Vivisezione, l’inganno dell’Unione europea

30 agosto 2010
Inserito nel tema LEAL informa

Pubblicati oggi su ‘Il Fatto Quotidiano‘ online gli articoli Vivisezione, l’inganno dell’Unione europea: prendi un animale e lo torturi tre volte di David Perluigi e Sugli animali test inutili, anzi sbagliati e vecchi di oltre sessant’anni di Vanna Brocca (per leggerli, cliccate sui titoli)

SALVIAMOLI NOI

6 agosto 2010
Inserito nel tema Proteste

Per capire cos’è la vivisezione oggi, c’è un documento ufficiale della UE più scioccante e istruttivo di qualsiasi testo canonico in materia. È la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo datata 15 giugno 2010.

Qui, in sette pagine dattiloscritte, uno degli organismi più rappresentativi del nostro continente ricapitola l’iter della Direttiva 86/609/CEE e ne commenta l’esito finale. Lo fa in modo diplomatico e opportunamente criptato ma alla fine è chiaro che il testo finale, quello che verà votato in settembre, piace poco all’estensore. Che al centro della sua analisi mette i 167 emendamenti presentati, votati e adottati dagli eurodeputati nella seduta plenaria del 5 maggio 2009.

Nella Comunicazione si legge che alcuni di questi emendamenti non hanno modificato il principio ispiratore del testo iniziale. Altri invece ne hanno “alterato la natura”. Vediamo quali.

Il primo imputato è l’emendamento 30, che ha ristretto il campo di applicazione della Direttiva, non tenendo conto “delle conoscenze scientifiche oggi disponibili sulla sensibilità di molte altre specie e forme di vita oltre a quelle attualmente protette”. Traduzione: il testo originario della legge “proteggeva” tutte le specie viventi. Ora, dopo che la proposta di legge è passata al vaglio del Parlamento, ne risultano esclusi tutti gli invertebrati, salvo i cefalopodi (i molluschi marini). E questo malgrado la scienza abbia provato che anche gli invertebrati sono capaci, come noi, di provare pena, dolore e paura.

A ruota ecco gli emendamenti 73, 74 e 75 sull’utilizzo dello stesso animale in sperimentazioni successive. La Commissione escludeva che si potessero sottoporre a nuovi test gli animali che avevano già subito una procedura classificata come ‘moderata’. Ma non c’è stato nulla da fare e così, in ossequio ai desideri del Parlamento, il testo ora consente il riutilizzo sistematico di animali già sottoposti a procedure ‘moderate’ in casi in cui anche la procedura successiva sia di gravità ‘moderata’.

E se questo non vi basta, sentite il seguito: “Infine, per arrivare a un compromesso tra le istituzioni, sono state introdotte altre due clausole di salvaguardia, che possono essere invocate solo per motivi eccezionali e giustificabili: esse consentono: a) di oltrepassare il limite di sofferenza a cui l’animale può essere sottoposto e b) di utilizzare i primati non umani in settori che non sono connessi ad affezioni umane invalidanti e potenzialmente letali. Non sono clausole gradite alla Commissione. La quale, tuttavia, “in uno spirito di compromesso globale, può accettarle”.

Scorrendo le sette pagine della Comunicazione s’impara che le cose che si possono o si devono accettare in uno “spirito di compromesso globale tra le istituzioni” sono parecchie. Si può accettare, ad esempio, che venga ridotto l’iter burocratico dei progetti, oppure che per molte delle procedure non sia più necessario chiedere l’autorizzazione e basti una semplice notifica, oppure ancora che il peso dei controlli sull’applicazione della direttiva risulti piacevolmente alleggerito. Infine, l’emendamento 54 che recitava: “Nulla osta a che gli Stati membri applichino o attuino misure nazionali più rigorose intese a migliorare il benessere e la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici”. A differenza degli altri, questo era un emendamento migliorativo per la sorte degli animali, almeno di alcuni. Ma per strada si è perso, stavolta per col placet della Commissione. Che scrive. “L’accordo finale consente [ai singoli Paesi membri] di mantenere misure più rigorose, ma non di adottarne di nuove”.

