FIRMA SUBITO CONTRO I TEST COSMETICI!

Le lobby dei vivisettori ci riprovano. La scadenza del 2013 con la quale si dovrebbe porre fine ai crudeli test cosmetici sugli animali rischia di essere posticipata sine die. La DG Salute e tutela dei Consumatori della Commissione europea ha predisposto a tal fine una consultazione popolare, CHE SCADRA’ IL 15 OTTOBRE.
La Leal insieme con l’associazione Chiliamacisegua e l’agenzia di stampa GeaPress, dopo aver contattato “The Humane Society International”, che aveva già predisposto una sua risposta per la Commissione europea, ha elaborato il testo che è ora disponibile anche per l’Italia. Urge il tuo intervento, e per questo ti invitiamo a sottoscrivere subito l’APPELLO PER LA CONSULTAZIONE POPOLARE, da condividere e far circolare il più possibile.
Al sito di GeaPress, cliccando qui, oppure alla pagina di Chiliamacisegua, trovi le istruzioni necessarie per compilare e spedire via email il modulo (l’unico valido) predisposto dalla Commissione europea.
Tradotto in italiano, il testo dell’appello dice quanto segue:
La campagna di protesta per porre fine alla sperimentazione animale sugli ingredienti dei cosmetici dura da decenni e ha il più largo appoggio da parte del pubblico, il mio compreso. Ritengo necessario mantenere ferma la scadenza del 2013 indipendentemente dalla disponibilità o meno di metodi alternativi. Infatti non desidero acquistare cosmetici che contengono ingredienti testati sugli animali perché lo sviluppo di nuovi cosmetici non giustifica la sofferenza che provoca. Approvo il puntiglio dimostrato nell’analizzare lo “stato dell’arte” dei test alternativi: naturalmente, se aveste mai vagliato col medesimo scrupolo i test sugli animali essi sarebbero stati banditi già molto tempo fa!
[The campaign to end animal testing of cosmetics ingredients began decades ago and has widespread public support, including mine. I believe that the ‘state of the art’ is to maintain the 2013 ban irrespective of the availability of so-called ‘alternative test methods’. I do not wish to purchase cosmetics containing ingredients tested on animals because the development of new cosmetics does not justify the suffering caused. I approve of the close scrutiny of alternative methods: of course, had you been equally scrupulous about animal tests they would have been banned a long time ago!]

Le lobby dei vivisettori ci riprovano. La scadenza del 2013 con la quale si dovrebbe porre fine ai crudeli test cosmetici sugli animali rischia di essere posticipata sine die. La DG Salute e tutela dei Consumatori della Commissione europea ha predisposto a tal fine una consultazione popolare, CHE SCADRA’ IL 15 OTTOBRE.

La Leal insieme con l’associazione Chiliamacisegua e l’agenzia di stampa GeaPress, dopo aver contattato “The Humane Society International”, che aveva già predisposto una sua risposta per la Commissione europea, ha elaborato il testo che è ora disponibile anche per l’Italia. Urge il tuo intervento, e per questo ti invitiamo a sottoscrivere subito l’APPELLO PER LA CONSULTAZIONE POPOLARE, da condividere e far circolare il più possibile.

Al sito di GeaPress, oppure alla pagina di Chiliamacisegua, trovi le istruzioni necessarie per compilare e spedire via email il modulo (l’unico valido) predisposto dalla Commissione europea.

Tradotto in italiano, il testo dell’appello dice quanto segue:

La campagna di protesta per porre fine alla sperimentazione animale sugli ingredienti dei cosmetici dura da decenni e ha il più largo appoggio da parte del pubblico, il mio compreso. Ritengo necessario mantenere ferma la scadenza del 2013 indipendentemente dalla disponibilità o meno di metodi alternativi. Infatti non desidero acquistare cosmetici che contengono ingredienti testati sugli animali perché lo sviluppo di nuovi cosmetici non giustifica la sofferenza che provoca. Approvo il puntiglio dimostrato nell’analizzare lo “stato dell’arte” dei test alternativi: naturalmente, se aveste mai vagliato col medesimo scrupolo i test sugli animali essi sarebbero stati banditi già molto tempo fa!

[The campaign to end animal testing of cosmetics ingredients began decades ago and has widespread public support, including mine. I believe that the ‘state of the art’ is to maintain the 2013 ban irrespective of the availability of so-called ‘alternative test methods’. I do not wish to purchase cosmetics containing ingredients tested on animals because the development of new cosmetics does not justify the suffering caused. I approve of the close scrutiny of alternative methods: of course, had you been equally scrupulous about animal tests they would have been banned a long time ago!]


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