SALVIAMOLI NOI

6 agosto 2010  
Tema: Proteste

Per capire cos’è la vivisezione oggi, c’è un documento ufficiale della UE più scioccante e istruttivo di qualsiasi testo canonico in materia. È la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo datata 15 giugno 2010.

Qui, in sette pagine dattiloscritte, uno degli organismi più rappresentativi del nostro continente ricapitola l’iter della Direttiva 86/609/CEE e ne commenta l’esito finale. Lo fa in modo diplomatico e opportunamente criptato ma alla fine è chiaro che il testo finale, quello che verà votato in settembre, piace poco all’estensore. Che al centro della sua analisi mette i 167 emendamenti presentati, votati e adottati dagli eurodeputati nella seduta plenaria del 5 maggio 2009.

Nella Comunicazione si legge che alcuni di questi emendamenti non hanno modificato il principio ispiratore del testo iniziale. Altri invece ne hanno “alterato la natura”. Vediamo quali.

Il primo imputato è l’emendamento 30, che ha ristretto il campo di applicazione della Direttiva, non tenendo conto “delle conoscenze scientifiche oggi disponibili sulla sensibilità di molte altre specie e forme di vita oltre a quelle attualmente protette”. Traduzione: il testo originario della legge “proteggeva” tutte le specie viventi. Ora, dopo che la proposta di legge è passata al vaglio del Parlamento, ne risultano esclusi tutti gli invertebrati, salvo i cefalopodi (i molluschi marini). E questo malgrado la scienza abbia provato che anche gli invertebrati sono capaci, come noi, di provare pena, dolore e paura.

A ruota ecco gli emendamenti 73, 74 e 75 sull’utilizzo dello stesso animale in sperimentazioni successive. La Commissione escludeva che si potessero sottoporre a nuovi test gli animali che avevano già subito una procedura classificata come ‘moderata’. Ma non c’è stato nulla da fare e così, in ossequio ai desideri del Parlamento, il testo ora consente il riutilizzo sistematico di animali già sottoposti a procedure ‘moderate’ in casi in cui anche la procedura successiva sia di gravità ‘moderata’.

E se questo non vi basta, sentite il seguito: “Infine, per arrivare a un compromesso tra le istituzioni, sono state introdotte altre due clausole di salvaguardia, che possono essere invocate solo per motivi eccezionali e giustificabili: esse consentono: a) di oltrepassare il limite di sofferenza a cui l’animale può essere sottoposto e b) di utilizzare i primati non umani in settori che non sono connessi ad affezioni umane invalidanti e potenzialmente letali. Non sono clausole gradite alla Commissione. La quale, tuttavia, “in uno spirito di compromesso globale, può accettarle”.

Scorrendo le sette pagine della Comunicazione s’impara che le cose che si possono o si devono accettare in uno “spirito di compromesso globale tra le istituzioni” sono parecchie. Si può accettare, ad esempio, che venga ridotto l’iter burocratico dei progetti, oppure che per molte delle procedure non sia più necessario chiedere l’autorizzazione e basti una semplice notifica, oppure ancora che il peso dei controlli sull’applicazione della direttiva risulti piacevolmente alleggerito. Infine, l’emendamento 54 che recitava: “Nulla osta a che gli Stati membri applichino o attuino misure nazionali più rigorose intese a migliorare il benessere e la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici”. A differenza degli altri, questo era un emendamento migliorativo per la sorte degli animali, almeno di alcuni. Ma per strada si è perso, stavolta per col placet della Commissione. Che scrive. “L’accordo finale consente [ai singoli Paesi membri] di mantenere misure più rigorose, ma non di adottarne di nuove”.

E ora facciamo un passo indietro. Molto prima di elencare i punti più controversi della legge, proprio all’inizio della Comunicazione, la Commissione europea definisce gli obiettivi che si propone la revisione della Direttiva 86/609. Tra questi – dichiara – uno dei più importanti è rafforzare la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. E affinché non restino dubbi, ripete: lo scopo della legge è “garantire che gli animali utilizzati negli esperimenti ricevano cure appropriate e un trattamento umano, in linea con l’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che riconosce gli animali come esseri senzienti”.

Noi abbiamo aperto il testo della legge e lo abbiamo letto da cima a fondo più volte, compresi gli allegati: se quel che c’è scritto in quelle pagine significa garantire “un trattamento umano a esseri senzienti”, allora dobbiamo dire che il documento va richiuso il più in fretta possibile e allontanato da noi come si allontana il veleno. Se non li salviamo noi, chi li salverà?