E ora facciamo un passo indietro. Molto prima di elencare i punti più controversi della legge, proprio all’inizio della Comunicazione, la Commissione europea definisce gli obiettivi che si propone la revisione della Direttiva 86/609. Tra questi – dichiara – uno dei più importanti è rafforzare la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. E affinché non restino dubbi, ripete: lo scopo della legge è “garantire che gli animali utilizzati negli esperimenti ricevano cure appropriate e un trattamento umano, in linea con l’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che riconosce gli animali come esseri senzienti”.

Noi abbiamo aperto il testo della legge e lo abbiamo letto da cima a fondo più volte, compresi gli allegati: se quel che c’è scritto in quelle pagine significa garantire “un trattamento umano a esseri senzienti”, allora dobbiamo dire che il documento va richiuso il più in fretta possibile e allontanato da noi come si allontana il veleno. Se non li salviamo noi, chi li salverà?

(trovate la Comunicazione della Commissione alla pagina “Per saperne di più” del nostro sito, cliccando poi su La Direttiva dalla A alla Z, e quindi sul documento COM(2010)0324 datato 15/06/2010; esiste in tutte le lingue della UE).

Presidio a Niguarda venerdì 16 luglio dalle 8.30 alle 12.00

13 luglio 2010
Inserito nel tema LEAL informa

Il prossimo presidio di protesta contro l’utilizzo di animali vivi durante i convegni organizzati da AIMS Academy si terrà a Niguarda venerdì 16 luglio dalle ore 8.30 alle 12.00.

Continuano i presidi a Niguarda: 2 Luglio dalle 8.30 alle 12.30

30 giugno 2010
Inserito nel tema LEAL informa

Continua la protesta antivivisezionista all’Ospedale Niguarda, il prossimo presidio si terra’ venerdi’ 2 luglio dalle 8.30 alle 12.30.

Il presidio e’ organizzato dalla LEAL Lega antivivisezionista e da AgireOra e occorre aderire scrivendo a info@leal.it oppure milano@agireora.org in modo da essere avvertiti di eventuali variazioni.

La protesta viene portata avanti perche’ l’AIMS Academy ha organizzato presso l’ospedale Niguarda di Milano nei mesi di marzo, aprile e giugno 2010, tre corsi di training per medici, all’interno dei quali tra i vari laboratori didattici svolti vi erano anche dei test didattici su animali vivi (ovviamente anestetizzati), uccisi poi alla fine della sperimentazione.

Cosa chiediamo:

- all’ospedale Niguarda di non permettere più l’organizzazione di corsi di training con uso di animali al suo interno;

- ad AIMS Academy di non usare più animali nei propri corsi e di usare invece metodi alternativi moderni e all’avanguardia, senza uso di animali, più efficaci e utili.

Durante il presidio si raccoglieranno inoltre firme per la petizione nazionale “Abolizione della vivisezione didattica” promossa da AgireOra e I-Care.

19 Giugno presidio davanti all’ospedale Niguarda di Milano

16 giugno 2010
Inserito nel tema LEAL informa

DOPO LA PRESA DI POSIZIONE DELL’ON. MARTINI CONTRO LA SPERIMENTAZIONE DIDATTICA SU ANIMALI,  19 GIUGNO PRESIDIO DAVANTI ALL’OSPEDALE NIGUARDA DI MILANO PER CHIEDERE LA CESSAZIONE DI QUESTA PRATICA OBSOLETA, E RACCOLTA FIRME PER ABOLIRE LA VIVISEZIONE DIDATTICA A LIVELLO NAZIONALE.

L’associazione LEAL – Lega Antivivisezionista – e il network animalista AgireOra Network, che già nei giorni scorsi avevano promosso la protesta contro  la pratica della vivisezione didattica svolta all’ospedale Niguarda di Milano, organizzano per sabato 19 giugno dalle 9 alle 13 un presidio di contro-informazione di fronte all’ospedale, a favore di una didattica che utilizzi metodi all’avanguardia e sofisticati che non comportino utilizzo e uccisione di animali, metodi che si sono dimostrati nel tempo anche più efficaci per l’apprendimento.

Le richieste degli organizzatori della protesta sono semplici: si chiede all’ospedale Niguarda di non permettere più l’organizzazione di corsi di training con uso di animali al suo interno; ad AIMS Academy, l’organizzatore di tali corsi, di non usare più animali per il training e di usare invece metodi alternativi moderni e all’avanguardia, senza animali, più efficaci e utili; al Ministero della Salute di non concedere più autorizzazioni per uso di animali nella didattica.

