal capogruppo di Più Toscana, Antonio Gambetta Vianna, che impegna la Giunta Regionale a rivedere la l.r. 59/2009 al fine di recepire la normativa europea 2010/63/EU. La mozione n° 805 DIMENTICA che la Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici si applica solo a cani destinati alla vivisezione.

Quelle misure sono già limitate per i cani “da sperimentazione” e non vogliamo che siano estese a tutti i cani della Toscana.

Se la Giunta recepirà le indicazioni della mozione, lo spazio di 8 mq a cane attualmente in vigore per box e recinti sarà diminuito o addirittura più che dimezzato. La revisione degli spazi andrebbe a colpire principalmente i cani da caccia e in particolare quelli delle mute da cinghiale, cioè un numero altissimo di animali, che i cacciatori potrebbero impunemente detenere in misure assolutamente inadeguate senza nessuna possibilità di contestazione.

Era già molto grave che il termine per l’adeguamento di box e recinti, che sarebbe dovuto scadere a luglio 2013, fosse stato posticipato al 31 dicembre dello scorso anno. E oggi è inammissibile che la Giunta regionale premi i cittadini che non si sono messi in regola, il regolamento è in vigore e prevede una sanzione da 100 a 600 euro per chi non si è adeguato.

Ci amareggia molto constatare che la Regione anziché farlo rispettare, si appresti a concedere l’ennesimo favore ai cacciatori con i loro ricoveri improvvisati”.

Una superficie inferiore agli 8 metri quadrati non garantisce all’animale la minima espressione delle sue caratteristiche etologiche; tali misure rientrano in uno standard accettabile e uniforme a quelle indicate nelle legislazioni di altre Regioni italiane e non è accettabile che siano mantenute solo per i canili, escludendo i tantissimi cani detenuti dai privati in spazi spesso veramente angusti.

“Otto metri quadri sono la misura minima in cui un cane può essere detenuto e gli spazi previsti per recinti o box dei privati cittadini devono essere identici a quelli previsti per i canili e le pensioni. In caso contrario si creerebbe una palese disparità di trattamento e una contraddizione anche con l’articolo 2 del Regolamento stesso, che parla di ‘luoghi idonei’ anche per ‘spazio’ alla detenzione dei cani.

L’esperienza dimostra come spesso nel caso di cani di proprietà custoditi in box o recinti non sia assolutamente certo che all’animale siano concessi momenti di libertà fuori potendo in buona parte dei casi usufruire di uscite solo in occasione di addestramenti o battute di caccia. E’ evidente, quindi, che i cani detenuti in spazi inferiori a otto metri quadrati non siano in grado di svolgere le funzioni etologiche basilari”.

Se i privati fossero esentati dal garantire la superficie minima di 8 mq per box e recinti potrebbero adottare anche forme di detenzione limite, fino alla violazione dell’articolo 727 del Codice penale, per incompatibilità con le caratteristiche etologiche degli animali. Eliminare i parametri minimi da rispettare, infine, priverebbe chi effettua le verifiche sulle condizioni di detenzione degli animali di un importante parametro di riferimento, aprendo la strada alla discrezionalità.

 

Abbiamo scritto al Presidente della Regione, Enrico Rossi, all’assessore al Diritto alla Salute, Luigi Marroni, all’assessore all’Ambiente e Energia, Anna Rita Bramerini e all’assessore all’Agricoltura, Gianni Salvadori, di non fare passi indietro rispetto a quanto emanato nel 2011, quando la Regione si contraddistinse per senso di civiltà evitando discriminazioni, anche nei confronti degli animali evitando di cedere alle pressioni del mondo venatorio.

——————————-

MAIL pronta

Gentile Presidente, Gentili Assessori, vi chiediamo di mantenere l’attuale misura minima di 8 mq per ciascun cane custodito in box o recinto come stabilito dalla L.R. 59/2009 nel suo regolamento di attuazione. Ridurre le misure, come richiesto da una recente mozione, significa rinchiudere potenzialmente tutti i cani della Toscana in spazi estremamente angusti e condannarli ad una vita non rispettosa della loro etologia. Ricordiamo anche che le misure a cui si riferisce la recente mozione riguardano la stabulazione di animali da sperimentazione e si rifanno ad una criticabile Direttiva che si occupa di essi. Siamo fiduciosi sul fatto che vorrete evitare di fare un dannoso passo indietro rispetto a quanto emanato nel 2011 quando, grazie a proficuo confronto con le associazioni animaliste, la Regione Toscana comprese l’importanza di non cedere alle pressioni del mondo venatorio, e si contraddistinse per senso di civiltà evitando discriminazioni, anche nei confronti degli animali.

Distinti saluti

Nome Cognome

————————————————

INDIRIZZI 

enrico.rossi@regione.toscana.it

annarita.bramerini@regione.toscana.it

luigi.marroni@regione.toscana.it

gianni.salvadori@regione.toscana.it


 CATEGORIE  LEAL informa |

Lascia un commento

Vuoi lasciare un commento a questo articolo?