CAMPAGNA LEAL NO TELETHON

Da quarant’anni LEAL si batte per una ricerca senza animali e in occasione della consueta e tradizionale questua mediatica di Telethon iniziata proprio in questi giorni ricorda che finanziare Telethon significa dirottare fiumi di denaro verso una ricerca che non può portare da nessuna parte. Abbiamo interpellato la Professoressa Mirta Bajamonte, che ci illustra quali sono le vere chance della ricerca human-based smentendo le affermazioni di tanti ricercatori ancorati per alla paleo ricerca.

TELETHON. RAPPRESENTAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE S.A.
PHD PROF. MIRTA BAJAMONTE

Biomedico – Embriologo Clinico in P.M.A. e Bio Banche – Biotecnologo
Presidente PENCO BIOSCIENCE
Vicepresidente LIMAV ITALIA
Presidente IVF MEDITERRANEAN CENTRE
Socio O.S.A. Oltre la Sperimentazione Animale
Project Manager GIORDANO BIOSCIENCE

Diversi colleghi internazionali mi hanno preceduto negli anni circa le giuste considerazioni riguardanti l’attività di arcaica e inutile ricerca svolta da Telethon. Il Professore Jacques Testard, Direttore di Ricerca presso Istituto Nazionale Francese della Sanità e delle Ricerca Medica, collega in Procreazione Medicalmente Assistita dichiara: “È scandaloso. Telethon raccoglie annualmente tanti euro quanto il bilancio di funzionamento di tutto l’Inserm (Francia). La gente pensa di donare soldi per la cura. Ma la terapia genica non è efficace. Se i donatori sapessero che il loro denaro, prima di tutto è utilizzato per finanziare le pubblicazioni scientifiche, ma anche i brevetti di poche imprese, o per eliminare gli embrioni dai geni deficienti, cambierebbero di parere”. Tale fallimento era ed è prevedibile in quanto la ricerca finanziata da Telethon si basa per oltre il 50% sull’utilizzo di animali o cellule di animali.
IMMAGINE PER ARTICOLO NO TELETHON“I test sugli animali, per la scarsa affidabilità, sono cattiva scienza” ed auspica un radicale cambiamento nella ricerca. A riferirlo è uno dei più noti tossicologi al mondo, il professor Thomas Hartung. Entrando in prima persona nell’ambito di alcune considerazioni scientifiche: nell’era attuale, siamo per etica nei confronti del malato e per onestà intellettuale nel fare il ricercatore, doverosamente motivati dall’unico metodo di ricerca valido per le patologie umane tutte: la ricerca human-based, che prevede lo studio di materiale biologico solo e soltanto umano, enfatizzando la caratteristica specie-specifica delle patologie della specie umana e nell’ambito di una società moderna, i metodi di ricerca hanno la necessità fisiologica di sganciarsi dalla cultura arcaica ed oggi fallimentare che guarda ancora alla sperimentazione animale, favorendo un volano economico incredibile a discapito di morale, etica e deontologia professionale.
Su tali premesse, realizzare, al contrario, un presupposto concreto di reclutamento di organi e tessuti umani da destinare per la ricerca in tutti i campi della biomedicina, delle biotecnologie, della genetica medica, della farmaco-cinetica, della neurologia e di tutte le altre branche della ricerca attinenti direttamente allo studio delle odierne patologie relative alla specie umana , costituisce la condizione fondamentale per essere concreti nell’obiettivo prefisso = guarire il malato o prevenire la comparsa di patologie e NON creare un circuito inesauribile di malati cronico-degenerativi, importanti per i fatturati delle lobbies. Nell’ambito della S.A. l’evidenza dei dati dimostra l’assoluto fallimento delle false ricerche prodotte e pubblicate, avendo tutte le patologie del SNC (Sistema Nervoso Centrale), tutte le forme di carcinoma, moltissime cause di infertilità tutte quante ferme sui tavoli delle Università e dei differenti Istituti di Ricerca o di realtà proponenti la “ricerca” come Telethon, perché inconcludenti i percorsi attuati sino ad oggi. Molti modelli murini proposti nei decenni per tentare di equiparare il comportamento in vitro di embrioni di topo con gli embrioni umani hanno portato 0 risultati. Oggi nell’ambito dell’infertilità le tecniche di embriologia clinica si sono perfezionate, ma i tassi di gravidanza restano spesso deludenti perché non vengono effettuati studi diretti sui tessuti riproduttivi umani: ovarico e testicolare e non vengono ben studiate le interazioni tra embrioni umani allo stadio di blastocisti e l’endometrio, preposto all’avvio dell’impianto. Si studiano percorsi devianti non si fa ricerca sui tessuti umani in modo costante e preciso. I fondi pubblici vengono dirottati sempre verso la Sperimentazione Animale, gli Istituti ne ricevono i fondi, ma non rendono pubblici i protocolli di ricerca, né spontaneamente né su richiesta ufficiale.
Stesso percorso le realtà di “ricerca” private che impegnano la stampa televisiva a contribuire a donare fondi via sms presentando virtualmente realtà scientifiche rosee impegnate a guarire malattie in tutte le direzioni. Il cittadino ignaro dona nei riguardi di iniziative come queste perché mosso dal buon intento di aiutare anche nel proprio piccolo concittadini affetti da patologie gravi senza sapere che ciò che dona segue percorsi inaspettati. Oggi si impone un cambio di rotta netto nella realtà scientifica nazionale ed internazionale concretamente nell’interesse della salute del malato, per tentare la terapia risolutiva a diverse patologie ed anche per prevenirle, quindi svolgendo un lavoro di ricerca delle cause a monte di alcune patologie umane a scopo preventivo.
Mirta FINALE 2PENCO BIOSCIENCE ne è un esempio. È anche il progetto pilota per la realizzazione delle Bio Banche di Organi e Tessuti Umani, donati per la Ricerca, quale completamento del binomio, per creare effettivamente le strutture di ricerca adeguate che possano prima accogliere organi e tessuti donati, e poi svolgere i progetti di ricerca sugli stessi per lo studio di patologie del SNC, di patologie oncologiche, di patologie legate ai sistemi riproduttivi umani (femminile e maschile), di patologie su base genetica, solo per citarne alcune, allo scopo di creare nuovi brevetti che possano realmente guardare al malato per far sì che tale ruolo perda. Il nostro obiettivo, nell’ambito della creazione delle bio banche e degli info-point per la promozione della donazione di organi e tessuti umani (ad esempio in vita post interventi chirurgici), è anche quello di creare nuovi posti di lavoro a tanti giovani laureandi e professionisti che, terminati gli studi universitari, spesso con poca formazione pratica nelle discipline mediche, biomediche e biotecnologiche, hanno serie difficoltà ad integrarsi nel mondo del lavoro, venendo orientati sempre verso false e arcaiche realtà di ricerca come la S.A.
Evidenziamo, inoltre, che muoversi in ambito internazionale può favorire anche l’approccio multietnico allo studio di patologie che, spesso per caratteristiche genetiche di alcune etnie, hanno eziologia differente e fortemente variabile. In conclusione, abbiamo l’obbligo di diffondere i nuovi e giusti principi della ricerca che prevedano esclusivamente la ricerca human-based. Il resto è soltanto danno a carico del malato e dell’opinione pubblica falsamente informata.

Il grafico illustra chiaramente come vengono utilizzati i fondi destinati a Telethon

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