COSMETICI E AFFARI: QUANTO VALE LA NOSTRA VITA

7 gennaio 2011  
Tema: Proteste e Incontri

Dal 2013 in Europa saranno vietati i test animali per i cosmetici. Ma ora Bruxelles ci sta ripensando.
Diciamo no a questa ennesima vergogna!

Quanto vale per il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso la vita degli animali che vengono vivisezionati per uno shampoo super-innnovativo o per un filtro solare di ultima generazione? E quanto conta per il Commissario alla Salute John Dalli il parere dei medici e delle istituzioni di prestigio internazionale che sempre più numerosi dichiarano l’inattendibilità scientifica della sperimentazione animale?

Tra poco lo sapremo: nel giro di qualche settimana, al massimo entro l’11 marzo, la Commissione Europea dovrà infatti rendere esplicita la sua posizione sulla messa al bando dei cinque micidiali test che ancora vengono eseguiti su topi, ratti, conigli, maiali (e se mai occorresse anche su cani, gatti e primati) per poter dichiarare “idonei” alla vendita i prodotti che invadono gli scaffali di profumerie, supermercati, farmacie ed erboristerie.

Ogni anno le aziende cosmetiche inventano 400 nuove molecole di sintesi e commercializzano 20.000 nuovi prodotti. Per profumi, rossetti, deodoranti, tinture per capelli, dentifrici, abbronzanti e mascara i consumatori europei spendono 63 miliardi di euro all’anno, 8,3 dei quali in Italia. Gli occupati, compresi quelli dell’indotto, sfiorano i 500 mila, i “pezzi” venduti superano i 5 miliardi. E ogni confezione promette a tutti le stesse cose: seduzione, amore, passione, desiderio, la felicità di un viso eternamente giovane, la felicità perfetta. Ma poi, come nel castello di Barbablu, dietro una porta che non si deve aprire, dietro lo splendore di un viso levigato che ci sorride dalla copertina dei giornali, ci sono il sangue e l’orrore, gli occhi martoriati dei conigli che non vedono più, i maiali ustionati vivi, i cadaveri che nessuno piange, gli inermi avvolti nel dolore e sepolti nel silenzio dei mezzi d’informazione che vivono di pubblicità e dalla pubblicità vengono indotti a non guardare, a non vedere, a non scrivere una sola parola.

Nel 7° emendamento alla Direttiva Cosmetici, approvato nel 2003, c’è scritto che a partire dal 2013 devono scomparire anche i pezzi da novanta della sperimentazione animale per i cosmetici: si tratta di cinque aree di studio che spaziano dalla cancerogenesi alla sensibilizzazione cutanea passando per la tossicità da dosi ripetute alla tossicocinetica alla tossicità nella riproduzione su una o due generazioni. Sono esami pesantissimi e di grande crudeltà nei confronti degli animali. E come se non bastasse sembrano fatti apposta per insinuare il sospetto che tra i cosmetici si annidino gravi insidie per la salute umana. Ecco allora le prime due domande alla Commissione Europea e alle aziende produttrici di cosmetici:

Domanda numero 1: Con quali criteri scientifici vengono progettati e fabbricati i cosmetici di nuova formulazione che vengono immessi sul mercato? Che cosa possono contenere di tanto letale uno shampoo o una tintura per capelli da rendere necessario studiare la loro capacità di provocare tumori e disfunzioni endocrine? Che cosa rende così temibili un filtro solare, una crema per le rughe o un dentifricio da far ritenere indispensabili i test di tossicità e neurotossicità nello sviluppo prenatale o nella riproduzione di una o due generazioni di animali?

