Primavera: attenzione a pulci e zecche

La bella stagione porta con sé una ventata di freschezza, di rinnovamento e di tiepida euforia: la natura si risveglia, le piante rinverdiscono, sbocciano le gemme, i fiori ci rallegrano con i loro colori, per molti animali inizia la stagione riproduttiva e anche i piccoli invertebrati riprendono, dopo la pausa invernale, le loro consuete attività. L'aumento della temperatura ambientale e delle ore di luce invogliano tutti noi a uscire dalle nostre abitazioni e a trascorrere più tempo all'aria aperta e anche i nostri amici a quattro zampe, obbedendo a quanto detta loro l'istinto, tendono a soddisfare il desiderio ancestrale di perlustrare gli spazi esterni, dedicandosi chi alle lunghe passeggiate nel verde, chi alla caccia, chi alle ricerca di tracce odorose sempre nuove e interessanti. Anche per questi motivi l'arrivo della primavera ci impone qualche doverosa riflessione sull'annoso tema delle pulci e delle zecche, due dei più comuni parassiti che possono minacciare la salute dei nostri amici cani e gatti. Troppo spesso, infatti, non si attribuisce la giusta importanza a questi ospiti indesiderati che, invece, costituiscono un problema sempre attuale e come tale da non sottovalutare.

cane che si gratta

Le specie di pulci esistenti al mondo sono poco meno di duemila, ma nei Paesi a clima temperato, quale appunto è l'Italia, la più diffusa in cani e gatti è la Ctenocephalides felis, un minuscolo essere vivente appartenente al gruppo zoologico degli Insetti, di colore scuro, che misura un paio di millimetri di lunghezza e si nutre del sangue degli animali che parassita. Il suo organismo è infatti munito di uno speciale apparato capace di perforare la pelle e di succhiare il sangue direttamente dai vasi, iniettando contestualmente una sostanza che impedisce la coagulazione. Il corpo delle pulci, tozzo e piatto, è rivestito da una pellicola dura (chiamata esoscheletro) e provvisto di tre paia di robuste zampe (di cui quello posteriore è particolarmente sviluppato), grazie alle quali sono in grado di muoversi velocemente e di compiere i loro proverbiali salti.

Le zecche appartengono al phylum degli Artropodi, alla classe degli Aracnidi e all'ordine degli Acarini: sono quindi strettamente imparentate con i ragni. In natura ne esistono più di ottocento specie documentate e la loro classificazione scientifica comprende due diverse famiglie, Argasidae e Ixodidae: le prime sono comunemente definite zecche molli e parassitano uccelli e rettili, mentre le seconde – chiamate zecche dure (il loro corpo è infatti parzialmente rivestito da una sorta di scudo rigido esterno, formato da placche chitinose) – sono responsabili delle infestazioni ai danni dei mammiferi e nello specifico di cani e gatti. Le più comuni specie che interessano i nostri amici a quattro zampe sono Ixodes ricinus, Rhipicephalus sanguineus e Dermacentor reticulatus. Si tratta di animaletti di piccole dimensioni, ma facilmente visibili a occhio nudo: misurano, infatti, da pochi millimetri fino a un centimetro, hanno forma ovale/tondeggiante e ricordano grosso modo i semi di mela o le lenticchie. I maschi sono più piccoli e di colore scuro (dal rossiccio al bruno), mentre le femmine sono più chiare (la tonalità cromatica che le contraddistingue va dal biancastro al grigio) e di dimensioni maggiori; il corpo di queste ultime, a differenza di quello dei maschi, ha una copertura chitinosa che interessa solo la porzione anteriore, permettendo di aumentare il volume corporeo dopo il pasto di sangue, necessario per il processo di maturazione delle uova, che vengono deposte nell'ambiente esterno.

