Mangiare carne e bere latte non è una scelta dal momento che miete vittime che non scelgono

Negli allevamenti di ogni specie animale le femmine sono quelle destinate ad essere sfruttate a fini riproduttivi o per la produzione del latte. L’individuo maschio di ogni specie che viene chiamato “controsesso” viene eliminato nei modi più efferati e crudeli. In un mondo in cui prevalgono sempre e solo le ragioni economiche si triturano vivi 300 milioni di pulcini maschi poiché non possono diventare polli da carne.
 
galline ovaiole 1
 
bovini ingrasso 1ovini ingrasso 3suini gestazionePer vitelli, capretti e bufalini maschi, nel 70% dei nati la sorte non è migliore e mentre i primi vengono macellati più o meno legalmente o spariscono, questi ultimi vengono fatti morire di fame, gettati vivi nei cassonetti, soffocati con la paglia e lasciati per le strade. Questo nonostante le denunce di stampa e attivisti per i diritti degli animali che segnalano l’uccisione di 60 mila maschi di bufalo ogni anno. Gli allevatori non hanno a cuore la vita dell’animale lo sfruttano fino a una morte indegna, risparmiando quando l’animale è in sofferenza su anestesie, eutanasie e il più delle volte si affidano a un tribale e crudele “fai da te” per risparmiare fino all’ultimo centesimo su quelle vite sfortunate, regolate per le femmine da gravidanze senza sosta, fecondate artificialmente.
 
Si porta un vitello ad una crescita “spinta” arrivando a pesare 6,5 quintali a un anno e mezzo. Per avere un animale da carne che pesa di più si ricorre ad ogni mezzo legale (mangimi zootecnici arricchiti con proteine) e illegale (anabolizzanti, cortisone, ormoni, beta-antagonisti o beta-stimolanti per modificare la crescita muscolare) come spesso dimostrato da denunce dei Nas e da inchieste giornalistiche. La crudeltà e la mancanza di etica vanno inevitabilmente a braccetto con la scelta commerciale di allevatori, veterinari, macellai, rivenditori. I consumatori sono a loro volta responsabili di questa realtà e vedono nell’animale un prodotto e non un individuo con una vita da rispettare.
 
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