Domanda numero 2: Se esiste il dubbio che i nuovi (o vecchi) cosmetici possano provocare il cancro, gravi disfunzioni endocrine e fenomeni di tossicità organica, in base a quali evidenze scientifiche si ritiene che i test sugli animali possano fugare questi dubbi? Come sappiamo, la sperimentazione in vivo non è mai stata convalidata, eminenti tossicologi e istituzioni di prestigio internazionale ne contestano da tempo la significatività per la specie umana, anche il National Research Council (NRC) americano invoca una svolta nella tossicologia del XXI secolo dichiarando obsoleti e inattendibili i test sugli animali. A fronte di queste autorevoli prese di posizione, in base a quali elementi si pensa di poter dimostrare che il fatto che un ratto o un coniglio non sviluppano tumori o disfunzioni endocrine dopo aver assorbito un certo ingrediente chimico-cosmetico sia una garanzia anche per la salute dei consumatori?

Lo stabulario dell'Istituto Pasteur di Parigi, 1913 (fonte: Gallica.bnf.fr)

Per decidere se bandire i test animali nel 2013 oppure mantenerli in vita, la Commissione europea ha chiesto una “radiografia” della situazione a 41 esperti del settore, 6 dei quali appartenenti al Joint Research Center della Commissione stessa, 7 al settore dell’industria, 11 ai centri di sperimentazione, 16 agli istituti universitari e infine un consulente privato. E’ importante sapere che le valutazioni sui test alternativi contenute in questa relazione tecnica (1) serviranno anche a orientare il Parlamento europeo e il Consiglio di Ministri sul “che fare”. Ecco allora le domande numero 3 e numero 4, formulate sulla scorta delle interrogazioni parlamentari presentate dall’eurodeputata Sonia Alfano il 13 dicembre scorso (2) e del “Commento” critico di due tossicologi di prestigio internazionale quali Michael Balls e Richard Clothier (3):

Domanda numero 3: Con quali criteri sono stati scelti i 41 esperti incaricati di stendere la relazione tecnica sui metodi alternativi non-animali? In che modo – a garanzia dell’autorevolezza dello studio – la Commissione ha provveduto alla trasparenza e al bilanciamento dei vari interessi in gioco? Esclude la Commissione l’esistenza di conflitti di interesse tra gli esperti nominati e le parti interpellate per realizzare lo studio? Come valuta la Commissione l’approfondito esame critico che su questa relazione hanno condotto Michael Balls e Richard Clothier e il fatto che essi giudichino alcune delle proposizioni tecnico-scientifiche ivi contenute “incredibili” (amazing), non all’altezza “di un documento che si vuole autorevole” né passibili di rappresentare “una base attendibile” per informare e orientare il Parlamento e il Consiglio?

Domanda numero 4: Per quale motivo, a fronte di cinque capitoli sullo status attuale e futuro dei test sostitutivi in vitro e in silico, la relazione tecnica dei 41 esperti non contiene neppure un capitolo sullo status, l’affidabilità e la necessità di convalida dei metodi in vivo attualmente in vigore? Come mai viene segnalata – e lamentata – l’assenza di metodi sostitutivi senza che venga contestualmente segnalata e lamentata la povertà e la frammentarietà di sostegno legislativo, finanziario ed educativo che il loro sviluppo riceve a livello sia nazionale sia comunitario? Qual è la posizione di Bruxelles a questo proposito? Per quale motivo si valuta l’ipotesi di posticipare la messa al bando della sperimentazione animale sui cosmetici per mancanza di metodi sostitutivi e nello stesso tempo, con l’approvazione della Direttiva sulla vivisezione 2010/63/UE, si indeboliscono tutte le politiche relative allo sviluppo e alla convalida di quegli stessi metodi sostitutivi?

Horst Spielmann, per anni direttore del Centro nazionale tedesco per la documentazione e la valutazione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale (ZEBET) e ora docente di Tossicologia alla Freie Universitat di Berlino, giudica la relazione tecnica dei 41 esperti un’“occasione perduta” (4); carente sia dal punto di vista scientifico sia da quello della tutela degli animali; priva di informazioni significative e utili per i ricercatori, ma anche priva di luce, di visione, di respiro strategico, incapace di ragionare sui punti di forza per raccordarli ai punti deboli e indicare la strada del futuro. Ed ecco la quinta domanda:

Domanda numero 5: Se la volontà di superare una volta per tutte la sperimentazione animale non viene coltivata con forza e lungimiranza a Bruxelles, se alle chiacchiere non seguono i fatti, se nei corridoi della Commissione e del Parlamento si dissolvono come neve al sole i proclami fatti a gran voce sotto la luce dei riflettori, quale via, quali strumenti, quali opzioni ci rimangono? A chi dovranno rivolgersi i cittadini europei per vedere tutelata la propria salute? Chi renderà giustizia alle idee di giustizia e compassione?

