Sonia Alfano: no a proroghe per i test cosmetici su animali

15 ottobre 2010  
Tema: LEAL informa

Palermo, 15 Ott. “Apprendo con molta preoccupazione le voci circolate in quest’ultimo periodo secondo le quali il divieto totale di utilizzare gli animali per i test relativi ai prodotti cosmetici possa subire un ulteriore rinvio fino al 2019″.
Lo ha detto Sonia Alfano, europarlamentare di Italia dei Valori.
“Oggi scade la consultazione pubblica sul rapporto relativo allo stato di avanzamento dei metodi alternativi e a breve la Commissione dovrà venire in Parlamento a rendicontare sull’attuazione della direttiva 2003/15/CE per la quale è stata già concessa una proroga fino al 2013. Se come sembra -prosegue Alfano- la messa a punto dei metodi alternativi non è stata ancora completata, è obbligo della Commissione impegnarsi anche finanziariamente per rispettare il termine di marzo 2013. Non possiamo aspettare altri nove anni col rischio che tutto cada nel dimenticatoio -sottolinea- e venga vanificato un tassello di civiltà che siamo riusciti a imporre a livello UE. Inoltre faccio presente il paradosso per cui viene approvata una direttiva sugli esperimenti sugli animali in cui i metodi alternativi vengono disincentivati e contemporaneamente si constata, quasi allargando le braccia, che non si sia ad oggi giunti a metodi sostitutivi pienamente soddisfacenti. Entro fine mese -conclude l’europarlamentare- presenterò un’interrogazione scritta alla Commissione per capire le sue intenzioni e per chiedere in che maniera intenda muoversi per raggiungere l’obiettivo fissato per il 2013″.

Palermo, 15 Ott. “Apprendo con molta preoccupazione le voci circolate in quest’ultimo periodo secondo le quali il divieto totale di utilizzare gli animali per i test relativi ai prodotti cosmetici possa subire un ulteriore rinvio fino al 2019″.

Lo ha detto Sonia Alfano, europarlamentare di Italia dei Valori.

“Oggi scade la consultazione pubblica sul rapporto relativo allo stato di avanzamento dei metodi alternativi e a breve la Commissione dovrà venire in Parlamento a rendicontare sull’attuazione della direttiva 2003/15/CE per la quale è stata già concessa una proroga fino al 2013. Se come sembra -prosegue Alfano- la messa a punto dei metodi alternativi non è stata ancora completata, è obbligo della Commissione impegnarsi anche finanziariamente per rispettare il termine di marzo 2013. Non possiamo aspettare altri nove anni col rischio che tutto cada nel dimenticatoio -sottolinea- e venga vanificato un tassello di civiltà che siamo riusciti a imporre a livello UE. Inoltre faccio presente il paradosso per cui viene approvata una direttiva sugli esperimenti sugli animali in cui i metodi alternativi vengono disincentivati e contemporaneamente si constata, quasi allargando le braccia, che non si sia ad oggi giunti a metodi sostitutivi pienamente soddisfacenti. Entro fine mese -conclude l’europarlamentare- presenterò un’interrogazione scritta alla Commissione per capire le sue intenzioni e per chiedere in che maniera intenda muoversi per raggiungere l’obiettivo fissato per il 2013″.

Clicca qui per leggere direttamente il comunicato sul blog di Sonia Alfano.

COSMETICI: UN MERCATO DA 63 MILIARDI DI EURO

15 ottobre 2010  
Tema: LEAL informa

Cosmetici

Erano i più brutti, i più crudeli, i più invasivi, e dovevano scomparire nel 2013. Invece resteranno ancora a lungo tra noi: sepolti dentro agli ombretti, sfavillanti tra i rossetti, ochieggianti tra il make up e le creme che attenuano le rughe alle signore, i test di tossicità riproduttiva insieme con quelli di tossicità per uso ripetuto, di cancerogenicità, di sensibilizzazione cutanea e di tossicocinetica continueranno a torturare e uccidere milioni di animali, topi, ratti, maiali.