Dichiarano i rappresentanti della LEAL: “La presa di posizione dell’onervole Francesca Martini avvenuta ieri, 15 giugno, contro l’utilizzo di animali nella didattica, dà forza alla nostra protesta, e anche se non è stato per ora possibile da parte dell’on. Martini revocare l’autorizzazione per l’uso di animali al Niguarda, riteniamo che i controlli promessi dall’onorevole in questo caso e per tutti i casi analoghi porteranno alla luce l’incompatibilità dell’autorizzazione concessa con la normativa vigente”.

Infatti la legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica” (all’università o in corsi post-laurea come quello tenuto al Niguarda) vi sia un’autorizzazione specifica e recita: “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi“. Invece i metodi alternativi esistono, sono metodi moderni ed efficaci, basati su simulatori elettronici, manichini, software all’avanguardia, e quindi non esiste alcuna “inderogabile necessità”.

“E’ per questo” affermano i rappresentanti di AgireOra Network “che da due anni stiamo portando avanti una iniziativa che ha consentito in alcuni casi di far abbandonare l’uso di animali nei corsi di training, e riteniamo che molte delle autorizzazioni oggi esistenti in questo settore, se non tutte, non avrebbero dovuto essere rilasciate, secondo la legge 116″.

Durante il presidio si coglierà l’occasione per raccogliere firme sulla petizione “Abolizione della vivisezione didattica”, a sostegno dell’iniziativa nazionale proposta da AgireOra col supporto scientifico dell’associazione I-CARE Europe onlus.

“Invitiamo i milanesi a unirsi alla protesta, e a visitare i nostri siti per rimanere aggiornati e partecipare anche in maniera ‘virtuale’, oltre che per firmare la petizione on-line” concludono gli organizzatori.

Note:

Il testo della petizione si trova alla pagina:
http://www.agireora.org/progetti/petizione-vivisezione-didattica.html

I dettagli del progetto sono alla pagina:
http://www.agireora.org/progetti/abolizione-vivisezione-didattica.html

Il dossier di approfondimento si può scaricare in pdf:
http://www.agireora.org/download/dossier_didattica_2010.pdf

Comunicato di:
AgireOra Network e LEAL – Lega Antivivisezionista
http://www.agireora.orginfo@agireora.org
http://www.leal.itinfo@leal.it

AgireOra Network è un “contenitore” di iniziative su varie tematiche animaliste o ad esse legate, iniziative promosse da varie entità che aderiscono al Network o che sono “consulenti” scientifici o legislativi all’interno del Network.

La LEAL è un’associazione non-profit che ha per scopo statutario l’abolizione della vivisezione e la sua sostituzione con altri mezzi più sicuri scientificamente e più accettabili moralmente.

Sosteniamo un articolo contro la vivisezione al Niguarda!

