Photogallery e abstract interventi conferenza LEAL 12 gennaio: “Maltrattamento animale. Dall’etica al diritto. Quali prospettive?”

La conferenza organizzata da LEAL con la collaborazione di Simone Sollazzo, consigliere comunale M5S Milano, nella prestigiosa sede di Palazzo Reale è stata trasmessa in streaming sulla → pagina LEAL Gruppi e a breve sarà caricata sul canale YouTube di LEAL, grazie alla collaborazione di Massimo Savigni.

Ringraziamo i relatori Niccolò Bertuzzi, Annamaria Manzoni, Massimo Raviola, Marco Strano, David Zanforlini per gli interventi e Anna Barbieri, che ha moderato la conferenza, che ha visto la presenza dell’europarlamentare Eleonora Evi e della Senatrice Simona Nocerino. Grazie anche a Stefania Corradini e Simona Donna responsabili di LEAL sezioni Ferrara e Torino, e a Marco Zecca, lifecoach, per il prezioso contributo grafico.

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Un ringraziamento particolare ad Alessandro Del Vecchio, musicista e produttore vegano che di batte per i diritti degli animali. Alessandro non ha potuto presenziare alla conferenza ma ci ha inviato il suo messaggio personale e ha condiviso l’evento sui social: la sua voce, le parole e le immagini del suo videoclip “Strange world” hanno colpito ed emozionato la platea.

Abstract interventi conferenza, moderata da Anna Barbieri, medico e attivista LEAL.

Gianmarco Prampolini, presidente LEAL.
L’impegno LEAL contro il maltrattamento animale e raccolta firme
Sono migliaia in Italia gli animali di ogni specie che quotidianamente vengono maltrattati, torturati e uccisi. Le cronache non sempre riportano questi reati perché vengono considerati reati minori o perché sono reati sommersi. Anche quanto i colpevoli sono individuati, denunciati e vanno a sentenza le pene sono sempre esigue rispetto alla oggettiva gravità e alla crudeltà del reato commesso nei confronti di un essere vivente e senziente. Tutto questo avviene perché se nel nostro Codice Civile ci sono leggi che tutelano gli animali questa TUTELA non è contemplata nella Costituzione. Per questo lo scorso 12 settembre LEAL ha depositato in Corte di Cassazione a Roma una proposta di revisione costituzionale di iniziativa popolare per integrare l’art. 117 che già contempla la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali con la tutela del benessere animale. “Gli italiani ritengono che gli animali non siano oggetti e che la loro tutela non possa essere solo quella a difesa della proprietà o del sentimento umano per gli animali, ma che si debba tutelare il loro diritto a non essere uccisi crudelmente o maltrattati. Una integrazione che ci auguriamo venga accolta in modo da permettere ai giudicanti di applicare pene più severe nei casi di maltrattamento animale appellandosi al nuovo diritto che la Costituzione riconoscerebbe in capo a loro”. LEAL si dedica da statuto ai diritti degli animali e patrocina il “Rapporto sul maltrattamento animale in Italia” per l’anno 2016 e 2017 che raccoglie in più di mille pagine i reati emersi perpetrati nei confronti di ogni specie animale. A sostegno di questo importante progetto, LEAL ha lanciato sui social la campagna di sensibilizzazione “Maltrattare un animale è un reato: denuncia la violenza!”

Niccolò Bertuzzi, assegnista di ricerca e membro di Cosmos (Centre on Social Movement Studies) presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Scuola Normale di Pisa.
Oltre il maltrattamento. Prospettive sulla violenza (di specie) presso i movimenti animalisti italiani
Il maltrattamento (non solo animale) fa parte di una categoria socio/psicologica ancora più estesa: la “violenza”, uno dei principali temi affrontati dal pensiero sociologico novecentesco e una delle variabili utilizzate per spiegare il processo di modernizzazione. L’intervento passerà brevemente in rassegna alcune di queste teorie, per poi spostarsi a valutare il rapporto con il tema della violenza intrattenuto da diversi tipi di associazioni, gruppi e singoli attivisti coinvolti nell’animal advocacy in Italia. L’analisi si basa su uno studio empirico nel quale sono stati raccolti 704 questionari e 20 interviste in profondità. Alcune aree si concentrano specificamente sull’aspetto del maltrattamento, proponendo azioni di natura riformista e volte al miglioramento delle condizioni di vita degli animali non-umani nel minor tempo possibile e pertanto tramite l’intervento istituzionale e legislativo. Altri settori di movimento, al contrario, ravvisano proprio nella struttura specista delle società contemporanee la causa del problema: pertanto, con differenti gradi di flessibilità, preferiscono escludere il dialogo e le politiche dei piccoli passi, optando per discorsi volti a un mutamento culturale e strutturale.