Malgrado le promesse e i protocolli sottoscritti, L’Unione Europea non è infatti in grado né ha voglia di bandire la sperimentazione sugli animali neppure per il frivolissimo settore che promette l’eterna giovinezza a un pubblico di vegliardi in costante aumento. E il perché è subito evidente se si apre il libro delle statistiche economiche: secondo l’associazione di settore Colipa il fatturato annuo del mercato dei cosmetici in Europa è pari a 58 miliardi di euro, un dato che la Direzione Generale per l’Industria di Bruxelles porta addirittura a quota 63 miliardi, quasi la metà del mercato mondiale.

Per poter affermare a cuor leggero che il massacro degli animali è ancora necessario, e per far accettare il fatto che la deadline viene spostata chissà a quando, ma comunque ben oltre il 2013, la Commissione Europea ha pubblicato un ponderoso studio sullo stato dell’arte dei metodi sostitutivi. E’ una revisione di notevole portata, per realizzare la quale ha fatto ricorso a un ventaglio di consulenti che spaziano dai ricercatori universitari ai produttori di beni di largo consumo che praticano la vivisezione in grande scala fino alle associazioni animaliste. Dopodiché ha diffuso un sondaggio, che si concluderà a giorni, in cui viene chiesto sia alle istituzioni sia ai cittadini europei di prendere posizione: che fare, se le metodologie alternative non sono ancora a punto come dovrebbero?

Opzione numero uno: bisognerà tener fede agli impegni e bandire la vivisezione lasciando che il mercato smetta di inondare gli scaffali dei profumieri e dei supermercati con oltre 20.000 nuovi prodotti all’anno (sì, avete letto bene: ventimila nuovi prodotti) contenenti 400 nuove sostanze? O sarà meglio invece – ecco l’opzione numero due – continuare a corrodere gli occhi dei conigli e ustionare i maiali vivi garantendo gli ottimi bilanci e i dividendi dei colossi della cosmesi: l’Oreal, Avon, Estée Lauder & C.?

C’è una esplosiva questione di etica, ma c’è anche dell’altro. Infatti i test con cui per legge si massacrano gli animali non sono mai stati convalidati. Se gli organismi istituzionali della UE applicassero alla vivisezione la stessa pignola severità, la stessa coscienziosa metodologia analitica che oggi esigono (giustamente) dai test in provetta, gli esperimenti con gli animali sarebbero stati messi in discussione e dimenticati molto tempo fa. Ma anziché riconoscerlo e cercare di porvi rimedio, Bruxelles tentenna. D’un lato approva una Direttiva sulla vivisezione che non rende più obbligatorio l’uso dei test alternativi “ragionevolmente disponibili” e “scientificamente soddisfacenti” e così facendo ne frena lo sviluppo. Dall’altro ci dice che non ci sono ancora abbastanza metodi sostitutivi per bandire la vivisezione dal settore dei cosmetici. Fino a quando, e perché, i nostri rossetti continueranno a grondare pus lacrime e sangue?

Sui siti web dell’associazione Chiliamacisegua (www.chiliamacisegua.org) e della agenzia di stampa GeaPress (www.geapress.org) è possibile sottoscrivere la risposta al sondaggio della Commissione europea. Il testo è il seguente: La campagna di protesta per porre fine alla sperimentazione animale sugli ingredienti dei cosmetici dura da decenni e ha il più largo appoggio da parte del pubblico, il mio compreso. Ritengo necessario mantenere ferma la scadenza del 2013 indipendentemente dalla disponibilità o meno di metodi alternativi. Infatti non desidero acquistare cosmetici che contengono ingredienti testati sugli animali perché lo sviluppo di nuovi cosmetici non giustifica la sofferenza che provoca. Approvo il puntiglio dimostrato nell’analizzare lo “stato dell’arte” dei test alternativi: naturalmente, se aveste mai vagliato col medesimo scrupolo i test sugli animali essi sarebbero stati banditi già molto tempo fa.

FIRMA SUBITO CONTRO I TEST COSMETICI!

