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	<title>LEAL - Lega AntiVivisezionista</title>
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	<description>il sito della Lega AntiVivisezionista Lombarda</description>
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		<title>Nove motivi per dire &#8220;NO&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 16:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Direttiva 2010/63/UE]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ci sono proposte che consentano di superare la sperimentazione sugli animali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2012/01/emandamentofarsa.png" border="0" alt="" width="590" height="1731" /></p>
<p><a href="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2012/01/volantinoemandamento2012.zip">Clicca qui per scaricare il volantino in formato immagine grande.</a></p>
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		<title>Scientificamente obsoleta, eticamente inaccettabile: questa legge è &#8220;irrecepibile&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 22:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Direttiva 2010/63/UE]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione]]></category>

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		<description><![CDATA[Non deve diventare la vergogna italiana!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.leal.it/protestabruxelles/LetteraOnLine.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1529" title="LetteraOnLine" src="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2012/01/LetteraOnLinemini.jpg" alt="" width="300" height="935" /></a>Secondo Conrad, l&#8217;autore di <em>Cuore di Tenebra</em>, per imbattersi nell’orrore bisognava risalire con un barcone la corrente di un fiume pieno di insidie e penetrare nel cuore della foresta vergine africana. Oggi per noi è molto più semplice: basta varcare la soglia del Parlamento italiano, nel cuore di Roma, dove è in via di recepimento (tramite decreto legislativo e cioè senza dibattito) la Direttiva 2010/63/UE sulla vivisezione.</p>
<p>I 79 articoli e gli otto allegati di questa legge, derisoriamente chiamata &#8220;Direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici&#8221;, sono un concentrato di pratiche incredibili, che sembrano venire dai secoli bui della Storia, e che un numero importante di medici e scienziati giudicano controproducenti per la salute umana, utili solo ai centri di ricerca e alle aziende nazionali e transnazionali, che ne traggono benefici economici straordinari.</p>
<p>L&#8217;unica strada per superare questo immane sacrificio di esseri senzienti e nello stesso tempo tutelare la nostra salute è lo <strong>sviluppo dei metodi sostitutivi</strong>, sempre elogiati e ricordati a parole: ma chi, tra i nostri politici e i nostri ricercatori, li vuole davvero? Come mai, nell&#8217;ottobre 2011, la proposta di destinare a questi metodi il 33 per cento dei fondi per la ricerca, proposta presentata nella Commissione XII della Camera, è stata immediatamente cassata?</p>
<p>Per avere una risposta a questi interrogativi e per chiedere un grande dibattito aperto e democratico sull&#8217;implementazione dei metodi sostitutivi, la LEAL, insieme con il Comitato scientifico Equivita e con la Fondazione Hans Ruesch, ha scritto una Lettera aperta al ministro della Salute Renato Balduzzi, sottoscritta anche da Una e da Lida Firenze.</p>
<li>Chi volesse sottoscrivere la protesta, può farlo con un breve messaggio scritto (<strong>La Direttiva 2010/63/UE è &#8220;irrecepibile&#8221;. Vergogna a chi la vota!</strong>) indirizzato via email  alla segreteria del ministro e, per conoscenza, al suo ufficio stampa: <a href="mailto:segreteriaministro@sanita.it">segreteriaministro@sanita.it</a>,  <a href="mailto:ufficiostampa@sanita.it">ufficiostampa@sanita.it</a>.</li>
<li>Chi vuole scaricare il volantino per distribuirlo, lo trova a questi link</li>
<p><a href="http://www.leal.it/protestabruxelles/letteraperta_brochure_fronte.pdf" target="_blank">fronte</a><br />
<a href="http://www.leal.it/protestabruxelles/letteraperta_brochure_retro.pdf" target="_blank">retro</a><br />
<a href="http://www.leal.it/protestabruxelles/letteraperta_brochure_completa.pdf" target="_blank">fronte e retro insieme</a></p>
<p><a href="http://www.leal.it/protestabruxelles/protesta.zip" target="_blank">scarica il volantino come cartella in formato zippato</a></p>
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		<title>I nostri soldi, le loro ricerche &#8220;scientifiche&#8221; sugli animali</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 08:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leal</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste e Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione]]></category>

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		<description><![CDATA[Cani, topi, ratti, scimmie, capre, maiali, pesci... un'inconcepibile collezione di test inutili e crudeli su ogni  specie vivente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/12/Immagineinterna1.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1491 alignleft" style="margin-right: 10px; margin-left: 4px; border: 1.5px solid black;" title=" I nostri soldi, le loro ricerche &quot;scientifiche&quot; sugli animali" src="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/12/Immagineinterna1-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Come vengono usati i milioni raccolti dalle associazioni no profit che si appellano al pubblico? Un&#8217;inchiesta precisa e sconvolgente, firmata da due medici, passa in rassegna le ricerche per il cancro, le patologie cardiocircolatorie, il Parkinson e l&#8217;Alzheimer finanziate da quattro grandi &#8220;Charities&#8221; inglesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Cancer Research Uk, British Heart Foundation, Parkinson Uk e Alzheimer Society sono tra i maggiori sponsor della ricerca medica europea che fa esperimenti sugli animali con i soldi raccolti tramite maratone televisive e altre giornate &#8220;della bontà&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali test vengono finanziati in questo modo?</p>
<p style="text-align: justify;">A che cosa servono? Ovvero, servono a qualcosa, o sono un tradimento: sia degli animali sia degli esseri umani nel nome dei quali gli animali vengono torturati e uccisi?</p>
<p style="text-align: justify;">Realizzato da Adrian Stallwood e André Ménache per conto di Animal Aid, il dossier VITTIME DELLA SOLIDARIETA&#8217;, che LEAL porta in Italia, fotografa per il grande pubblico una realtà finora poco o per nulla conosciuta. All&#8217;interno del dossier, quattro pagine per raccontare le mancate interviste di LEAL con Telethon Italia e con Airc, e i dati più recenti sulla diffusione del cancro, delle malattie cardiocircolatorie, del Parkinson e dell&#8217;Alzheimer nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/12/Leal-Vittimedellasolidarieta.pdf" target="_blank">Clicca qui per leggere tutto il dossier in formato pdf</a></p>
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		<title>Malati di specismo, a Firenze si guarisce</title>
		<link>http://www.leal.it/malati-di-specismo-a-firenze-si-guarisce/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 00:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leal</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste e Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 10 dicembre è la giornata internazionale dei diritti animali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si nasce specisti ma lo si diventa quasi subito. Quasi subito, infatti, diventa &#8220;naturale&#8221; pensare che gli esseri umani hanno diritti (alla vita, alla felicità, alla libertà, all&#8217;autonomia) che le altre specie viventi invece non hanno.</p>
<p>E&#8217; specista il linguaggio, sono speciste le leggi, sono specisti il pensiero dominante e quello non-dominante, il pensiero di destra e quello di sinistra, quello agnostico e quello religioso (salvo il giainismo, salvo alcune componenti del buddhismo).</p>