Per PARTECIPARE ALLA PROTESTA vai su Facebook alla pagina “2013 STOP animal testing for cosmetics” oppure scarica i moduli per le firme cartacee sul sito di GeaPress

NOTE

1 Clicca per leggere il Draft Report on Alternative (Non-animal) Methods for Cosmetic Testing: Current Status and Future Prospects 2010

2 Clicca per visitare la pagine Benessere degli animali di Sonia Alfano

3 Clicca per leggere Michael Balls e Richard Clothier, ATLA COMMENT – A FRAME Response to the European Commission Consultation on the Draft Report on Alternative (Non-animal) Methods for Cosmetic Testing: Current Status and Future Prospects 2010

4 Clicca per leggere Horst Spielmann, ATLA EDITORIAL/ A Missed Opportunity

Regalatevi un cenone vegan assieme ai grandi vegetariani di ieri e di oggi

11 dicembre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

Donate una casa a un trovatello, una coperta a chi ha freddo, un disco speciale a chi ama le cose belle. E poi fate un regalo anche a noi: abbonatevi al nostro giornale…

Sabato 27 Novembre manifestazione contro l’allevamento Harlan a Correzzana (MB)

17 novembre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

Sabato 27 Novembre manifestazione contro l’allevamento Harlan a Correzzana (MB)
Testo:
Sabato 27 Novembre manifestazione contro l’allevamento Harlan a Correzzana (MB). Harlan è una tra le principali aziende coinvolte nella vivisezione, in Italia ha due allevamenti di animali destinati alla sperimentazione, uno a Correzzana e l’altro a San Pietro al Natisone (UD).
La manifestazione è stata organizzata dal “Coordinamento Fermiamo Harlan” in risposta all’aggressione subita il 30 Ottobre da un gruppo di volontari che volantinavano nel comune di Correzzana e che mira a sensibilizzare la popolazione e gli organi di stampa sulla presenza nel paese di un allevamento di animali destinati alla vivisezione.
Vi invitiamo a partecipare numerosi al corteo e presidio davanti all’allevamento
Ritrovo in via A. De Gasperi 7, piazzale di fronte al Comune di Correzzana (MB)
Partenza del corteo: ore 15.00
Il corteo si concluderà con un presidio davanti all’allevamento di Harlan in via Enrico Fermi 8.
Potete trovare maggiori informazioni al link Facebook dell’evento: http://www.facebook.com/?ref=logo#!/event.php?eid=116431165087900

Sabato 27 Novembre manifestazione contro l’allevamento Harlan a Correzzana (MB). Harlan è una tra le principali aziende coinvolte nella vivisezione, in Italia ha due allevamenti di animali destinati alla sperimentazione, uno a Correzzana e l’altro a San Pietro al Natisone (UD).

La manifestazione è stata organizzata dal “Coordinamento Fermiamo Harlan” in risposta all’aggressione subita il 30 Ottobre da un gruppo di volontari che volantinavano nel comune di Correzzana e che mira a sensibilizzare la popolazione e gli organi di stampa sulla presenza nel paese di un allevamento di animali destinati alla vivisezione.

Vi invitiamo a partecipare numerosi al corteo e presidio davanti all’allevamento

Ritrovo in via A. De Gasperi 7, piazzale di fronte al Comune di Correzzana (MB)

Partenza del corteo: ore 15.00

Il corteo si concluderà con un presidio davanti all’allevamento di Harlan in via Enrico Fermi 8.

