I cinque articoli più letti di dicembre 2019

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INVERNO: ATTENZIONE ALLA NEVE

Articolo a firma di Pietro M. Bianchi estratto dall’ultimo numero della nostra rivista “La Voce dei Senza Voce” n. 116 inverno 2019 con i contributi di: Gian Marco Prampolini, Mirta Baiamonte, Francesca Di Biase, Piero M. Bianchi, Giustina De Rosa, Giusi Terrazzino, Stefania Sbarra, Domenico Marrulli, Elvira Giancaterino, Silvia Premoli. Buona lettura.

Sfoglia online → “La Voce dei Senza Voce” n. 116

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Pietro M. Bianchi
medico veterinario
Clinica Sempione Milano 02.33605150

Una delle caratteristiche più salienti della stagione invernale è senza dubbio la neve, evento atmosferico che da sempre affascina grandi e piccini (specie se residenti in aree geografiche meno soggette a tale fenomeno meteorologico) rapendone la vista e influenzando talora in maniera considerevole l’esistenza di coloro che vivono nelle regioni di montagna. Chi abita in pianura sa descrivere perfettamente quali piacevoli sensazioni (antiche, ma sempre nuove) suscita la diretta osservazione magari improvvisa e inattesa, al momento del risveglio della propria città ammantata di bianco o il senso di pace e relax che traspare dall’ammirazione delle silenziose distese innevate di un panorama d’alta quota. Anche i nostri amici cani, per lo meno quelli meno avvezzi alla vista della neve, manifestano non di rado un’inequivocabile allegra irrequietezza di fronte al candido mantello che ricopre e nasconde ogni cosa all’intorno.


 
Se il cane assaggia la neve

Frequente è la tendenza, da parte dei cani, a mangiare la neve: tale atteggiamento è da mettere in relazione al desiderio di conoscere meglio il nuovo e strano elemento oppure al ricordo dell’appagante piacevole freschezza associata all’ingestione della morbida sostanza bianca. Qualunque sia la spiegazione in proposito, quasi invariabilmente l’animale che assaggia la neve ne rimane gradevolmente colpito e si affretta a ingerirne il più possibile, quanto meno fino a che non intervenga qualcuno a ordinargli di smetterla. Le conseguenze di questo comportamento possono talora essere piuttosto serie, determinando l’insorgenza di forme gastroenteriche da non sottovalutare. La neve, infatti, provoca irritazione a carico dello stomaco e dell’intestino, causando la comparsa di vomito e diarrea, la cui gravità dipende dalla quantità di neve introdotta nell’apparato gastrointestinale e dalle generali condizioni organiche di ogni singolo individuo animale. Vomito e diarrea possono pertanto essere anche piuttosto frequenti e abbondanti, spesso incoercibili o con presenza di sangue. In talune situazioni la conseguenza è uno stato di disidratazione, generalmente accompagnata a marcata depressione e forti dolori addominali. Di fronte a manifestazioni cliniche di questo genere, è sempre preferibile consultare il medico veterinario di fiducia e comunque mantenere il cane a digiuno assoluto (né cibo né acqua per almeno 12 ore), in un ambiente caldo e tranquillo. Se, nonostante ciò, l’animale continua a vomitare o a essere soggetto a scariche diarroiche, il ricorso al medico veterinario diviene indispensabile.