<p>E allora, come si diventa anti-specisti? Il 10 dicembre, a Palazzo Vecchio, a Firenze,  si comincerà a parlare di questa battaglia aperta su tutti i fronti: sul fronte dell&#8217;etica, del diritto, della ricerca, dell&#8217;alimentazione, della politica&#8230;</p>
<p>Organizza: la LIDA di Firenze. Partecipano: Progetto vivere vegan, Movimento antispecista, Laverabestia.org, Oltre la specie, LEAL. Tra i relatori ci sono Luigi Vallauri,Francesca Rescigno, Valerio Pocar, Gustavo Zagrebelsky, Costanza Rovida, Thomas Hartung, Margherita Hack, Sonia Alfano.</p>
<p><a href="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/12/Locandina.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g1476]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1478" title="Locandina" src="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/12/Locandina.jpg" alt="" width="592" height="835" /></a></p>
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		<title>Diventerà la vergogna italiana?</title>
		<link>http://www.leal.it/diventera-la-vergogna-europea/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 13:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leal</dc:creator>
				<category><![CDATA[LEAL informa]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione]]></category>

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		<description><![CDATA[Bocciata l'idea di destinare il 33 per cento dei fondi allo sviluppo dei metodi sostitutivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Discusso, riscritto e votato dalla Commissione Affari Sociali della Camera, l’emendamento alla Direttiva europea sulla vivisezione rischia di essere una svolta all’indietro. Ecco perché.</p>
<p><em> </em></p>
<div><img class="aligncenter size-full wp-image-1427" title="Cane" src="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/11/Cane.jpg" alt="" width="516" height="329" /></div>
<p style="text-align: justify;">Tra il 18 e il 19 ottobre scorso, alcuni deputati della Commissione Affari Sociali della Camera hanno discusso e votato un mini-emendamento alla Direttiva europea sulla vivisezione &#8211; la legge 2010/63/UE &#8211; in fase di recepimento nel nostro Paese.  Si chiama “emendamento”, ma in realtà è un elenco di raccomandazioni indirizzate al Governo, che nelle prossime settimane dovrà redigere la versione italiana della Direttiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel giro di 24 ore, il testo dell’emendamento è stato riscritto due volte, perdendo per strada il principio più nuovo e significativo, vale a dire l’idea che allo sviluppo dei metodi sostitutivi dovesse andare il 33 per cento dei fondi per la ricerca.  Privato di questa misura originaria, di cui diamo atto al ministro Brambilla, l’emendamento non si presta ad alcun trionfalismo. Non è vero &#8211; come è stato scritto &#8211; che salverà la vita a decine di migliaia di animali (quali? come?). Non è vero che ribalta i nefasti effetti della Direttiva (magari). Non è vero che ci consentirà di voltare pagina, dopo decenni di massacri (in che modo?).</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo rischia di essere vero il contrario, e se le cose restano così come sono, se tutto ciò che il nostro Parlamento è disposto a fare per migliorare la Direttiva è questo, allora la vergogna europea si tramuterà in vergogna italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i nove punti dell’emendamento e il nostro commento punto per punto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A &#8211; Il Governo è tenuto a garantire l’implementazione di metodi alternativi destinando all’uopo congrui finanziamenti; formare personale esperto nella sostituzione degli animali con metodi in vitro, nel miglioramento delle condizioni sperimentali (principio delle 3R), anche tramite corsi di approfondimento all&#8217;interno di Centri di ricerca e Università integrandone il piano di studi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Inoltre, assicurare l&#8217;osservazione e applicazione del principio delle 3R grazie alla presenza di un esperto in metodi alternativi e di un biostatistico all&#8217;interno di ogni Organismo preposto al benessere degli animali e del Comitato nazionale per la protezione degli animali usati a fini scientifici…</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Commento.</em> <strong><span style="color: #003366;">La prima versione specificava che per “congrui finanziamenti” ai metodi alternativi bisognava intendere IL 33 PER CENTO DEI FONDI. Sparita questa precisazione, viene meno il punto più interessante di tutto l&#8217;emendamento. Che cosa significa ora “congrui finanziamenti”? A chi spetterà deciderlo? Se non si incentivano in modo CREDIBILE, COSPICUO E PRIORITARIO &#8211; lo sviluppo e la convalida dei metodi sostitutivi, se non si invogliano in modo preciso i ricercatori a specializzarsi in questo campo, la vivisezione difficilmente tramonterà o lo farà decenni più tardi del possibile e del necessario.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>B &#8211; Il Governo è tenuto a vietare l’utilizzo di scimmie antropomorfe, cani, gatti e specie in via d’estinzione nel caso non risulti obbligatorio da legislazioni o da farmacopee nazionali o internazionali o non si tratti di ricerche finalizzate alla salute dell’uomo o delle specie coinvolte, previa autorizzazione del Ministero della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità…</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Commento.</em> <strong><span style="color: #003366;">Nella prima versione dell&#8217;emendamento, l’autorizzazione del Ministero della Salute era necessaria anche per I PRIMATI DEL VECCHIO E DEL NUOVO MONDO, vale a dire per tutte le scimmie normalmente usate nella sperimentazione.  Ora, caduta questa clausola, l’autorizzazione sarà necessaria solo per le SCIMMIE ANTROPOMORFE (gibboni, babbuini, bonobo, oranghi e scimpanzé) che sono animali molto costosi e assai poco o per nulla usati in Italia. Insomma, è bastata la sostituzione di due parole (primati con scimmie antropomorfe) per cambiare in modo radicale la portata del punto B.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #003366;">Inoltre, vietare gli esperimenti su scimmie antropomorfe, cani e gatti a condizione che non si tratti di ricerche obbligatorie per legge oppure finalizzate alla salute dell’uomo o delle specie coinvolte, significa non proibire nulla salvo &#8211; forse &#8211; alcuni test per la ricerca di base, dove però si utilizzano alla grande tutt’altro genere di animali: topi, ratti e primati, a proposito dei quali l&#8217;emendamento tace.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>C &#8211; Il Governo è tenuto a vietare l’allevamento di primati, cani e gatti destinati alla sperimentazione di cui alla lettera b) su tutto il territorio nazionale…</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Commento.</em> <strong><span style="color: #003366;">Se accolta dal Governo e approvata dalla Commissione europea, questa raccomandazione metterebbe fuori legge l’ALLEVAMENTO DI CANI BEAGLE GREEN HILL DI MONTICHIARI (BS). E’ un punto che corona la lunga lotta del Coordinamento Fermare Green Hill: molto importante a livello simbolico, ma poco significativo nella pratica. Infatti l’emendamento proibisce l’ALLEVAMENTO dei cani MA NON LA SPERIMENTAZIONE sugli stessi. E i beagle necessari alla vivisezione verrebbero semplicemente allevati altrove e importati in Italia dall’estero.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #003366;"> </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #003366;">Quanto agli altri animali destinati alla vivisezione, in Italia non esistono né allevamenti di gatti né tanto meno allevamenti di primati. Questi ultimi, infatti, difficilmente si riproducono negli stabulari e di norma vengono prelevati dal loro habitat naturale (almeno 100.000 animali all’anno per i laboratori di tutto il mondo). Topi, ratti e conigli, invece, si riproducono facilmente negli stabulari oppure vengono acquistati presso multinazionali specializzate.