LEAL, Teo Teocoli e la corrida

Commento del presidente LEAL Gianmarco Prampolini alla trasmissione "Teo in the Box" con Teo Teocoli, RAI3 5 dicembre 2015, nella quale veniva esaltata la corrida.

"Credo che chi difenda la corrida, o tutte quelle forme di violenza perpetrate sugli animali facendole passare per cultura, sia soltanto un ipocrita ed un vigliacco pronto a nascondere la sofferenza di milioni di animali torturati per l’inciviltà dell’uomo ed il business che vi è dietro. Poco importa se un Teocoli o chiunque difenda questi orrori, l’importante è che tante persone come me continuino a battersi contro il dolore degli animali e l’ignoranza e la crudeltà degli uomini.
Caro Teocoli questa volta le tue uscite non fanno ridere ma fanno riflettere su come un personaggio pubblico dovrebbe ragionare prima di fare certe affermazioni".


Video 02:50 – Courtesy laverabestia.org

Ricordiamo a Teocoli e ai sostenitori della corrida che il toro non è un animale da combattimento, è un animale erbivoro, allevato in pascoli fino all’età di 4 anni, poi bruscamente trasferito nell’arena. Torturare ed uccidere il toro significa sadismo, ignoranza, violenza, barbarie.
Nell’arena in festa, tra musiche e colori, trafitto dalle “picche” e dalle “bandierine”, dalla spada e dal coltello, il toro, immobile, vive la sua lenta agonia. Accanto a lui muore il cavallo, il ventre squarciato sotto la trapunta. Il “matador”, eroico e vittorioso, si inchina alla folla e applaude. È il finale dell’ultimo atto di una corrida spagnola.
IL TORO PRIMA DI ENTRARE NELL’ARENA:
– viene tenuto al buio, sottoposto a droghe e purghe per indebolire le sue forze
– viene percosso sulle reni con sacchi di sabbia
– gli viene cosparsa trementina sulle zampe per impedirgli di star fermo
– gli viene messa vaselina negli occhi per annebbiargli la vista
– gli viene infilata della stoppa nelle narici e nella gola per impedirgli di respirare
– gli vengono conficcati aghi nelle carni
IL TORO QUANDO ENTRA NELL’ARENA:
– gli vengono conficcate dai “picadores” le “picas” che producono dolore ed emorragie
– gli vengono infilate dai “banderilleros” le “banderillas”, che sono arpioni che straziano ancora più i muscoli, costringendo l’animale ad abbassare la testa
– viene colpito ripetutamente dalla spada che provoca sempre più gravi emorragie polmonari che soffocano l’animale
IL TORO QUANDO ESCE DALL’ARENA:
– viene trascinato via, spesso ancora agonizzante e paralizzato, ma cosciente
– ancora vivo, gli vengono tagliate coda e orecchie, macabri trofei di un’ingiusta vittoria
Anche i cavalli, spesso vecchi e malati, feriti, con le corde vocali tagliate, gli occhi bendati, sono vittime della corrida. A volte sventrati e rapidamente ricuciti, vengono riportati nell’arena e finiscono agonizzanti senza che nessuno si curi di loro quando ormai non servono più.
Le corride sono attivamente sostenute da circa un migliaio di persone definite dagli animalisti spagnoli Mafia Taurina. Questa mafia non ha scrupoli nello sfruttare la sofferenza degli animali per scopi puramente economici. Per imporre alla Spagna, all’Europa e al mondo questi orrendi spettacoli la mafia taurina, presenta la corrida come arte, folklore, tradizione popolare, ottenendo il consenso della “cultura ufficiale”, del Governo spagnolo, aprendo Scuole di Tauromachia per giovanissimi, organizzando e incoraggiando spettacoli comico-taurini in cui nani, scimmie, scimpanzé, torturano a morte vitellini con lo scopo di “divertire” i bambini rendendoli crudeli e indifferenti al sangue ed alla sofferenza.

MAIL BOMBING invia la tua protesta a:
Andrea Vianello direttore di RAI 3
andrea.vianello@rai.it
Daniele Mignardi ufficio stampa di Teo Teocoli
info@danielemignardi.it

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7 commenti

7 risposte a LEAL, Teo Teocoli e la corrida

  1. Manuela Giacomini scrive:

    Purtroppo la notizia è passata un po’ in “sordina” ma, tramite il lavoro svolto dal nostro studio legale Conte & Giacomini avvocati, su mandato dell’ENPA, nel 2013 abbiamo inoltrato una denuncia alla Commissione europea e al Parlamento europeo contro la Spagna poiché fraudolentemente dava i fondi emessi dall’Unione europea destinati all’agricoltura (denominati PAC) agli allevamenti da tori di combattimento, per una cifra complessiva di 129 milioni di euro. Sebbene inizialmente la Commissione europea abbia archiviato la nostra denuncia, il Parlamento europeo invece il 28 ottobre 2015 basandosi sulle argomentazioni di diritto da noi proposte ha approvato un emendamento il quale, per il bilancio UE del 2016, ha vietato l’utilizzo dei fondi PAC per sostenere gli allevamenti di tori da combattimento. In base ai nostri studi, a meno che la Spagna non decida di elargire ulteriori fondi pubblici a favore della tauromachia (per ora il governo spagnolo eroga 571 milioni ogni anno), senza tali fondi UE la corrida non dovrebbe avere più modo di stare in piedi poiché si tratta di un settore in grave crisi e fortemente impopolare. Insomma, le premesse affinché questa orribile industria dell’orrore possa trovare la sua fine sono buone, restiamo in attesa di ulteriori sviluppi da parte delle istituzioni europee.

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