13 ottobre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

Le lobby dei vivisettori ci riprovano. La scadenza del 2013 con la quale si dovrebbe porre fine ai crudeli test cosmetici sugli animali rischia di essere posticipata sine die. La DG Salute e tutela dei Consumatori della Commissione europea ha predisposto a tal fine una consultazione popolare, CHE SCADRA’ IL 15 OTTOBRE.
La Leal insieme con l’associazione Chiliamacisegua e l’agenzia di stampa GeaPress, dopo aver contattato “The Humane Society International”, che aveva già predisposto una sua risposta per la Commissione europea, ha elaborato il testo che è ora disponibile anche per l’Italia. Urge il tuo intervento, e per questo ti invitiamo a sottoscrivere subito l’APPELLO PER LA CONSULTAZIONE POPOLARE, da condividere e far circolare il più possibile.
Al sito di GeaPress, cliccando qui, oppure alla pagina di Chiliamacisegua, trovi le istruzioni necessarie per compilare e spedire via email il modulo (l’unico valido) predisposto dalla Commissione europea.
Tradotto in italiano, il testo dell’appello dice quanto segue:
La campagna di protesta per porre fine alla sperimentazione animale sugli ingredienti dei cosmetici dura da decenni e ha il più largo appoggio da parte del pubblico, il mio compreso. Ritengo necessario mantenere ferma la scadenza del 2013 indipendentemente dalla disponibilità o meno di metodi alternativi. Infatti non desidero acquistare cosmetici che contengono ingredienti testati sugli animali perché lo sviluppo di nuovi cosmetici non giustifica la sofferenza che provoca. Approvo il puntiglio dimostrato nell’analizzare lo “stato dell’arte” dei test alternativi: naturalmente, se aveste mai vagliato col medesimo scrupolo i test sugli animali essi sarebbero stati banditi già molto tempo fa!
[The campaign to end animal testing of cosmetics ingredients began decades ago and has widespread public support, including mine. I believe that the 'state of the art' is to maintain the 2013 ban irrespective of the availability of so-called 'alternative test methods'. I do not wish to purchase cosmetics containing ingredients tested on animals because the development of new cosmetics does not justify the suffering caused. I approve of the close scrutiny of alternative methods: of course, had you been equally scrupulous about animal tests they would have been banned a long time ago!]

Le lobby dei vivisettori ci riprovano. La scadenza del 2013 con la quale si dovrebbe porre fine ai crudeli test cosmetici sugli animali rischia di essere posticipata sine die. La DG Salute e tutela dei Consumatori della Commissione europea ha predisposto a tal fine una consultazione popolare, CHE SCADRA’ IL 15 OTTOBRE.

La Leal insieme con l’associazione Chiliamacisegua e l’agenzia di stampa GeaPress, dopo aver contattato “The Humane Society International”, che aveva già predisposto una sua risposta per la Commissione europea, ha elaborato il testo che è ora disponibile anche per l’Italia. Urge il tuo intervento, e per questo ti invitiamo a sottoscrivere subito l’APPELLO PER LA CONSULTAZIONE POPOLARE, da condividere e far circolare il più possibile.

Al sito di GeaPress, oppure alla pagina di Chiliamacisegua, trovi le istruzioni necessarie per compilare e spedire via email il modulo (l’unico valido) predisposto dalla Commissione europea.

Tradotto in italiano, il testo dell’appello dice quanto segue:

La campagna di protesta per porre fine alla sperimentazione animale sugli ingredienti dei cosmetici dura da decenni e ha il più largo appoggio da parte del pubblico, il mio compreso. Ritengo necessario mantenere ferma la scadenza del 2013 indipendentemente dalla disponibilità o meno di metodi alternativi. Infatti non desidero acquistare cosmetici che contengono ingredienti testati sugli animali perché lo sviluppo di nuovi cosmetici non giustifica la sofferenza che provoca. Approvo il puntiglio dimostrato nell’analizzare lo “stato dell’arte” dei test alternativi: naturalmente, se aveste mai vagliato col medesimo scrupolo i test sugli animali essi sarebbero stati banditi già molto tempo fa!

[The campaign to end animal testing of cosmetics ingredients began decades ago and has widespread public support, including mine. I believe that the 'state of the art' is to maintain the 2013 ban irrespective of the availability of so-called 'alternative test methods'. I do not wish to purchase cosmetics containing ingredients tested on animals because the development of new cosmetics does not justify the suffering caused. I approve of the close scrutiny of alternative methods: of course, had you been equally scrupulous about animal tests they would have been banned a long time ago!]