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #003366;">Inoltre l’emendamento non parla di maiali per la vivisezione. Una dimenticanza che non mancherà di rassicurare l&#8217;allevamento di MAIALI TRANSGENICI per xenotrapianti di Cremona, inaugurato di recente.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>D &#8211; Il Governo è tenuto ad assicurare una misura normativa sufficientemente cautelare nei confronti degli animali geneticamente modificati, tenendo conto della valutazione del rapporto tra danno e beneficio, dell’effettiva necessità della manipolazione, del possibile impatto che potrebbe avere sul benessere degli animali e valutando i potenziali rischi per la salute umana, animale e l’ambiente…</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Commento.</em> <strong><span style="color: #003366;">Quello degli ANIMALI GENETICAMENTE MODIFICATI è un punto importante, che è stato trascurato dalla Direttiva europea, ma che nell&#8217;emendamento viene formulato in termini troppo vaghi per portare davvero a qualcosa. Bisogna considerare che il numero di animali geneticamente modificati che vengono allevati per la sperimentazione è in crescita allarmante: si tratta di animali che quasi sempre nascono già sofferenti, preda di patologie dolorose e disabilitanti. Se questo è il quadro, che cosa significa invitare il Governo a prendere delle misure “sufficientemente cautelari”? Chi deciderà che cosa bisogna intendere per “sufficientemente”? In che modo questo modo di porre la questione potrà avere ripercussioni sulla sicurezza e salute umane?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E &#8211; Il Governo è tenuto a vietare l’utilizzo di animali negli ambiti sperimentali di esercitazioni didattiche, ad eccezione dell’alta formazione dei medici e dei veterinari, ed esperimenti bellici…</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Commento. </em><strong><span style="color: #003366;">La prima versione di questa raccomandazione, molto più incisiva, chiedeva che il governo vietasse l’utilizzo di animali nell’ambito sperimentale di ESERCITAZIONI DIDATTICHE, RICERCHE PER SOSTANZE D&#8217;ABUSO, ESPERIMENTI BELLICI E XENOTRAPIANTI. Tutto cassato, compresi gli esperimenti bellici e gli xenotrapianti. E’ possibile che in virtù di una norma così formulata si possano salvare qualche centinaio di animali utilizzati nella didattica inferiore e intermedia, niente di più.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>F &#8211; Il Governo è tenuto a vietare gli esperimenti che non prevedono anestesia o analgesia, qualora provochino dolore all’animale…</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Commento. </em><strong><span style="color: #003366;">PROPOSIZIONE OSCURA nella forma e nella sostanza: interpellati gli uffici parlamentari competenti, la Leal è in attesa di chiarimenti ufficiali.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">G &#8211; Il Governo è tenuto ad assicurare un sistema ispettivo che garantisca il benessere degli animali da laboratorio, adeguatamente <em>documentato e verificabile, al fine di promuovere la trasparenza, con un numero minimo di due ispezioni all’anno di cui una effettuata senza preavviso…</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Commento.</em> <strong><span style="color: #003366;">Non è un&#8217;indicazione più stringente rispetto alla Direttiva. Questa, all&#8217;articolo 34, prescrive infatti &#8220;ispezioni regolari di tutti gli allevatori, fornitori e utilizzatori, con una frequenza da decidersi in base all’ANALISI DEL RISCHIO&#8221;, dunque a seconda del numero e delle specie animali custodite nello stabulario e a seconda del tipo di sperimentazioni che lì vengono eseguite. In altre parole, la legge europea ipotizza un numero di ispezioni variabile (da zero a … n), commisurato alle caratteristiche &#8211; e al rischio &#8211; dello stabilimento in cui si svolgono gli esperimenti. Considerando che in Italia ci sono circa 600 centri di sperimentazione.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>H &#8211; Il Governo è tenuto a predisporre una banca telematica per la raccolta di tutti i dati relativi all’utilizzo degli animali in progetti per fini scientifici o tecnologici e dei metodi alternativi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Commento.</em> <strong><span style="color: #003366;">Chi sarà responsabile di tale banca dati? In quale sede? Quali dati si suppone che possa raccogliere stante il regime di estrema “riservatezza” osservato dalle aziende in questo campo? Chi ne controllerà, e come, la qualità e la veridicità? Tutte qui le indicazioni che il Parlamento intende fornire a proposito di questo delicatissimo capitolo che riguarda la &#8220;trasparenza&#8221;?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><br />
<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I &#8211; Il Governo è tenuto a definire un quadro sanzionatorio appropriato in modo da risultare effettivo, proporzionato e dissuasivo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #003366;">Questa proposizione ricopia, impoverendolo, l’articolo 60 della Direttiva 2010/63/UE. Che dice: “Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni da irrogare nel caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate a norma della presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie per garantirne l’attuazione. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano tali disposizioni alla Commissione entro 27 mesi dalla data di entrata in vigore della presente direttiva e provvedono a notificarle quanto prima possibile eventuali modifiche successive&#8221;. Niente di nuovo dunque.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;">Link alle tre versioni dell&#8217;emendamento:</span></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"><span style="font-style: normal;"> </span><a href="http://parlamento.openpolis.it/emendamento/171977" target="_blank"><span style="font-style: normal;">http://parlamento.openpolis.it/emendamento/171977</span></a></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Leal alla festa di Giudecca</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 23:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leal</dc:creator>
				<category><![CDATA[LEAL informa]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione]]></category>

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		<description><![CDATA[15, 16 e 17 settembre Leal alla festa della Giudecca, Venezia, contro la vivisezione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Il 15, 16 e 17 settembre la nostra associazione sarà presente alla festa della Giudecca, Venezia. Nell&#8217;area ex CNOMB (Redentore) troverete il nostro banchetto informativo. Verranno proiettati in continuazione i due film EARTHLINGS e LA TERRA DIVORATA. Venerdì alle ore 19,00 conferenza con Massimo Tettamanti: &#8220;GLI ASPETTI DELLA VIVISEZIONE E LA RICERCA SOSTITUTIVA&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste">Vedi anche la documentazione sul sito LEAL <a title="Cliccando qui" href="http://www.leal.it/documentazione/" target="_blank">Cliccando qui</a></div>
<div><a href="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/09/LEAL_locandinaGiudecca.pdf" target="_blank">Scarica la locandina</a></div>
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		<title>Un sms contro l&#8217;abbandono dei cani in autostrada</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 18:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leal</dc:creator>
				<category><![CDATA[LEAL informa]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via il servizio attivo dal 23 luglio al 4 settembre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>334.1051030: un numero da memorizzare sul proprio telefono cellulare.</strong></div>
