Alla fine di giugno

Riceviamo e pubblichiamo questa bellissima storia, che troverete anche nel numero estivo della nostra rivista.

Sei arrivato una sera d’estate e io non ti volevo. Eri troppo piccolo, e bianco, e avevamo già un cane.
Un cane vecchio e fedele, con noi da tantissimi anni. Non volevo che fosse geloso e ti facesse del male. Non avevo bisogno di te, non ti avevo cercato.

Accucciato nello scatolone piangevi di fame, del dolore e della paura che dovevi provare. Gli occhi chiusi.
Ti ho guardato e ho spostato lo sguardo: non volevo vederti e sapevo già che era finita, che ti amavo e non ti avrei più lasciato.

Ho finto nei giorni seguenti di cercarti una casa. Persone fidate che potessero tenerti con loro. Ho curato i tuoi piccoli occhi che erano azzurri. Hai mangiato e non hai mai più pianto. Ogni tanto ci facevi inciampare: camminavi con tanta fierezza, la coda dritta, ti facevi coraggio e affrontavi la tua nuova vita. Ogni cosa di te era perfetta, eri uno splendore. Ci accoglieva il tuo piccolo odore sulla porta di casa. Dormivi e giocavi con grazia, ti aggiravi curioso. E giocavi con semplici giochi con grande entusiasmo.

Adesso sei tanto cresciuto. Ti piace il giardino. Ti appassionano le foglie cadute. Ascolti gli uccelli cantare. Anche il cane ti ha accolto e sta sempre con te. La notte dormite vicini, tu sopra il divano, e bevete nello stesso tazzone d’acqua pulita. Salite di corsa le scale quando fuori fa freddo. E il cane mi guarda perplesso, mi chiede un parere. Ho spiegato che sei il nostro gatto e che tanto ti amiamo. Che il destino ti ha portato da noi e di sicuro c’è un senso.

Che di certo sei parte di noi. E noi ne siamo felici.”

Clara Manganati


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