“Rapporto sul maltrattamento animale in Italia”: contributo dell’avvocato David Zanforlini

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È il primo dossier sul maltrattamento animale in Italia: oltre 600 pagine che comprendono articoli e notizie di crimini nei confronti degli animali.
Il volume ha il sostegno di LEAL Lega Antivivisezionista e di Riscatto Animale. A compendio pubblichiamo il testo dell’avvocato David Zanforlini, referente legale di LEAL e consulente del Rapporto.

Testo avvocato David Zanforlini
Forse che gli animali hanno diritti?

È una domanda che può sembrare strana, ma non è certo nuova, ed è d’obbligo nel nostro diritto perché è palese la viva attenzione degli italiani al benessere animale, attenzione che sta via via accrescendosi non solo in termini numerici nel corso di questi ultimi anni.
Diverse le recenti tappe normative rilevanti sul punto: sicuramente l’art. 13 del TFUE ha dato un chiaro indirizzo al modo in cui i paesi membri della Comunità Europea devono affrontare il problema della tutela degli animali, recitando che devono tenere: “pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti”.
Di seguito la legislazione italiana ha inserito, nel corso del 2004, nel Codice Penale il Titolo IX bis “dei delitti conto il sentimento degli animali”, ed ha introdotto norme per colpire il maltrattamento e l’uccisione degli animali.
Senonché il Titolo stesso di questo complesso normativo dimostra la prima grave carenza culturale che affligge il nostro diritto positivo: infatti chiaramente è tutelato il “sentimento” degli animali, intendendo con ciò che ad essere veramente tutelato è il senso di riprovevolezza che un evento violento nei confronti degli animali suscita nell’essere umano, non il loro diritto al “benessere”.

Non solo, ma di recente è stata introdotta nel nostro ordinamento una norma, l’art. 131 bis del Codice Penale, “esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto”, che pur cercando di dare parametri rigidi entro i quali il Giudice si deve muovere, in concreto rilascia ampiamente alla sua sensibilità di decidere se un fatto debba essere o meno “tenue”, tanto più che nella materia che ci occupa l’influenza della nostra sensibilità alla tutela animale varia considerevolmente da persona a persona. La grande elasticità di questa norma consente le più svariate interpretazioni, al punto che il Tribunale di Milano (IV^ Sez. Penale, sent. 3937/2015, Dott. Marco Tremolada) ha ritenuto non punibile colui che aveva preso ripetutamente a calci un cane al guinzaglio e con il padrone, “reo” di avere orinato sui giornali di un edicolante, mandandolo in concreto assolto. Il ragionamento sotteso a giungere a tale decisione si fonda sostanzialmente sul fatto che l’imputato non avrebbe agito per futili motivi, o con crudeltà e tanto meno avrebbe adoperato sevizie, poiché la sua azione delittuosa rappresentava una reazione, seppure sproporzionata, ad un danno dallo stesso subito, così come i calci ripetuti non rappresentavano, secondo il Giudicante, la volontà di causare all’animale particolari sofferenze gratuite, tali da integrare sevizie o crudeltà. Come appare evidente, al di là delle valutazioni etiche di carattere personale, l’errore di fondo è il ragionamento tautologico svolto: il comportamento dell’imputato in sentenza non veniva ritenuto crudele, e quindi non risultava punibile, in quanto l’azione, pur indirizzata scientemente ad infliggere sofferenze all’animale, non risultava connaturata da compiacimento nei confronti dell’altrui dolore, ciononostante si volesse infliggere gratuitamente dolore (cioè in sostanza, il contenuto della definizione di crudele).