<p>E&#8217; il numero di Io l&#8217;ho visto, il progetto contro l&#8217;abbandono estivo dei cani in autostrada promosso da Prontofido in collaborazione con Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, la webradio Radio Bau &amp; Co e A.I.D.A.A. (Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente).</p>
<p>L&#8217;iniziativa gode del patrocinio del Ministro del Turismo che il 20 febbraio 2011 alla Bit di Milano ha consegnato un premio speciale per l&#8217;impegno dimostrato a tutela degli animali.</p>
<p>E&#8217; tutto molto semplice: dal 23 luglio al 4 settembre sono in viaggio su un&#8217;autostrada italiana. Vedo un cane, disorientato e impaurito. Mi fermo alla prima area di parcheggio o di servizio e invio un sms al 334.1051030 con le coordinate più precise possibile. SPECIFICANDO LOCALITA&#8217;, ORA DI AVVISTAMENTO , RAZZA E DIREZIONE DI MARCIA.</p>
<p>Maggiori dettagli sono inviati dagli automobilisti, più facile è intervenire e salvare gli animali.</p>
<p>Per tutti i possessori di iPhone e iPad, da quest&#8217;anno è possibile scaricare gratuitamente dall&#8217;App Store l&#8217;applicazione “Io l&#8217;ho visto” sul proprio apparecchio Apple che tramite il segnale GPS identificherà il punto da cui è partita la segnalazione.</p>
<p>A questo punto i team anti-abbandono di “Io l&#8217;ho visto”, posizionati in alcuni punti di sosta strategici sulle autostrade, intervengono per il recupero del cane.</p>
<p>I team anti-abbandono sono formati ognuno da 4 volontari facilmente riconoscibili dalla pettorina catarifrangente e dal cappellino giallo personalizzati con il logo di “Io l&#8217;ho visto”, i quali si alternano su due turni pattugliando le strade dalle 7 del mattino alle 22 di sera.</p>
<p>Le macchine saranno all&#8217;incirca un centinaio e da quest&#8217;anno nella zona di Roma, Milano e Torino saranno presenti anche una trentina di moto per raggiungere in modo più agevole e soprattutto più immediato il cane abbandonato in modo da prestare un primo soccorso in attesa dei rinforzi.</p>
<p>IMPORTANTE! IL NUMERO 334.1051030 E&#8217; ATTIVO DAL 23 LUGLIO AL 4 SETTEMBRE.</p>
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		<title>A Parma, un incontro con Stefano Cagno sulla vivisezione</title>
		<link>http://www.leal.it/a-parma-un-incontro-con-stefano-cagno-sulla-vivisezione/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 17:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leal</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste e Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione]]></category>

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		<description><![CDATA[La serata è organizzata da Leal, Enpa, L'Altra Marea, I giardini sospesi nell'anima,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><img class="aligncenter size-full wp-image-1383" title="falsa scienza" src="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/06/Immagine-11.png" alt="" width="566" height="290" /></div>
<p>Venerdì 10 Giugno, alle ore 21.00, presso la sala Civica Bizzozzero di Parma  (in via Bizzozzero 19), Stefano Cagno incontrerà il pubblico per parlare di vivisezione, una piaga nascosta e purtroppo troppe volte sconosciuta della nostra società. Sarà una valida occasione per approfondire o cominciare a conoscere una pratica tenuta in vita esclusivamente da interessi economici di parte. Per il bene degli animali, che subiscono ogni giorno crudeli e inutili torture e per la nostra salute DIFENDIAMO LA VITA, DICIAMO NO ALLA CATTIVA SCIENZA! La serata è stata organizzata da Leal Parma, Enpa, L&#8217;altra marea e I giardini sospesi nell&#8217;anima.</p>
<p><a href="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/06/leal-volantino.pdf" target="_blank">Clicca qui per scaricare il volantino</a></p>
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		</item>
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		<title>A Londra i primi frutti avvelenati</title>
		<link>http://www.leal.it/direttiva-sulla-vivisezione-a-londra-i-primi-frutti-avvelenati/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 22:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leal</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste e Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione]]></category>

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		<description><![CDATA[La più antica associazione anti-vivisezione inglese parla di "allarme rosso"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vergogna europea in discussione in Inghilterra: le associazioni animaliste chiedono al Governo di non tradire gli animali e la pubblica opinione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1340" title="Cruelty" src="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/05/Cruelty.jpg" alt="" width="586" height="388" /></p>
<p>Veloce, pratico, conclusivo. E &#8211; soprattutto &#8211; sottratto a ogni dibattito pubblico e parlamentare. Così minaccia di essere il recepimento inglese della Direttiva sulla vivisezione approvata a Strasburgo nel settembre 2010. Il Governo di Londra ha infatti dichiarato di voler puntare su un iter di tipo amministrativo anziché politico. In altre parole: la trascrizione britannica della più controversa Direttiva degli ultimi anni sarà con ogni probabilità affidata al Home Office, il Ministero degli Interni inglese, che <strong>elaborerà il testo senza presentarlo al Parlamento, se non per la votazione finale</strong>.</p>
<p>Secondo la più antica società antivivisezionista inglese, la Società reale per la prevenzione della crudeltà sugli animali (RSPCA), la situazione è da &#8220;<strong>allarme rosso</strong>&#8220;. Altre importanti associazioni animaliste hanno unito le forze per denunciare questa prospettiva e chiedere al Governo di <strong>non abbassare gli standard di protezione</strong> degli animali da laboratorio di cui gode il Regno Unito. Ma è proprio quello che succederà se la Direttiva sarà recepita così com&#8217;è stata votata dal Parlamento europeo otto mesi fa.</p>
<p>Se le associazioni inglesi non ottengono quel che chiedono, se cede il &#8220;bastione&#8221; britannico, è molto difficile che gli altri 26 paesi europei non si accodino promulgando testi penosi, difficili da accettare anche per il più possibilista degli osservatori. Per capire qual è la posta in gioco e da quali standard le associazioni inglesi cercano di prendere le distanze basta considerare la portata delle richieste che rivolgono al loro governo</p>
<p>Stando al documento che hanno inviato al loro governo (e che trovate qui sotto tradotto integralmente in italiano) il Regno Unito:</p>
<p>- non deve consentire l&#8217;utilizzo delle Grandi Scimmie e neppure<strong> l&#8217;uso reiterato dello stesso animale in esperimenti che gli causano dolore intenso, sofferenza e angoscia</strong> (articolo 55);</p>
<p>- non deve autorizzare alcuna ricerca tramite le &#8220;<strong>procedure amministrative semplificate</strong>&#8221; previste dall&#8217;articolo 42;</p>
<p>- deve proibire senza eccezioni la sperimentazione sugli animali in via di estinzione, su quelli prelevati nel loro ambiente naturale e su quelli randagi o selvatici;</p>
<p>- non deve permettere che si sperimenti sui primati non umani nella <strong>ricerca di base</strong> (quella che non è finalizzata alla ricerca di cure e medicine) o per semplici &#8220;affezioni umane debilitanti&#8221;;</p>
<p>- deve vietare esperimenti dolorosi come le <strong>grandi operazioni chirurgiche eseguite senza anestesia per valutare l&#8217;efficacia degli analgesici</strong>; i test che provocano la <strong>morte degli animali per avvelenamento da tossine mescolate al loro cibo</strong>; la deliberata esposizione di animali coscienti a c<strong>ondizioni letali di estremo freddo, caldo o pressione barometrica</strong>; gli studi sugli effetti di agenti infettivi o tossici, <strong>che sono causa di agonia protratta con forte angoscia, o di una morte rapida con intenso dolore.</strong></p>