Pulci e zecche sono responsabili di numerosi problemi, diretti e indiretti. Entrambi sono parassiti ematofagi: sottraggono cioè il sangue a cani e gatti, potendo in certi casi causare forme di anemia, di particolare rilievo nei soggetti giovani o già malati. Le loro punture determinano prurito e lesioni cutanee di diverso genere, ingenerando di conseguenza forme di auto-traumatismo, che possono auto-amplificarsi dando luogo a fenomeni a cascata che rappresentano un vero e proprio circolo vizioso e conducono al peggioramento della condizione dermatologica. Senza contare che le sostanze contenute nella loro saliva possono scatenare reazioni allergiche particolarmente imponenti. Ma non è finita, perché nell'organismo dei parassiti possono venire ospitati microrganismi che, una volta inoculati nel corpo di cani e gatti, provocano a loro volta malattie di non trascurabile importanza.

I mutamenti climatici che stanno interessando il nostro pianeta in questi ultimi anni (e che a loro volta hanno ingenerato i cambiamenti stagionali caratteristici di quest'alba del terzo millennio) e l'uniformità delle temperature degli appartamenti in cui viviamo (favorite dall'impiego continuativo degli impianti di climatizzazione e di riscaldamento lungo tutto il corso dell'anno) rendono pulci e zecche meglio attrezzate a sopravvivere in contesti che fino a qualche anno fa sarebbero stati per esse proibitivi. Tale condizione può facilmente portare alla diffusione domestica dei parassiti, in quanto ormai cani e gatti, considerati oggigiorno animali familiari in tutto e per tutto, sono avvezzi a fare uso di poltrone, divani, letti, tappeti ecc. in una sorta di convivenza che è anche una condivisione di spazi ed elementi di arredo. Pulci e zecche non chiedono nulla di meglio di un luogo caldo e riparato nel quale riprodursi e prosperare in santa pace. E siccome si tratta di animaletti dotati di scarsa specie/specificità (ciò significa che non sono parassiti obbligati di un'unica specie, ma si nutrono tranquillamente del sangue di cani, gatti e altri animali indifferentemente), possono approfittare anche della nostra presenza per attaccarci e trasmetterci delle malattie.

La lotta a pulci e zecche passa necessariamente attraverso un'informazione consapevole e responsabile, basata su una serie di conoscenze che non sono proprie di tutti. Molti antiparassitari sono invece oggigiorno a disposizione di chiunque nei supermercati, nei grandi magazzini, nelle catene di petshop, nelle parafarmacie e possono venire pertanto acquistati da ognuno di noi sulla base del “fai da te”, del consiglio dell'amico o del conoscente, dell'indicazione del negoziante o del toelettatore. In realtà, però, l'unico referente circa la salute dei nostri amici a quattro zampe è il medico veterinario. Solo questa figura, sulla base delle competenze maturate, dell'aggiornamento professionale, della conoscenza del contesto epidemiologico e della comprensione delle abitudini di vita degli animali è in grado di tastare davvero il polso della situazione e raccomandare il farmaco più adatto per ogni singola situazione.

La ricerca scientifica e quella farmacologica, in costante progresso ed evoluzione alla ricerca delle molecole anti-pulci e anti-zecche più innovative, più efficaci, più durature nel tempo, più sicure (per gli animali cui sono destinati e per coloro che a essi le somministrano) e all'atto pratico dotate della migliore compliance per i proprietari di cani e gatti, è recentemente approdata alla sintesi di una famiglia di antiparassitari di nuova generazione. Si tratta delle isossazoline, che comprendono principi attivi per uso orale (destinati al cane) come fluralaner, afoxolaner, sarolaner e lotilaner, tutti recentemente disponibili sul mercato italiano. Il vantaggio di fluralaner, rispetto agli altri tre, è la durata d'azione: dodici settimane contro quattro/cinque. Disponibile sotto forma di tavolette da somministrare per bocca nel cane e sotto forma di spot-on nel gatto e nel cane, offre, con quattro somministrazioni all'anno, una protezione duratura ed efficace contro le pulci e le zecche, al fine di difendere da questi fastidiosi ospiti indesiderati non solo i nostri amici a quattro zampe, ma anche noi stessi e le case in cui viviamo.

Piero M. Bianchi
medico veterinario
Clinica Sempione Milano 02 33605150


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