In viaggio con cani e gatti

Nel momento in cui si avvicinano le vacanze estive è normale preoccuparsi anche di cani e gatti e di come organizzarci per viaggiare in loro compagnia per raggiungere i luoghi di villeggiatura, al fine di condividere con essi momenti di riposo, di relax, di svago e di serenità.

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Che si tratti di mare, di montagna, di campagna o di un viaggio all’estero, poco cambia: i nostri amici a quattro zampe saranno sempre al nostro fianco e ciò aiuta indubbiamente a cementare il rapporto, a incrementare l’affiatamento e la complicità, a rendere il legame sempre più forte e duraturo. Questa condizione, è vero, ci impone a volte qualche rinuncia e per certi versi una sorta di adattamento alle loro esigenze, ma lo facciamo comunque volentieri perché mai rinunceremmo alla loro compagnia, come del resto ci comporteremmo con il partner, con i figli o con gli amici.
La sezione del Codice della Strada dedicata al trasporto in automobile degli animali domestici dice che i nostri amici a quattro zampe non devono, durante il viaggio, recare intralcio o fastidio a chi guida. Se di taglia piccola, vanno fatti viaggiare in un idoneo trasportino, mentre se di corporatura media o grande devono accomodarsi nel vano posteriore dell’autovettura, separati da un idoneo mezzo di contenimento. Qualunque infrazione in tal senso risulta passibile di essere sanzionata.

La cinetosi, meglio nota come mal d’auto o mal di trasporto, è un’affezione che può riguardare anche i membri della specie canina. Tipica dei cuccioli e dei cuccioloni, tende di norma (ma non sempre) a risolversi per conto proprio con il raggiungimento dell’età adulta. Provocato dalla stimolazione dell’organo dell’equilibrio (una struttura anatomica localizzata nell’orecchio interno), questo disturbo comporta per lo più agitazione intensa, nausea ed episodi di vomito, anche a digiuno. La somministrazione di sedativi, così come la dispensazione di anti-cinetosici per uso umano, non è sempre consigliabile, mentre i lunghi digiuni e l’impiego dei feromoni appaganti canini forniscono risultati contrastanti. Il ricorso a tali soluzioni, dunque, è stata da qualche tempo abbandonata, anche perché è per fortuna oggi disponibile anche in Italia un medicinale per uso canino, specificatamente indicata per la cura del mal d’auto.

La maggior parte dei gatti non ama viaggiare in automobile: la costrizione nel trasportino, il rumore ronzante e continuo del motore, i movimenti oscillanti del veicolo e l’essere condotti al di fuori del proprio territorio sono tutti fattori in grado di causare ai piccoli felini sensazioni di stress e disagio psico-fisico. Alcuni animali si tranquillizzano nel momento in cui il porta-gatto viene ricoperto con un panno scuro (probabilmente perché l’animale ha l’impressione di essere all’interno di una tana riparata), altri se ci si rivolge loro coccolandoli con voce suadente, mentre altri ancora necessitano invece della somministrazione di prodotti (in commercio ce ne sono di ottimi di tipo omeopatico o naturale) ad azione ansiolitica. Una valida alternativa può essere rappresentata dai feromoni sintetici felini, da nebulizzare qualche minuto prima della partenza all’interno del trasportino e dell’autovettura in generale. In caso di risposta positiva, tuttavia, tale procedura deve essere ripetuta ogni quarto d’ora circa, a causa della volatilità del prodotto.
Prima di affrontare una tratta in aereo, occorre prenotare il biglietto per l’animale con adeguato anticipo e informarsi presso la compagnia di volo circa le modalità di viaggio per il nostro amico a quattro zampe. Di norma, se il soggetto pesa entro i dieci chili può affrontare il tragitto insieme al proprietario in cabina, alloggiato in un idoneo trasportino: attenzione, però, perché spesso è consentita la presenza massima di due esemplari per velivolo. Nel caso in cui, invece, il limite ponderale venga superato, cani e gatti debbono accomodarsi in un apposito kennel (reperibile nei negozi specializzati) da sistemare all’interno della stiva (pressurizzata) insieme ai bagagli: ciò può ovviamente comportare per alcuni un certo disagio.

I nostri beniamini con la coda, purché in possesso di regolare biglietto, possono salire con noi sui treni, a patto di essere muniti di guinzaglio e museruola oppure di essere sistemati in un idoneo trasportino. Se nello scompartimento viaggiano altri passeggeri, tuttavia, potrebbe essere richiesto il loro benestare, pena l’acquisto del tagliando per tutti i posti circostanti piuttosto che la sistemazione nel vagone merci. Sui traghetti e sulle navi l’accesso a cani e gatti è di solito consentito, in ottemperanza al regolamento imposto dalla compagnia di navigazione. Se il capitano concede la sua autorizzazione, l’animale può viaggiare in cabina insieme ai familiari, altrimenti deve essere alloggiato nell’area adibita a canile di bordo.
I viaggi all’estero prevedono per cani, gatti e furetti (per le altre specie è raccomandabile ascoltare gli organi competenti) l’acquisizione del passaporto internazionale, un documento che può essere richiesto senza problemi presso gli uffici del Servizio di Medicina Veterinaria dell’Asl di residenza. Per ottenerlo occorre preventivamente registrare il quattro zampe all’anagrafe regionale (ciò implica necessariamente l’inoculazione del microchip) e sottoporlo a vaccinazione contro la rabbia. L’espletamento di queste due procedure può essere messo in atto presso l’ambulatorio di qualunque medico veterinario autorizzato in tal senso. Fortunatamente non esistono tempi di attesa per l’ottenimento del passaporto, ma perché quest’ultimo risulti valido a tutti gli effetti per l’espatrio è indispensabile che il vaccino anti-rabbico sia stato eseguito (ciò vale sia per la prima somministrazione che per i successivi richiami) almeno un mese prima della partenza. Queste regole sono in vigore per gli spostamenti all’interno degli Stati membri dell’Unione Europea e valgono altresì per molti altri Paesi extra-europei.

Per raggiungere alcuni Paesi esteri il passaporto internazionale per cani, gatti e furetti potrebbe non essere sufficiente. In alcuni luoghi, infatti, vengono richieste procedure specifiche come l’esecuzione del titolo anticorpale anti-rabbico piuttosto che il trattamento profilattico contro determinate malattie parassitarie o più semplicemente la redazione di un certificato di buona salute. Per questo motivo, se si desidera portare con sé i propri amici a quattro zampe, è sempre e comunque buona norma informarsi preventivamente (preferibilmente diversi mesi prima del viaggio) presso le Ambasciate, i Consolati e gli uffici del Servizio di Medicina Veterinaria dell’Asl di residenza circa i regolamenti in vigore, che peraltro possono subire variazioni di anno in anno. Allo stesso modo, al di là degli obblighi di legge, è bene conoscere se possono essere utili accorgimenti particolari in funzione di eventuali rischi epidemiologici correlati alla frequentazione di determinate regioni geografiche.

testo Piero M. Bianchi
medico veterinario
Clinica Sempione Milano 02 33605150

Estratto dall’ultimo numero della nostra rivista, da leggere e sfogliare online → “La Voce dei Senza Voce” n. 110

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