(trovate la Comunicazione della Commissione alla pagina “Per saperne di più” del nostro sito, cliccando poi su La Direttiva dalla A alla Z, e quindi sul documento COM(2010)0324 datato 15/06/2010; esiste in tutte le lingue della UE).

Petizione per l’abolizione della vivisezione didattica

16 giugno 2010  
Tema: Proteste

Dopo l’ennesimo esempio di mancato rispetto per le poche norme a tutela degli animali, accaduto a inizio giugno con la vivisezione didattica effettuata da AIMS Academy presso l’ospedale Niguarda di Milano, che ha visto migliaia di persone prendere posizione contro la sperimentazione didattica su animali e una grande eco sui media, l’associazione I-CARE e AgireOra Network lanciano una iniziativa a livello nazionale che chiede l’abolizione totale dell’uso di animali nella didattica pre e post laurea e l’istituzione di un Osservatorio Nazionale che vigili sulla corretta applicazione della normativa a tutela degli animali utilizzati nella sperimentazione.
Usare animali vivi, oppure uccisi subito prima dell’esperimento, e’ una pratica che, oltre a essere assolutamente non al passo coi tempi, e’
anche in contrasto con quanto richiesto dalla normativa nazionale. Infatti la legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica”, in cui si usano animali per “insegnare” agli studenti (all’università  o in corsi post-laurea come quello tenuto al Niguarda) vi sia un’autorizzazione specifica e recita: “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità  autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità  e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi”.
Invece i metodi alternativi esistono, sono metodi moderni ed efficaci, basati su simulatori elettronici, manichini, software all’avanguardia, e quindi non esiste alcuna “inderogabile necessità “.
Il problema è che, nonostante esista questa contraddizione giuridica, il Ministero della Salute continua a rilasciare in molti casi autorizzazioni in situazioni in cui, di fatto, la normativa nazionale non lo permetterebbe, venendo così meno al suo compito di controllo, e consentendo un mancato rispetto della lettera e dello spirito della legge.
Per questo, l’iniziativa “Abolizione della vivisezione didattica” si prefigge da una parte di ottenere una situazione chiara di divieto totale e senza deroghe, perché esistendo sempre i metodi alternativi, le deroghe non hanno ragione di esistere, e dall’altra parte richiede l’istituzione di un ‘Osservatorio Nazionale’ che possa coadiuvare il Ministero nel far rispettare la legge, perché quello che accade adesso è un rilascio indiscriminato di autorizzazioni.
Abbiamo avuto modo di verificare negli ultimi due anni diversi casi in cui venivano usati animali in corsi post-laurea pur esistendo metodi alternativi, e in alcuni di questi casi siamo riusciti tramite diffide a bloccare l’utilizzo di animali, anche se il Ministero aveva rilasciato un’autorizzazione. Riteniamo vergognoso che in uno dei pochissimi casi in cui la legge protegge gli animali, quello della sperimentazione didattica, le norme vengano disattese in modo così grossolano.
L’iniziativa, illustrata sui siti di AgireOra e di I-CARE, da cui si può anche scaricare un dossier di approfondimento, comprende anche una petizione popolare che si può firmare on-line oppure scaricare un modulo da stampare e far firmare.
Invitiamo tutti a firmare la petizione e diffonderla, per arrivare finalmente a vedere eliminata per sempre questa pratica obsoleta e non etica. E’ inaccettabile che al giorno d’oggi si usino ancora esseri senzienti nella didattica, quando esistono metodi alternativi sofisticati che funzionano molto meglio, sono molto più utili per l’apprendimento e non uccidono nessuno.
Vai alla pagina della campagna per approfondire, scaricare i banner, il dossier e la petizione cartacea:
http://www.agireora.org/attivismo/abolizione-vivisezione-didattica.html
Per invitare a firmare on-line, diffondi la pagina della petizione:
http://www.agireora.org/progetti/petizione-vivisezione-didattica.html
Grazie a tutti per la partecipazione,
AgireOra Network e I-CARE

Dopo l’ennesimo esempio di mancato rispetto per le poche norme a tutela degli animali, accaduto a inizio giugno con la vivisezione didattica effettuata da AIMS Academy presso l’ospedale Niguarda di Milano, che ha visto migliaia di persone prendere posizione contro la sperimentazione didattica su animali e una grande eco sui media, l’associazione I-CARE e AgireOra Network lanciano una iniziativa a livello nazionale che chiede l’abolizione totale dell’uso di animali nella didattica pre e post laurea e l’istituzione di un Osservatorio Nazionale che vigili sulla corretta applicazione della normativa a tutela degli animali utilizzati nella sperimentazione.

