LEAL: cavalli, fantini, fiere e ippodromi. Storie di ordinaria follia

Si conclude oggi, domenica 13 novembre, Fieracavalli a Verona, un evento famoso quanto anacronistico che sottolinea ogni anno come l’umano sfrutti in ogni modo gli equidi: come carne, per correre forse dopati nei palii, nelle corse su strade asfaltate per scommesse clandestine, negli ippodromi, dove invece, gare e scommesse sono legali ma ingiuste e immorali e i cavalli considerati come “slot machine”. Nei circhi o durante alcune gare i cavalli, ridicolmente agghindati si esibiscono in pericolosi dressage o “balletti” che li costringono a posizioni scomode, dolorose e innaturali. Nei centri ippici i cavalli vengono lucidati come soprammobili o come se fossero delle fuoriserie e come tali considerati, fermi e chiusi solitari in box. Quando poi vengono fatti muovere sono costretti a pericolosi esercizi di salto che li portano a fratture gravi e problemi ortopedici. Oppure si devono guadagnare la vita trainando carrozze o facendosi montare da umani paganti e convinti di praticare uno sport, in questi casi camminano noiosamente sempre in tondo su una pista per intere giornate. La manifestazione di Verona non è che il “mercato dei cavalli” e rimane una vergognosa palestra di dominanza che legittima federazioni, allevatori, compratori che sul cavallo puro, bello e di razza puntano tutto il loro business e lauti guadagni un vero e proprio sfruttamento come dimostra il comunicato stampa diffuso dagli organizzatori.

cavalli_cadutaSono ormai note ai più le posizioni di chi difende i diritti degli animali che si fanno portavoce di quella che è la sofferenza degli equini che con tanto di morso, sella, speroni ai fianchi e dolorosa ferratura agli zoccoli si prestano a far divertire umani e che causano incidenti anche ai cavalli. A questo proposito è di ieri la notizia di come a Milano sia stata sospesa una gara all’ippodromo di San Siro, per la caduta di tre cavalli e di come nessuno si preoccupi del loro stato di salute ma sulla stampa di lasci spazio solo alle condizioni dei fantini (→ leggi l’articolo repubblica.it).

Vogliamo anche ricordare con grande tristezza il povero cavallo Startschuss che è stato percosso a morte dal suo fantino, l’irlandese Kevin Thornton. Il fatto è accaduto il 10 ottobre scorso in Francia all’ippodromo di Cagnes sur Mer; il cavallo era nato nel 2008 ed è collassato sotto i colpi di una frusta da dressage dopo essere stato costretto a un lungo galoppo sulla pista.

Chi ama davvero il cavallo rispetta la sua vita sociale e lascia che sia libero con i suoi simili, non lo ferra, non lo monta ma diventa il suo migliore amico facendo a piedi delle passeggiate, rispettandone umori e benessere allo stato brado. Infatti, il cavallo si muove in branco, non è rasato o ferrato e il fango che eventualmente lo ricopre lo ripara dal freddo, dal vento e dagli insetti. Il cavallo che vive libero senza strumenti di tortura in spazi aperti e in paddock è sicuramente un cavallo felice (→ leggi l’articolo sul nostro sito “… povero anche il cavallo”). Silvia Premoli


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