A Parma, un incontro con Stefano Cagno sulla vivisezione
8 giugno 2011
Tema: Proteste e Incontri, Vivisezione

Venerdì 10 Giugno, alle ore 21.00, presso la sala Civica Bizzozzero di Parma (in via Bizzozzero 19), Stefano Cagno incontrerà il pubblico per parlare di vivisezione, una piaga nascosta e purtroppo troppe volte sconosciuta della nostra società. Sarà una valida occasione per approfondire o cominciare a conoscere una pratica tenuta in vita esclusivamente da interessi economici di parte. Per il bene degli animali, che subiscono ogni giorno crudeli e inutili torture e per la nostra salute DIFENDIAMO LA VITA, DICIAMO NO ALLA CATTIVA SCIENZA! La serata è stata organizzata da Leal Parma, Enpa, L’altra marea e I giardini sospesi nell’anima.
Clicca qui per scaricare il volantino
Contro Green Hill e la vivisezione – Sabato 5 marzo corteo nazionale a Milano
28 febbraio 2011
Tema: Vivisezione
Green Hill, il più grande allevamento d’Europa di cani destinati ai laboratori, con i suoi capannoni pieni di beagle prigionieri sulle colline di Montichiari (BS), è diventato un simbolo della crudeltà della vivisezione.
LA LEAL SI ASSOCIA alle migliaia di persone che esigono che a questa fabbrica di terrore e violenza venga applicata una legge regionale lombarda che vede esentata, in tutta la Regione, la sola Green Hill: infatti, se la Legge 33/2009 venisse applicata, Green Hill dovrebbe CHIUDERE.
IL CORTEO di SABATO 5 MARZO deve porre sotto i riflettori le responsabilità della Regione e delle Asl regionali e dare visibilità al destino dei milioni di animali che ogni giorno muoiono nei laboratori di tutto il mondo. Nella sola Lombardia ci sono ben 130 laboratori e 3 allevamenti di animali destinati alla vivisezione.
fermiamo GREEN HILL! basta VIVISEZIONE!
Promosso dal Coordinamento Fermare Green Hill
Concentramento ore 15.00 in Piazza Duca D’Aosta (Stazione Centrale).
Sul sito internet (www.fermaregreenhill.net) la locandina scaricabile per pubblicizzare il corteo.
Per le locandine cartacee in formato A3 da diffondere sul territorio scrivere a ordini@fermaregreenhill.net
La direttiva sulla vivisezione
7 ottobre 2010
Tema: Vivisezione
La raccolta firme è terminata perché l’8 di settembre la Direttiva è stata approvata dalla Comunità Europea.
Le firme raccolte sono state tutte inviate al Parlamento Europeo per significare l’opinione contraria dei cittadini. Continuate a seguirci sul sito, iscrivetevi alla nostra newsletter per essere informati sui prossimi passi che si potranno fare contro questa direttiva.
Clicca qui per leggere il Numero Speciale della Rivista sulla Vivisezione
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Speciale direttiva
7 ottobre 2010
Tema: Vivisezione
Clicca sul banner per leggere la rivista
La VOCE DEI SENZA VOCE ha ricostruito i contenuti, i protagonisti e le tappe principali che hanno segnato la storia di un dibattito durato quasi due anni.
Nello Speciale sulla Direttiva europea trovate 36 pagine che vanno dalla prima stesura della legge datata 2008 fino alla manifestazione del 25 settembre 2010, passando per il voto dell’8 settembre, giorno in cui la Direttiva è stata approvata dal parlamento di Strasbrugo.
Nell’editoriale “Il vero coraggio è dire no” c’è il seme del nostro futuro: la cappa di silenzio e omertà che gravava su questa vergognosa pratica priva di ogni validità scientifica si è squarciata: questo va salutato con soddisfazione. D’ora in poi esplorare le possibilità offerte dell’iniziativa popolare europea (almeno 1 milione di firme a livello della UE) sarà importante. Ma altrettanto decisive, però, saranno le iniziative di tutti i giorni per fare chiarezza, raccontare, approfondire, denunciare. A questo scopo tutte le armi vanno bene: manifestazioni, convegni, appelli, workshop, incontri, articoli di giornale, letture, blog, volantinaggio.
Le pagine di questo Speciale vogliono mantenere viva la memoria e insieme prefigurare gli scenari che ci aspettano. Il loro nome è REACH (il regolamento sulla Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) e Settimo emendamento alla direttiva cosmetici. Accanto a questi c’è il nuovo “giocattolo” dei vivisettori: la sperimentazione sugli organismi geneticamente modificati. Il nostro compito è contrastarli dando voce a chi non ce l’ha. Un lungo lavoro da fare tutti insieme.
Chi desidera anche una copia cartacea dello Speciale, può riceverla associandosi alla Leal (le indicazioni sono a pagina 3).