<p>Insomma, il &#8220;Governo dovrebbe perseguire standard di benessere animale superiori a quelli definiti dalla legge europea così da riflettere l&#8217;etica e la cultura dell&#8217;opinione pubblica britannica&#8221;&#8230;</p>
<p>E l&#8217;Italia? Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini non nasconde di essere favorevole a una svolta nel campo della sperimentazione: &#8220;Il recepimento della Direttiva sarà un&#8217;occasione per rafforzare le misure di tutela degli animali e dare un impulso alle tecniche alternative&#8221;, ha ribadito di recente. Nessuno più della Leal pensa e sa quanto sia importante la carta dei metodi sostitutivi, ma da sola non basta a vincere la partita. Ogni punto di quelli sopra citati rappresenta uno scoglio. La battaglia è appena cominciata.</p>
<p>1) link al documento della RSPCA</p>
<p><a href="http://www.rspca.org.uk/ImageLocator/LocateAsset?asset=document&amp;assetId=1232724976955&amp;mode=prd" target="_blank">http://www.rspca.org.uk/ImageLocator/LocateAsset?asset=document&amp;assetId=1232724976955&amp;mode=prd</a></p>
<p>2) link al documento originale (in inglese) del documento che presentiamo qui sotto</p>
<p><a href="http://www.navs.org.uk/downloads/demandsfor201063eu.pdf" target="_blank">www.navs.org.uk/downloads/demandsfor201063eu.pdf</a></p>
<p>3) L&#8217;immagine che illustra questo articolo in home page fa parte dell&#8217;esercitazione degli studenti IED di Milano intitolata &#8220;La bellezza insanguinata&#8221;:</p>
<p><a href="http://www.leal.it/esercitazione-degli-studenti-ied-la-bellezza-insanguinata/" target="_self">www.leal.it/esercitazione-degli-studenti-ied-la-bellezza-insanguinata/</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>&gt;&gt; TRADUZIONE INTEGRALE DEL DOCUMENTO INGLESE</strong></p>
<p><strong>Raccomandazioni sul recepimento della Direttiva 2010/63/EU da parte delle Associazioni che sostengono la protezione animale e la sperimentazione non animale nel Regno Unito (Animal Defenders International, NAVS, Lord Dowding Fund, OneKind, Animal Aid, Peta UK, Uncaged)</strong></p>
<p>Introduzione</p>
<p>A sottoscrivere questo documento sono una serie di organizzazioni non-profit il cui scopo è difendere il benessere degli animali e promuovere una ricerca biomedica e una sperimentazione tossicologica affidabili.</p>
<p>Con questo documento sottoponiamo al Governo alcuni suggerimenti che riguardano il recepimento della Direttiva 2010/63/EU. Le proposte che avanziamo hanno l’obiettivo di assicurare un’efficiente applicazione della Direttiva. In particolare, richiamiamo l’attenzione del Governo sull’obiettivo prioritario che sta alla base della nuova Direttiva:</p>
<p>L’obiettivo ultimo dovrebbe essere la sostituzione di tutti gli esperimenti animali. Oltre agli effetti positivi sul benessere degli animali, i metodi alternativi possono dare informazioni attendibilii grazie a tecniche di prova moderne e controllate dal punto di vista della qualità, che potrebbero essere più rapide e meno costose dei metodi tradizionali basati sulla sperimentazione animale (1).</p>
<p>Questo obiettivo riflette la desiderabilità di ridurre, e in ultima analisi eliminare, la sperimentazione animale, ed è in linea con l’impegno più importante del Governo in questo ambito: “lavorare per ridurre l’impiego degli animali nella ricerca scientifica” (2). Il recepimento della direttiva 2010/63/EU offre l’opportunità di rivedere le disposizioni vigenti nel Regno Unito e confermare l’impegno del Governo in questo campo. Riteniamo che il Governo dovrebbe attenersi, nel recepimento della Direttiva, ai seguenti principi chiave:</p>
<p><strong>Rispetto per il contesto culturale del Regno Unito</strong>: il Governo dovrebbe perseguire standard di benessere animale superiori a quelli definiti dalla legge europea, così da riflettere le inclinazioni culturali ed etiche dell’opinione pubblica britannica in fatto di protezione degli animali. Il considerando n. 7 della Direttiva riconosce che “l’atteggiamento nei confronti degli animali dipende anche dalla percezione nazionale” e l’articolo 2 della Direttiva consente di mantenere misure nazionali più restrittive.</p>
<p><strong>Un processo democratico e aperto</strong>: le leggi e le normative nazionali dovrebbero far riferimento agli orientamenti dell’opinione pubblica elaborando sia un indirizzo politico complessivo sia degli strumenti adeguati alla valutazione dei danni-benefici di ciascuno dei progetti di sperimentazione proposti. Il Governo inglese dovrebbe optare per un recepimento di tipo politico della Direttiva 2010/63/EU che assicuri il massimo di democraticità e trasparenza, e che sia aperto al giudizio e al coinvolgimento degli esperti di tutte le discipline coinvolte. Accelerare il recepimento della Direttiva affidandolo a un iter di tipo puramente amministrativo escluderebbe il pubblico dal dibattito privando il Governo di un prezioso apporto.</p>
<p><strong>Importanza dei considerando</strong>: nella legislazione europea, i considerando rivestono un’importanza chiave per quanto riguarda l’interpretazione delle disposizioni degli articoli. Pertanto, nel processo di recepimento della Direttiva, il Governo dovrebbe garantire che essi vengano presi nella debita considerazione per quanto riguarda l’interpretazione delle diverse disposizioni. Secondo l’attuale giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, i considerando “possono espandere il campo di applicazione di una disposizione ambigua” (3) e possono pertanto essere usati per garantire una maggiore protezione agli animali. Questo significa che il Governo può considerare i seguenti punti prioritari nel processo di recepimento della Direttiva:</p>
<p>-        Un indicatore del grado di civiltà di una società è il trattamento che questa riserva agli animali</p>
<p>-        Bisogna ridurre al minimo la sofferenza degli animali</p>
<p>-        Occorre sostenere una scienza di alta qualità</p>
<p>-        E’ necessario sostituire gli esperimenti animali</p>
<p>-</p>
<p><strong>Obiettivi del Regno Unito per il recepimento della Direttiva 2010/63/EU nella legislazione nazionale</strong></p>
<p>La nuova Direttiva europea consente di migliorare in modo significativo la protezione degli animali da laboratorio nel Regno Unito. Le seguenti aree, elencate nell’ordine in cui si trovano nella Direttiva, sono quelle che riteniamo debbano avere la priorità nell’azione del Governo.</p>
<p>-        <strong>Mantenimento delle disposizioni più restrittive esistenti nel Regno Unito in fatto di protezione degli animali</strong> (in riferimento all’articolo 2)</p>
<p>-        <strong>Riduzione dell’uso dei primati nei laboratori britannici</strong> (in riferimento all’articolo 8 )</p>
<p>-       <strong> Eliminazione graduale dell’uso dei primati catturati in natura dai fornitori</strong> (in riferimento all’articolo 10)</p>
<p>-        <strong>Limitazione della sofferenza animale </strong>(in riferimento all’articolo 15)</p>
<p>-        <strong>Aumento della trasparenza</strong> (in riferimento all’articolo 43)</p>
<p>-        <strong>Aumento della condivisione dei dati per evitare esperimenti non necessari</strong> (in riferimento all’articolo 46 e al considerando n. 47)</p>
<p>-        <strong>Creazione di un laboratorio nazionale per la convalida e l’implementazione di metodi alternativi </strong>(in riferimento all’articolo 47)</p>
<p>-        <strong>Identificazione di aree di ricerca per la sostituzione dei test con gli animali tramite sistematiche rassegne tematiche </strong>(in riferimento all’articolo 58)</p>
<p>-        <strong>Utilizzo effettivo dei metodi non-animali</strong></p>
<p>Tutti questi obiettivi sono alla portata del Governo nel corso di questa importante revisione della normativa sulla sperimentazione animale nel Regno Unito, la prima da 25 anni a questa parte.</p>