La direttiva sulla vivisezione

7 ottobre 2010  
Tema: Vivisezione

La raccolta firme è terminata perché l’8 di settembre la Direttiva è stata approvata dalla Comunità Europea.
Le firme raccolte sono state tutte inviate al Parlamento Europeo per significare l’opinione contraria dei cittadini. Continuate a seguirci sul sito, iscrivetevi alla nostra newsletter per essere informati sui prossimi passi che si potranno fare contro questa direttiva.

La raccolta firme è terminata perché l’8 di settembre la Direttiva è stata approvata dalla Comunità Europea.

Le firme raccolte sono state tutte inviate al Parlamento Europeo per significare l’opinione contraria dei cittadini. Continuate a seguirci sul sito, iscrivetevi alla nostra newsletter per essere informati sui prossimi passi che si potranno fare contro questa direttiva.

Clicca qui per leggere il Numero Speciale della Rivista sulla Vivisezione

Clicca qui per rivedere la direttiva

Speciale direttiva

7 ottobre 2010  
Tema: Vivisezione

La Direttiva europea sulla vivisezione è stata approvata. In dieci minuti, dalle
12.05 alle 12.15 di mercoledì 8 settembre, il Parlamento di Strasburgo ha
trasformato in legge le 131 pagine di un testo tanto crudele nei confronti
degli animali quanto scienti[icamente obsoleto, incollato agli interessi della
casta vivisettoria, lontano anni luce dagli ideali di giustizia e rispetto per le
altre specie viventi.
Nelle pagine che seguono vi raccontiamo come sono andate le cose: gli an
tefatti, la campagna di protesta promossa dalla Leal, le migliaia di [irme che
ci sono arrivate, le inaspettate adesioni e le sorprendenti defezioni, la lenta
ma inarrestabile messa in marcia del movimento che si oppone a questo
stato di cose: dal 2008 alla manifestazione del 25 settembre 2010.

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Clicca sul banner per leggere la rivista

La VOCE DEI SENZA VOCE ha ricostruito i contenuti, i protagonisti e le tappe principali che hanno segnato la storia di un dibattito durato quasi due anni.

Nello Speciale sulla Direttiva europea trovate 36 pagine che vanno dalla prima stesura della legge datata 2008 fino alla manifestazione del 25 settembre 2010, passando per il voto dell’8 settembre, giorno in cui la Direttiva è stata approvata dal parlamento di Strasbrugo.

Nell’editoriale “Il vero coraggio è dire no” c’è il seme del nostro futuro: la cappa di silenzio e omertà che gravava su questa vergognosa pratica priva di ogni validità scientifica si è squarciata: questo va salutato con soddisfazione. D’ora in poi esplorare le possibilità offerte dell’iniziativa popolare europea (almeno 1 milione di firme a livello della UE) sarà importante. Ma altrettanto decisive, però, saranno le iniziative di tutti i giorni per fare chiarezza, raccontare, approfondire, denunciare. A questo scopo tutte le armi vanno bene: manifestazioni, convegni, appelli, workshop, incontri, articoli di giornale, letture, blog, volantinaggio.

Le pagine di questo Speciale vogliono mantenere viva la memoria e insieme prefigurare gli scenari che ci aspettano. Il loro nome è REACH (il regolamento sulla Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) e Settimo emendamento alla direttiva cosmetici. Accanto a questi c’è il nuovo “giocattolo” dei vivisettori: la sperimentazione sugli organismi geneticamente modificati. Il nostro compito è contrastarli dando voce a chi non ce l’ha. Un lungo lavoro da fare tutti insieme.

Chi desidera anche una copia cartacea dello Speciale, può riceverla associandosi alla Leal (le indicazioni sono a pagina 3).