Come si può notare l’ampiezza della valutazione rilasciata alla personale sensibilità in questo caso è persino nociva, non essendo possibile che, a seconda della percezione di chi ci si trovi di fronte un comportamento sia da ritenersi punibile, o meno, anche perché così facendo si rischia concretamente di far divenire leciti certi atteggiamenti che la comunità, vera padrona del diritto, ritiene invece assolutamente contrari al vivere civile.
In questo mare magno, quindi ci si trova quotidianamente a discutere per tentare di contrastare fenomeni intollerabili, come dimostra la lunga serie di casi descritti nelle troppo numerose pagine del “Rapporto sul Maltrattamento Animale in Italia – 2016”, azioni che la attenzione pubblica vuole mettere al bando, ma che il nostro sistema normativo, in primis, e giudiziario, in secundis, faticano ad analizzare nella sua vera ed attuale natura.

È vero anche che il Consiglio di Stato (sent. n. 6317 del 27 settembre 2004) ha avuto modo di affermare che “la disciplina giuridica che il nostro ordinamento appresta in materia di animali ha quale oggetto di tutela non solo il sentimento di pietà nell’uomo connaturato verso gli animali, ma anche direttamente gli animali da forme di maltrattamento, abbandono e uccisioni gratuite in quanto esseri viventi capaci di reagire agli stimoli del dolore, e ciò in base ad un’interpretazione adeguata all’evoluzione dei costumi e delle istanze sociali in tema naturalistico”, e ancora più di recente la Cassazione (III^ Sez., sent. 6829/2014) ha anch’essa dichiarato che gli animali: “sono considerati non più fruitori di una tutela indiretta o riflessa, nella misura in cui il loro maltrattamento avesse offeso il comune sentimento di pietà, ma godono di una tutela diretta orientata a ritenerli come esseri viventi. In quest’ottica, quindi, l’animale costituisce il bene giuridico protetto e non più l’oggetto materiale del reato, tanto che, per questa via, si è progressivamente realizzato il rafforzamento della tutela penale degli animali che appare più evidente laddove si tenga conto dei principi fissati dalla carte internazionali”.

Analisi queste sicuramente condivisibili, ma che ancora faticano ad imporsi nella pratica quotidiana.
Forse ancora il Tecnico del Diritto non ha fatto una valutazione imprescindibile, che consentirebbe le norme fossero il mezzo, anziché il fine, con cui affermare e tutelare un diritto, e cioè che da sempre la mira dell’Ordinamento è quella di privilegiare la tutela del debole, rispetto a quella del soggetto che ha la forza di sopportare un’ingiustizia. Con ciò non si vuole sostenere che in un caso si debba intervenire e nell’altro non si faccia nulla, ma che l’attenzione sociale è più viva ed attenta alle violazioni dei diritti dei deboli, di coloro che più hanno necessità di assistenza. È questo il motivo per cui vi è tanta attenzione alla tutela degli animali, non perché si sia stravolta la società, ma perché essi, per loro natura, rispetto al genere umano, sono più deboli: effettivamente essere la razza dominante comporta non solo benefici, ma anche doveri.

In questo senso deve essere letta la nota frase “ciò che è inevitabile può essere anche spiritualmente intollerabile. Ciò che può essere giustificabile può essere atroce” (La famiglia Winshaw – J. Coe). In realtà ciò che richiede la Comunità Italiana, ora, è che, se non è possibile evitarla, ogni atrocità deve essere combattuta al meglio e senza incertezze con gli strumenti che il nostro Ordinamento ci consente di usare.


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LEAL e LAV davanti all’Università per parlare di obiezione di coscienza alla sperimentazione animale

Oggi giovedì 6 aprile Stefania Corradini, responsabile LEAL Ferrara, e Alessandra Goberti, di LAV Ferrara, hanno fatto una azione congiunta, distribuendo volantini contro la vivisezione e per l’obiezione di coscienza davanti all’Università di Ferrara, tristemente famosa per i suoi crudeli esperimenti sui macachi e su altre specie animali.