Prudenza nelle corse

La presenza della neve induce spesso il nostro amico a quattro zampe a lasciarsi andare a sfrenate corse a perdifiato, che evidentemente lo esaltano a causa dell’ebbrezza provata alla vista del candido elemento e della consistenza molle del terreno. Se, poi, questi comportamenti vengono esibiti in presenza di altri cani, inevitabilmente si scatena una sorta di rituale di gruppo fatto di lunghi inseguimenti, improvvise frenate, brusche virate, arditi balzi, ecc. In questi frangenti l’animale si abbandona al piacere del gioco, senza rendersi conto delle lesioni che i movimenti inconsulti e le continue sollecitazioni muscoloscheletriche possono procurargli a carico di ossa, articolazioni, muscoli e tendini: particolarmente a rischio risultano in questi casi la colonna vertebrale e i legamenti dell’articolazione del ginocchio. E’ quindi buona regola prestare attenzione sia al luogo in cui il cane scorrazza che ai movimenti dell’animale, onde evitare cadute, scivolate, torsioni degli arti e traumi in genere. Particolarmente predisposti a tali problemi risultano le razze pesanti (Mastini, Alani, Rottweiler, ecc.) e quelle cosiddette condrodistrofiche, caratterizzate cioè dalla scarsa altezza e dal notevole sviluppo della colonna vertebrale (Bassotto, Pechinese, Shihtzu, ecc.). Di fronte a guaiti, zoppicature o andatura anomala, è sempre raccomandabile far smettere l’animale, tenerlo a riposo e contattare appena possibile il medico veterinario di fiducia. In ogni caso, è preferibile condurre prevalentemente il cane al guinzaglio oppure farlo passeggiare in maniera tranquilla, evitando i terreni ghiacciati e i giochi sfrenati con altri soggetti.

Patologie da raffreddamento

La bassa temperatura ambientale e il contatto diretto con la neve, nei cani particolarmente delicati e non abituati ai climi rigidi, possono talvolta provocare fastidiose forme respiratorie o spiacevoli episodi di dissenteria. Contrariamente a quanto si possa comunemente pensare, ciò non dipende dalla taglia del soggetto, ma dalla sua robustezza fisica o per meglio dire dalla ricettività verso i disturbi generati dagli sbalzi di temperatura: ciò significa che si tratta di una condizione predisponente individuale, che esula dalla razza e dalle dimensioni dei nostri beniamini con la coda. Gli animali che, dunque, presentano starnuti, tosse, lacrimazione degli occhi oppure feci molli o addirittura liquide, potrebbero trovare un valido aiuto nell’impiego di cappotti e impermeabili specifici che, sebbene ai più possano sembrare ridicoli o troppo antropomorfizzanti, in tali circostanze risultano davvero utili per prevenire i disturbi citati. In ogni caso, è sempre e comunque buona norma asciugare accuratamente il nostro amico dopo che ha trascorso del tempo sulla neve, prestando soprattutto attenzione alle zampe (dita e spazi interdigitali compresi) e al ventre.
Un altro inconveniente legato al freddo è il congelamento, una patologia non molto frequente ma che occorre evitare accuratamente, impedendo al cane di rimanere per troppo tempo sulla neve o in un ambiente dal clima particolarmente rigido. Poiché i principi di congelamento riguardano le estremità (zampe, coda, orecchie, genitali), può essere utile fare indossare al cane delle specifiche calzature (atte a evitare il contatto diretto con il terreno innevato o ghiacciato) o dei rudimentali paraorecchie o paracoda.

Attenzione agli occhi

Un’ultima precauzione riguarda gli occhi dei nostri beniamini a quattro zampe: in alta montagna o nelle giornate in cui il sole dispensa i suoi raggi sull’innevato terreno circostante, infatti, il riverbero luminoso può creare grossi problemi alle delicate strutture oculari. Noi ci ripariamo con adeguate lenti scure, ma è impensabile (sebbene qualcuno abbia già pensato a commercializzare lenti oculari protettive per cani) dotare i nostri amici di occhiali da sole: per impedire danni da riflesso solare, pertanto, è raccomandabile il ricorso a colliri e pomate oculari specifici, da applicare negli occhi del cane a intervalli regolari durante l’esposizione ai raggi solari. La prescrizione dei prodotti più adatti allo scopo spetta naturalmente al medico veterinario di fiducia, cui è sempre bene rivolgersi prima di trascorrere un periodo di vacanza sulla neve.

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UNA SCELTA STORICA O UNA STRATEGIA PER ATTUTIRE I CLAMORI SUSCITATI DAL PROGETTO LIGHTUP?

In questo momento particolare in cui si levano da ogni dove le proteste contro il progetto LIGHTUP arriva questa notizia.
Ma guarda che coincidenza.