<p>La Commissione europea giustifica l’avvenuto processo di revisione della Direttiva 86/609 citando la sua incapacità di riflettere il sentire dell’opinione pubblica nei confronti del benessere degli animali (4). Nel Regno Unito, il permesso di condurre esperimenti sugli animali piuttosto che un diritto è una “deroga” concessa in via condizionale dal Governo, che agisce in rappresentanza dei cittadini (5).</p>
<p>Noi concordiamo con il Ministero degli Interni sul fatto che la valutazione etica rafforzi la protezione (6) degli animali e notiamo che questo e altri elementi che rafforzano la credibilità delle istituzioni pubbliche, per esempio la trasparenza, incidono sulla riduzione della sofferenza animale e l’aumento del benessere animale.</p>
<p>Non ci sono prove che una regolamentazione più severa della sperimentazione animale scoraggi gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo biomedico (7). Al contrario, visti i problemi scientifici ed etici associati alla ricerca animale, una regolamentazione di questo tipo non può che stimolare lo sviluppo di nuovi metodi non-animali che offrano vantaggi medici, economici e di legittimazione sociale. Sollecitiamo il Governo a tener conto di ciò, e inoltre a far tesoro delle lezioni ricevute in altri settori, per esempio in quello della regolamentazione bancaria, nel rispondere a chi con argomenti speciosi lo invita a indebolire gli standard britannici esistenti o a resistere all’esplicita richiesta da parte del pubblico di misure che migliorino la protezione degli animali.</p>
<p>Il recepimento della nuova Direttiva dà la possibilità al Governo di essere un arbitro obiettivo e neutrale, garantendo l’adozione di misure che riflettano il sentire dell’opinione pubblica e difendano in modo efficace gli animali.</p>
<p><strong>Mantenimento delle disposizioni più restrittive in fatto di protezione animale esistenti nel Regno Unito</strong></p>
<p>Laddove il Regno Unito ha standard più alti di quelli della Direttiva europea, non deve abbassarli. L’articolo 2 è chiaro sul diritto che hanno gli Stati membri di “<em>mantenere disposizioni (…) intese ad assicurare una protezione più estesa degli animali che rientrano nell’ambito di applicazione della presente Direttiva</em>”. Per “misura più restrittiva” bisogna intendere una legge esistente oppure norme o regole non scritte come quella cui si attiene il Ministero degli Interni non autorizzando mai procedure che coinvolgano le Grandi Scimmie. In particolare:</p>
<p>-        <strong>Il Regno Unito non dovrebbe recepire nessuna delle “clausole di salvaguardia” dell’articolo 55 sull’uso delle Grandi Scimmie e sull’autorizzazione a procedure che causano dolore intenso, sofferenza e angoscia agli animali.</strong></p>
<p>-        <strong>Il Ministero degli Interni dovrebbe mantenere un regime di ispezioni più stretto rispetto a quello previsto dall’articolo 34 della Direttiva.</strong></p>
<p>-        <strong>Nell’istituzione degli “Organismi preposti al benessere degli animali” richiesta dagli articoli 26 e 27, il Regno Unito dovrebbe mantenere il regime di valutazione danno-beneficio attualmente in vigore negli ERP (ethical review processes) locali al fine di garantire una adeguata valutazione delle singole richieste di sperimentazione.</strong></p>
<p>-        <strong>La possibilità di istituire un regime di “procedura amministrativa semplificata” per l’autorizzazione di alcuni progetti di sperimentazione, prevista dall’articolo 42 della Direttiva, non dovrebbe essere accolta nella legge nazionale.</strong></p>
<p>-        <strong>Il Regno Unito non dovrebbe prevedere alcuna deroga ai divieti di sperimentazione sugli animali randagi o selvatici (articolo 11), sugli animali prelevati dal loro ambiente naturale (articolo 9) e sugli animali che appartengono a specie in via di estinzione (articolo 7).</strong></p>
<p>-        <strong>Il Regno Unito dovrebbe mantenere la protezione attualmente accordata alle forme embrionali di mammiferi, rettili e uccelli a partire dal 50% della gestazione (articolo 1)</strong></p>
<p><strong>Riduzione dell’uso dei primati nei laboratori del Regno Unito</strong></p>
<p>Come utilizzatore numero uno di primati in Europa (8), il Regno Unito ha una particolare responsabilità nel ridurre rapidamente il numero di primati che utilizza annualmente. L’articolo 8 circoscrive l’utilizzo dei primati ad alcuni casi specifici.</p>
<p>-        <strong>Dovrebbe essere stilato un elenco esaustivo di tutte le condizioni mediche per le quali i primati possono essere usati nella sperimentazione. </strong>L’articolo 8 consente la ricerca applicata solo nel caso di “affezioni umane debilitanti o potenzialmente letali”. Questa espressione andrebbe interpretata alla luce del considerando n. 17, che intende per condizione debilitante una condizione che abbia “un sensibile impatto sulla vita quotidiana della persona”(9). Andrebbe dunque compilato un elenco esaustivo di condizioni mediche in consultazione con i diversi protagonisti del settore e con l’opinione pubblica (10). Una volta recepita la Direttiva, questo dovrebbe portare a una sostanziale riduzione del numero di primati usati nel Regno Unito.</p>
<p>-        <strong>Nella ricerca di base non dovrebbe essere consentito l’uso di primati non umani anche se non sono in pericolo di estinzione.</strong> Mentre nella ricerca applicata sono previste alcune limitazioni all’uso dei primati, non ci sono restrizioni di sorta al loro utilizzo quando si tratta di ricerca di base. E’ una situazione abnorme, dal momento che la ricerca di base non si propone di trovare cure a patologie esistenti, e c’è il forte rischio che i test proibiti dal paragrafo 1 dell’articolo 8 della Direttiva vengano permessi alla voce ricerca di base. Il Governo dovrebbe colmare questa lacuna proibendo ogni tipo di ricerca sui primati salvo che nei “settori biomedici fondamentali per gli esseri umani” (considerando 17) .</p>
<p><strong>Eliminazione graduale dell’uso dei primati catturati in natura dai fornitori.</strong> Oltre la metà di tutti i primati importati in Inghilterra sono figli di (uno o entrambi) genitori catturati in natura (F1)(11). La cattura dei primati nel loro ambiente naturale è causa di degrado ambientale e di grande sofferenza non solo per i singoli esemplari ma per i gruppi di provenienza, con un significativo impatto negativo sulla conservazione delle diverse specie di primati (12).</p>
<p>L’articolo 10 e l’Allegato II della Direttiva 2010/63 /EU stabilisce un programma per la graduale eliminazione dell’uso di scimmie catturate in natura (F1), e per la loro sostituzione con piccoli di animali nati in cattività (animali F2). Questo programma, tuttavia, è subordinato alla pubblicazione di uno “studio di fattibilità” (fatta eccezione per le scimmie uistitì); si tratta con ogni evidenza di una concessione strappata dai fornitori dell’industria nel tentativo di rimandare l’esclusione dalla sperimentazione dei primati catturati in natura.</p>
<p>Ne consegue che la scadenza per la graduale eliminazione dell’uso dei macachi e altre scimmie F1 si colloca tra i 5 e i 12 anni a partire dall’entrata in vigore della Direttiva (gennaio 2013), “a condizione che lo studio non consigli un periodo più prolungato”. La scadenza per le scimmie uistitì è stata invece fissata al “terzo anno a partire dall’entrata in vigore di questa direttiva”.</p>
<p>In ogni caso, uno studio di fattibilità è già stato completato dalla società di consulenza indipendente Prognos, per conto della Commissione Europea, che ha concluso nella sua valutazione preliminare che “un periodo di transizione di 5 anni dovrebbe permettere alla maggior parte degli stabilimenti di allevamento di incrementare la propria produzione e fornire agli utenti animali un numero sufficiente di animali” e che “i costi aggiuntivi non dovrebbero essere significativamente elevati”. Non c’è nulla che impedisca al Regno Unito di conformarsi all’articolo 10 della Direttiva in anticipo sugli obiettivi di cui all’Allegato II.</p>
<p><strong>Esortiamo pertanto con forza il Governo britannico a porre fine all’uso di primati F1 entro 5 anni dall’entrata in vigore della Direttiva, a prescindere dal nuovo studio di fattibilità.</strong></p>