9 giugno 2010
Inserito nel tema Proteste

La scorsa settimana insieme con  AgireOra ed  I Care abbiamo iniziato  una battaglia contro la vivisezione didattica all’Ospedale  Niguarda.
Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla protesta, nei prossimi giorni forniremo  un resoconto dettagliato.
Avremo ancora bisogno del vostro sostegno perchè siamo solo all’inizio.
Vi chiediamo di mandare  una  mail, questa volta di sostegno alla redazione de “Il giornale” per il bell’articolo scritto da Oscar Grazioli.
Da AgireOra
Per continuare la battaglia contro la vivisezione didattica all’ospedale Niguarda, uno dei fronti e’ anche quello dei media (degli altri su cui agire parleremo nei prossimi giorni, al massimo la prossima settimana).
Sul quotidiano Il Giornale e’ apparso ieri 7 giugno questo bell’articolo assolutamente dalla nostra parte:
L’ombra della vivisezione sull’ospedale Niguarda di Oscar Grazioli
http://www.ilgiornale.it/interni/lombra_vivisezione_sullospedale_niguarda/07-06-2010/articolo-id=451126-page=0-comments=1#1
E’ molto importante scrivere alla redazione messaggi di sostegno per questo articolo, esprimendo il nostro apprezamento ma anche spiegando, in breve, il perche’ questa sperimentazione e’ sbagliata. Sappiamo che e’ sbagliata da ogni punto di vista, etico, scientifico, e legale, ma meglio insistere sulla questione legale, perche’ gia’ abbiamo pochissime leggi a tutela degli animali, e pochissima protezione nel campo della vivisezione, se anche quel poco non viene rispettato e’ veramente una vergogna.
Ricordiamo in breve la vicenda per chi non l’avesse seguita:
Si e’ tenuto il il 3-4 giugno presso l’ospedale Niguarda di Milano la:
Conferenza internazionale di chirurgia laparoscopica avanzata http://www.aimsacademy.org/courses.php
nella cui brochure e’ specificato “Chirurgia dal vivo – sessioni pratiche su animali vivi”.
La legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica”, in cui si usano animali, vivi o morti, per “insegnare” agli studenti (all’universita’ o in corsi post-laurea come
questo) vi sia un’autorizzazione specifica e recita “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi”.
Invece i sistemi alternativi ci sono, quindi questo uso di animali NON SI PUO’ fare nemmeno in caso esista un permesso in deroga da parte del Ministero della Salute, come infatti esiste nel caso del Niguarda.
Per scrivere alla redazione de Il Giornale, l’email e’:
segreteria@ilgiornale.it
Scrivete un messaggio breve, cosi’ c’e’ speranza che lo pubblichino nella rubrica delle lettere.
Grazie a tutti, e’ molto importante partecipare, divulgate il piu’
possibile!

La scorsa settimana insieme con  AgireOra ed  I Care abbiamo iniziato  una battaglia contro la vivisezione didattica all’Ospedale  Niguarda.

Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla protesta, nei prossimi giorni forniremo  un resoconto dettagliato.

Avremo ancora bisogno del vostro sostegno perchè siamo solo all’inizio.

Vi chiediamo di mandare  una  mail, questa volta di sostegno alla redazione de “Il giornale” per il bell’articolo scritto da Oscar Grazioli.

Da AgireOra

Per continuare la battaglia contro la vivisezione didattica all’ospedale Niguarda, uno dei fronti è anche quello dei media (degli altri su cui agire parleremo nei prossimi giorni, al massimo la prossima settimana).

Sul quotidiano Il Giornale è apparso ieri 7 giugno questo bell’articolo assolutamente dalla nostra parte:

L’ombra della vivisezione sull’ospedale Niguarda di Oscar Grazioli

http://www.ilgiornale.it/interni/lombra_vivisezione_sullospedale_niguarda/07-06-2010/articolo-id=451126-page=0-comments=1#1

E’ molto importante scrivere alla redazione messaggi di sostegno per questo articolo, esprimendo il nostro apprezzamento ma anche spiegando, in breve, il perché questa sperimentazione è sbagliata. Sappiamo che è sbagliata da ogni punto di vista, etico, scientifico, e legale, ma meglio insistere sulla questione legale, perche’ gia’ abbiamo pochissime leggi a tutela degli animali, e pochissima protezione nel campo della vivisezione, se anche quel poco non viene rispettato è veramente una vergogna.

Ricordiamo in breve la vicenda per chi non l’avesse seguita:

Si è tenuto il il 3-4 giugno presso l’ospedale Niguarda di Milano la:

Conferenza internazionale di chirurgia laparoscopica avanzata http://www.aimsacademy.org/courses.php

nella cui brochure è specificato “Chirurgia dal vivo – sessioni pratiche su animali vivi”.

La legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica”, in cui si usano animali, vivi o morti, per “insegnare” agli studenti (all’università o in corsi post-laurea come questo) vi sia un’autorizzazione specifica e recita “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi”.

Invece i sistemi alternativi ci sono, quindi questo uso di animali NON SI PUO’ fare nemmeno in caso esista un permesso in deroga da parte del Ministero della Salute, come infatti esiste nel caso del Niguarda.

Per scrivere alla redazione de Il Giornale, l’email è:

segreteria@ilgiornale.it

Scrivete un messaggio breve, cosi’ c’è speranza che lo pubblichino nella rubrica delle lettere.

Grazie a tutti, è molto importante partecipare, divulgate il più possibile!