Annamaria Manzoni, psicologa e scrittrice.
Gli animali e il rispetto: più in là della legge
Il maltrattamento degli esseri animali può assumere forme estremamente diversificate: se può essere immediato riconoscere quelle che si manifestano con atti di violenza contro gli animali cosiddetti di affezione, molto più complicato stigmatizzare quelle che sono il brodo di coltura di situazioni legalizzate. Riconoscere la violenza ovunque abbia luogo, evitando di misconoscerla anche attraverso un linguaggio che tende a darle una connotazione accettabile, è invece operazione fondamentale per il suo superamento; come è fondamentale la presa d’atto che esiste un legame non sempre immediatamente percepibile tra tutte le manifestazioni di crudeltà, quali che siano le forme in cui di volta in volta si esprimono.

Massimo Raviola, medico veterinario.
Il mito della razza, cani gatti e maltrattamento genetico – Che razza di Bastardo
Ti sei mai chiesto da dove arrivano le razze dei cani e dei gatti? Quali sono i meccanismi che regolano la selezione razziale degli animali venduti? Che senso ha commercializzare degli esseri viventi? Cosa sta dietro questo mercato? Siamo davvero coscienti e informati su cosa stiamo facendo ai nostri animali? Cosa fa un veterinario? Da un veterinario ti aspetti che scriva di animali, invece Massimo Raviola scrive, forse, più di noi esseri umani, e quello che scrive non è facile da digerire. Si interroga tutti i giorni sul senso del proprio lavoro, che è la tutela di un essere vivente e la tutela della relazione profonda che il cane e il gatto hanno con noi esseri umani, e da appassionato di animali e della vita, si addentra sotto la superficie del sistema. Accompagnandoci tra sorprese, scandali e dubbi, mostrando come gli animali di razza, proprio a causa dei metodi di selezione, siano molto, troppo spesso affetti da malattie genetiche di vario tipo, cardiache, articolari, oculari, del metabolismo ed altre ancora. Addirittura con alcune specifiche razze si arriva all’assurdo di selezionare specificatamente animali malati o malformati perché la malformazione è proprio la caratteristica estetica voluta, alimentando inoltre un enorme mercato degli affetti, che con l’amore per gli animali ben poco ha a che fare. A questo che è a tutti gli effetti un “maltrattamento genetico” si aggiungano poi i metodi di accoppiamento e di allevamento, la “distribuzione” ed il mercato illegale, la soppressione delle fattrici esauste e dei cuccioli poco tipici o imperfetti, la vendita come fossero merci. È ora di chiedersi qual è il costo che gli animali pagano per soddisfare il nostro piacere di volerli “di razza”.

Marco Strano, criminologo e profiler, presidente del CSLSG Centro studi per la legalità, la sicurezza e la giustizia.
Sviluppo del contrasto investigativo al maltrattamento degli animali
Studi criminologici avanzati ci suggeriscono che i crimini nei confronti degli animali sono un fenomeno delittuoso grave, sia per quanto riguarda la pericolosità sociale degli autori che per quanto riguarda il giro economico che ruota intorno ad alcune forme di maltrattamento. Sovente anche la criminalità organizzata è cointeressata al maltrattamento animale in special modo attraverso un giro di scommesse sui combattimenti clandestini di cani e sulle corse illegali di cavalli. La necessità di rendere più efficace il contrasto a questa tipologia di illeciti appare quindi evidente e tale efficacia è strettamente correlata a modifiche normative (prima tra tutti la possibilità di arresto facoltativo nei casi di maltrattamento), a una maggiore consapevolezza e formazione professionale degli organi di polizia giudiziaria e della magistratura e all’impiego di strumenti investigativi moderni ed efficaci, in special modo centrati su una raccolta, conservazione e consultazione mirata di dati provenienti da tutto il territorio nazionale. Il carattere transnazionale di alcuni traffici illeciti che coinvolgono gli animali, infine, induce ad auspicare dei protocolli di collaborazione internazionale tra le forze di polizia, così come già avviene per altre tipologie di reati.

David Zanforlini, avvocato del Foro di Ferrara e consulente legale LEAL.
Art. 117 lett s: la necessità di modificare la Costituzione per cominciare a difendere gli animali
In questo momento storico è indubbio che esista una sempre maggiore attenzione al “benessere animale”, non solo per quelli da affezione, ma per tutti gli animali in generale, siano essi in cattività, così come liberi in natura. Questa esigenza deve tradursi in una regolamentazione normativa capace di rappresentare il pensiero degli Italiani in questo campo, che di fatto si pone, per il diritto, come una via del tutto nuova. Infatti quello che è stato fatto sino ad ora, peraltro sino dalla promulgazione del Codice Penale nel 1930, è stato di tutelare il solo “sentimento umano per gli animali, perché nella Costituzione italiana gli animali non sono citati e tanto meno è indicato un diritto a una loro precisa collocazione nel nostro ordinamento, al punto da relegarli a semplici oggetti. Ora i tempi sono maturi perché anche la nostra Costituzione consideri gli Animali parte del nostro vivere quotidiano e così come è stato previsto dalla Costituzione di tutelare l’Ambiente, così dovranno essere tutelati gli Animali, perché, come l’Ambiente, anche loro non possono difendersi da soli.

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