Ferrara_macachiStefania e Alessandra hanno ricordato agli studenti che in Italia fino all’approvazione della Legge 413/93 la pratica della dissezione di animali da laboratorio era parte integrante obbligatoria del curriculum di studenti universitari intenzionati a diventare medici o ricercatori. Cani e gatti, topi e altri roditori, capre, maiali, furetti, conigli, scimmie, pesci erano vittime di esperimenti dimostrativi effettuati dai docenti e di esercitazioni pratiche degli studenti. “Non c’è bisogno di animali per insegnare i principi della medicina e della biologia agli studenti universitari! Grazie alla Legge 413/93 ci può avvalere del diritto di obiezione di coscienza. Il messaggio che vogliamo dare agli studenti è di aprire gli occhi, la mente e il cuore”.

LEAL e LAV, oltre a denunciare l’efferatezza e l’inutilità della sperimentazione animale, si impegnano congiuntamente e concretamente a sostenere una scienza giusta sia per gli animali che per la salute di tutti. Da molti anni LEAL e LAV finanziano la ricerca senza animali e ultimamente stanno sostenendo progetti per lo sviluppo di metodi sostitutivi nelle università italiane e in diversi Centri di Ricerca. Ognuno di essi è una speranza in più per milioni di animali e per le persone malate che attendono una cura.

→ Borsa di Studio LEAL

Stefania Corradini
LEAL sezione Ferrara
cell. 3494021232
lealferrara@libero.it


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LEAL sostiene gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill che liberarono le cavie a Farmacologia a Milano

BLITZ DI ANIMALISTI DI GREENHILL NEL DIPARTIMENTO DI FARMACOLOGIAstabulario farmacologia attivistiFARMACOLOGIA 03FARMACOLOGIA 05Il 28 aprile avrà inizio il processo contro cinque attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill per i reati dell’occupazione dello stabulario di Farmacologia dell’Università Statale di Milano. Era il 20 aprile 2013; per più di dieci ore gli attivisti rimasero dentro allo stabulario per mostrare l’ordinaria brutalità della sperimentazione animale. Uscirono immagini e informazioni che mai i ricercatori renderebbero pubbliche. Furono documentate le condizioni di vita degli animali “sacrificati” per la ricerca. Centinaia di persone risposero alla richiesta di sostegno degli attivisti in modo da dar vita ad un fondamentale presidio sotto l’edificio e 400 topi e un coniglio videro quel giorno la libertà.

Oggi chiediamo ancora il vostro supporto, perché quei cinque dovranno affrontare il processo. Rispondere dei reati di invasione di edificio pubblico, violenza privata (perché erano allucchettati per il collo impedendo l’accesso allo stabulario), danneggiamento (nulla è stato danneggiato ma i ricercatori ritengono che col solo ingresso siano stati vanificati anni di ricerca).

Il 28 aprile in aula diranno la verità: ovvero che rifarebbero mille volte quanto fatto. Perché vogliono giustizia per tutti coloro a cui quel giorno è stata negata la libertà e la vita, e per le migliaia di individui rinchiusi e “sacrificati” nei laboratori di tutto il mondo.

Il 28 aprile è una data storica per l’animalismo mondiale perché ricorre anche il quinto anniversario di quel bellissimo giorno a Montichiari passato alla storia, quando furono liberati decine di cani.

LEAL sostiene gli attivisti perché dire la verità significa informare e l’informazione è alla base di ogni cambiamento. Insieme dobbiamo continuare a combattere per abbattere il muro di silenzio che consente alla vivisezione di esistere. Condividiamo tutti.

→ Pagina Facebook

→ dentrofarmacologia.org


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LEAL partecipa alla maratona per salvare le caprette e adotta l’asinella

Sta facendo il giro del web l’evento solidale “A Pasqua regala la vita a 200 capre”, una meritevole iniziativa di Associazione Animalisti Onlus, il cui presidente Alessandro Mosso è venuto a conoscenza che nel Lazio un allevamento di capre era prossimo alla definitiva chiusura e 120 capre, 3 caproni, 85 capretti, un’asinella e una scrofa sarebbero andati a breve al macello.

salva le capre a pasquaIl primo passo dell’associazione è stato quello di creare sui social un evento di raccolta fondi.