URGENTE Protesta contro sperimentazione su ANIMALI VIVI a Niguarda il 3-4 Giugno 2010

2 giugno 2010
Inserito nel tema Proteste

Il 3 – 4 giugno (dopodomani!) presso l’ospedale Niguarda di Milano si terrà presso l’ospedale Niguarda di Milano una Conferenza internazionale di chirurgia laparoscopica avanzata
http://www.aimsacademy.org/courses.php

nella cui brochure e’ specificato “Chirurgia dal vivo – sessioni pratiche su animali vivi”!!!

Abbiamo gia’ inviato una diffida all’associazione che organizza, all’ospedale e alla Regione Lombardia, a nome di AgireOra Network, I-CARE Europe e LEAL, intimando di bloccare l’utilizzo di animali.

Infatti la legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione “didattica”, in cui si usano animali, vivi o morti, per “insegnare” agli studenti (all’universita’ o in corsi post-laurea) vi sia un’autorizzazione specifica e recita “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi”.

Invece i sistemi alternativi ci sono, quindi questo uso di animali NON SI PUO’ fare nemmeno in caso esista un permesso in deroga da parte del Ministero della Salute.

SAPPIAMO CHE I TEMPI SONO STRETTISSIMI MA PROVIAMO A FERMARLI!!

Mandiamo al piu’ presto la seguente petizione (basta fare copia-incolla e mettere il proprio nome alla fine, non serve personalizzare il testo) a:

segreteria@aimsacademy.org, direttoresanitario@ospedaleniguarda.it, Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it, Roberto_Formigoni@regione.lombardia.it

oppure, col “;” come separatore:

segreteria@aimsacademy.org; direttoresanitario@ospedaleniguarda.it; Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it; Roberto_Formigoni@regione.lombardia.it

Messaggio da inviare:

——————
Buongiorno,

invio questo messaggio per sottoscrivere la seguente petizione:

Ad AIMS Academy
Alla Direzione Sanitaria Ospedale Niguarda
All’Assessore alla Sanita’ Regione Lombardia
Al Presidente alla Sanita’

In merito alla Conferenza internazionale di chirurgia laparoscopica avanzata che si terra’ presso l’Ospedale Niguarda di Milano il 3-4 giugno, la cui brochure afferma che all’interno di questa si effettuera’ “Chirurgia dal vivo – sessioni pratiche su animali vivi”.

DATO CHE:

- Il decreto legislativo 116/1992 prevede un’autorizzazione specifica e recita “In deroga all’art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi” e tale “inderogabile necessità” non esiste, in quanto esistono metodi alternativi senza uso di animali.

- La Regione Piemonte e la Regione Toscana hanno dichiarato, rispettivamente nel 2008 e 2009, che corsi di questo genere, con uso di animali, non si possono tenere all’interno della Regione.

- E’ vergognoso che anche le poche regole che normano la sperimentazione animale vengano disattese in modo cosi’ grossolano.

I sottoscritti cittadini

CHIEDONO

di seguire l’esempio delle Regioni Piemonte e Toscana e intervenire con urgenza affinche’ tale sperimentazione didattica su animali non abbia luogo, e che si utilizzino invece i metodi alternativi esistenti oppure si annulli la sessione pratica. Questo per rispettare la lettera e lo spirito della legge, indipendentemente da una eventuale autorizzazione esistente.

In fede,
.. nome cognome …

Topi da laboratorio, scienza costituita e i mostri che siamo tutti diventati

29 luglio 2009
Inserito nel tema Vivisezione

Le atrocità non sono meno atroci quando succedono in laboratorio e sono chiamate ricerca medica
G. Bernard Shaw

Un articolo dell’Associated Press (AP) del 24 gennaio scorso era svergognatamente titolato “Topi di laboratorio perdono il lavoro”. (Mi fece pensare che se l’autore, Michael Hill, avesse scritto della liberazione di Auschwitz, avrebbe probabilmente dichiarato che gli ebrei europei erano improvvisamente diventati dei “senzatetto”). Nel suo pezzo, Hill parla di possibili “alternative altamente tecnologiche” alla sperimentazione sugli animali. Prima di pensare che questo significhi un importante passo avanti sia moralmente sia scientificamente, leggete la parte finale dell’articolo di Hill: “Taylor Bennett, senior consulente scientifico dell’Associazione Nazionale per la Ricerca Biomedica, sostiene che i test sugli animali costituiscono un metodo essenziale per essere certi che i nuovi prodotti farmaceutici siano sicuri ed efficaci per gli esseri umani”.

