Fermiamo insieme “caccia selvaggia”

17 febbraio 2010
Inserito nel tema Proteste

UN GRAVE ATTACCO ALLA NATURA.
Perché la caccia sarà estesa a periodi delicatissimi quali il mese di agosto, con i piccoli uccelli ancora dipendenti dai genitori, o di febbraio, quando i migratori affrontano il difficile viaggio di ritorno.
UNA BEFFA PER L’EUROPA.
Perché invece che ricevere risposte alle infrazioni commesse dall’Italia in tema di caccia, assisterà a nuove deroghe, infrazioni e abusi.
UNA FERITA DEL DIRITTO.
Perché l’approvazione di questa legge al Senato si è consumata tra sotterfugi, trucchi, pressioni delle lobby venatorie.
UN’OFFESA ALLE PERSONE, AGLI ITALIANI.
Perché l’86% dei cittadini è contrario ad ogni allungamento della stagione venatoria.

La Natura oggi ci chiede ben altro, e cioè rispetto, cura, attenzione e conoscenza.

Tra poche settimane l’articolo 43 sarà votato alla Camera…

aiutaci a fermarlo!

Nascono i comitati cittadini “Caccia il cacciatore”

29 gennaio 2009
Inserito nel tema Stampa e Informazione

Chi siamo noi?

Siamo cittadini italiani, persone qualsiasi, proprio come te. Siamo soprattutto persone che vivono o lavorano in campagna, ma anche persone che, pur vivendo in città, frequentano quello splendido patrimonio che è la campagna italiana: perché amanti della Natura, appassionati di escursionismo, cercatori di funghi o altro ancora.
E siamo dunque, inevitabilmente, persone che devono fare i conti con coloro che in quelle stesse campagne vi si recano non pacificamente bensì armati, non per viverci, lavorarci o godere della loro quiete e bellezza bensì per farvi uso di armi da fuoco, mettendo a repentaglio la propria e l’altrui incolumità. Il tutto non per necessità ma per il puro soddisfacimento di un sadico capriccio, per spargere morte e sangue intorno a sé.

Chi sono loro?

Sono gli individui armati comunemente denominati “cacciatori”, gli unici in assoluto cui una legge assurda e anacronistica consente l’inaudito diritto di fare libero uso di armi da fuoco sul territorio aperto all’altrettanto libero (e ben più legittimo) transito di chiunque. Gli unici ai quali è consentito praticare una attività, quale è la caccia, i cui standard di sicurezza sono immensamente al di sotto di quelli ritenuti minimi in ogni altro ambito (sicurezza sul lavoro, impiantistica ecc.). Gli unici infine cui è consentito perfino di fare tutto ciò nelle altrui proprietà private infischiandosene del volere del proprietario.

Quanti danni fanno?

Li ha censiti due anni fa l’EURISPES: quasi 10 morti al mese cui si aggiunge un numero ancor più alto di feriti, alcuni dei quali rimarranno invalidi per tutta la vita. E poi spari sulle case, famiglie costrette a vivere in stato d’assedio, agricoltori costretti a lavorare in mezzo a scenari di guerra. E potremmo ancora andare avanti a lungo.

Quanti sono loro?

Appena 750.000 in Italia. Una infima minoranza, nemmeno l’1% della popolazione. Inoltre diminuiscono di anno in anno.

Quanti siamo noi?

Chi può dirlo? Milioni senza dubbio. Una maggioranza schiacciante cui basterebbe far udire la propria voce per porre fine in brevissimo tempo a questo continuo stillicidio di tragedie.

Perché dunque loro spadroneggiano su di noi?

Perché sono riuniti in associazioni ben organizzate e perché ciascuno di loro ha una visione così aberrante della caccia da ritenerla elemento determinante nelle proprie scelte elettorali. Ne consegue che i loro rappresentanti battono cassa continuamente ai politici, offrendo i loro voti. Da ciò, e solo da ciò, l’inaudito cumulo di privilegi di cui godono.

Perché noi, pur essendo più forti, siamo più deboli?

Perché noi siamo stati finora isolati gli uni dagli altri. Ciascuno ha vissuto la propria condizione di schiavitù venatoria nel proprio isolamento, non sapendo bene cosa fare, a chi rivolgersi. Perché siamo stati fino a oggi milioni di singoli cittadini sparsi e non organizzati.

Cosa è cambiato?

Sono nati i Comitati di Cittadini Caccia Il Cacciatore il cui scopo è coagulare tutti noi attorno a una azione molto semplice e chiara.

Cosa significa aderire ai Comitati?

Significa compiere un semplicissimo atto di volontà e renderlo palese ai politici: l’atto di volontà consiste nel mettere la caccia al primo posto nelle nostre future scelte elettorali, enunciando con molta fermezza il principio che un politico il quale ritiene lecito che individui armati siano liberi di aggirarsi sul territorio nel più assoluto disprezzo dell’altrui diritto alla sicurezza e alla tranquillità, non sia degno di rappresentarci.

In altre parole aderire significa: Rifiutarsi di votare per quei politici, sia a livello locale che nazionale, che non abbiano inserito nei primi posti del loro programma elettorale, la totale messa fuori legge della caccia in quanto grave e irriformabile problema di ordine pubblico e attività lesiva dell’incolumità pubblica.

Qual è il nostro obiettivo?

Raggiungere moltissime adesioni prima delle prossime elezioni, divenendo con ciò imponente forza elettorale.

Siamo una associazione?

No. E con tutta probabilità non avremo alcun bisogno di diventarlo. Tutto ciò che ci accomuna è un criterio preciso che guiderà d’ora in poi le nostre scelte elettorali:
La sicurezza nostra e delle nostre famiglie innanzi tutto.

Via i cacciatori dalle nostre campagne!

Non dimenticatevi di compilare il form: “Aderisco anch’io”

Abbattimento torri abusive dei cacciatori

3 febbraio 2008
Inserito nel tema Proteste

Durante un’azione di disturbo venatorio, nel bosco fitto abbiamo casualmente scoperto delle torri di ferro alte circa 20 metri. Le strutture vengono utilizzate da cacciatori e/o bracconieri per l’abbattimento ancor più facilitato di colombacci e altri uccelli, durante il loro passaggio sugli alberi.

Finita la caccia e mandati a casa prima del tempo orde di assassini di animali, non lasceremo che ancora vengano massacrati animali liberamente, per di più con armi da fuoco e mezzi illegali! Per partecipare ed avere altre info, scrivere a attivismo@vallevegan.org. Occorrono pazienza, resistenza… o più semplicemente un paio di scarponcini (vegan) e strumenti da lavoro occasionale