La cifra da raggiungere per rimborsare l’allevatore è di 15.000 euro ai quali si aggiungono di 3.000 mila euro di spese di trasferimento in un santuario per animali dove potranno finalmente vivere in libertà e sicurezza.

Hanno aderito facendo una donazione e diffondendo l’iniziativa: LEAL Lega Antivivisezionista, che ha anche adottato l’asinella, Animalisti Italiani e LAV.

“Manca poco alla chiusura dell’allevamento e abbiamo ricevuto l’aiuto di tanti singoli cittadini, ma il nostro impegno non finisce qui – spiega Alessandro Mosso -. Mancano ancora poche migliaia di euro alla cifra pattuita che ci permetterà di salvare tutti gli animali dell’azienda agricola. Ricordo che non avremmo mai contribuito al reddito di un allevatore, finanziando quindi la sua attività, per farci cedere degli animali che sarebbero poi stati rimpiazzati da altre vittime, questa è una eccezione, dopo esserci accertati presso la ASL competente della effettiva chiusura dell’esercizio”.

→ Evento Facebook per adesioni e donazioni


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“Rapporto sul maltrattamento animale in Italia”: le introduzioni di LEAL e Riscatto Animale

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È il primo dossier sul maltrattamento animale in Italia: oltre 600 pagine che comprendono articoli e notizie di crimini nei confronti degli animali.
Il volume ha il sostegno di LEAL Lega Antivivisezionista e di Riscatto Animale, i cui presidenti Gian Marco Prampolini e Claudia Corsini hanno firmato le partecipate introduzioni che di seguito pubblichiamo.

Introduzione di Gian Marco Prampolini, presidente LEAL Lega Antivivisezionista
Maltrattamento. Leal Lega Antivivisezioniste da statuto combatte ogni abuso nei confronti degli animali ed è difficile districarsi nelle leggi che riguardano il loro maltrattamento. Sono poche purtroppo le sentenze che condannano chi maltratta e uccide per una legge che ancora rende l’animale oggetto e non soggetto e di conseguenza in grado di provare stress e sofferenza. Il mio pensiero è che se si applicasse il valore di “soggetto” anche alla specie animale non si dovrebbero più macellare quotidianamente milioni di viventi che sono prigionieri e torturati nella filiera della carne. Senza dimenticare tutti gli animali torturati e uccisi nei laboratori di vivisezione, sfruttati per il divertimento umano: circhi, zoo, delfinari, caccia, pesca, sport e nell’industria dell’abbigliamento. Bastonare il cane o avvelenare il gatto oppure ammazzare su commissione: non dovrebbero esserci distinguo. Il problema oltre che legale dovrebbe prima di tutto essere etico e morale in una società sempre più violenta dove spesso si parte da chi maneggia armi o comincia con l’ammazzare gli animali.

Introduzione di Claudia Corsini, presidente Riscatto Animale
Riscatto Animale è nato dalla volontà di molti attivisti di dare voce a chi non ce l’ha. Siamo nel 2017 ed ancora troppe minoranze esigono pari diritti, ancora troppe minoranze non hanno giustizia e vengono private della loro dignità.
Tra queste minoranze ci sono gli animali, che passano la loro esistenza tra lo sfruttamento e l’indifferenza di chi li abusa e di chi li vede morire. Eppure tra noi esseri umani c’è chi di umano ha ancora qualcosa e mette la sua vita a disposizione degli ultimi tra gli ultimi. Purtroppo da soli non possiamo fermare questo perpetuarsi di malvagità, depravazione e cattiveria, ecco perché abbiamo sostenuto questo Dossier che esprime l’esigenza forte di un aiuto legislativo per arginare questa piaga: la sofferenza animale di cui questa società è responsabile. Già solo il dolore che gli animali sono in grado di provare basterebbe a legittimare questa richiesta, ma coscienti che chi usa crudeltà verso gli animali non usa violenza fine a se stessa, ma è solo l’inizio della violenza verso tutte le forme di vita, appare chiaro come sia estremamente urgente una riforma delle leggi contro i delitti verso gli animali che preveda un inasprimento delle pene.
La straziante raccolta di atti criminali racchiusa in questo Dossier vuole richiamare ogni singola persona a prendere posizione contro le violenze, fermarle, denunciarle e chiedere che questo avvenga nell’immediato perché troppi animali sono già morti tra pene indicibili ed ancora troppi colpevoli vengono assolti o pagano solo sanzioni irrisorie. Ogni reato impunito nei confronti degli animali accorcerà le distanze verso il prossimo delitto e verso il prossimo illecito.
Chiediamo a tutti i cittadini di impegnarsi con convinzione per il cambiamento, perché le buone leggi e la giustizia si ottengono con la collaborazione di tutti.