Da una parte abbiamo 6 macachi rinchiusi in uno stabulario a cui verranno provocati danni nel campo della visione e poi saranno uccisi per completare gli studi. Questo è il progetto LIGHTUP, finanziato con 2 milioni di euro dalla UE, che ha provocato tanta indignazione e ha dato il via a proteste che non si attenuano e che vengono riportate dai media. Dall’altra abbiamo l’annuncio della “liberazione” di 9 macachi che sono stati usati nella sperimentazione animale.
Come dire “Ve ne diamo 9 ce ne lasciate 6”.

Verrebbe da pensare che i 9 macachi ormai sfruttati abbiano avuta salva la vita in cambio dei 6 macachi impiegati nel progetto portato avanti nelle Università di Parma e Torino.

Questa liberazione ci suona tanto come una strategia dell’ultimo momento. Una strategia messa a punto in un momento importante.
Siamo portati a pensare ad una mossa improntata a far credere che, sì, gli animali sono indispensabili ma tutti coloro che, purtroppo, sono costretti ad usarli sono molto preoccupati per loro.
Sembra davvero un tentativo di ammorbidire le proteste di coloro che condannano l’uso degli animali nella ricerca.

Ai macachi, che erano arrivati nel 2008 dall’isola di Mauritius, durante tutti questi anni sono state inoculate particelle virali per testare le risposte immunitarie (che sono quelle dei macachi aggiungiamo noi).

Nell’articolo viene affermato che sono stati usati “nel rispetto del loro benessere”.
E non si capisce di quale benessere stiano parlando.
Può esistere benessere per animali che vivono chiusi in gabbie e ai quali vengono inoculate particelle virali?

Nell’articolo si legge: “È bellissimo pensare che dopo 11 anni di clausura e analisi… abbiano finalmente trascorso il Natale in vacanza”!

“Dovranno imparare a vivere in libertà” aggiungono.
Diciamo pure che semplicemente dovranno imparare a vivere perché finora la loro non è stata vita.
La VITA, quella vera, è stata negata loro dall’essere umano in nome di una falsa scienza che miete vittime.

LEAL Lega AntiVIVIsezionista
LEAL sezione Arezzo
Bruna Monami,
tel. 347 6192617
lealarezzo@gmail.com

Fonte → corriere.it


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45,1 MILIONI DI EURO NEL 2019. PER TELETHON OGNI ANNO CIFRE DA CAPOGIRO

Ogni anno, da anni, Telethon incassa cifre pazzesche, ricerca su animali E NON GUARISCE!

Ci parla di metodi sostitutivi ma se non li finanzia siamo presi in giro: noi ma soprattutto gli animali.

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Ad ogni botto esplode la paura! Come aiutare al meglio i nostri amici a 4 zampe?

Articolo a firma di Francesca Di Biase estratto dall’ultimo numero della nostra rivista “La Voce dei Senza Voce” n. 116 inverno 2019 con i contributi di: Gian Marco Prampolini, Mirta Baiamonte, Francesca Di Biase, Piero M. Bianchi, Giustina De Rosa, Giusi Terrazzino, Stefania Sbarra, Domenico Marrulli, Elvira Giancaterino, Silvia Premoli. Buona lettura.

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Francesca Di Biase
Educatore e formatore cinofilo
ABC Dog Team www.abcdogteam.it

Se è vero che con l’avvicinarsi delle feste natalizie le strade e i negozi si riempiono di lucine colorate e addobbi per creare l’atmosfera giusta che riempie il cuore di calore, è anche vero che vicoli, piazzette e aree verdi si popolano invece di giovani che si divertono con i botti, che il cuore lo fanno riempire sì, ma di paura! Altro che pace per i nostri amici pelosi, il cui udito è sviluppato fino a quattro volte in più rispetto al nostro.

Per la grande maggioranza di loro, si avvicinano i giorni del terrore, di occhi spalancati, di code tra le zampe e di passeggiate veloci in preda al panico. In questo periodo, possiamo aiutarli a sostenere queste esplosioni inaspettate e, con qualche piccolo accorgimento, possiamo diventare per loro un valido supporto, in attesa del Capodanno in città. Eccone qualcuno.