Potete trovare maggiori informazioni al link Facebook dell’evento cliccando qui

Sabato 6 Novembre manifestazione per far chiudere Green Hill

3 novembre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

Sabato 6 Novembre manifestazione per far chiudere  Green Hill, l’allevamento di Beagle destinati alla vivisezione appuntamento a Montichiari (Bs) ore 15.00 in Via Tito Speri (all’altezza dell’incrocio con Viale Guglielmo Marconi)
Il corteo passerà nei pressi dell’allevamento dove sono detenuti i 2500 Beagle, per ognuno di loro verrà acceso un lumino,gli organizzatori invitano ogni partecipante a portarne uno, in seguito il corteo si dirigerà verso la Piazza del Comune.
Partecipate numerosi.

Sabato 6 Novembre manifestazione per far chiudere  Green Hill, l’allevamento di Beagle destinati alla vivisezione appuntamento a Montichiari (Bs) ore 15.00 in Via Tito Speri (all’altezza dell’incrocio con Viale Guglielmo Marconi).

Il corteo passerà nei pressi dell’allevamento dove sono detenuti i 2500 Beagle, per ognuno di loro verrà acceso un lumino, gli organizzatori invitano ogni partecipante a portarne uno, in seguito il corteo si dirigerà verso la Piazza del Comune.

Partecipate numerosi.

FIRMA SUBITO CONTRO I TEST COSMETICI!

13 ottobre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

Le lobby dei vivisettori ci riprovano. La scadenza del 2013 con la quale si dovrebbe porre fine ai crudeli test cosmetici sugli animali rischia di essere posticipata sine die. La DG Salute e tutela dei Consumatori della Commissione europea ha predisposto a tal fine una consultazione popolare, CHE SCADRA’ IL 15 OTTOBRE.
La Leal insieme con l’associazione Chiliamacisegua e l’agenzia di stampa GeaPress, dopo aver contattato “The Humane Society International”, che aveva già predisposto una sua risposta per la Commissione europea, ha elaborato il testo che è ora disponibile anche per l’Italia. Urge il tuo intervento, e per questo ti invitiamo a sottoscrivere subito l’APPELLO PER LA CONSULTAZIONE POPOLARE, da condividere e far circolare il più possibile.
Al sito di GeaPress, cliccando qui, oppure alla pagina di Chiliamacisegua, trovi le istruzioni necessarie per compilare e spedire via email il modulo (l’unico valido) predisposto dalla Commissione europea.
Tradotto in italiano, il testo dell’appello dice quanto segue:
La campagna di protesta per porre fine alla sperimentazione animale sugli ingredienti dei cosmetici dura da decenni e ha il più largo appoggio da parte del pubblico, il mio compreso. Ritengo necessario mantenere ferma la scadenza del 2013 indipendentemente dalla disponibilità o meno di metodi alternativi. Infatti non desidero acquistare cosmetici che contengono ingredienti testati sugli animali perché lo sviluppo di nuovi cosmetici non giustifica la sofferenza che provoca. Approvo il puntiglio dimostrato nell’analizzare lo “stato dell’arte” dei test alternativi: naturalmente, se aveste mai vagliato col medesimo scrupolo i test sugli animali essi sarebbero stati banditi già molto tempo fa!
[The campaign to end animal testing of cosmetics ingredients began decades ago and has widespread public support, including mine. I believe that the 'state of the art' is to maintain the 2013 ban irrespective of the availability of so-called 'alternative test methods'. I do not wish to purchase cosmetics containing ingredients tested on animals because the development of new cosmetics does not justify the suffering caused. I approve of the close scrutiny of alternative methods: of course, had you been equally scrupulous about animal tests they would have been banned a long time ago!]

Le lobby dei vivisettori ci riprovano. La scadenza del 2013 con la quale si dovrebbe porre fine ai crudeli test cosmetici sugli animali rischia di essere posticipata sine die. La DG Salute e tutela dei Consumatori della Commissione europea ha predisposto a tal fine una consultazione popolare, CHE SCADRA’ IL 15 OTTOBRE.