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LEAL vi aspetta al Primo Festival Vegan-Etico di Associazioni e Cibo da strada

Domenica 2 aprile Primo Festival Vegan-Etico dalle ore 11.00 alle ore 22.00 in via Marconi a Trecella fraz. di Pozzuolo (MI). L’evento si svolgerà nell’area circostante la palestra comunale sita in via Marconi, a 200 metri dalla stazione ferroviaria del passante linee S5 e S6; si consiglia di utilizzare il parcheggio posto in via Strada del Merlo oltre a quello della stazione in via Pitagora.

Una domenica di primavera con buon cibo vegan, stand con tutto il meglio del cruelty free e shopping solidale: cibo da strada con tante specialità esclusivamente vegan, dal salato al dolce, birra artigianale, gelati, cocktail, caffè, tea, tisane; specialità per cani, abbigliamento e scarpe in finta pelle o al 100% di canapa, cosmesi eco-bio vegan e banchetti informativi di varie associazioni locali e nazionali che quotidianamente si occupano di animali.

Allo stand LEAL potrete firmare le nostre petizioni aperte, raccogliere il materiale informativo sullo stile di vita vegan, aggiornarvi sulle nostre attività, acquistare in nostri gadget che finanziano la ricerca senza animali e le T-shirt della nuova collezione in cotone organico.

La giornata sarà resa ancora più interessante da eventi culturali:
• alle ore 15 ci sarà la presentazione del libro “È una vita che sogno di amarti” con l’autrice Cristina Tata al suo esordio come scrittrice;
• alle ore 16 verrà presentato il libro “Menù Vegan” di Libera Arienti che in questo volume prova a rispondere alle frequenti domande “Perché sei diventata vegana?” oppure “Ora che sei vegana cosa mangi?”;
• alle ore 17 ci sarà un’intervista con lettura di poesie del Veg-Poeta Vincenzo Vincent Piccolo autore del libro “Pensieri di-versi. L’anima degli animali”.

  Vi aspettiamo!  

→ Festival Vegan-Etico pagina FB

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Pasqua: regala la vita a 200 capre! LEAL partecipa all’evento e salva vite innocenti

LEAL aderisce all’iniziativa di Associazione Animalisti Onlus che ha lanciato un importante appello: salvare la vita di 200 capre (circa 130 capre, 3 maschi e 65 capretti) che si trovano in Lazio presso un allevamento sul punto di chiudere definitivamente. L’allevatore stava per portare al macello gli animali quando Associazione Animalisti Onlus avvisata del pericolo ha trattato per riscattarli al prezzo che avrebbe pagato il macello.

salva le capre a pasquaLa somma richiesta per salvare la vita di questi animali è 12.000 euro ai quali vanno aggiunti circa 1.500/2.000 euro per il trasferimento dal Lazio alla Lombardia dove abbiamo trovato una struttura che li ospiterebbe tutti. In totale dobbiamo quindi racimolare circa 13.500/14.000 euro. La cifra totale è elevata e bisogna unire le forze! LEAL accetta la sfida e fa la sua parte per raccogliere più fondi possibile.