• Scegliamo le ore del mattino per le passeggiate più lunghe con i nostri cani: solitamente i ragazzi sono a scuola o al lavoro e noi possiamo camminare tra giardinetti e marciapiedi in tutta tranquillità. Se possiamo, evitiamo le ore di primo e tardo pomeriggio: essendo quelle più gettonate per i raduni degli adolescenti, ci si potrebbe imbattere in scoppi di petardi. Per camminare più serenamente sfruttiamo l’ora di cena approfittando del fatto che la maggior parte delle persone è già tornata a casa.

• Optiamo per le aree cani recintate per le corse in libertà del nostro amico peloso, ma teniamolo sempre d’occhio perché nonostante il cancelletto d’accesso chiuso, non è detto che a seguito di un’esplosione improvvisa, non tenti la fuga per cercare un posto sicuro in cui rintanarsi. Evitando di liberarlo in spazi aperti non rischiamo che, in caso di paura, possa scappare correndo in strada, perdendosi o mettendo a repentaglio la sua vita e quella degli automobilisti.

• Nonostante il nostro cane sia già munito di microchip, mettiamo per precauzione e in aggiunta alla pettorina, un collare con targhetta identificativa che riporti il nostro numero di telefono. Potrebbe capitare che, spaventato, riesca a sfilarsi la pettorina per fuggire. In questo modo potrebbe essere messo in salvo dai passanti che, con questo piccolo espediente, ci potrebbero contattare subito per raggiungerlo e rimetterlo al sicuro.

• Se in casa, dopo uno scoppio, il nostro cane va a nascondersi sotto i mobili, cerchiamo di non impedirglielo, di non trascinarlo fuori da quella che per lui è una tana sicura e di non parlargli con insistenza o con modi impietositi. Andiamo pure a curiosare dov’è, ma per richiamarlo a noi usiamo toni scherzosi: “Dai vieni qua, non succede niente!”; mostriamogli che ci siamo accorti della sua preoccupazione per poi tornare a ciò che stavamo facendo. Sarà il nostro cane a scegliere di venirci vicino. In questo caso, accettiamo il suo gesto con piacere e restiamogli accanto perché quello sarà il suo modo per chiederci aiuto e per farsi forza nell’affrontare una difficoltà, auto-rassicurandosi. Gli faremo capire che siamo lì per lui e che la paura la possiamo affrontare stando insieme.

• Per prepararlo meglio a questo particolare periodo dell’anno, quando siamo in casa, attiviamo nello smartphone audio di fuochi d’artificio, a volume basso. Nel mentre, facciamo insieme al nostro cane un’attività molto piacevole come giocare con delle palline o ricercare biscottini prelibati nascosti. Quando le reazioni di preoccupazione diminuiscono, alziamo il volume in modo graduale fino ad udirlo chiaramente, continuando a giocare. Di giorno in giorno, possiamo notare che il nostro cane, abituandosi a tali rumori, è meno irrequieto in casa pur sentendo esplodere dei botti in lontananza. Mancando le vibrazioni dello scoppio reale, l’odore del materiale nell’aria nonché l’effetto sorpresa, non è certo la stessa cosa di essere per strada, ma per lo meno nell’ambiente domestico è per lui un grande aiuto.

• Se festeggiamo il Capodanno in casa, insieme anche al nostro cane, teniamo chiuse tutte le tapparelle e le finestre, teniamo accesa la radio o la tv ad un volume un po’ più alto rispetto al solito, così da coprire il chiasso che ci sarà all’esterno prima e dopo la mezzanotte. Per il nostro cane è come se fuori si stesse scatenando una guerra infinita. Stiamogli accanto se ci vuole vicini, ma non accentuiamo il suo stato d’animo con il nostro fare ansioso dettato dall’impotenza di non poter fare realmente qualcosa per lui. Con la preoccupazione e la paura, manifesterà quasi certamente anche una respirazione affannata, occhi spalancati e tremori più o meno intensi. Se dovesse essere esageratamente agitato nei giorni maggiormente interessati dai botti, chiediamo un parere al nostro Veterinario, potrebbe consigliarci un calmante (ce ne sono anche di naturali in commercio) per aiutarlo a sostenere meglio la situazione.