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Sommario |
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DUE ANNI DI STORIA |
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LA SPERANZA DURA CINQUE MINUTI |
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84.000 FIRME |
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INTERVISTA SHOCK CON SONIA ALFANO |
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IO C’ERO. È ANDATA COSÌ di Mojca Murko |
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GLI EMENDAMENTI VERDI |
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LA LETTERA DEL G.L.E.A |
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HANNO VOTATO SÌ AGLI EMENDAMENTI |
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LA PROTESTA DI EQUIVITA |
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GLI ITALIANI DEL SÌ E DEL NO |
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L’ANALISI di Marco Mamone Capria |
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OPINIONI Paolo De Castro |
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BRAMBILLA E VERONESI IN CAMPO |
11 |
RAGIONI Lav, Gianni Vattimo, |
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LA DIRETTIVA IN SEI PUNTI |
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GLI ONOREVOLI SECONDO GEAPRESS |
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VIVISEZIONE: IL FATTO QUOTIDIANO |
14 |
BISOGNA SCENDERE IN PIAZZA, |
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LE ADESIONI: I VOLTI NOTI |
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LE FOTO DEL 25 SETTEMBRE |
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IL POPOLO DI FACEBOOK |
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Topi da laboratorio, scienza costituita e i mostri che siamo tutti diventati
29 luglio 2009
Tema: Vivisezione
“Le atrocità non sono meno atroci quando succedono in laboratorio e sono chiamate ricerca medica”
G. Bernard Shaw
Un articolo dell’Associated Press (AP) del 24 gennaio scorso era svergognatamente titolato “Topi di laboratorio perdono il lavoro”. (Mi fece pensare che se l’autore, Michael Hill, avesse scritto della liberazione di Auschwitz, avrebbe probabilmente dichiarato che gli ebrei europei erano improvvisamente diventati dei “senzatetto”). Nel suo pezzo, Hill parla di possibili “alternative altamente tecnologiche” alla sperimentazione sugli animali. Prima di pensare che questo significhi un importante passo avanti sia moralmente sia scientificamente, leggete la parte finale dell’articolo di Hill: “Taylor Bennett, senior consulente scientifico dell’Associazione Nazionale per la Ricerca Biomedica, sostiene che i test sugli animali costituiscono un metodo essenziale per essere certi che i nuovi prodotti farmaceutici siano sicuri ed efficaci per gli esseri umani”.
Sicuri ed efficaci? Non è così, asserisce Robert Mendelsohn, M.D.: “La ragione per cui sono contrario alla sperimentazione animale è perché non funziona”, spiega. “Non ha valore scientifico e ogni scienziato che si rispetti lo sa”.
Aysha Z. Akhtar, M.D. e M.P.H., senior consulente, e Jarrod Bailey, Ph.D. e senior consulente del Comitato per la Medicina Responsabile, sono unanimi nel dire che “più studiamo la rilevanza degli esperimenti sugli animali, più evidenti ne diventano le lacune”. In una lettera al British Medical Journal del 9 febbraio 2007, Akhtar e Bailey scrivono: “Persino le più impercettibili diversità fisiologiche tra esseri umani e animali possono manifestarsi come profonde differenze nella fisiologia delle malattie e nel loro trattamento efficace e sicuro. Ad esempio, esistono numerose differenze nella fisiologia del cordone spinale, come nella reazione alle ferite tra specie diverse e perfino tra ceppi diversi della stessa specie. E’ probabile che tali differenze abbiano contribuito ai ripetuti fallimenti nella terapia per il cordone spinale, nonostante gli stessi si fossero rivelati sicuri ed efficaci sugli animali.”
Inoltre, aggiungono Akhtar e Bailey, “esperimenti su roditori per predire agenti cancerogeni, con un tasso negativo che si avvicina ai due terzi, può potenzialmente causare una vasta esposizione ad elementi cancerogeni negli esseri umani.” Fanno poi riferimento al superfarmaco Vioxx, che non aveva avuto reazioni negative sugli animali, ma che si è rivelato potenzialmente letale per l’uomo.
“I risultati dei test sugli animali non sono trasferibili tra le specie, perciò non possono garantire prodotti sicuri per l’uomo”, asserisce Herbert Gundersheimer, M.D.
“Da molto tempo è auspicabile un cambiamento di rotta nel nostro metodo di ricerca”, dichiarano Akhtar e Bailey. “Spostare la sperimentazione sugli animali verso metodi di studio delle malattie e di contrasto più accurati è scientificamente superiore e più etico per l’umanità, così come per gli animali”.
“Se si chiede agli sperimentatori perché fanno test sugli animali, la risposta sarà: ‘Perché gli animali sono come noi’,” dice il Professor Charles R. Magel. “Se si chiede agli sperimentatori perché è moralmente giusto fare esperimenti sugli animali, la risposta sarà: ‘Perche gli animali non sono come noi’. Gli esperimenti sugli animali si basano su di una contraddizione di logica”.
Se gli esperimenti sugli animali sono eticamente di una crudeltà insostenibile e segno di una scienza falsa nella fattispecie, perché mai siamo ancora soggetti ad articoli così disinformati come quello di Michael Hill “Topi di laboratorio perdono il lavoro”? Una possibile risposta ci è data dal dottor Gundersheimer: “In realtà i test sugli animali non forniscono ai consumatori protezione da prodotti insicuri, ma piuttosto sono usati per proteggere le varie società a livello legale”.
(Ho appena sentito qualcuno gridare: “Bingo!”?)
James Baldwin ci ricorda che: “Chiudendo gli occhi alla realtà la gente non fa che favorire la propria distruzione”, e che “chiunqe insista nel restare in uno stato d’innocenza molto dopo averla persa, diventa un mostro”.
Fonte www.comedonchisciotte.org
Per non dimenticare – i “padri” della lotta alla vivisezione
29 giugno 2009
Tema: Vivisezione
A memoria nella storia umana è importante affinché gli sbagli del passato non siano ripetuti e quanto di buono hanno fatto i nostri predecessori non vada perduto.
Questa regola vale anche per il movimento antivivisezionista che non deve mai dimenticare i propri “padri”, ossia quanti con coraggio, che a volte rasentava l’incoscienza, hanno per primi contestato l’orrore e l’errore della vivisezione.
Due persone mi sono immensamente care e dovrebbero esserlo anche per tutti i soci della LEAL: Kim Buti e Pietro Croce. Continua a leggere