Usare animali vivi, oppure uccisi subito prima dell’esperimento, e’ una pratica che, oltre a essere assolutamente non al passo coi tempi, è anche in contrasto con quanto richiesto dalla normativa nazionale. Infatti la legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica”, in cui si usano animali per “insegnare” agli studenti (all’università  o in corsi post-laurea come quello tenuto al Niguarda) vi sia un’autorizzazione specifica e recita: “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità  autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi”.

Invece i metodi alternativi esistono, sono metodi moderni ed efficaci, basati su simulatori elettronici, manichini, software all’avanguardia, e quindi non esiste alcuna “inderogabile necessità “.

Il problema è che, nonostante esista questa contraddizione giuridica, il Ministero della Salute continua a rilasciare in molti casi autorizzazioni in situazioni in cui, di fatto, la normativa nazionale non lo permetterebbe, venendo così meno al suo compito di controllo, e consentendo un mancato rispetto della lettera e dello spirito della legge.

Per questo, l’iniziativa “Abolizione della vivisezione didattica” si prefigge da una parte di ottenere una situazione chiara di divieto totale e senza deroghe, perché esistendo sempre i metodi alternativi, le deroghe non hanno ragione di esistere, e dall’altra parte richiede l’istituzione di un ‘Osservatorio Nazionale’ che possa coadiuvare il Ministero nel far rispettare la legge, perché quello che accade adesso è un rilascio indiscriminato di autorizzazioni.

Abbiamo avuto modo di verificare negli ultimi due anni diversi casi in cui venivano usati animali in corsi post-laurea pur esistendo metodi alternativi, e in alcuni di questi casi siamo riusciti tramite diffide a bloccare l’utilizzo di animali, anche se il Ministero aveva rilasciato un’autorizzazione. Riteniamo vergognoso che in uno dei pochissimi casi in cui la legge protegge gli animali, quello della sperimentazione didattica, le norme vengano disattese in modo così grossolano.

L’iniziativa, illustrata sui siti di AgireOra e di I-CARE, da cui si può anche scaricare un dossier di approfondimento, comprende anche una petizione popolare che si può firmare on-line oppure scaricare un modulo da stampare e far firmare.

Invitiamo tutti a firmare la petizione e diffonderla, per arrivare finalmente a vedere eliminata per sempre questa pratica obsoleta e non etica. E’ inaccettabile che al giorno d’oggi si usino ancora esseri senzienti nella didattica, quando esistono metodi alternativi sofisticati che funzionano molto meglio, sono molto più utili per l’apprendimento e non uccidono nessuno.

Vai alla pagina della campagna per approfondire, scaricare i banner, il dossier e la petizione cartacea:

http://www.agireora.org/attivismo/abolizione-vivisezione-didattica.html

Per invitare a firmare on-line, diffondi la pagina della petizione:

http://www.agireora.org/progetti/petizione-vivisezione-didattica.html

Grazie a tutti per la partecipazione,

AgireOra Network e I-CARE

Sosteniamo un articolo contro la vivisezione al Niguarda!