<p><strong>Limitazione della sofferenza animale</strong></p>
<p>L’articolo 15 stabilisce che ci debba essere un limite alla sofferenza degli animali: “<em>Gli Stati membri assicurano che una procedura non sia effettuata qualora causi dolore, sofferenza o angoscia intensi che potrebbero protrarsi e non possano essere alleviati</em>”. Al fine di recepire questa disposizione in modo efficace, il Ministero degli Interni dovrebbe istituire una nuova sottocategoria di esperimenti che comportano una sofferenza “intensa”, superiore al limite consentito. Noi suggeriamo che questa “categoria” di sofferenza sia denominata “grave e prolungata” e contenga esempi di esperimenti autorizzati in passato che non sono più consentiti.</p>
<p>Tra questi andrebbero inclusi:</p>
<p>-        <strong>Le grandi operazioni chirurgiche eseguite senza anestesia sui cosiddetti animali di controllo per valutare l’efficacia degli analgesici; i test per misurare l’efficacia degli analgesici che richiedono di provocare un intenso dolore negli animali.</strong></p>
<p>-       <strong> Gli esperimenti che provocano la morte degli animali per avvelenamento da tossine mescolate alla dieta; le prolungate e massicce restrizioni nell’assunzione di acqua e/o cibo.</strong></p>
<p>-        <strong>La deliberata esposizione di animali coscienti a condizioni letali di estremo freddo, caldo o pressione barometrica.</strong></p>
<p>-        <strong>Gli studi sugli effetti di agenti infettivi o tossici, che sono causa di agonia protratta con forte angoscia, o di una morte rapida con intenso dolore.</strong></p>
<p>-        <strong>L’applicazione di stimoli nocivi reiterati e di estrema violenza ai quali sia impossibile sottrarsi.</strong></p>
<p>-        <strong>Periodi prolungati di severa costrizione fisica (impossibilità a muoversi).</strong></p>
<p><strong>Laboratori nazionali per lo sviluppo e la convalida di metodi alternativi</strong></p>
<p>In base all’articolo 47 della Direttiva, <strong>il Regno Unito ha l’obbligo di “contribuire allo sviluppo e alla convalida dei metodi alternativi</strong>”. Al relativo paragrafo 2 si legge che “gli Stati membri assistono la Commissione nell’individuare e designare laboratori specializzati e qualificati idonei alla realizzazione dei suddetti studi di convalida”.</p>
<p>Il Centro nazionale inglese per lo sviluppo delle 3R (NC3Rs) attualmente è troppo focalizzato sulle voci “perfezionamento” e “riduzione”, e troppo poco sulla “sostituzione”, vale a dire il settore che ha registrato negli ultimi anni i progressi scientifici e tecnologici più significativi. Lo sviluppo di sofisticati metodi di sperimentazione non animale è un sicuro vantaggio per la scienza e l’industria britanniche, e previene la sofferenza degli animali.</p>
<p>Le associazioni firmatarie di questo documento ritengono che, in qualità di secondo maggiore utilizzatore di animali da laboratorio in Europa, il Regno Unito dovrebbe dare un contributo sostanziale sia allo sviluppo sia alla convalida di metodi alternativi. Bisognerebbe individuare e riconoscere ufficialmente diversi laboratori incaricati di sviluppare e convalidare nuovi metodi di sperimentazione in coordinamento con ECVAM. Questo porrebbe il Regno Unito all’avanguardia in fatto di innovazione scientifica, velocizzerebbe la sostituzione dei test animali, e, con il tempo consentirebbe anche notevoli risparmi alle aziende.</p>
<p><strong>Maggiore trasparenza, controllo democratico delle istituzioni, allargamento delle possibilità di controllo scientifico</strong></p>
<p>La trasparenza accresce la possibilità di controllo democratico delle istituzioni ed è strettamente collegata alla riduzione della sofferenza degli animali, migliorandone il benessere. Un maggiore controllo da parte della comunità scientifica e dell’opinione pubblica è certamente di beneficio alla scienza.</p>
<p><strong>In base all’articolo 43, devono essere pubblicati degli studi di sintesi che comprendano tutte le componenti di un determinato progetto, cosa che fornirà informazioni più dettagliate e sistematiche di quanto non facciano gli “abstract” attualmente richiesti.</strong> In particolare, le “informazioni sugli obiettivi del progetto, ivi compresi i danni e i benefici previsti, nonché il numero e i tipi di animali da utilizzare” e “la dimostrazione della conformità ai requisiti di sostituzione, riduzione e perfezionamento” sono componenti essenziali, attualmente del tutto assenti oppure descritte in modo inadeguato negli abstract. In accordo con gli articoli 38 e 39 andrebbe anche realizzata una valutazione retrospettiva di tutti i progetti, e per consentire un più approfondito apprezzamento delle procedure da parte del pubblico e della comunità scientifica, i risultati di queste valutazioni retrospettive dovrebbero essere pubblicati insieme con gli abstract, come previsto dall’articolo 43.</p>
<p>Il considerando n. 41 della Direttiva stabilisce che “per garantire l’informazione dell’opinione pubblica, è importante pubblicare informazioni obiettive in merito ai progetti che impiegano animali vivi”. Attualmente la sezione 24 dell’ASPA [si tratta dell’UK Animals (Scientific Procedures) Act del 1986, che recepisce la Direttiva europea sulla vivisezione del 1986 ndr] proibisce alle persone che possiedono informazioni obiettive sui test sugli animali di renderle accessibili al pubblico e anzi le minaccia di reclusione. Pertanto, <strong>la Sezione 24 andrebbe abrogata.</strong></p>
<p><strong>Identificazione di aree di ricerca per la sostituzione dei test con gli animali tramite sistematiche rassegne tematiche</strong></p>
<p>Noi appoggiamo pienamente la Raccomandazione al Governo dell’Animal Procedures Committee del 2005/6 vale a dire l’idea che andrebbero identificati e perseguiti una serie di obiettivi destinati a por fine alla sperimentazione animale perché la sincera preoccupazione per la sofferenza degli animali richiede “una forte determinazione a lavorare con fantasia e in modo costruttivo per porre fine all’utilizzo defli animali. Abbiamo notato che, sia pure in un ambito chiaramente diverso qua’è quello dell’inquinamento ambientale, l’identificazione di obiettivi impegnativi ha fornito una meta per cui lavorare anche laddove essa richiedeva forti processi d’innovazione, non solo tecnologica (13).</p>
<p>Pertanto il Governo dovrebbe lavorare in collaborazione con tutti i protagonisti del settore per costruire una road map che porti alla sostituzione degli esperimenti animali, grazie anche a sistematiche rassegne tematiche di specifiche categorie di test ed esperimenti sugli animali.</p>
<p>L’articolo 58 della Direttiva richiede che vengano periodicamente effettuati “riesami tematici sulla sostituzione, sulla riduzione e sul perfezionamento dell’uso degli animali nelle procedure”. Dato il ruolo che gli Stati membri dovranno avere in questo processo, chiediamo che il Regno Unito guidi l’agenda della EU realizzando sistematiche analisi tematiche a livello nazionale in consultazione con tutti i protagonisti del settore. Ci sono molti ambiti nei quali l’uso degli animali può essere rapidamente eliminato. Il Ministero degli Interni ha già annunciato l’intenzione del Governo di vietare l’uso di animali nella sperimentazione di prodotti per la cura della casa. Accogliamo con favore questa iniziativa e chiediamo al Governo di rivedere l’uso di animali nei seguenti settori il più rapidamente possibile:</p>
<p><strong>Insegnamento</strong>: gli animali utilizzati a scopi didattici sono stati 1860 nel 2009, e potrebbero essere facilmente sostituiti da metodi alternativi basati sul computer.</p>
<p><strong>Studi forensi</strong>: nel campo degli studi legali sono stati utilizzati 10 animali nel 2008 e nessuno nel 2009. I gruppi firmatari di questo documento ritengono che l’uso di animali in questo settore sia altamente discutibile, e il modesto numero di animali impiegati rende possibile una rapida sostituzione.</p>