• Se invece festeggiamo il Capodanno fuori casa, senza il nostro cane, non lasciamolo da solo in giardino per evitare che possa cercare altrove un riparo più sicuro durante le esplosioni, magari scavalcando la cancellata, rischiando la vita o smarrendosi chissà dove. Lasciamolo in casa, con gli accorgimenti suggeriti sopra. Ci farà danni provocati dalla paura? Può darsi. E in questo caso, non dovremo certo sgridarlo. Come potremmo spiegare al nostro cane che, mentre fuori si scatena il finimondo, noi staremo via solo qualche ora per festeggiare con gli amici? Non possiamo. Quindi dovremo accettare le possibili conseguenze delle sue azioni inconsapevoli, altrimenti, non solo sarebbe egoistica la scelta di lasciarlo solo ad affrontare una notte di terrore per andare a una festa, ma saremmo anche insensibili nei suoi confronti andando a punirlo su qualcosa che ha fatto quando non stava affatto bene emotivamente. E questo, certo non se lo meriterebbe. Prendersi cura di un cane significa anche scegliere la migliore soluzione per farlo stare bene, con responsabilità. È più corretto assicurarsi per tempo che una persona di fiducia (un parente, un dog sitter o un amico) possa restare a casa con lui prendendosene cura e fornendogli le giuste indicazioni su come comportarsi durante la serata/nottata, in attesa del nostro rientro.

Sperando il nuovo anno porti all’uomo una maggiore consapevolezza, rispetto e tutela verso gli animali che, su questa Terra festeggiano la vita ogni giorno, non possiamo fare altro che continuare a diffondere messaggi di sensibilizzazione con ogni mezzo possibile, per ribadire un forte “NO AI BOTTI!”. E se, insieme al countdown, al bacio della mezzanotte e ai buoni propositi, tenessimo spenti davvero i fuochi d’artificio per accendere le nostre coscienze?

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Gian Marco Prampolini e tutto il team di LEAL vi augurano buone feste!

Anche quest’anno, come sempre, non è stato un anno facile per gli animali e questo ci tiene occupati per loro come tempo, mente e cuore. Ma anche se le sconfitte sono molto dure e difficili da accettare, siamo pronti a ripartire ed esultare per ogni obiettivo raggiunto o successo ottenuto.
Buon Natale e buone feste cari amici!
Vi aspettiamo già da gennaio impegnati al nostro fianco per la liberazione degli animali e la difesa dei loro diritti.

Gian Marco Prampolini
Presidente LEAL
Lega AntiVIVIsezionista

SCALDA IL MIO NATALE CON UNA CUCCIA

La campagna LEAL “Scalda il mio Natale con una cuccia” prosegue!

Ringraziamo amici e sostenitori per le adesioni dello scorso scorso anno e vi invitiamo a non abbandonare i nostri amici animali delle zone di Lazio ed Abruzzo che colpite dal terremoto sono ancora all’addiaccio o con rifugi precari in quei territori che ad oggi non sono ancora tornati alla normalità.

LEAL sin dai primi giorni di terremoto si è recata sui luoghi per portare aiuti, ma l’emergenza continua. Il freddo in quelle zone rende durissima la vita di cani e gatti che rimangono al gelo fra le macerie non ancora rimosse. LEAL prosegue la sua opera di soccorso con forniture mensili di cibo e la realizzazione di casette rifugio/ristoro per cani e gatti e cucce da esterno per cani.

Quest’anno l’operazione “Scalda il mio Natale con una cuccia” sarà di aiuto anche agli oltre 100 gatti di Rina ospitati a Domodossola nel suo accogliente chalet in legno voluto, costruito e destinato solo a loro. Anche a Domodossola gli inverni sono gelidi e vogliamo aiutare Rina a riscaldare i gatti per tutto l’inverno e per tutte le ore del giorno. Rina ha chiamato il suo rifugio “A-mici di Rina” e LEAL da molti anni non la abbandona aiutandola con forniture di cibo e coprendo parte delle ingenti spese per il pellet e sostenendola per l’assistenza veterinaria.