9 giugno 2010  
Tema: Proteste

La scorsa settimana insieme con  AgireOra ed  I Care abbiamo iniziato  una battaglia contro la vivisezione didattica all’Ospedale  Niguarda.
Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla protesta, nei prossimi giorni forniremo  un resoconto dettagliato.
Avremo ancora bisogno del vostro sostegno perchè siamo solo all’inizio.
Vi chiediamo di mandare  una  mail, questa volta di sostegno alla redazione de “Il giornale” per il bell’articolo scritto da Oscar Grazioli.
Da AgireOra
Per continuare la battaglia contro la vivisezione didattica all’ospedale Niguarda, uno dei fronti e’ anche quello dei media (degli altri su cui agire parleremo nei prossimi giorni, al massimo la prossima settimana).
Sul quotidiano Il Giornale e’ apparso ieri 7 giugno questo bell’articolo assolutamente dalla nostra parte:
L’ombra della vivisezione sull’ospedale Niguarda di Oscar Grazioli
http://www.ilgiornale.it/interni/lombra_vivisezione_sullospedale_niguarda/07-06-2010/articolo-id=451126-page=0-comments=1#1
E’ molto importante scrivere alla redazione messaggi di sostegno per questo articolo, esprimendo il nostro apprezamento ma anche spiegando, in breve, il perche’ questa sperimentazione e’ sbagliata. Sappiamo che e’ sbagliata da ogni punto di vista, etico, scientifico, e legale, ma meglio insistere sulla questione legale, perche’ gia’ abbiamo pochissime leggi a tutela degli animali, e pochissima protezione nel campo della vivisezione, se anche quel poco non viene rispettato e’ veramente una vergogna.
Ricordiamo in breve la vicenda per chi non l’avesse seguita:
Si e’ tenuto il il 3-4 giugno presso l’ospedale Niguarda di Milano la:
Conferenza internazionale di chirurgia laparoscopica avanzata http://www.aimsacademy.org/courses.php
nella cui brochure e’ specificato “Chirurgia dal vivo – sessioni pratiche su animali vivi”.
La legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica”, in cui si usano animali, vivi o morti, per “insegnare” agli studenti (all’universita’ o in corsi post-laurea come
questo) vi sia un’autorizzazione specifica e recita “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi”.
Invece i sistemi alternativi ci sono, quindi questo uso di animali NON SI PUO’ fare nemmeno in caso esista un permesso in deroga da parte del Ministero della Salute, come infatti esiste nel caso del Niguarda.
Per scrivere alla redazione de Il Giornale, l’email e’:
segreteria@ilgiornale.it
Scrivete un messaggio breve, cosi’ c’e’ speranza che lo pubblichino nella rubrica delle lettere.
Grazie a tutti, e’ molto importante partecipare, divulgate il piu’
possibile!

La scorsa settimana insieme con  AgireOra ed  I Care abbiamo iniziato  una battaglia contro la vivisezione didattica all’Ospedale  Niguarda.

Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla protesta, nei prossimi giorni forniremo  un resoconto dettagliato.

Avremo ancora bisogno del vostro sostegno perchè siamo solo all’inizio.

Vi chiediamo di mandare  una  mail, questa volta di sostegno alla redazione de “Il giornale” per il bell’articolo scritto da Oscar Grazioli.

Da AgireOra

Per continuare la battaglia contro la vivisezione didattica all’ospedale Niguarda, uno dei fronti è anche quello dei media (degli altri su cui agire parleremo nei prossimi giorni, al massimo la prossima settimana).

Sul quotidiano Il Giornale è apparso ieri 7 giugno questo bell’articolo assolutamente dalla nostra parte:

L’ombra della vivisezione sull’ospedale Niguarda di Oscar Grazioli

http://www.ilgiornale.it/interni/lombra_vivisezione_sullospedale_niguarda/07-06-2010/articolo-id=451126-page=0-comments=1#1

E’ molto importante scrivere alla redazione messaggi di sostegno per questo articolo, esprimendo il nostro apprezzamento ma anche spiegando, in breve, il perché questa sperimentazione è sbagliata. Sappiamo che è sbagliata da ogni punto di vista, etico, scientifico, e legale, ma meglio insistere sulla questione legale, perche’ gia’ abbiamo pochissime leggi a tutela degli animali, e pochissima protezione nel campo della vivisezione, se anche quel poco non viene rispettato è veramente una vergogna.

Ricordiamo in breve la vicenda per chi non l’avesse seguita:

Si è tenuto il il 3-4 giugno presso l’ospedale Niguarda di Milano la:

Conferenza internazionale di chirurgia laparoscopica avanzata http://www.aimsacademy.org/courses.php

nella cui brochure è specificato “Chirurgia dal vivo – sessioni pratiche su animali vivi”.

La legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica”, in cui si usano animali, vivi o morti, per “insegnare” agli studenti (all’università o in corsi post-laurea come questo) vi sia un’autorizzazione specifica e recita “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi”.

Invece i sistemi alternativi ci sono, quindi questo uso di animali NON SI PUO’ fare nemmeno in caso esista un permesso in deroga da parte del Ministero della Salute, come infatti esiste nel caso del Niguarda.

