Metodi sostitutivi: IL TEST DI AMES

provetta 2Il test ideato da Bruce Nathan Ames negli anni ’70 si basa sulla capacità di un carcinogeno (cioè di una sostanza in grado di causare la formazioni di tumori) di indurre una mutazione revertante in un microrganismo. Il test fu una rivoluzione, perché aprì la via ad una sperimentazione sostituiva sulle sostanza tossiche e potenzialmente cancerogene che non utilizzasse animali. Il test, inoltre, si dimostrò molto più veloce ed economico che la sperimentazione in vivoIl procedimento, infatti, prevede l’utilizzo di ceppi mutati auxotrofi, incapaci cioè di produrre una sostanza vitale. Di solito si usano ceppi di Salmonella typhimurium (his), incapaci di produrre istidina. La mutazione infatti gli impedisce di produrre questa sostanza, che è uno dei 20 amminoacidi utilizzati dalle cellule per costruire le proteine, quindi è una molecola di essenziale importanza per la loro sopravvivenza.

Come avviene il test?

I batteri di questa coltura vengono seminati sulla superficie di una piastra contenente un terreno minimo (privo di istidina), e al centro della piastra viene posato un dischetto imbevuto del possibile mutageno. La piastra viene poi incubata: la maggior parte dei batteri, essendo rimasta mutante e incapace di produrre istidina, non cresce; crescono invece i revertanti (cioè “i mutanti tornati indietro”), formando colonie che sono più fitte vicino al dischetto, se effettivamente la sostanza che conteneva ha sviluppato un effetto mutageno. Maggiore sarà il numero di colonie che si formano e maggiore sarà la pericolosità e la forza del mutageno. Si possono fare anche prove con dosi crescenti di mutageno per analizzare la mutagenicità. Lo scopo del test di Ames è quello di verificare perciò se una sostanza può essere mutagena e che livello di aggressività ha, non sacrificando animali e abbattendo costi e tempi di sperimentazione.


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