La Leal insieme con l’associazione Chiliamacisegua e l’agenzia di stampa GeaPress, dopo aver contattato “The Humane Society International”, che aveva già predisposto una sua risposta per la Commissione europea, ha elaborato il testo che è ora disponibile anche per l’Italia. Urge il tuo intervento, e per questo ti invitiamo a sottoscrivere subito l’APPELLO PER LA CONSULTAZIONE POPOLARE, da condividere e far circolare il più possibile.

Al sito di GeaPress, oppure alla pagina di Chiliamacisegua, trovi le istruzioni necessarie per compilare e spedire via email il modulo (l’unico valido) predisposto dalla Commissione europea.

Tradotto in italiano, il testo dell’appello dice quanto segue:

La campagna di protesta per porre fine alla sperimentazione animale sugli ingredienti dei cosmetici dura da decenni e ha il più largo appoggio da parte del pubblico, il mio compreso. Ritengo necessario mantenere ferma la scadenza del 2013 indipendentemente dalla disponibilità o meno di metodi alternativi. Infatti non desidero acquistare cosmetici che contengono ingredienti testati sugli animali perché lo sviluppo di nuovi cosmetici non giustifica la sofferenza che provoca. Approvo il puntiglio dimostrato nell’analizzare lo “stato dell’arte” dei test alternativi: naturalmente, se aveste mai vagliato col medesimo scrupolo i test sugli animali essi sarebbero stati banditi già molto tempo fa!

[The campaign to end animal testing of cosmetics ingredients began decades ago and has widespread public support, including mine. I believe that the 'state of the art' is to maintain the 2013 ban irrespective of the availability of so-called 'alternative test methods'. I do not wish to purchase cosmetics containing ingredients tested on animals because the development of new cosmetics does not justify the suffering caused. I approve of the close scrutiny of alternative methods: of course, had you been equally scrupulous about animal tests they would have been banned a long time ago!]

Rimandata la protesta contro Harlan del 26 settembre

24 settembre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

La protesta contro Harlan del 26 settembre a Cividale del Friuli (UD) è stata rimandata, non è ancora stata annunciata una nuova data. Vi terremo informati.

La protesta contro Harlan del 26 settembre a Cividale del Friuli (UD) è stata rimandata, non è ancora stata annunciata una nuova data.

Vi terremo informati.

Partecipa anche tu al Galeraday 4 ottobre 2010

21 settembre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

La giornata del lenzuolo macchiato di rosso, per richiamare l’attenzione sulla mancata applicazione della legge sul randagismo che causa morte e sofferenza agli animali e arricchisce i gestori dei canili lager.
Da Bolzano a Messina, da genova a Olbia, da Milano a Roma e da Udine a Napoli, adorniamo le finestre con un lenzuolo macchiato di rosso.
Leggte tutto sul sito di  chiliamacisegua www.chiliamacisegua.org

La giornata del lenzuolo macchiato di rosso, per richiamare l’attenzione sulla mancata applicazione della legge sul randagismo che causa morte e sofferenza agli animali e arricchisce i gestori dei canili lager.

Da Bolzano a Messina, da genova a Olbia, da Milano a Roma e da Udine a Napoli, adorniamo le finestre con un lenzuolo macchiato di rosso.

Leggete tutto sul sito di  chiliamacisegua www.chiliamacisegua.org

Leal contro la direttiva europea sulla vivisezione

10 settembre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

La raccolta firme è chiusa perchè la Direttiva è stata approvata, ma grazie alle vostre firme (inviate prima della votazione) abbiamo ottenuto l’attenzione di molti Europarlamentari. Almeno 150 di loro hanno infatti votato a favore degli emendamenti, in parte migliorativi, presentati dai Verdi Europei…purtroppo non erano abbastanza e la Direttiva della vergogna è passata.

Ma non ci fermiamo, la battaglia continua!

SALVIAMOLI NOI

6 agosto 2010  
Tema: Proteste e Incontri

Per capire cos’è la vivisezione oggi, c’è un documento ufficiale della UE più scioccante e istruttivo di qualsiasi testo canonico in materia. È la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo datata 15 giugno 2010.