Sommario

DUE ANNI DI STORIA

3

LA SPERANZA DURA CINQUE MINUTI

22

84.000 FIRME

4

INTERVISTA SHOCK CON SONIA ALFANO

23

IO C’ERO. È ANDATA COSÌ di Mojca Murko

6

GLI EMENDAMENTI VERDI

25

LA LETTERA DEL G.L.E.A

8

HANNO VOTATO SÌ AGLI EMENDAMENTI

26

LA PROTESTA DI EQUIVITA

9

GLI ITALIANI DEL SÌ E DEL NO

27

L’ANALISI di Marco Mamone Capria

10

OPINIONI  Paolo De Castro

28

BRAMBILLA E VERONESI IN CAMPO

11

RAGIONI Lav, Gianni Vattimo,
Vanna Brocca

29

LA DIRETTIVA IN SEI PUNTI

13

GLI ONOREVOLI SECONDO GEAPRESS

30

VIVISEZIONE: IL FATTO QUOTIDIANO

14

BISOGNA SCENDERE IN PIAZZA,
Francesco Pullia

31

LE ADESIONI: I VOLTI NOTI

16

LE FOTO DEL 25 SETTEMBRE

34

IL POPOLO DI FACEBOOK

18

Rimandata la protesta contro Harlan del 26 settembre

24 settembre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

La protesta contro Harlan del 26 settembre a Cividale del Friuli (UD) è stata rimandata, non è ancora stata annunciata una nuova data. Vi terremo informati.

La protesta contro Harlan del 26 settembre a Cividale del Friuli (UD) è stata rimandata, non è ancora stata annunciata una nuova data.

Vi terremo informati.

Partecipa anche tu al Galeraday 4 ottobre 2010

21 settembre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

La giornata del lenzuolo macchiato di rosso, per richiamare l’attenzione sulla mancata applicazione della legge sul randagismo che causa morte e sofferenza agli animali e arricchisce i gestori dei canili lager.
Da Bolzano a Messina, da genova a Olbia, da Milano a Roma e da Udine a Napoli, adorniamo le finestre con un lenzuolo macchiato di rosso.
Leggte tutto sul sito di  chiliamacisegua www.chiliamacisegua.org

La giornata del lenzuolo macchiato di rosso, per richiamare l’attenzione sulla mancata applicazione della legge sul randagismo che causa morte e sofferenza agli animali e arricchisce i gestori dei canili lager.

Da Bolzano a Messina, da genova a Olbia, da Milano a Roma e da Udine a Napoli, adorniamo le finestre con un lenzuolo macchiato di rosso.

Leggete tutto sul sito di  chiliamacisegua www.chiliamacisegua.org

Tre importanti appuntamenti: Corteo di Roma, protesta contro Harlan ed Evento Vivipet. Non mancate!

15 settembre 2010  
Tema: LEAL informa

CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE
Quando: 25 Settembre
Dove: Roma
Orario: ore 13.00 ritrovo presso P.zza della Repubblica, ore 15.00 partenza del Corteo
Tutti i piazza a Roma per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori, per dire NO alla vivisezione, NO alla Direttiva Europea.
Trovate maggiori info al link Facebook dell’evento:  http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=151269131555118
Organizzato da Coordinamento Fermare Green Hill
FERMIAMO HARLAN
Quando: 26 Settembre
Dove: Cividale del Friuli (Udine)
Orario: ore 14.00 ritrovo in P.zza Picco, ore 14.30 partenza del Corteo
Continua la campagna Fermiamo Harlan che è tra le principali aziende coinvolte nella vivisezione. Dopo la manifestazione a Bresso dove Harlan possiede un laboratorio proprio, la protesta si sposta in Friuli, dove vicino Udine possiedono un allevamento.
Trovate maggiori info al link Facebook dell’evento: http://www.facebook.com/event.php?eid=124455130937413&ref=mf
Organizzato da Gaia, Animalisti Italiani
EVENTO VIVIPET
Quando: 9-10 Ottobre 2010
Dove: Corsico (MI) Via Verdi
VIVIpet “PER ELIMINARE LA SOFFERENZA, SENZA SOFFERENZA”
A ottobre Corsico ospiterà un evento no-profit a favore della ricerca scientifica senza l’utilizzo degli animali.
Obiettivo raccolta fondi per completare lo sviluppo del “simulatore metabolico” in grado di raccogliere dati, immagazinarli, elaborarli,i nterpretarli e con le informazioni ottenute
effettuare previsioni sugli effetto tossici o terapeutici dei nuovi farmaci.
Trovate maggiori info al sito dell’evento: http://www.vivipet.com/destinatari.html
Promotori: I-Care, Associazione Tom & Jerry

CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE

Quando: 25 Settembre

Dove: Roma

Orario: ore 13.00 ritrovo presso P.zza della Repubblica, ore 15.00 partenza del Corteo

Tutti i piazza a Roma per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori, per dire NO alla vivisezione, NO alla Direttiva Europea.

