Cosa puoi fare tu

Vuoi diventare volontario?
Ami gli animali come noi?
Vuoi passare un po’ del tuo tempo ad aiutarci a difenderli?
Contattaci
fisseremo un colloquio per conoscerci e farti entrare nella squadra di volontari della LEAL.

Qui trovi i numeri telefonici e i link diretti ai siti delle autorità giudiziarie cui rivolgerti in caso di ritrovamento di animali in difficoltà.

COME AIUTARE GLI ANIMALI ABBANDONATI
(testo di Elena Amanzio)

Il bollettino degli animali abbandonati conferma la triste realtà di un fenomeno che non accenna a diminuire. Ogni anno, in particolare nella stagione estiva, si ripete la stessa storia. Nonostante, ormai, esistano molteplici soluzioni per trovare un’adeguata sistemazione agli animali da compagnia, quando le persone vanno in vacanza il più delle volte ritengono impossibile portare con sé il proprio animale domestico; oppure considerano troppo dispendioso lasciarlo in pensione. Negli ultimi anni, parecchie strutture si sono attrezzate sia per ospitare i nostri amici quando partiamo per le ferie, sia per portarli con noi in vacanza. Inoltre, giovani volontari si offrono di custodirli e accudirli a domicilio; senza dimenticare il buon vecchio metodo di lasciarli a vicini o parenti. Abbandonare un cane significa condannarlo a morte certa. E nonostante gli appelli delle associazioni, questo fenomeno incivile continua a verificarsi.

I dati del 2014 ci dicono che 100.000 cani vengono abbandonati ogni anno (di cui 60.000 nei 3 mesi estivi. Fonte: www.animalinelmondo.com), mentre secondo il Ministero della Salute sono 800.000 i cani randagi o ricoverati nei canili.

Per arginare il fenomeno è stato introdotto un reato penale. In Italia, l’abbandono degli animali domestici è vietato ai sensi dell’art. 727 del Codice Penale, primo comma: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 Euro”. Ovviamente, se manca la prova diretta dell’abbandono è assai difficile perseguire il colpevole. Si è pensato, allora, di introdurre il microchip di riconoscimento che ha solo in parte migliorato le cose visto che, anche nelle località dove viene più utilizzato, solo il 50% dei cani ne è provvisto.

Avvilente, disumano, incivile, l’abbandono nasce dalla scomodità di prendersi cura dell’animale o di scegliere vacanze adeguate che annoverino il cane come parte integrante della famiglia. Così, a un certo punto, il padrone smette di essere amorevole per trasformarsi in un individuo meschino che fa scendere dall’auto il proprio cane per poi scappare, vigliaccamente, senza voltarsi indietro.

Purtroppo gli abbandoni durano tutto l’anno e sono costanti nel Sud Italia. In alcune città del Meridione, le associazioni si attivano per salvare la vita di questi poveri animali; ma le difficoltà economiche che devono affrontare non sono poche. A livello nazionale, comunque, l’abbandono interessa tutti. Lasciare al proprio destino un cane o un gatto, significa farlo morire. Nel primo caso, quando un cane abituato a stare in famiglia viene lasciato in balìa di se stesso, non sarà in grado di sfamarsi ma soprattutto di trovare acqua. Il gatto, invece, ha più probabilità di sopravvivere vista l’innata capacità di adattarsi a ogni situazione. Nella gran parte dei casi, un cane che viene abbandonato in piena estate sopravviverà pochi giorni: il senso di abbandono, la paura, le strade trafficate e la scarsità di cibo e acqua non gli consentiranno di resistere a lungo.

COSA FARE QUANDO TROVATE UN ANIMALE IN DIFFICOLTÀ

Ricordatevi che è in stato di shock e spaventato. L’approccio con lui dovrà essere progressivo, con tono gentile, per conquistare la sua fiducia. Quando vi avvicinate all’animale spaventato, non dovete farlo in modo frontale ma lateralmente. Dopodichè accucciatevi evitando di guardarlo negli occhi. La vostra testa dovrà essere leggermente girata, per trasmettergli un segnale di pacificazione. Spesso, poi, l’animale ha avuto mancanze alimentari oppure (cosa ancora più grave) può essere disidratato. Nel caso notiate un respiro ansimante e tachicardìa, la prima cosa da fare è soccorrerlo bagnandogli con acqua fresca le zampe, il ventre, le ascelle o la testa. Successivamente, portatelo in un  luogo fresco e  dal veterinario.