Per scrivere alla redazione de Il Giornale, l’email è:

segreteria@ilgiornale.it

Scrivete un messaggio breve, cosi’ c’è speranza che lo pubblichino nella rubrica delle lettere.

Grazie a tutti, è molto importante partecipare, divulgate il più possibile!

URGENTE Protesta contro sperimentazione su ANIMALI VIVI a Niguarda il 3-4 Giugno 2010

2 giugno 2010  
Tema: Proteste

Il 3 – 4 giugno (dopodomani!) presso l’ospedale Niguarda di Milano si terrà presso l’ospedale Niguarda di Milano una Conferenza internazionale di chirurgia laparoscopica avanzata
http://www.aimsacademy.org/courses.php

nella cui brochure e’ specificato “Chirurgia dal vivo – sessioni pratiche su animali vivi”!!!

Abbiamo gia’ inviato una diffida all’associazione che organizza, all’ospedale e alla Regione Lombardia, a nome di AgireOra Network, I-CARE Europe e LEAL, intimando di bloccare l’utilizzo di animali.

Infatti la legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica”, in cui si usano animali, vivi o morti, per “insegnare” agli studenti (all’universita’ o in corsi post-laurea) vi sia un’autorizzazione specifica e recita “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi”.

Invece i sistemi alternativi ci sono, quindi questo uso di animali NON SI PUO’ fare nemmeno in caso esista un permesso in deroga da parte del Ministero della Salute.

SAPPIAMO CHE I TEMPI SONO STRETTISSIMI MA PROVIAMO A FERMARLI!!

Mandiamo al piu’ presto la seguente petizione (basta fare copia-incolla e mettere il proprio nome alla fine, non serve personalizzare il testo) a:

segreteria@aimsacademy.org, direttoresanitario@ospedaleniguarda.it, Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it, Roberto_Formigoni@regione.lombardia.it

oppure, col “;” come separatore:

segreteria@aimsacademy.org; direttoresanitario@ospedaleniguarda.it; Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it; Roberto_Formigoni@regione.lombardia.it

Messaggio da inviare:

——————
Buongiorno,

invio questo messaggio per sottoscrivere la seguente petizione:

Ad AIMS Academy
Alla Direzione Sanitaria Ospedale Niguarda
All’Assessore alla Sanita’ Regione Lombardia
Al Presidente alla Sanita’

In merito alla Conferenza internazionale di chirurgia laparoscopica avanzata che si terra’ presso l’Ospedale Niguarda di Milano il 3-4 giugno, la cui brochure afferma che all’interno di questa si effettuera’ “Chirurgia dal vivo – sessioni pratiche su animali vivi”.

DATO CHE:

- Il decreto legislativo 116/1992 prevede un’autorizzazione specifica e recita “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi” e tale “inderogabile necessità” non esiste, in quanto esistono metodi alternativi senza uso di animali.

- La Regione Piemonte e la Regione Toscana hanno dichiarato, rispettivamente nel 2008 e 2009, che corsi di questo genere, con uso di animali, non si possono tenere all’interno della Regione.

- E’ vergognoso che anche le poche regole che normano la sperimentazione animale vengano disattese in modo cosi’ grossolano.

I sottoscritti cittadini

CHIEDONO

di seguire l’esempio delle Regioni Piemonte e Toscana e intervenire con urgenza affinche’ tale sperimentazione didattica su animali non abbia luogo, e che si utilizzino invece i metodi alternativi esistenti oppure si annulli la sessione pratica. Questo per rispettare la lettera e lo spirito della legge, indipendentemente da una eventuale autorizzazione esistente.

In fede,
.. nome cognome …

Scimmie su Marte

6 aprile 2010  
Tema: Proteste

Il progetto Mars500 e’ un progetto congiunto di Stati Uniti, Russia ed Europa che intende simulare una missione verso Marte, il tutto stando in
laboratori a terra, non in un vero viaggio.  Fin qui tutto bene, ma purtroppo, come in ogni attivita’ umana, anche qui si e’ pensato di coinvolgere anche degli animali non umani, e pare che a fare il primo viaggio verso Marte vogliano mandare una scimmia.

La Coalition Anti Animal testing e Animal Defenders International hanno promosso una protesta internazionale per chiedere di lasciare in pace  gli animali.

Attualmente un gruppo di scimmie sono imprigionate in un laboratorio in Russia, facente parte del progetto Mars500. Sono tenute imprigionate in sedie di contenzione, in cui non possono fare alcun movimento se non premere leve e bottoni di alcune macchine: solo quando eseguono il loro compito nel modo giusto, viene loro fornito da mangiare e da bere.

