Lettera aperta di LEAL sulla vivisezione dei macachi all’Università di Ferrara

macaco_stabularioDopo le affissioni degli animalisti di cartelli contro la vivisezione dei macachi a Unife si innesca la polemica. LEAL ribadisce, tramite il Professor Bruno Fedi, referente scientifico, al Rettore e ai “ricercatori”: gli animali subiscono torture e non sono in un centro benessere.


 
Egregio Direttore

Le sarei grato se potesse pubblicare sul suo giornale la risposta a firma del Professor Bruno Fedi, consulente scientifico di LEAL Lega Antivivisezionista, riguardo quanto dichiarato dal professore Luciano Fadiga e dal Rettore dell’Università di Ferrara in un articolo pubblicato sul Resto del Carlino di giovedì 16 marzo a firma di Stefano Lolli.

Credo sia ingiusto ed immorale fare dichiarazioni come quelle riportate nell’articolo citato sul benessere animale, quando sappiamo benissimo che cosa comporti la vivisezione, o sperimentazione animale che dir si voglia. Che la si chiami in un modo o nell’altro poco cambia nei confronti, in questo caso, dei primati. Le dichiarazioni sul fatto che gli animali negli stabulari siano seguiti da personale qualificato non bastano a cancellare il peso della scelta non etica che viene fatta quando si decide di usare altri animali inermi per scopi umani.

Di seguito il professor Bruno Fedi, Professore di Anatomia Patologica, Urologia, Ginecologia e Cancerologia, spiegherà cosa accade in questi laboratori di ricerca che si vorrebbe far passare come “centri benessere” per gli animali.

Per quanto riguarda la salute umana speriamo che si parli sempre di più di ricerca sostitutiva e venga riconosciuto agli studenti il diritto di fare ricorso all’obiezione di coscienza come viene stabilito dalla Legge n. 413 del 12 ottobre 1993 “Norme sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale”.

Ringraziando
Gian Marco Prampolini
Presidente LEAL Leal AntiviVisezionista

Sottoscrivono la richiesta di pubblicazione dell’intervento del Professor Bruno Fedi:
LEAL Lega Antivivisezionista sezione Ferrara
LAV Lega Antivivisezione sezione Ferrara
A.V.E.D.E.V. Associazione Antivivisezione e per i Diritti degli Esseri Viventi
Animal Liberation
Riscatto Animale
LNDC Lega Nazionale Difesa Cane
 
 

Leggo nell’articolo sul Resto del Carlino: “La vivisezione non esiste e a Ferrara si fa solo quanto prescritto dalle leggi vigenti”.
La vivisezione esiste anche se si tenta di nasconderla, chiamandola “Sperimentazione Animale”. Non è un problema linguistico, è un problema scientifico e negarla significa solo che c’è qualcosa da nascondere. I dati ufficiali di quest’anno superano la cifra di 700000 animali. La Sperimentazione Animale è prescritta dalla legge. Vero. Ma è anche vero che dopo la Sperimentazione Animale per eventuali farmaci, si effettuano prove sull’uomo. Ciò nonostante si riscontra un elevato numero di “effetti collaterali” indesiderati, che portano al ritiro o al cambiamento di indicazioni di migliaia di farmaci. Questo fatto denuncia l’insicurezza della metodica. Ma ai cittadini si dice che la Sperimentazione Animale è fatta per la sicurezza! Tale sicurezza si ha dopo la sperimentazione sull’uomo, che diventa la vera cavia inconsapevole, perché persuaso di essere al sicuro per la precedente Sperimentazione Animale: dunque la Sperimentazione Animale non serve: per la certezza è indispensabile l’uomo. La Sperimentazione Animale è assolutamente assurda quando è usata per patologie non spontanee negli altri animali. Per esempio quando è stata usata per studiare gli effetti del fumo di sigarette nei polli. Milioni di casi di cancro e di infarti o di ictus nell’uomo sono stati i risultati di questa metodica dissennata! Il fatto è particolarmente evidente per patologia SNC Sistema Nervoso Centrale, patologia psichica, abuso di stupefacenti, patologia venosa ecc. La vivisezione dunque, è un alibi per sperimentare sull’uomo, fingendo una illusoria sicurezza che dovrebbe essere stata data dalle precedenti prove su animali. La base scientifica di questo sta nella diversità genetica fra uomo ed altri animali a causa di questa, anche il metabolismo, la reattività ecc. sono diverse. La base statistica è ancor più evidente: oltre il 90% delle procedure su animali non porta a risultati pratici concreti: ogni 100 procedure sperimentali, si ottiene un risultato in 1-2 casi. Nessuna metodica scientifica ha una produttività così bassa: semplicemente non è scientifica. Gli animalisti chiedono maggiore scientificità, non minore come si tenta di far credere. Come non bastasse, nel caso attuale pubblicato dai giornali (in cui il professore di Fisiologia ed il Rettore dell’Università di Ferrara accusano gli animalisti di essere disinformati), non viene spiegato in quali procedure saranno impiegati i 6 macachi, che cosa si è ottenuto o che cosa si vuole ottenere.
Questa segretezza non si addice alla scienza, si addice più alla magia.
 
Prof. Bruno Fedi
Referente Scientifico LEAL Lega Antivivisezionista
Primario di Anatomia Patologica, Professore di Urologia
 


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1 commento

Una risposta a Lettera aperta di LEAL sulla vivisezione dei macachi all’Università di Ferrara

  1. Andrea Emiliani scrive:

    Ovviamente concordo con questa lettera…
    Mi piacerebbe poter leggere le affermazioni dei due professori indicati nel testo per confutare le loro affermazioni.
    Intanto, per il mio piccolo, ho aperto sul nostro Vascello di Storie di Carta una discussione sulla materia Vivisezione che qui sotto vi linko, invitando chi lo desiderasse a dire la sua.
    Grazie!
    Storie di Carta

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