Toxoplasmosi e gravidanza: bastano pochi accorgimenti per prevenire qualsiasi contagio

Ciao sono Morena, ho 36 anni e tra poco avrò finalmente tra le braccia il mio primo bimbo non peloso” inizia così il nostro incontro con Morena, una volontaria della sezione di Tortona che sta per coronare il sogno di avere un bimbo cercato e desiderato per ben due anni. Siamo molto felici di questa gravidanza, che stiamo vivendo il più serenamente possibile” ci spiega. “Sono animalista praticamente da sempre, da quando da bambina andavo nella stalla dei miei genitori e mi avvicinavo ai vitellini, giurando che non li avrei più mangiati. Da quando ho decretato che Giulio, un enorme coniglio bianco con gli occhi rossi, sarebbe stato il mio migliore amico. Nel corso degli anni mi sono iscritta prima a Greenpeace, sono diventata vegetariana e ho cominciato a prendere informazioni su vari temi, dall’alimentazione, all’omeopatia, alla vivisezione. Quando ho avuto la fortuna di conoscere Bianca, la responsabile di sezione di Tortona, ho deciso di scendere attivamente in campo. La battaglia di Stop Vivisection, quella contro gli animali nei circhi, la mattanza in Romania, lo sfruttamento degli allevamenti intensivi, l’abolizione degli allevamenti di animali da pelliccia, tutto questo veniva vissuto in diretta e per me era un piacere poter essere in qualsiasi modo utile. Ora sto per avere un bambino, e credo di poter dare ancora una volta il mio contributo: ho cinque gatti miei, uno da mia mamma più una colonia di altre cinque creature che dormono e mangiano dietro casa mia. Ho trovato delle persone splendide tra il personale medico: nessuno si é permesso di suggerire di liberarmi dei gatti! Nonostante sia risultata negativa agli anticorpi della toxo, anche il personale sanitario ha riconfermato quanto già sapevo: le forme più comuni di contagio sono carne e pesce crudi (che comunque non mangio), verdura cruda e/o non lavata accuratamente.” Prendere la toxoplasmosi dal proprio gatto è davvero difficile, molto difficile. Tuttavia la malattia non è assolutamente da prendere sotto gamba, perché se contratta durante la gravidanza può creare gravi malformazioni nel feto. Nonostante quanto affermino alcuni medici, però, benché i felini siano la principale fonte di diffusione della malattia, perché avvenga il contagio tra gatto e uomo devono crearsi condizioni estreme. Scopriamole insieme. La toxoplasmosi è causata da un protozoo denominato Toxoplasma gondiiI gatti vengono infettati nutrendosi della carne cruda delle loro prede, generalmente uccelli o topi a loro volta infestati dal toxoplasma. I protozoi così ingeriti, si sviluppano nell’intestino del gatto, che successivamente li espelle sotto forma di oocisti, cioè cisti all’interno delle quali il protozoo si moltiplica e matura. Dopo 36/48 ore diventano contagiose. Quindi, se si seguono le buone norme igieniche e si pulisce la lettiera al proprio gatto tutti i giorni, le possibilità di contagio sono pressoché inesistentiInoltre, il contagio solo tramite feci ci permette di evidenziare un secondo punto: un bel paio di guanti in gomma, una paletta e/o un marito volenteroso possono essere d’aiuto alle future mamme particolarmente apprensive. Inoltre è possibile far fare anche un controllo anche al proprio gatto: se vive in casa, mangia carne cotta e i suoi esami del sangue sono negativi, non c’è davvero nulla di cui preoccuparsi. Se invece vive all’esterno, oltre a fare un controllo del sangue, basterà semplicemente lavarsi bene le mani dopo averlo coccolato. Ricordiamo tuttavia che i parassiti non si annidano sul mantello, ma solo nelle feci, quindi, il pelo del gatto potrà essere contaminato solo qualora sia sporco di feci da più di un giorno. Difficilmente il gatto non si sarà già lavato. Anche Morena ha chiesto un ulteriore consulto al suo veterinario: “Per quanto riguarda gli esami, i miei gatti sono vaccinati e regolarmente vengono portati dal veterinario per dei controlli. Il veterinario mi ha dato gli stessi consigli di ostetrica e ginecologa, specificando che non rischiavo niente dando baci, carezze e stropicciandoli come faccio di solito quando mi vede arrivare in studio con uno di loro!”.Infine particolare attenzione andrebbe posta alla cura del giardino, aspetto di cui si discute poco: le oocisti resistono molto bene nell’ambiente e ci potrebbe essere qualche bisognino sparso per il prato. Meglio anche in questo caso munirsi di guanti da giardinaggio e, a lavoro terminato, lavarsi bene le mani. A tutte quelle che abbandonano in strada i gatti o li danno via perché aspettano un figlio posso dire che fanno un grave errore. Perché non sanno che quell’animale a cui rinunciano sarà il primo amico sincero del loro bambino. Insegnare il rispetto e l’amore per gli animali ai bambini è insegnare il rispetto verso tutte le creature, che siano esse o meno dotate di parola. Ho imparato la pietà e l’empatia ancora prima di imparare a parlare, e voglio che tutto questo venga vissuto anche da mio figlio. Lo renderà un essere umano migliore.” E noi non possiamo che essere d’accordo con Morena.

 

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