Qui potete vedere le foto di quelle povere creature:

http://animals-in-the-news.blogspot.com/2010/03/geen-apen-naar-mars-steun-campagne-van.html

Scriviamo ai seguenti indirizzi il messaggio-tipo qui sotto, che chiede in sostanza che le scimmie vengano lasciate stare, che si smetta di fare   esperimenti su di loro, e che non le si mandi a morire nello spazio.

Scriviamo a:

estecpr@esa.int, markus.bauer@esa.int, Mars500@esa.int, nicole.sentse@esa.int, michel.courtois@esa.int, jean-jacques.dordain@esa.int, simonetta.dipippo@esa.int, antonio.fabrizi@esa.int, peter.hulsroj@esa.int, ludwig.kronthaler@esa.int, volker.liebig@esa.int, rene.oosterlinck@esa.int, david.southwood@esa.int, magali.vaissiere@esa.int, gaele.winters@esa.int, info@imbp.ru, pressa@imbp.ru, sinyak@imbp.ru

oppure, col “;” come separatore:

estecpr@esa.int; markus.bauer@esa.int; Mars500@esa.int; nicole.sentse@esa.int; michel.courtois@esa.int; jean-jacques.dordain@esa.int; simonetta.dipippo@esa.int; antonio.fabrizi@esa.int; peter.hulsroj@esa.int; ludwig.kronthaler@esa.int; volker.liebig@esa.int; rene.oosterlinck@esa.int; david.southwood@esa.int; magali.vaissiere@esa.int; gaele.winters@esa.int; info@imbp.ru; pressa@imbp.ru; sinyak@imbp.ru

Messaggio-tipo (mettete nome e cognome alla fine): 

To whom it may concern,

 

As a concerned citizen I appeal to you to halt the studies on monkeys.
The monkeys who are used in the space project Mars500 are locked up in small cages and forced to participate in a project that was forcibly imposed upon them.
The Mars500 project will include sending monkeys into space for over 520 days.
We respectfully ask you to halt the use of monkeys.

Monkeys are not on this planet to be used and experimented on, let alone to be sent into space! They are sentient and intelligent beings with a rich social life.
I support the campaign of the animal rights organisations Animal Defenders International and the Dutch/Belgian Anti Dierproeven Coalitie.
Best regards,
nome cognome …
Italy

Fermiamo insieme “caccia selvaggia”

17 febbraio 2010  
Tema: Proteste

UN GRAVE ATTACCO ALLA NATURA.
Perché la caccia sarà estesa a periodi delicatissimi quali il mese di agosto, con i piccoli uccelli ancora dipendenti dai genitori, o di febbraio, quando i migratori affrontano il difficile viaggio di ritorno.
UNA BEFFA PER L’EUROPA.
Perché invece che ricevere risposte alle infrazioni commesse dall’Italia in tema di caccia, assisterà a nuove deroghe, infrazioni e abusi.
UNA FERITA DEL DIRITTO.
Perché l’approvazione di questa legge al Senato si è consumata tra sotterfugi, trucchi, pressioni delle lobby venatorie.
UN’OFFESA ALLE PERSONE, AGLI ITALIANI.
Perché l’86% dei cittadini è contrario ad ogni allungamento della stagione venatoria.

La Natura oggi ci chiede ben altro, e cioè rispetto, cura, attenzione e conoscenza.

Tra poche settimane l’articolo 43 sarà votato alla Camera…

aiutaci a fermarlo!

Esperimenti sulle scimmie all’università di Parma

9 febbraio 2010  
Tema: Proteste

Da piu’ parti giunge la segnalazione di una protesta contro esperimenti sul cervello dei macachi, estremamente cruenti, svolti all’universita’ di Parma.

Due dei ricercatori coinvolti sono il prof. Giacomo Rizzolatti e il prof. Vittorio Gallese, che hanno ricevuto il 2 febbraio il dottorato honoris causa dall’Universita’ Cattolica di Leuven, in Belgio, per queste loro ricerche vivisettorie.

Gli attivisti antivivisezionisti della ADC Belgio chiedono di inviare mail di protesta al rettore dell’Universita’ di Leuven e ai vivisettori stessi.