Sostieni LEAL in questa complessa emergenza per dare dignità e riparo a tanti animali bisognosi!
Info: LEAL SEDE
Alessandra Schiavini
tel. 02 29401323
lealsede@leal.it

SARÀ UN NATALE PIÙ BUONO!


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TELEREPORTER INTERVISTA LA PROFESSORESSA MIRTA BAIAMONTE, REFERENTE SCIENTIFICA DI LEAL

Giovedì 19 dicembre al Tg delle 19.30 di Telereporter sulla lettera al Ministro Speranza (puoi leggerla → questo link) con precise richieste sul progetto LightUp, sulla vivisezione e metodi sostitutivi.


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LEAL AL MINISTRO SPERANZA: LETTERA DI MIRTA BAIAMONTE CONSULENTE SCIENTIFICA LEAL SULLA QUESTIONE DELLA VIVISEZIONE

 
Illustre Ministro Speranza,

Le scrivo in qualità di Consulente Scientifico Nazionale ed Internazionale della LEAL LEGA ANTIVIVISEZIONISTA. Sono la Prof. Mirta Baiamonte, Biomedico, Biotecnologo, Embriologo Clinico, specializzato in Biobanche per la Ricerca Human Based.

Le scrivo per una seconda volta, dopo averLe inviato una richiesta di incontro che è andata deserta sia in termini di risposta sia in termini di appuntamento presso la sede del Ministero da Lei rappresentato, in merito alla gravosissima vicenda che vede ormai da troppo tempo due fronti della ricerca, uno arcaico e fallimentare come la sperimentazione animale, ed uno innovativo morale etico ed intelligente come la ricerca human based, su un campo di battaglia che ad oggi ha visto troppo spesso atteggiamenti di viltà da parte del primo nei confronti del secondo, ma soprattutto di assoluta mancanza di responsabilità morale etica e deontologica verso i pazienti affetti da patologie che da troppo tempo ci si rifiuta di affrontare in modo concreto, e soprattutto con onestà intellettuale. Sono perfettamente al corrente di istituzioni di tavoli tecnici più o meno duraturi che vedono invitate realtà attiviste in copiosa presenza (dato che mi allieta per il profondo rispetto della vita di esseri senzienti sottoposti a inutili sofferenze ed uccisioni) e vedo al contrario invitati a forza con sgomitate fatte da lettere ed email che invitano le istituzioni a dialogare espressamente con gli addetti ai lavori su tale argomento quali ricercatori, medici clinici, biologi biomolecolari, biotecnologi e specializzazioni affini a queste, proiettati intelligentemente ed ESCLUSIVAMENTE al progredire della ricerca human based .

Mi viene comunicato che in Italia esiste una legge del 2014 che vieterebbe gli esperimenti di droghe fumo ed alcool sugli animali, ma che tale legge viene ripetutamente rinviata a date da destinarsi da anni. Ricordo perfettamente quando il Ministro Lorenzin finanziò con 3 milioni di euro la sperimentazione su animali per fumo alcool e droghe, e preferisco in tale sede non esprimerLe tutto il mio disappunto in termini scientifici circa tale finanziamento, come d’altra parte su altrettanti finanziamenti ancora in essere, non ultimo il progetto sui macachi sparsi per università italiane che si arrogano il diritto di prendere ancora in giro professionisti impegnati nella ricerca human based, tentando a rantoli e pugni di giustificare protocolli di ricerca che vedono soltanto fallimenti in seno ai consigli di facoltà o in seno ai senati accademici.