Trovate maggiori info al link Facebook dell’evento:  http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=151269131555118

Organizzato da Coordinamento Fermare Green Hill

FERMIAMO HARLAN

Quando: 26 Settembre

Dove: Cividale del Friuli (Udine)

Orario: ore 14.00 ritrovo in P.zza Picco, ore 14.30 partenza del Corteo

Continua la campagna Fermiamo Harlan che è tra le principali aziende coinvolte nella vivisezione. Dopo la manifestazione a Bresso dove Harlan possiede un laboratorio proprio, la protesta si sposta in Friuli, dove vicino Udine possiedono un allevamento.

Trovate maggiori info al link Facebook dell’evento: http://www.facebook.com/event.php?eid=124455130937413&ref=mf

Organizzato da Gaia, Animalisti Italiani

EVENTO VIVIPET

Quando: 9-10 Ottobre 2010

Dove: Corsico (MI) Via Verdi

VIVIpet “PER ELIMINARE LA SOFFERENZA, SENZA SOFFERENZA”

A ottobre Corsico ospiterà un evento no-profit a favore della ricerca scientifica senza l’utilizzo degli animali.

Obiettivo raccolta fondi per completare lo sviluppo del “simulatore metabolico” in grado di raccogliere dati, immagazinarli, elaborarli,i nterpretarli e con le informazioni ottenute

effettuare previsioni sugli effetto tossici o terapeutici dei nuovi farmaci.

Trovate maggiori info al sito dell’evento: http://www.vivipet.com/destinatari.html

Promotori: I-Care, Associazione Tom & Jerry

MA QUESTA DIRETTIVA È MEGLIO O PEGGIO DELLA PRECEDENTE?

13 settembre 2010  
Tema: LEAL informa

Crediamo che ostinarsi a cercare il “meglio” o il “peggio” nella nuova Direttiva rispetto a quella vecchia sia fuorviante. Così facendo e ragionando, si può persino arrivare ad accettare l’inaccettabile solo perché il testo datato 2010 sembra segnare qualche piccolo punto in avanti rispetto a una legge datata 1986.
Coerentemente con questo modo di intendere, la campagna di protesta della Leal si è concentrata sul fatto che la nuova Direttiva non incentiva a sufficienza il ricorso ai metodi alternativi. E’ grazie a loro, infatti, che la barbarica pratica della vivisezione può tramontare.
Noi diciamo che questa Direttiva non solo è crudele con gli inermi ma non è neppure all’altezza di ciò che la scienza e la tecnologia del 21 secolo possono offrire. Come se non bastasse, essa offende il sentire comune dei cittadini più volte pubblicamente espresso.
Dal 1986 ad oggi è cresciuta la sensibilità della società nei confronti della sofferenza animale. Nello stesso tempo si sono moltiplicati gli studi e le affermazioni degli scienziati sulla inutilità della vivisezione ai fini della salute umana ed è stato messo a punto un ventaglio di metodi alternativi. Una legge all’altezza dei tempi dovrebbe dare ascolto ai primi (gli scienziati che argomentano l’obsolescenza e l’inattendibilità degli studi animali) e sostenere i secondi (i metodi alternativi).
La nuova Direttiva, invece, non fa né l’una né l’altra cosa. In particolare essa non obbliga ad usare i metodi sostitutivi neppure laddove esistono e sono “scientificamente soddisfacenti”.
Come se non bastasse, negli ultimi anni gli etologi hanno comprovato senza tema di smentita che tutti gli animali sono capaci di provare dolore, angoscia, paura e sofferenza, compresi gli invertebrati. E, a riprova di ciò, nel trattato dell’Unione Europea ora si trova scritto che gli animali sono “esseri senzienti”.
A fronte di molte cose inconcepibili, ci pare che le poche note “migliorative” di questa Direttiva vertano essenzialmente su questioni burocratiche e procedurali, nel senso delle autorizzazioni e dei controlli (ma, cosa gravissima, non per quanto riguarda le persone che devono interagire con gli animali!). E se questo è il terreno, bisognerà poi vedere all’atto pratico quale ne sarà l’utilità e la portata.
Lo ripetiamo: limitarsi a discutere sul meglio o sul peggio di questi due brutti testi di legge può portare fuori strada, e non vorremmo che così avvenisse: i temi portanti di cui bisogna parlare sono l’inutilità scientifica della vivisezione, gli interessi che la sostengono, come si può efficacemente combatterla, chi e come potrebbe farlo.