Questa la pagina della protesta originale:
http://www.stopdierproeven.org/Archief2010/Januari/28_01_Parma.htm
dove potete anche vedere dei video degli esperimenti.

e qui in inglese:
http://www.care2.com/c2c/groups/disc.html?gpp=19683&pst=1063494

E questo e’ un articolo del 2007 in cui i due vivisettori spiegano come hanno inserito un impianto nel cervello di due scimmie per registrare quali neuroni venivano stimolati nel momento in cui le scimmie usavano delle pinze per prendere degli oggetti:
http://www.pnas.org/content/105/6/2209.abstract
“Quando le pinze diventano dita nel sistema motorio delle scimmie”

La lettera di protesta per questi esperimenti orrendi descritti nell’articolo va inviata al rettore e ai due vivisettori, e va mandata in inglese. Qui sotto trovate la lettera-tipo da inviare, e la traduzione in italiano per conoscenza (ma il messaggio da inviare e’
solo quello in inglese).

Scriviamo a:
mark.waer@rec.kuleuven.be
vittorio.gallese@unipr.it
giacomo.rizzolatti@unipr.it

Il messaggio (mettete in fondo il vostro nome, cognome, citta’):

————————

To Professors Rizzolatti and Gallese and Rector Waer

It has come to my attention that the research group at the University of Parma conducts highly invasive experiments on conscious monkeys. I’ve seen with my own eyes video footage of an experiment performed at the UNIPR Neurosciences Laboratory showing a fully conscious monkey being severely restrained in a primate chair, unable to move his head, which had attached to it a surgical implant with recording electrodes.

I am shocked and appalled to see these wonderful animals confined to small cages and contraptions of experimentation. They are deprived of freedom like slaves and condemned to a miserable life as a test subject in cruel and scientifically flawed research. Monkeys are highly sentient beings that experience a wide range of emotions; they are remarkably intelligent and sensitive to both mental and physical pain, fear and distress. Tormenting these innocent souls in experiments that have not even shown any application for human or veterinary medicine is truly wretched.

It is an absolute disgrace that despite all of this, the University of Leuven has decided to honour your ‘work’ by awarding you with doctorate degrees. A ‘mad scientist’ award would have been far more fitting. Still it was hardly a surprise considering the University of Leuven’s own record of grotesque monkey abuse.

I fully support the Anti Dierproeven Coalitie in their campaign against vivisection on non-human primates. Abusing animals is not something to be proud of, let alone something you should be awarded for.

…  nome cognome …
… citta’ …, Italy

——————————–

La traduzione in italiano, solo per conoscenza, non e’ da spedire:

All’attenzione dei professori Rizzolatti e Gallese e del Rettore Waer

Ho saputo che il vostro gruppo di lavoro all’Università di Parma sta conducendo esperimenti altamente invasivi su scimmie coscienti. Ho visto con i miei occhi il filmato di un esperimento compiuto presso il Laboratori  di Neuroscienze dell’Università di Parma che mostra una scimmia pienamente cosciente legata e costretta su una sedia, impossibilitata a muovere la testa, a cui erano attaccati degli elettrodi tramite un impianto chirurgico.

Mi sconvolge vedere questi splendidi animali confinati in piccole gabbie e costretti a subire esperimenti. Vengono privati della libertà come degli schiavi e condannati ad una miserable vita da oggetti da esperimento per una ricerca crudele e scientificamente infondata.
I primati sono esseri altamente sensibili che provano un ampio spettro di emozioni; sono molto intelligenti e sensibili al dolore sia fisico che mentale, alla paura e allo stress. Tormentare queste anime innocenti in esperimenti è ignobile. Senza dover aggiungere che i vostri esperimenti non hanno nemmeno mostrato alcuna applicazione per la medicina umana o veterinaria.

E’ una vergogna che nonostante questo l’Università di Leuven abbia deciso di onorare il vostro “lavoro” dandovi come premio un dottorato.
Un premio per gli “scienziati pazzi” forse sarebbe stato più congeniale.
Non è però così strano, visto che anche presso l’Università di Leuven vengono compiuti incredibili abusi sulle scimmie.

Sostengo pienamente la Anti Dierproeven Coalitie nella sua campagna contro le vivisezione sui primati non-umani. Sfruttare gli animali non è qualcosa di cui andare fieri, men che meno qualcosa per cui essere premiati.