<p><strong>Militare</strong>: l’utilizzo di animali per la realizzazione di test bellici è altamente immorale e fortemente avversato dal pubblico britannico. Andrebbe quindi fermato immediatamente. La Germania ha già vietato questo tipo di test e nel Regno Unito il numero di animali utilizzati nei test bellici è diminuito dai 21.118 del 2005 agli 8.168 del 2009. Tuttavia, l’utilizzo dei primati in questo campo risulta in aumento (14).</p>
<p><strong>Conservazione delle specie</strong>: questa motivazione per la realizzazione di test con gli animali è contemplata nella nuova Direttiva, ma non nell’attuale normativa inglese. A quanto pare, nel Regno Unito pochi o nessun animale viene utilizzato in esperimenti che abbiano questa motivazione. Chiediamo pertanto che i test di questo tipo siano proibiti in futuro. I gruppi per la conservazione delle specie ritengono che il miglior modo di proteggerle sia proteggerle nel loro habitat naturale.</p>
<p><strong>Condivisione dei dati</strong></p>
<p>Il considerando n. 42 stabilisce che “è necessario introdurre misure specifiche per incrementare l’uso di approcci alternativi ed eliminare inutili ripetizioni della sperimentazione regolatoria. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero riconoscere la validità dei dati sperimentali ottenuti con i metodi previsti dalla legislazione dell’Unione”.</p>
<p><strong>Tale requisito (articolo 46) dovrebbe essere accolto nella legislazione britannica secondo l’interpretazione più restrittiva possibile.</strong></p>
<p><strong>Effettivo ricorso ai metodi non-animali</strong></p>
<p>Sia in Inghilterra che altrove, l’argomento più spesso invocato in difesa delle leggi sulla sperimentazione animale è che gli animali saranno utilizzati soltanto dove non esistono alternative. E invece, malgrado queste rassicurazioni, molto spesso accade che si preferisca continuare a sperimentare sugli animali anche quando sono disponibili dei metodi sostitutivi.</p>
<p>Un certo numero di considerando e di articoli della nuova Direttiva (per esempio i considerando n. 10; 11; 12; 42; 46 e 47 e gli articoli 4; 38 e 47), compreso quelli sull’autorizzazione delle procedure, fanno appello all’utilizzo dei metodi non-animali. E’ vitale che il recepimento della nuova Direttiva serva da volano per assicurare che si faccia effettivamente ricorso ai metodi sostitutivi. Dove esistono metodi non-animali è importante che questi non siano considerati degli optional né che vi si ricorra solo quando conviene; il loro uso dev’essere obbligatorio.</p>
<p><strong>NOTE</strong></p>
<p>(1) Relazione introduttiva alla Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici presentata dalla Commissione. [Datata 2008, in seguito scartata ndr]</p>
<p>Testo inglese: <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2008:0543:FIN:EN:PDF " target="_blank">http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ</a></p>
<p>Testo italiano: <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2008:0543:FIN:IT:PDF" target="_blank">http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/</a></p>
<p>(2) The Coalition: our programme for Government: 18. /Programma della coalizione di Governo (<a href="http://www.cabinetoffice.gov.uk/media/409088/pfg_coalition.pdf" target="_blank">http://www.cabinetoffice.gov.uk/media/409088/pfg_coalition.pdf</a>)</p>
<p>(3) 15 ILSA J. Int&#8217;l &amp; Comp. L. 61 (2008-2009); Law of Recitals in European Community Legislation, The; Klimas, Tadas; Vaiciukaite, Jurate.</p>
<p>(4) Vedi nota 2.</p>
<p>(5) 1876 Cruelty to Animals Act.</p>
<p>(6) Consultazione del Home Office sulle Proposte dell’UE per una nuova Direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici, paragrafo 26, pubblicato nel maggio 2009 [Si chiama Home Office il Ministero dell’Interno inglese].</p>
<p>(7) Lettera del 17 luglio 2009 di Lord Roper, presidente del Select Committee on the European Union of the House of Lords, all’ammiraglio Lord West of Spithead, Parliamentary Under-Secretary of State, Home Office.</p>
<p>(8) Vedi la Sesta Relazione statistica: <a href="http://ec.europa.eu/environment/chemicals/lab_animals/reports_en.htm " target="_blank">http://ec.europa.eu</a></p>
<p>(9) <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=P-2010-6294&amp;language=EN" target="_blank">www.europarl.europa.eu</a></p>
<p>(10) Il considerando n. 17 sottolinea che “l’uso di primati non umani è un tema molto sentito dall’opinione pubblica”.</p>
<p>(11) Vedi la risposta scritta di Lynne Featherstone al membro del Parlamento Henry Smith, 4 Novembre 2010: 1257 primati F1 e 1102 primati F2 sono stati importati nel Regno Unito nel in 2009.</p>
<p>(12) <a href="http://www.ad-international.org/admin/downloads/stpreporten.pdf " target="_blank">http://www.ad-international.org/admin/downloads/stpreporten.pdf</a></p>
<p>(13) Animal Procedures Committee, Report of the Animal Procedures Committee for 2005: 17 (vedi <a href="http://apc.homeoffice.gov.uk/reference/apc_ann_rep_2005.pdf " target="_blank">http://apc.homeoffice.gov.uk/reference/apc_ann_rep_2005.pdf</a>).</p>
<p>(14)<a href="www.publications.parliament.uk/pa/cm200910/cmhansrd/cm100323/text/100323w0002.htm" target="_blank"> </a><a href="www.publications.parliament.uk/pa/cm200910/cmhansrd/cm100323/text/100323w0002.htm" target="_blank">www.publications.parliament.uk</a></p>
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		<title>Liberare gli animali è solo un sogno? AURORA proiettato a Seregno il 20 maggio</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 19:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leal</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proteste e Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ricavato della serata, a ingresso libero, sarà devoluto a LEAL]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1315" title="Aurora" src="http://www.leal.it/wp-content/uploads/2011/05/Aurora.jpg" alt="" width="480" height="219" /></p>
<p>Nel mondo descritto dal film di  Piercarlo Paderno &#8211; il nostro mondo &#8211; legge e giustizia non sempre coincidono.</p>
<p>Dopo essersi ritagliato un proprio spazio, sia pur piccolo, tra stampa, televisione e web, il tema della vivisezione, della disumana scienza dei laboratori e della liberazione delle cavie arriva finalmente anche al cinema.</p>
<p>Aurora, il sogno della liberazione è il primo lungometraggio di Piercarlo Paderno, giovane regista bresciano impegnato da anni in diversi progetti di aiuto agli animali, tra i quali la costruzione di un rifugio non lontano da Brescia e la lotta per la chiusura degli allevamenti di cani destinati alla vivisezione.</p>
<div>
<p>Sia da queste esperienze sia dalle molte storie lette e sentite, è nata l&#8217;idea di girare un film, dove Aurora, la protagonista, casualmente s’imbatte in un gruppo di persone che libera gli animali dai laboratori e ne entra a far parte. Comincia così il suo viaggio all’interno di un mondo dove la giustizia non ha niente a che fare con la legge e dove la lotta per la libertà viene prima di ogni altra cosa.</p>
</div>
<p>Né cruento né semplicistico, Aurora sa intrattenere e trasmettere efficacemente il proprio messaggio e ha finora ricevuto commenti entusiasti sia da parte di animalisti convinti sia da chi poco o nulla sapeva dell&#8217;argomento.</p>
<p>Presentato all&#8217;Ambient Festival di Brescia il 3 aprile scorso, Aurora verrà proiettato venerdì 20 maggio a Seregno (MB) presso il cinema Roma, alle ore 21.30.</p>
<p>L&#8217;ingresso sarà a offerta libera e il ricavato della serata verrà devoluto alla LEAL, la Lega AntiVivisezionista di Milano, che ha organizzato l’evento.</p>
<p>Sarà presente il regista, con il quale ci sarà un breve dibattito al termine del film.</p>
<p><em>Marco Mariani</em></p>
<p><a href="http://www.auroramovie.com" target="_blank">www.auroramovie.com</a></p>
<p><a href="http://youtu.be/-FZTOCMZFgo?hd=1" target="_blank">Clicca qui</a> per guardare il trailer del film</p>
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