Crediamo che ostinarsi a cercare il “meglio” o il “peggio” nella nuova Direttiva rispetto a quella vecchia sia fuorviante. Così facendo e ragionando, si può persino arrivare ad accettare l’inaccettabile solo perché il testo datato 2010 sembra segnare qualche piccolo punto in avanti rispetto a una legge datata 1986.

Coerentemente con questo modo di intendere, la campagna di protesta della Leal si è concentrata sul fatto che la nuova Direttiva non incentiva a sufficienza il ricorso ai metodi alternativi. E’ grazie a loro, infatti, che la barbarica pratica della vivisezione può tramontare.

Noi diciamo che questa Direttiva non solo è crudele con gli inermi ma non è neppure all’altezza di ciò che la scienza e la tecnologia del 21 secolo possono offrire. Come se non bastasse, essa offende il sentire comune dei cittadini più volte pubblicamente espresso.

Dal 1986 ad oggi è cresciuta la sensibilità della società nei confronti della sofferenza animale. Nello stesso tempo si sono moltiplicati gli studi e le affermazioni degli scienziati sulla inutilità della vivisezione ai fini della salute umana ed è stato messo a punto un ventaglio di metodi alternativi. Una legge all’altezza dei tempi dovrebbe dare ascolto ai primi (gli scienziati che argomentano l’obsolescenza e l’inattendibilità degli studi animali) e sostenere i secondi (i metodi alternativi).

La nuova Direttiva, invece, non fa né l’una né l’altra cosa. In particolare essa non obbliga ad usare i metodi sostitutivi neppure laddove esistono e sono “scientificamente soddisfacenti”.

Come se non bastasse, negli ultimi anni gli etologi hanno comprovato senza tema di smentita che tutti gli animali sono capaci di provare dolore, angoscia, paura e sofferenza, compresi gli invertebrati. E, a riprova di ciò, nel trattato dell’Unione Europea ora si trova scritto che gli animali sono “esseri senzienti”.

A fronte di molte cose inconcepibili, ci pare che le poche note “migliorative” di questa Direttiva vertano essenzialmente su questioni burocratiche e procedurali, nel senso delle autorizzazioni e dei controlli (ma, cosa gravissima, non per quanto riguarda le persone che devono interagire con gli animali!). E se questo è il terreno, bisognerà poi vedere all’atto pratico quale ne sarà l’utilità e la portata.

Lo ripetiamo: limitarsi a discutere sul meglio o sul peggio di questi due brutti testi di legge può portare fuori strada, e non vorremmo che così avvenisse: i temi portanti di cui bisogna parlare sono l’inutilità scientifica della vivisezione, gli interessi che la sostengono, come si può efficacemente combatterla, chi e come potrebbe farlo.

Leal contro la direttiva europea sulla vivisezione

10 settembre 2010  
Tema: Proteste e Incontri

La raccolta firme è chiusa perchè la Direttiva è stata approvata, ma grazie alle vostre firme (inviate prima della votazione) abbiamo ottenuto l’attenzione di molti Europarlamentari. Almeno 150 di loro hanno infatti votato a favore degli emendamenti, in parte migliorativi, presentati dai Verdi Europei…purtroppo non erano abbastanza e la Direttiva della vergogna è passata.

Ma non ci fermiamo, la battaglia continua!

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