Qui, in sette pagine dattiloscritte, uno degli organismi più rappresentativi del nostro continente ricapitola l’iter della Direttiva 86/609/CEE e ne commenta l’esito finale. Lo fa in modo diplomatico e opportunamente criptato ma alla fine è chiaro che il testo finale, quello che verà votato in settembre, piace poco all’estensore. Che al centro della sua analisi mette i 167 emendamenti presentati, votati e adottati dagli eurodeputati nella seduta plenaria del 5 maggio 2009.

Nella Comunicazione si legge che alcuni di questi emendamenti non hanno modificato il principio ispiratore del testo iniziale. Altri invece ne hanno “alterato la natura”. Vediamo quali.

Il primo imputato è l’emendamento 30, che ha ristretto il campo di applicazione della Direttiva, non tenendo conto “delle conoscenze scientifiche oggi disponibili sulla sensibilità di molte altre specie e forme di vita oltre a quelle attualmente protette”. Traduzione: il testo originario della legge “proteggeva” tutte le specie viventi. Ora, dopo che la proposta di legge è passata al vaglio del Parlamento, ne risultano esclusi tutti gli invertebrati, salvo i cefalopodi (i molluschi marini). E questo malgrado la scienza abbia provato che anche gli invertebrati sono capaci, come noi, di provare pena, dolore e paura.

A ruota ecco gli emendamenti 73, 74 e 75 sull’utilizzo dello stesso animale in sperimentazioni successive. La Commissione escludeva che si potessero sottoporre a nuovi test gli animali che avevano già subito una procedura classificata come ‘moderata’. Ma non c’è stato nulla da fare e così, in ossequio ai desideri del Parlamento, il testo ora consente il riutilizzo sistematico di animali già sottoposti a procedure ‘moderate’ in casi in cui anche la procedura successiva sia di gravità ‘moderata’.

E se questo non vi basta, sentite il seguito: “Infine, per arrivare a un compromesso tra le istituzioni, sono state introdotte altre due clausole di salvaguardia, che possono essere invocate solo per motivi eccezionali e giustificabili: esse consentono: a) di oltrepassare il limite di sofferenza a cui l’animale può essere sottoposto e b) di utilizzare i primati non umani in settori che non sono connessi ad affezioni umane invalidanti e potenzialmente letali. Non sono clausole gradite alla Commissione. La quale, tuttavia, “in uno spirito di compromesso globale, può accettarle”.

Scorrendo le sette pagine della Comunicazione s’impara che le cose che si possono o si devono accettare in uno “spirito di compromesso globale tra le istituzioni” sono parecchie. Si può accettare, ad esempio, che venga ridotto l’iter burocratico dei progetti, oppure che per molte delle procedure non sia più necessario chiedere l’autorizzazione e basti una semplice notifica, oppure ancora che il peso dei controlli sull’applicazione della direttiva risulti piacevolmente alleggerito. Infine, l’emendamento 54 che recitava: “Nulla osta a che gli Stati membri applichino o attuino misure nazionali più rigorose intese a migliorare il benessere e la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici”. A differenza degli altri, questo era un emendamento migliorativo per la sorte degli animali, almeno di alcuni. Ma per strada si è perso, stavolta per col placet della Commissione. Che scrive. “L’accordo finale consente [ai singoli Paesi membri] di mantenere misure più rigorose, ma non di adottarne di nuove”.

E ora facciamo un passo indietro. Molto prima di elencare i punti più controversi della legge, proprio all’inizio della Comunicazione, la Commissione europea definisce gli obiettivi che si propone la revisione della Direttiva 86/609. Tra questi – dichiara – uno dei più importanti è rafforzare la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. E affinché non restino dubbi, ripete: lo scopo della legge è “garantire che gli animali utilizzati negli esperimenti ricevano cure appropriate e un trattamento umano, in linea con l’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che riconosce gli animali come esseri senzienti”.

