LEAL: conferenza-dibattito “Allevamenti intensivi: le verità scomode” tra etica ambiente e salute: OGNI CITTADINO DEVE ESSERE INFORMATO E DEVE POTER SCEGLIERE

Una sala piena e una platea attenta… si è conclusa sabato 3 febbraio nel tardo pomeriggio la conferenza-dibattito LEAL “Allevamenti intensivi: le verità scomode” tra etica ambiente e salute.

Organizzata da LEAL Lega Antivivisezionista grazie all’impegno delle responsabili di sezione Maria Cristina Testi (Modena) e Stefania Corradini (Ferrara), che ringraziano per la collaborazione alla diffusione dell’evento l’Osservatorio Civico “Ora tocca a noi” e il gruppo M5S di Ferrara per la campagna informativa di questo incontro.

All’evento hanno preso la parola l’Onorevole Paolo Bernini portavoce alla Camera M5S, l’Onorevole Mirko Busto portavoce alla Camera M5S, Maurizio Poletti, membro dell’Osservatorio Civico “Ora tocca a noi”, Gian Marco Prampolini presidente LEAL Lega Antivivisezionista, Marco Falciano M5S Ferrara, la Dottoressa Anna Barbieri, medico chirurgo, e l’Avvocato David Zanforlini, legale di LEAL.

CONFERENZA LEAL ALLEVAMENTI FERRARA 3 FEB 17 PRAMPOLINIIl discorso degli allevamenti che definiamo industriali e degli allevamenti in generale è stato approfondito dal punto di vista etico ma anche dal punto del devastante impatto sull’ambiente: una compromissione che parte dalle acque reflue (effluenti zootecnici), ovvero dalle tonnellate di deiezioni che comprendono le centinaia di ettolitri di urina ad alto tasso di ammoniaca che ammorbano l’aria e compromettono le falde acquifere contaminando di nitriti (cancerogeni) anche i prodotti agricoli, soprattutto i vegetali a foglia larga e causano sempre più frequenti morie pesci. Uno scenario che potrebbe apparire surreale se non fosse che rappresenta lo standard ambientale di un territorio flagellato da sempre più numerosi allevamenti di suini, bovini e polli. Un vero e proprio assalto degli imprenditori della carne che si vogliono insediare in una zona dove da anni istituzioni lasse non solo non affrontano con serietà il problema salute e impatto sull’ambiente, ma come è stato denunciato in conferenza dai rappresentanti del M5S presenti, latitano se si chiede l’accesso agli atti dei progetti. Maurizio Poletti ha sottolineato come nonostante si siano fornite ampie e documentate relazioni a sfavore di nuovi impianti anche la Regione non si pone di traverso rispetto a scelte scellerate che coinvolgono e travolgono tanti Comuni.

Nel corso della conferenza si è anche trattato il problema dell’antibiotico-resistenza che causa 6-7 mila morti l’anno. Si è ricordato che circa il 70% degli antibiotici prodotti sono destinati agli animali da allevamento. Stefania Corradini ha letto la testimonianza scritta, che riportiamo di seguito, di una volontaria della sezione di Ferrara di LEAL che per un solo giorno ha lavorato in mattatoio. Una esperienza sconvolgente che le ha cambiato la vita.

Buona sera, avrei voluto molto essere presente, purtroppo non mi è stato possibile.
Posso, però, raccontare quello che mi è successo circa un mese fa mentre cercavo lavoro.
In seguito ad un annuncio sono stata contattata da una signora che diceva di lavorare per una macelleria industriale. Io già di mio ho avversione per la carne in genere, però visto il momento difficile ho accettato di fare una prova. Si trattava a suo dire di mettere sottovuoto pezzi di carne. Alla mattina sono salita in macchina con il loro gruppo alle 3, un orario strano. Abbiamo percorso molti km tra strada e campagna. Alle 4 siamo arrivati in un posto brutto e strano… Ho chiesto che macelleria fosse in un posto simile. Lì mi hanno detto che non era macelleria ma macello… macello. Io costernata ho chiesto: “Quello dove ammazzano gli animali?”
Loro hanno risposto ridendo, di sì. La mia prima mansione dopo essermi vestita con tuta grembiule di gomma e stivali, è stato lavare il sangue coagulato del giorno prima, nella cella frigo. Mi sentivo mancare… ma che potevo fare ero in macchina con loro… ho continuato e alle 7 circa ho cominciato a vedere passare mezzi vitelli, senza testa e coda, divisi a metà.
Io li dovevo lavare con un getto d’acqua, dopo i vitelli i tori e le scottone… ore a lavarli e a togliere il loro midollo per paura che la BSE potesse colpire.
Il midollo veniva eliminato. Stavo male e l’ho fatto presente. Mi è stato risposto che avrei visto di peggio. Dopo 240 capi, divisi a metà la giornata di ben 14 ore è finita.
Tutti affannati a pulire sangue e ritagli delle rifiniture animali. Italiani pochissimi. Il resto extracomunitari felici perché per loro non vi era nulla di strano era un lavoro come un altro. Quelli addetti alla vera e propria morte erano coperti di sangue da capo a piedi, lo avevano pure sui denti. La cosa ancor più brutta è che era normale.
Si vantavano di dare il colpo di grazia a mano ad animali refrattari a salire la via della morte, se potevano gli facevano più male in modo sadico, per esercitare il potere umano nei confronti di chi non ha voce. Io ero allucinata. Quando abbiamo finito il turno ho subito detto che non ci sarei più andata. Piuttosto sotto ad un ponte. Il responsabile della ditta mi ha detto: “Ok hai fatto la prova, ciao”.
Ma se io avessi saputo che posto era… mai sarei andata. Gli animali morti hanno contrazioni muscolari anche dopo diverso tempo dalla soppressione. Veramente un incubo. Grazie per l’attenzione.
S. (testimonianza firmata)



A breve pubblicheremo il link al video di ogni intervento.

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1 commento

Una risposta a LEAL: conferenza-dibattito “Allevamenti intensivi: le verità scomode” tra etica ambiente e salute: OGNI CITTADINO DEVE ESSERE INFORMATO E DEVE POTER SCEGLIERE

  1. Milvia Angela Codazzi scrive:

    Bravi.

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