In caso di ferite lievi, detergetele con acqua tiepida, disinfettatele con il “betadine” e applicate una crema cicatrizzante (il Gentalin o l’Iruxol in pomata) che aiuta anche alla guarigione. Nei primi giorni, un animale con forte stress può anche rifiutare il cibo. Se l’atteggiamento persiste, portatelo dal veterinario. È stato tradito dall’uomo, per cui dovrete riconquistare con tanta pazienza la sua fiducia. Lui lo sentirà!

Se è stato investito, prima di muoverlo per trasportarlo controllate se respira bene, se ci sono emorragie e se c’è battito cardiaco. Cercate di tenerlo fermo e non consentitegli di effettuare movimenti bruschi. Spostatelo evitando di sollecitare e di mettere sotto trazione o torsione la colonna vertebrale, utilizzando supporti rigidi. Se ha avuto vomito o diarrea, mentre vi state recando dal veterinario portatene un campione con voi: potrebbe rivelarsi utile per la diagnosi.

Anzitutto, non avvicinatelo in maniera troppo diretta e rapida ma con estrema prudenza e calma per non spaventarlo. Se è un cane, controllate se è provvisto di medaglietta e/o tatuaggio sulla coscia destra o nell’orecchio destro (potrebbe avere anche solo il microchip, ma lo si può capire solo con un apposito lettore). In assenza di medaglietta con un numero telefonico o altra informazione per risalire al proprietario, ai sensi delle leggi regionali che hanno recepito la Legge Quadro Nazionale n. 281/1991 sulla Tutela degli Animali d’affezione e la Prevenzione del randagismo, è obbligatorio denunciarne il ritrovamento presso una forza di Polizia oppure al Servizio Veterinario dell’ASL. La denuncia, peraltro, certificherà la condizione di cane vagante ritrovato e servirà a perseguire il responsabile dell’abbandono.

L’animale verrà consegnato, unitamente al verbale della Pubblica Autorità, alla struttura d’accoglienza (pubblica o privata convenzionata) competente per territorio: ossia al canile municipale o al canile convenzionato con il Comune sul cui territorio è stato ritrovato. In seguito, sarà la struttura a predisporre un affidamento provvisorio (in attesa delle indagini sul ritrovamento frutto di abbandono o smarrimento) dopo i tempi stabiliti dalla legge, e un futuro affidamento definitivo.

Se il cane si trova su una sede stradale (o nelle immediate vicinanze) e rappresenta un pericolo per sé e per gli altri, per evitare un possibile incidente chiamate la Polizia Stradale presso la Polizia di Stato (113) oppure, per le strade urbane, la Polizia Locale presso il centralino del Comune o della Provincia.

Attenzione: a differenza del cane, il gatto non ha obbligo d’iscrizione all’anagrafe e quindi non deve avere un contrassegno di riconoscimento. Solo i gatti che hanno il “Passaporto Europeo per Animali Domestici” devono avere obbligatoriamente il microchip.

Rivolgetevi al Servizio Veterinario dell’ASL di competenza territoriale se l’animale non è di proprietà (in questo caso l’affidatario dovrà rivolgersi al suo medico veterinario). I Servizi Veterinari delle ASL devono avere reperibilità anche notturna e festiva e sono obbligati a intervenire per il ritiro dell’animale non di proprietà. Il mancato intervento è denunciabile poiché si tratta di un pubblico servizio.

Il veterinario, anche libero professionista, ha il dovere di assistenza previsto dall’art. 16 del Codice Deontologico Veterinario: “Il Medico Veterinario ha l’obbligo, nei casi di urgenza ai quali è presente, di prestare le prime cure agli animali nella misura delle sue capacità e rapportate allo specifico contesto, eventualmente anche solo attivandosi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza”.

Il numero 118 fornisce assistenza indiretta per cani o gatti feriti solo in alcune Regioni/Province/Comuni.

Se trovate un animale selvatico in difficoltà, contattate la Polizia Provinciale competente per territorio, oppure il Corpo Forestale dello Stato al numero unico nazionale 1515 che vi metterà in contatto con la stazione del Corpo Forestale più vicina al luogo del ritrovamento.

Per soccorsi in situazioni particolari (tetti, alberi, cunicoli) chiamate i Vigili del Fuoco al numero nazionale 115.

Se l’animale selvatico è in mare, contattate la Guardia Costiera – Capitaneria di Porto al numero nazionale 1530 che per i cetacei e le tartarughe è in collegamento con strutture di ricovero e cura.

Se l’animale selvatico è considerato pericoloso, oltre a una forza di Polizia dovete contattare il Servizio Veterinario ASL.

Denunciate l’abbandono alle autorità giudiziarie (Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato, Polizie Locali) raccogliendo possibilmente tutti gli elementi necessari (come il numero di targa dell’auto) a individuare i responsabili.