Noi abbiamo aperto il testo della legge e lo abbiamo letto da cima a fondo più volte, compresi gli allegati: se quel che c’è scritto in quelle pagine significa garantire “un trattamento umano a esseri senzienti”, allora dobbiamo dire che il documento va richiuso il più in fretta possibile e allontanato da noi come si allontana il veleno. Se non li salviamo noi, chi li salverà?

(trovate la Comunicazione della Commissione alla pagina “Per saperne di più” del nostro sito, cliccando poi su La Direttiva dalla A alla Z, e quindi sul documento COM(2010)0324 datato 15/06/2010; esiste in tutte le lingue della UE).

Petizione per l’abolizione della vivisezione didattica

16 giugno 2010  
Tema: Proteste e Incontri

Dopo l’ennesimo esempio di mancato rispetto per le poche norme a tutela degli animali, accaduto a inizio giugno con la vivisezione didattica effettuata da AIMS Academy presso l’ospedale Niguarda di Milano, che ha visto migliaia di persone prendere posizione contro la sperimentazione didattica su animali e una grande eco sui media, l’associazione I-CARE e AgireOra Network lanciano una iniziativa a livello nazionale che chiede l’abolizione totale dell’uso di animali nella didattica pre e post laurea e l’istituzione di un Osservatorio Nazionale che vigili sulla corretta applicazione della normativa a tutela degli animali utilizzati nella sperimentazione.
Usare animali vivi, oppure uccisi subito prima dell’esperimento, e’ una pratica che, oltre a essere assolutamente non al passo coi tempi, e’
anche in contrasto con quanto richiesto dalla normativa nazionale. Infatti la legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica”, in cui si usano animali per “insegnare” agli studenti (all’università  o in corsi post-laurea come quello tenuto al Niguarda) vi sia un’autorizzazione specifica e recita: “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità  autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità  e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi”.
Invece i metodi alternativi esistono, sono metodi moderni ed efficaci, basati su simulatori elettronici, manichini, software all’avanguardia, e quindi non esiste alcuna “inderogabile necessità “.
Il problema è che, nonostante esista questa contraddizione giuridica, il Ministero della Salute continua a rilasciare in molti casi autorizzazioni in situazioni in cui, di fatto, la normativa nazionale non lo permetterebbe, venendo così meno al suo compito di controllo, e consentendo un mancato rispetto della lettera e dello spirito della legge.
Per questo, l’iniziativa “Abolizione della vivisezione didattica” si prefigge da una parte di ottenere una situazione chiara di divieto totale e senza deroghe, perché esistendo sempre i metodi alternativi, le deroghe non hanno ragione di esistere, e dall’altra parte richiede l’istituzione di un ‘Osservatorio Nazionale’ che possa coadiuvare il Ministero nel far rispettare la legge, perché quello che accade adesso è un rilascio indiscriminato di autorizzazioni.
Abbiamo avuto modo di verificare negli ultimi due anni diversi casi in cui venivano usati animali in corsi post-laurea pur esistendo metodi alternativi, e in alcuni di questi casi siamo riusciti tramite diffide a bloccare l’utilizzo di animali, anche se il Ministero aveva rilasciato un’autorizzazione. Riteniamo vergognoso che in uno dei pochissimi casi in cui la legge protegge gli animali, quello della sperimentazione didattica, le norme vengano disattese in modo così grossolano.
L’iniziativa, illustrata sui siti di AgireOra e di I-CARE, da cui si può anche scaricare un dossier di approfondimento, comprende anche una petizione popolare che si può firmare on-line oppure scaricare un modulo da stampare e far firmare.
Invitiamo tutti a firmare la petizione e diffonderla, per arrivare finalmente a vedere eliminata per sempre questa pratica obsoleta e non etica. E’ inaccettabile che al giorno d’oggi si usino ancora esseri senzienti nella didattica, quando esistono metodi alternativi sofisticati che funzionano molto meglio, sono molto più utili per l’apprendimento e non uccidono nessuno.
Vai alla pagina della campagna per approfondire, scaricare i banner, il dossier e la petizione cartacea:
http://www.agireora.org/attivismo/abolizione-vivisezione-didattica.html
Per invitare a firmare on-line, diffondi la pagina della petizione:
http://www.agireora.org/progetti/petizione-vivisezione-didattica.html
Grazie a tutti per la partecipazione,
AgireOra Network e I-CARE