Ricevuto da: AgireOra

FIRMATE la petizione “Stop Killing Dogs”

29 gennaio 2010  
Tema: Proteste

Più di 2.000.000 di cani nella Corea del Sud vengono strangolati, folgorati, picchiati o bruciati a morte. Nel tempo impiegato per leggere questa e-mail, 5 cani sono stati brutalmente assassinati per la loro carne.

Il Sud Corea ha leggi a tutela degli animali, ma nel paese non vengono applicate. Noi abbiamo bisogno di raggiungere almeno un milione di firme per fermare la tortura dei cani e far vietare l’industria di carne canina nella Corea del Sud. Le firme saranno presentate al governo locale dai rappresentati dell’associazione dei Diritti degli Animali.

Vai all’indirizzo www.uniteddogs.com/stopkillingdogs, guarda il video per aprire gli occhi e firma la petizione.

Grazie per il tuo aiuto

No alla fiera del bestiame a Monza

9 giugno 2009  
Tema: Proteste

A Monza, ogni 24 giugno, si tiene una fiera del bestiame. Da due anni Oltre la specie ha organizzato volantinaggi e tavoli informativi per protestare contro l’evento. Decessi e maltrattamenti sono ovviamente la caratteristica di ogni edizione.
Quest’anno abbiamo incontrato il Sindaco e l’Assessore al commercio perché sembrava ci fosse la possibilità concreta di eliminare la fiera sostituendola con una festa alternativa per far conoscere gli animali che vivono nei santuari animalisti. Eravamo già d’accordo con ENPA di Monza, Vita da Cani e Collina dei Conigli per organizzare una festa bellissima e indolore.
Purtroppo, per non si sa bene quali motivi (visto anche il bassissimo costo della nostra proposta) il progetto sia stato scartato e sembra che la fiera si svolgerà nella consueta, incivile modalità.
Stiamo allertando giornalisti, attivisti, simpatizzanti e cittadini per una protesta collettiva. Abbiamo stampato 30.000 volantini che distribuiremo nelle caselle della posta dei monzesi.
Vi preghiamo di andare sul nostro sito http://www.oltrelaspecie.org e firmare la protesta che trovate in home page. Chiunque volesse ulteriori informazioni (comunicato stampa, lettere aperte, testo del volantino,…) o abitasse in zona e volesse aiutarci col volantinaggio, può contattarci all’indirizzo alexgalb@libero.it

Passate parola a tutti i vostri contatti.
Grazie per la collaborazione

OLTRE LA SPECIE www.oltrelaspecie.org

Manifestazione nazionale contro le pellicce al Mifur

1 marzo 2009  
Tema: Proteste

In occasione del MIFUR di Milano SABATO 7 MARZO 2009

Ritrovo alle 14.30 in Piazza Castello – Milano
Il corteo attraverserà la città per confluire nelle vicinanze della Fiera del Mifur

Il Mifur, il Salone Internazionale della Pellicceria e della Pelle, è l’appuntamento annuale dedicato allo stile della pelle e delle pellicce. Organizzato dall’Ente Fieristico Mifur, il Salone della pelle e della pellicceria, rappresenta oggi il punto di riferimento per il mercato internazionale di settore.
Manifestare in occasione del MIFUR è molto importante perché è in occasione di questa fiera che viene decisa la nuova collezione invernale di capi in pelle e pelliccia.

Uniamoci contro le pellicce! I bordi in pelliccia delle giacche sono purtroppo divenuti una moda anche tra i giovani, ma nascondono una vera e propria crudeltà.

Aiutaci a diffondere la manifestazione scaricando i nostri volantini, fotocopiandoli e distribuendoli nella tua zona!

Aderiscono alla manifestazione:
Animalisti Italiani, Animals Emergency, Associazione Dogwelcome, Ayusya, Associazione Vegetariana Italiana, CEDA Comitato Europeo Difesa Animali, City Angels, Collettivo Animalista, Diamoci la Zampa, Divieto D’Accesso, Gaia Animali e Ambiente, LAC Lega Abolizione Caccia, LAV Lega Anti Vivisezione, LEAL Lega Antivivisezionista, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LIMAV Medici Internazionali, Movimento Vegetariano No alla Caccia, Progetto Gaia, Progetto Vivere Vegan, Vita Animale, Vita da Cani, Vita Universale… e tante altre Associazioni che saranno presenti il giorno della manifestazione.

Info alla pagina http://www.oipaitalia.com/appuntamenti/mifur.html

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