Per chi vorrà passare a trovarci, ci vediamo domenica 2 aprile dalle ore 11.00 alle ore 22.00 al Festival Vegan-Etico di Associazioni e Cibo da strada, via Marconi a Trecella fraz. di Pozzuolo Martesana (Mi)

→ Festival Vegan-Etico pagina FB

Se desideri contribuire
EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:

Lega Antivivisezionista Onlus
via L. Settala, 2 – 20124 Milano
indicando nome, cognome e indirizzo e
precisando sempre nella causale:
REGALA LA VITA A 200 CAPRE

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. online con carta di credito in modo assolutamente sicuro e riservato

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LEAL sezione siciliana: aggiornamento in tempo reale da Palermo

foto per aggiornamento palermo agata pandolfinoAgata Pandolfino, responsabile LEAL sezione Messina, è stata attiva per aiutare i cittadini impegnati davanti al canile e ci conferma con una sua nota lo stato attuale da lei appurato: “Esultiamo, il famigerato furgone è stato costretto ad uscire vuoto dal canile. Con orgoglio ringraziamo i nostri amici palermitani per la mobilitazione di massa, mostrando la grinta di veri combattenti dal cuore grande. L’intervento congiunto di Paolo Bernini, parlamentare del Movimento5Stelle, dell’avvocato Aurora Lo Prete e della professoressa Mirta Baiamonte, presidente biomedico-scientifico P.A.V.I. Partito Attivista Vittime Indifese, ha permesso al dottor Antonino Virga (responsabile della salute pubblica regione Sicilia) di bloccare il trasferimento dei cani“.

Adesso si apre lo scenario del tavolo tecnico fra sindaco e associazioni animaliste palermitane, con lo scopo e la speranza che venga ripristinata subito la legalità. Palermo e la Sicilia tutta hanno ancora bisogno del sostegno e la solidarietà di tutte le meravigliose persone che da lontano hanno supportato questa battaglia, mantenendo la massima attenzione sugli sviluppi futuri.

Agata Pandolfino
LEAL sezione Messina


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LEAL sostiene e patrocina il “Rapporto sul maltrattamento animale in Italia”

Scaricabile gratuitamente dal web, è disponibile il primo dossier sul maltrattamento animale in Italia: oltre 600 pagine che comprendono articoli e notizie di crimini nei confronti degli animali: percosse, incuria grave, mutilazioni, avvelenamenti, prigionia, impiccagioni, abusi di ogni genere, anche a sfondo sessuale. Sono solo una parte del lungo elenco delle efferatezze di cui l’uomo è capace nei confronti dei “senza voce”.

WHO’S WHO
Il Rapporto è stato ideato e curato da Silvia Premoli, responsabile di VEGANOK Animal Press, con Giovanna Rossi, che ha seguito tutta la parte digitale, e Laura Terrinoni, attiviste per i diritti degli animali. La prefazione, articolata e approfondita, quasi un breve saggio sul tema, è di Annamaria Manzoni, psicologa e scrittrice, la consulenza legale è dell’avvocato David Zanforlini e il volume ha il sostegno di LEAL Lega Antivivisezionista e di Riscatto Animale, i cui presidenti Gian Marco Prampolini e Claudia Corsini hanno firmato le partecipate introduzioni di questa raccolta.

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PERCHÉ UN RAPPORTO SUL MALTRATTAMENTO
Le autrici hanno deciso di raccogliere le violenze verso gli animali in un documento che si possa stampare per restituire già al primo impatto, con il notevole peso fisico della carta, tutto il dolore di queste pagine nere di cronache animali, per dare un “volume” all’ingiustizia e denunciare gli orrori di cui vengono a conoscenza quotidianamente. Sono solo pochissimi i casi noti a tutti perché postati in Rete: tra questi il cane Angelo impiccato e ucciso a Sangineto (Cosenza) da quattro ragazzi, il meticcio Spike bruciato vivo a Pozzuoli (Napoli) e la cagnolina Pilù abusata, seviziata e picchiata a Pescia (Pistoia).