Sicuri ed efficaci? Non è così, asserisce Robert Mendelsohn, M.D.: “La ragione per cui sono contrario alla sperimentazione animale è perché non funziona”, spiega. “Non ha valore scientifico e ogni scienziato che si rispetti lo sa”.

Aysha Z. Akhtar, M.D. e M.P.H., senior consulente, e Jarrod Bailey, Ph.D. e senior consulente del Comitato per la Medicina Responsabile, sono unanimi nel dire che “più studiamo la rilevanza degli esperimenti sugli animali, più evidenti ne diventano le lacune”. In una lettera al British Medical Journal del 9 febbraio 2007, Akhtar e Bailey scrivono: “Persino le più impercettibili diversità fisiologiche tra esseri umani e animali possono manifestarsi come profonde differenze nella fisiologia delle malattie e nel loro trattamento efficace e sicuro. Ad esempio, esistono numerose differenze nella fisiologia del cordone spinale, come nella reazione alle ferite tra specie diverse e perfino tra ceppi diversi della stessa specie. E’ probabile che tali differenze abbiano contribuito ai ripetuti fallimenti nella terapia per il cordone spinale, nonostante gli stessi si fossero rivelati sicuri ed efficaci sugli animali.”
Inoltre, aggiungono Akhtar e Bailey, “esperimenti su roditori per predire agenti cancerogeni, con un tasso negativo che si avvicina ai due terzi, può potenzialmente causare una vasta esposizione ad elementi cancerogeni negli esseri umani.” Fanno poi riferimento al superfarmaco Vioxx, che non aveva avuto reazioni negative sugli animali, ma che si è rivelato potenzialmente letale per l’uomo.
“I risultati dei test sugli animali non sono trasferibili tra le specie, perciò non possono garantire prodotti sicuri per l’uomo”, asserisce Herbert Gundersheimer, M.D.

“Da molto tempo è auspicabile un cambiamento di rotta nel nostro metodo di ricerca”, dichiarano Akhtar e Bailey. “Spostare la sperimentazione sugli animali verso metodi di studio delle malattie e di contrasto più accurati è scientificamente superiore e più etico per l’umanità, così come per gli animali”.

“Se si chiede agli sperimentatori perché fanno test sugli animali, la risposta sarà: ‘Perché gli animali sono come noi’,” dice il Professor Charles R. Magel. “Se si chiede agli sperimentatori perché è moralmente giusto fare esperimenti sugli animali, la risposta sarà: ‘Perche gli animali non sono come noi’. Gli esperimenti sugli animali si basano su di una contraddizione di logica”.

Se gli esperimenti sugli animali sono eticamente di una crudeltà insostenibile e segno di una scienza falsa nella fattispecie, perché mai siamo ancora soggetti ad articoli così disinformati come quello di Michael Hill “Topi di laboratorio perdono il lavoro”? Una possibile risposta ci è data dal dottor Gundersheimer: “In realtà i test sugli animali non forniscono ai consumatori protezione da prodotti insicuri, ma piuttosto sono usati per proteggere le varie società a livello legale”.
(Ho appena sentito qualcuno gridare: “Bingo!”?)

James Baldwin ci ricorda che: “Chiudendo gli occhi alla realtà la gente non fa che favorire la propria distruzione”, e che “chiunqe insista nel restare in uno stato d’innocenza molto dopo averla persa, diventa un mostro”.

Fonte www.comedonchisciotte.org

Per non dimenticare – i “padri” della lotta alla vivisezione

29 giugno 2009
Inserito nel tema Vivisezione

A memoria nella storia umana è importante affinché gli sbagli del passato non siano ripetuti e quanto di buono hanno fatto i nostri predecessori non vada perduto.
Questa regola vale anche per il movimento antivivisezionista che non deve mai dimenticare i propri “padri”, ossia quanti con coraggio, che a volte rasentava l’incoscienza, hanno per primi contestato l’orrore e l’errore della vivisezione.

Due persone mi sono immensamente care e dovrebbero esserlo anche per tutti i soci della LEAL: Kim Buti e Pietro Croce. Continua a leggere