Corteo nazionale a Torino: NO AGLI ZOO NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO

Riportiamo il comunicato congiunto riferito a una questione che vede presente e coinvolta LEAL Lega Antivivisezionista che fa parte con altre sigle dell’organizzazione del corteo nazionale a Torino “NO AGLI ZOO NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO” alla cui riuscita collabora anche Animal Renegades.

LEAL_Torino_bus_manifestazioneGian Marco Prampolini, presidente LEAL spiega: “La nostra associazione è da statuto impegnata ed attiva verso tematiche di liberazione animale, diffondendo la cultura della abolizione degli zoo e di ogni tipo di schiavitù e sfruttamento animale. Per questo troviamo davvero impensabile come oltre a non provvedere alla chiusura degli zoo esistenti, si pensi di aprirne di nuovi che portano nomi di fantasia ma che sono sempre luoghi in cui gli animali vengono esibiti e reclusi in condizioni incompatibili con la loro natura. LEAL ha partecipato al finanziamento della campagna sui mezzi pubblici torinesi in merito all’evento e alla questione zoo perché i cittadini torinesi devono essere informati e la loro partecipazione è prioritaria. Continueremo a mantenere alta l’attenzione sulla questione”.

COMUNICATO CONGIUNTO

CORTEO NAZIONALE: NO AGLI ZOO NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO

Sabato 27 maggio ore 14 Porta Susa (piazza XVIII Dicembre) Torino, il corteo partirà alle ore 15 da Porta Susa a Parco Michelotti.

Facciamo appello a tutte le persone che hanno a cuore il diritto alla libertà di ogni individuo, la difesa del patrimonio ambientale e la salvaguardia dei beni comuni a costruire con noi la mobilitazione nazionale che culminerà con la manifestazione “NO AGLI ZOO NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO, A DIFESA DELL’AMBIENTE E DEI BENI COMUNI” che si terrà a Torino sabato 27 maggio 2017.

In qualità di cittadini, di ambientalisti, di animalisti, di libertari, di difensori della tutela dei beni comuni da qualunque forma di speculazione e di aggressione privatistica, non accettiamo e mai accetteremo che le logiche del mercato schiaccino i diritti fondamentali degli individui, indipendentemente dalla specie a cui appartengono!

Nel 1987 chiude lo zoo del parco Michelotti a Torino: grazie alle proteste della cittadinanza termina la sofferenza degli animali detenuti nella struttura. La chiusura dello zoo di Torino rappresenta il diritto di ogni animale a vivere libero nel proprio ambiente naturale, importante tappa nella storia del movimento animalista italiano.

Oggi, a trent’anni di distanza, la nuova giunta comunale di Torino guidata da Chiara Appendino, raccogliendo e facendo proprie le decisioni della giunta precedente, è intenzionata a portare avanti il progetto del nuovo zoo. Il sito prescelto è ancora quello del Parco Michelotti, un’area di grande pregio naturalistico situata sulle sponde del Po nel pieno centro della città, che da trent’anni attende di essere riaperta ai cittadini, e che rischia invece di essere privatizzata.

Il piano del Comune prevede infatti la svendita del parco a Zoom – soggetto privato che già gestisce uno zoo in provincia di Torino – per un periodo di ben trent’anni (rinnovabili poi per ulteriori venti). Il progetto, tuttora piuttosto generico, prevede la realizzazione di una voliera, di una “fattoria didattica” con animali “domestici” provenienti da tutto il mondo, di una “biosfera” dedicata all’ambiente tropicale e di un “ecosistema del Rio delle Amazzoni” con animali esotici. Tutto questo dovrebbe sorgere su un parco pubblico affiancato da un corso cittadino a grande scorrimento il cui traffico aumenterebbe notevolmente con gravi disagi per i residenti. Le strutture del nuovo zoo, sottrarrebbero per sempre un bene pubblico ai cittadini.

Di fronte a tale scempio, denunciamo la grave mancanza della nuova amministrazione comunale, eletta sulla base di un programma che prevedeva un esplicito NO ad ogni forma di detenzione di animali e di privatizzazione degli spazi pubblici, ma che tuttavia si è schierata a favore del nuovo zoo, sotto la minaccia di fantomatiche multe plurimilionarie, che appaiono del tutto inverosimili da un punto di vista legale. La scelta di appoggiare il nuovo zoo rappresenta piuttosto la chiara smentita di quanto promesso in campagna elettorale, per l’assenza della reale volontà politica di contrastare il progetto figlio dell’amministrazione precedente.

Non è pensabile che oggi quel luogo simbolo torni ad ospitare uno zoo! Se questo dovesse essere realmente realizzato, ciò non rappresenterebbe soltanto un gravissimo sfregio per la città di Torino, ma un duro colpo per tutto il movimento animalista e ambientalista e per chiunque si batta a tutela degli spazi pubblici contro privatizzazioni e cementificazioni. Non si tratta quindi di una battaglia locale, ma di una lotta che riguarda tutti, senza limiti geografici.

Comitato promotore: ENPA, LAC, LAV, LEAL, LEGAMBIENTE, LIDA, OIPA, PRO Natura, SOS Gaia. In collaborazione con Animal Renegades.

→ scarica il volantino “Manifestazione nazionale NO ZOO a Torino”

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C.F. 80145210151


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