Dopo l’ennesimo esempio di mancato rispetto per le poche norme a tutela degli animali, accaduto a inizio giugno con la vivisezione didattica effettuata da AIMS Academy presso l’ospedale Niguarda di Milano, che ha visto migliaia di persone prendere posizione contro la sperimentazione didattica su animali e una grande eco sui media, l’associazione I-CARE e AgireOra Network lanciano una iniziativa a livello nazionale che chiede l’abolizione totale dell’uso di animali nella didattica pre e post laurea e l’istituzione di un Osservatorio Nazionale che vigili sulla corretta applicazione della normativa a tutela degli animali utilizzati nella sperimentazione.

Usare animali vivi, oppure uccisi subito prima dell’esperimento, e’ una pratica che, oltre a essere assolutamente non al passo coi tempi, è anche in contrasto con quanto richiesto dalla normativa nazionale. Infatti la legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica”, in cui si usano animali per “insegnare” agli studenti (all’università  o in corsi post-laurea come quello tenuto al Niguarda) vi sia un’autorizzazione specifica e recita: “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità  autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi”.

Invece i metodi alternativi esistono, sono metodi moderni ed efficaci, basati su simulatori elettronici, manichini, software all’avanguardia, e quindi non esiste alcuna “inderogabile necessità “.

Il problema è che, nonostante esista questa contraddizione giuridica, il Ministero della Salute continua a rilasciare in molti casi autorizzazioni in situazioni in cui, di fatto, la normativa nazionale non lo permetterebbe, venendo così meno al suo compito di controllo, e consentendo un mancato rispetto della lettera e dello spirito della legge.

Per questo, l’iniziativa “Abolizione della vivisezione didattica” si prefigge da una parte di ottenere una situazione chiara di divieto totale e senza deroghe, perché esistendo sempre i metodi alternativi, le deroghe non hanno ragione di esistere, e dall’altra parte richiede l’istituzione di un ‘Osservatorio Nazionale’ che possa coadiuvare il Ministero nel far rispettare la legge, perché quello che accade adesso è un rilascio indiscriminato di autorizzazioni.

Abbiamo avuto modo di verificare negli ultimi due anni diversi casi in cui venivano usati animali in corsi post-laurea pur esistendo metodi alternativi, e in alcuni di questi casi siamo riusciti tramite diffide a bloccare l’utilizzo di animali, anche se il Ministero aveva rilasciato un’autorizzazione. Riteniamo vergognoso che in uno dei pochissimi casi in cui la legge protegge gli animali, quello della sperimentazione didattica, le norme vengano disattese in modo così grossolano.

L’iniziativa, illustrata sui siti di AgireOra e di I-CARE, da cui si può anche scaricare un dossier di approfondimento, comprende anche una petizione popolare che si può firmare on-line oppure scaricare un modulo da stampare e far firmare.

Invitiamo tutti a firmare la petizione e diffonderla, per arrivare finalmente a vedere eliminata per sempre questa pratica obsoleta e non etica. E’ inaccettabile che al giorno d’oggi si usino ancora esseri senzienti nella didattica, quando esistono metodi alternativi sofisticati che funzionano molto meglio, sono molto più utili per l’apprendimento e non uccidono nessuno.

Vai alla pagina della campagna per approfondire, scaricare i banner, il dossier e la petizione cartacea:

http://www.agireora.org/attivismo/abolizione-vivisezione-didattica.html

Per invitare a firmare on-line, diffondi la pagina della petizione:

http://www.agireora.org/progetti/petizione-vivisezione-didattica.html

Grazie a tutti per la partecipazione,

AgireOra Network e I-CARE

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