27 dicembre 2018: l’approvazione della legge sugli animali al circo sarà un segno di civiltà

Entro il 27 dicembre il governo è chiamato a emanare un decreto attuativo della Legge delega per il riordino del Settore dello spettacolo, approvata con larga maggioranza dal Parlamento l’8 novembre 2017, nella parte che prevede “il graduale superamento dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante”.

FOTO LEAL CIRCO ANIMALI CON LOGO

La legge che regola la presenza degli animali nei circhi in Italia risale al 1968; da allora non hanno smesso di prevalere gli interessi economici di una categoria su qualsiasi senso di rispetto e giustizia. Interessi che non dovrebbero essere al primo posto rispetto al benessere di esseri viventi che sfruttati per degli spettacoli conducono una esistenza di prigionia e sofferenza senza esprimere la loro natura e i loro bisogni etologici. La visione di questi spettacoli oltre ad essere diseducativa annulla il sentimento dell’empatia ridicolizzando l’animale e la sua fatica nascondendo agli occhi di tanti l’ingiustizia di un vile dominio.

Chiediamo a Luigi Di Maio, al Ministro della cultura Alberto Bonisoli, al Ministro dell’ambiente Sergio Costa, al Ministro della salute Giulia Grillo di firmare la legge! Chi può decidere per l’utilizzo degli animali nei circhi lo faccia pensando alle innumerevoli vittime.

Molti ricordano ancora il video commovente e tragico di un elefante che nel 2015 cadde durante la sua esibizione in un circo bielorusso! Il suo numero consisteva nello stare a due zampe su uno sgabello, ma ad un certo punto il maestoso pachiderma è crollato come un gigantesco pupazzo davanti ad un pubblico preoccupato solo della propria incolumità. A soccorrerlo sono intervenuti gli altri elefanti che solidali hanno abbandonato la loro postazione per avvicinarsi a lui e cercare di aiutarlo a rialzarsi. Questo episodio ha riacceso per un breve periodo un dibattito vivace sul circo con animali.

Ancora per troppe persone gli animali sfruttati per degli spettacoli o altrove non sono a torto una priorità visto che accettare questa crudeltà come regola e condizione di normalità svilisce l’essere umano. Gli animali non hanno voce e noi dobbiamo parlare per loro.


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