Le comunico in questa sede in modo chiaro e diretto che intendiamo avere chiarezza circa tale legge vigente che non viene applicata in merito alla sperimentazione animale per alcool, droghe e fumo. Le esprimo tutto il disgusto alla vista di foto di “ricercatori” che costringono in modo brutale indegno vile e medievale animali a bere alcool o ad assumere fumo sino a farli morire per poi studiare… studiare cosa? Ministro Speranza, studiare cosa? Noi del Mondo Scientifico della Ricerca Human Based ne abbiamo le tasche piene di tutto questo .

È fuori dal mondo che ancora oggi, in una fase evolutiva della società del globo terrestre, dove all’estero si parla già di droni taxi, ovvero di taxi sotto forma di droni auto che tra non più di due anni voleranno rispetto al suolo per trasportare i pedoni da una parte all’altra di metropoli come Singapore, come Dubai, come molte altre come queste, si possa pensare ancora di potere effettuare macabri ed inutili processi di violenza priva di assoluto fondamento clinico medico o fondamento di ricerca biomedica, quando in altre parti del mondo, viva Dio, si parla di stampanti in 3D che riproducono organi e tessuti sintetici di derivazione umana per studi su base di fisiopatologia, di neurofisiologia applicativa e non, per citare alcuni degli studi sui quali siamo ormai impegnati.

Su tali ampie premesse, Le porgo formale richiesta di chiarimento circa tale legge vigente di divieto che non viene applicata, avendo anche l’accortezza di ricordarLe che il nostro impegno su abolizione di sperimentazione animale a fronte di sostituzione con ricerca human based è costantemente in prima linea, demolendo ogni giorno tutto ciò che viene scritto e fatto in seno alla sperimentazione animale, i cui protagonisti hanno veramente superato il limite della decenza e della tolleranza da parte nostra, arrogandosi in modo autoreferenziale anche il diritto di offendere l’intelligenza di ricercatori di fronte opposto e nei confronti di pazienti affetti da patologie gravi.

Ringraziando in anticipo e restando in attesa di Sue
PhD. Prof. Dr. Mirta Baiamonte
 


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LEAL VI ASPETTA AL CHRISTMAS VILLAGE DI MONZA

Le festività sono alle porte e LEAL sarà presente con dei tavoli informativi nella suggestiva location del Christmas Village a Monza in piazza Carducci sotto l’Arengario nei giorni 22 dicembre 2019 e il 4 e 5 gennaio 2020 dalle 9.30 alle 19.30. Segnatevi le date!

Vi aspettiamo in tanti, amici e sostenitori, per consegnare materiale informativo, una copia omaggio dello speciale Natale della nostra rivista e per darvi la possibilità di acquistare dei regali per chi amate scegliendo tra i bellissimi gadged della nostra associazione. Potrete anche regalarvi una copia del calendario artistico 2020 LEAL per iniziare ogni mese del nuovo anno con il sorriso. Vi ricordiamo che l’intero ricavato delle vendite verrà utilizzato a fini solidaristici per cibo, sterilizzazioni e spese veterinarie per gli animali in difficoltà. Non perdetevi la calda atmosfera del Natale.

 Vi aspettiamo! 


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LEAL TORINO SCRIVE UNA LETTERA A BABBO NATALE PER I CANI DEI RIFUGI E ARRIVANO TANTI DONI PER I CANI DI PIOSSASCO

Domenica 15 dicembre 2019 Simona Donna e un gruppo di volontari e volontarie hanno accompagnato Babbo Natale dai cani della Croce Blu di Piossasco con tanti doni: crocchette, giochi e biscotti e una scorta illimitata di coccole per qualche ora di festa con gli ospiti del rifugio. Tanti cani che stanno aspettando ancora una famiglia che li accolga con tanto amore e attenzioni per avere pappe e cucce calde.. Come può un animale trascorrere la propria esistenza in gabbia?

PER OGNI CANE COMPRATO UN ALTRO MUORE SOLO IN CANILE.
PER ADOZIONI INFO
Canile Rifugio Croce Blu
Superstrada Torino-Pinerolo via Volvera, 67
tel. 011 906 5751

LEAL sezione Torino
Simona Donna,
tel. 339 7729680 ore 16.30-20.30
lealsezionetorino@gmail.com

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