Ad ogni botto esplode la paura! Come aiutare al meglio i nostri amici a 4 zampe?

Articolo a firma di Francesca Di Biase estratto dall’ultimo numero della nostra rivista “La Voce dei Senza Voce” n. 116 inverno 2019 con i contributi di: Gian Marco Prampolini, Mirta Baiamonte, Francesca Di Biase, Piero M. Bianchi, Giustina De Rosa, Giusi Terrazzino, Stefania Sbarra, Domenico Marrulli, Elvira Giancaterino, Silvia Premoli. Buona lettura.

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Francesca Di Biase
Educatore e formatore cinofilo
ABC Dog Team www.abcdogteam.it

Se è vero che con l’avvicinarsi delle feste natalizie le strade e i negozi si riempiono di lucine colorate e addobbi per creare l’atmosfera giusta che riempie il cuore di calore, è anche vero che vicoli, piazzette e aree verdi si popolano invece di giovani che si divertono con i botti, che il cuore lo fanno riempire sì, ma di paura! Altro che pace per i nostri amici pelosi, il cui udito è sviluppato fino a quattro volte in più rispetto al nostro.

Per la grande maggioranza di loro, si avvicinano i giorni del terrore, di occhi spalancati, di code tra le zampe e di passeggiate veloci in preda al panico. In questo periodo, possiamo aiutarli a sostenere queste esplosioni inaspettate e, con qualche piccolo accorgimento, possiamo diventare per loro un valido supporto, in attesa del Capodanno in città. Eccone qualcuno.

• Scegliamo le ore del mattino per le passeggiate più lunghe con i nostri cani: solitamente i ragazzi sono a scuola o al lavoro e noi possiamo camminare tra giardinetti e marciapiedi in tutta tranquillità. Se possiamo, evitiamo le ore di primo e tardo pomeriggio: essendo quelle più gettonate per i raduni degli adolescenti, ci si potrebbe imbattere in scoppi di petardi. Per camminare più serenamente sfruttiamo l’ora di cena approfittando del fatto che la maggior parte delle persone è già tornata a casa.

• Optiamo per le aree cani recintate per le corse in libertà del nostro amico peloso, ma teniamolo sempre d’occhio perché nonostante il cancelletto d’accesso chiuso, non è detto che a seguito di un’esplosione improvvisa, non tenti la fuga per cercare un posto sicuro in cui rintanarsi. Evitando di liberarlo in spazi aperti non rischiamo che, in caso di paura, possa scappare correndo in strada, perdendosi o mettendo a repentaglio la sua vita e quella degli automobilisti.

• Nonostante il nostro cane sia già munito di microchip, mettiamo per precauzione e in aggiunta alla pettorina, un collare con targhetta identificativa che riporti il nostro numero di telefono. Potrebbe capitare che, spaventato, riesca a sfilarsi la pettorina per fuggire. In questo modo potrebbe essere messo in salvo dai passanti che, con questo piccolo espediente, ci potrebbero contattare subito per raggiungerlo e rimetterlo al sicuro.

• Se in casa, dopo uno scoppio, il nostro cane va a nascondersi sotto i mobili, cerchiamo di non impedirglielo, di non trascinarlo fuori da quella che per lui è una tana sicura e di non parlargli con insistenza o con modi impietositi. Andiamo pure a curiosare dov’è, ma per richiamarlo a noi usiamo toni scherzosi: “Dai vieni qua, non succede niente!”; mostriamogli che ci siamo accorti della sua preoccupazione per poi tornare a ciò che stavamo facendo. Sarà il nostro cane a scegliere di venirci vicino. In questo caso, accettiamo il suo gesto con piacere e restiamogli accanto perché quello sarà il suo modo per chiederci aiuto e per farsi forza nell’affrontare una difficoltà, auto-rassicurandosi. Gli faremo capire che siamo lì per lui e che la paura la possiamo affrontare stando insieme.

• Per prepararlo meglio a questo particolare periodo dell’anno, quando siamo in casa, attiviamo nello smartphone audio di fuochi d’artificio, a volume basso. Nel mentre, facciamo insieme al nostro cane un’attività molto piacevole come giocare con delle palline o ricercare biscottini prelibati nascosti. Quando le reazioni di preoccupazione diminuiscono, alziamo il volume in modo graduale fino ad udirlo chiaramente, continuando a giocare. Di giorno in giorno, possiamo notare che il nostro cane, abituandosi a tali rumori, è meno irrequieto in casa pur sentendo esplodere dei botti in lontananza. Mancando le vibrazioni dello scoppio reale, l’odore del materiale nell’aria nonché l’effetto sorpresa, non è certo la stessa cosa di essere per strada, ma per lo meno nell’ambiente domestico è per lui un grande aiuto.

• Se festeggiamo il Capodanno in casa, insieme anche al nostro cane, teniamo chiuse tutte le tapparelle e le finestre, teniamo accesa la radio o la tv ad un volume un po’ più alto rispetto al solito, così da coprire il chiasso che ci sarà all’esterno prima e dopo la mezzanotte. Per il nostro cane è come se fuori si stesse scatenando una guerra infinita. Stiamogli accanto se ci vuole vicini, ma non accentuiamo il suo stato d’animo con il nostro fare ansioso dettato dall’impotenza di non poter fare realmente qualcosa per lui. Con la preoccupazione e la paura, manifesterà quasi certamente anche una respirazione affannata, occhi spalancati e tremori più o meno intensi. Se dovesse essere esageratamente agitato nei giorni maggiormente interessati dai botti, chiediamo un parere al nostro Veterinario, potrebbe consigliarci un calmante (ce ne sono anche di naturali in commercio) per aiutarlo a sostenere meglio la situazione.

• Se invece festeggiamo il Capodanno fuori casa, senza il nostro cane, non lasciamolo da solo in giardino per evitare che possa cercare altrove un riparo più sicuro durante le esplosioni, magari scavalcando la cancellata, rischiando la vita o smarrendosi chissà dove. Lasciamolo in casa, con gli accorgimenti suggeriti sopra. Ci farà danni provocati dalla paura? Può darsi. E in questo caso, non dovremo certo sgridarlo. Come potremmo spiegare al nostro cane che, mentre fuori si scatena il finimondo, noi staremo via solo qualche ora per festeggiare con gli amici? Non possiamo. Quindi dovremo accettare le possibili conseguenze delle sue azioni inconsapevoli, altrimenti, non solo sarebbe egoistica la scelta di lasciarlo solo ad affrontare una notte di terrore per andare a una festa, ma saremmo anche insensibili nei suoi confronti andando a punirlo su qualcosa che ha fatto quando non stava affatto bene emotivamente. E questo, certo non se lo meriterebbe. Prendersi cura di un cane significa anche scegliere la migliore soluzione per farlo stare bene, con responsabilità. È più corretto assicurarsi per tempo che una persona di fiducia (un parente, un dog sitter o un amico) possa restare a casa con lui prendendosene cura e fornendogli le giuste indicazioni su come comportarsi durante la serata/nottata, in attesa del nostro rientro.

Sperando il nuovo anno porti all’uomo una maggiore consapevolezza, rispetto e tutela verso gli animali che, su questa Terra festeggiano la vita ogni giorno, non possiamo fare altro che continuare a diffondere messaggi di sensibilizzazione con ogni mezzo possibile, per ribadire un forte “NO AI BOTTI!”. E se, insieme al countdown, al bacio della mezzanotte e ai buoni propositi, tenessimo spenti davvero i fuochi d’artificio per accendere le nostre coscienze?

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