CONTENUTI DEL DOSSIER
La raccolta dei delitti riportati nel dossier sono la punta dell’iceberg di quanto succede nella realtà, perché molti reati nei confronti degli animali non hanno avuto denunce o testimoni, o possono essersi persi nelle pieghe delle cronache locali. Il sommario ne elenca luogo, data, specie animale vittima, condizioni dell’animale dopo l’abuso (stato di salute o morte) e se il colpevole è stato individuato e denunciato e tipo di condanna inflitta.

TRASPOSIZIONE GRAFICA DEI DATI RACCOLTI
Organizzata per regione, per tipo di maltrattamento e per mese dell’anno, l’elaborazione evidenzia picchi di crudeltà nei mesi di febbraio e novembre, e si evince che in fatto di maltrattamenti la Lombardia è al primo posto, mentre Basilicata e Molise all’ultimo. Si può ragionevolmente pensare che i valori più piccoli corrispondano però alle pochissime denunce e non al reale numero di episodi. Un’altra trasposizione grafica indica il tipo di reato: al primo posto le sevizie, seguite da percosse, incuria e abbandono; agli ultimi posti gli animali fatti esplodere, giustiziati e abusati sessualmente. Il dossier, liberamente scaricabile dal web, sarà anche stampato e fascicolato in un numero di copie da destinare a parlamentari, legislatori, magistrati, avvocati in un tour mediatico e politico che ha come fine quello di ottenere pene certe e di modificare la Legge 189/2004 che integra l’art. 727 del Codice Penale e prevede da 3 a 18 mesi di carcere o un’ammenda pecuniaria (da 5.000 euro a 30.000 euro). Ricordiamo che in altri Paesi europei: Svizzera, Francia, Germania, le pene sono ben più severe e, nei casi più gravi, l’arresto non è commutabile con una pena pecuniaria; così come negli Stati Uniti, dove per questi reati i colpevoli si fanno anni di carcere seguiti da specifici programmi di recupero. Con la consapevolezza che un problema così grave richiede diversi tipi di approccio, che partono dalla educazione al rispetto di tutte le specie viventi di ogni singolo cittadino insegnato fin dalle scuole dell’infanzia. Non è trascurabile che il maltrattamento animale è molto spesso predittivo di pericolosità sociale.

Nel pieno rispetto del diritto alla vita di ogni essere vivente e dei principi della non violenza tutte le persone che hanno dato un contributo a questo Rapporto sono vegane e sono già al lavoro per il dossier 2017.


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La prossima sfida di Bike for Animals: da Torino ad Alès per i tori

Per dare seguito al → BASTA CORRIDA VEG TOUR dello scorso agosto, Bike for Animals, con la collaborazione di LEAL, ripartirà in bicicletta da Torino il 25 maggio per raggiungere Alès il 27 maggio (Francia) per prendere parte alla → manifestazione anti corrida organizzata da Crac Europe e congiungersi con gli attivisti francesi e spagnoli.

FOTO PROTESTA TORINO ALESProprio ad Alès che ospita una famosa Plaza De Toros, torna forte e chiara la protesta degli abolizionisti europei della corrida. Le manifestazioni del 2013 e del 2014 hanno visto scendere in piazza migliaia di attivisti e cittadini ma la volontà popolare non è stata ascoltata e le corride sono continuate senza sosta. La finalità di questo evento del 27 maggio ha l’obiettivo di raggiungere un numero di presenze mai registrato in precedenza: una sfida impegnativa ma indispensabile per riuscire a mantenere alta l’attenzione sul problema della tauromachia.

Già a partire da questi giorni si stanno organizzando carpooling e pullman; chiunque può organizzarne dalla propria città.

Chi volesse far parte della squadra che partirà in bicicletta per la sola andata Torino – Alès può contattare Paolo Barbon cell. 347 859 4552 brbpla66@gmail.com.

Per info e consigli → pagina FB evento

Crac Europe → pagina FB

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