UNA SCELTA STORICA O UNA STRATEGIA PER ATTUTIRE I CLAMORI SUSCITATI DAL PROGETTO LIGHTUP?

In questo momento particolare in cui si levano da ogni dove le proteste contro il progetto LIGHTUP arriva questa notizia.
Ma guarda che coincidenza.

Da una parte abbiamo 6 macachi rinchiusi in uno stabulario a cui verranno provocati danni nel campo della visione e poi saranno uccisi per completare gli studi. Questo è il progetto LIGHTUP, finanziato con 2 milioni di euro dalla UE, che ha provocato tanta indignazione e ha dato il via a proteste che non si attenuano e che vengono riportate dai media. Dall’altra abbiamo l’annuncio della “liberazione” di 9 macachi che sono stati usati nella sperimentazione animale.
Come dire “Ve ne diamo 9 ce ne lasciate 6”.

Verrebbe da pensare che i 9 macachi ormai sfruttati abbiano avuta salva la vita in cambio dei 6 macachi impiegati nel progetto portato avanti nelle Università di Parma e Torino.

Questa liberazione ci suona tanto come una strategia dell’ultimo momento. Una strategia messa a punto in un momento importante.
Siamo portati a pensare ad una mossa improntata a far credere che, sì, gli animali sono indispensabili ma tutti coloro che, purtroppo, sono costretti ad usarli sono molto preoccupati per loro.
Sembra davvero un tentativo di ammorbidire le proteste di coloro che condannano l’uso degli animali nella ricerca.

Ai macachi, che erano arrivati nel 2008 dall’isola di Mauritius, durante tutti questi anni sono state inoculate particelle virali per testare le risposte immunitarie (che sono quelle dei macachi aggiungiamo noi).

Nell’articolo viene affermato che sono stati usati “nel rispetto del loro benessere”.
E non si capisce di quale benessere stiano parlando.
Può esistere benessere per animali che vivono chiusi in gabbie e ai quali vengono inoculate particelle virali?

Nell’articolo si legge: “È bellissimo pensare che dopo 11 anni di clausura e analisi… abbiano finalmente trascorso il Natale in vacanza”!

“Dovranno imparare a vivere in libertà” aggiungono.
Diciamo pure che semplicemente dovranno imparare a vivere perché finora la loro non è stata vita.
La VITA, quella vera, è stata negata loro dall’essere umano in nome di una falsa scienza che miete vittime.

LEAL Lega AntiVIVIsezionista
LEAL sezione Arezzo
Bruna Monami,
tel. 347 6192617
lealarezzo@gmail.com

Fonte → corriere.it


LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE” o “BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT04Q0306909606100000061270
. PayPal – online
. per qualsiasi chiarimento contattaci al +39 02 29401323

LEAL DA OLTRE 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE.
AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


 CATEGORIE  LEAL informa, Proteste e Incontri, Vivisezione |
 T A G  , , , , , , , , , |
Lascia un commento

Vuoi lasciare un commento a questo articolo?