19 dicembre La giornata dell’Adozione

16 dicembre 2009  
Tema: LEAL informa

giornata_adozione1Leal, in collaborazione con l’Ufficio Diritti Animali del Comune di Milano, organizza la prima giornata dell’adozione il 19 dicembre in Piazza Argentina a Milano dalle 09 alle 12.

Tutti coloro che verranno accompagnati dai compagni a quattrozampe o porteranno materiali per i cani bisognosi (cibo, coperte, medicinali, guinzagli, cucce..) riceveranno un bellissimo gadget in omaggio!

Carissimi amici,
abbiamo bisogno di tutti voi!!! Vogliamo aiutare i cani ospiti presso il canile di Milano o altre strutture dell’hinterland milanese.

Il Natale è alle porte e di conseguenza anche l’inverno… i nostri migliori amici pelosi sono quindi esposti alle intemperie del periodo.

Tantissimi sono i cani randagi che soffrono o periscono soli, al freddo, e tanti altri i cani che trascorreranno il Natale rinchiusi in canile, in una gabbia fredda e desolata.
Vogliamo dire BASTA a questa malinconia, a questa tristezza, a questa ingiustizia e lo faremo scendendo in piazza!
Abbiamo indetto la GIORNATA DELL’ADOZIONE !

Un evento memorabile da ricordare e segnare su ogni calendario.
Veniteci a trovare il 19 dicembre!

L’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone sul tema dell’adozione dei nostri amici a 4 zampe e di comunicare la necessità di aiutare i cani rinchiusi nei canili tramite donazioni, o invio di materiale utile per il loro mantenimento, o attraverso l’attività di volontariato.
I nostri volontari vi aspettano per rispondere alle vostre domande e distribuire materiali sulle problematiche in cui siamo più impegnati, randagismo e vivisezione.

Scaricate la brochure in pdf

Per informazioni: comunicazione@leal.it

Elenco leggi sul maltrattamento animali e il randagismo

8 ottobre 2009  
Tema: LEAL informa, Leggi

Rendiamo disponibile un elenco valido per ciascuna regione italiana sull’adeguamento normativo al fenomeno del randagismo; completa la serie la principale legge nazionale sul maltrattamento di animali e sull’utilizzo di esche vive.

I documenti sono liberamente scaricabili in pdf.

Leggi regionali sul randagismo

 Legge nazionale sul randagismo

Legge sul maltrattamento di animali

Topi da laboratorio, scienza costituita e i mostri che siamo tutti diventati

29 luglio 2009  
Tema: Vivisezione

Le atrocità non sono meno atroci quando succedono in laboratorio e sono chiamate ricerca medica
G. Bernard Shaw

Un articolo dell’Associated Press (AP) del 24 gennaio scorso era svergognatamente titolato “Topi di laboratorio perdono il lavoro”. (Mi fece pensare che se l’autore, Michael Hill, avesse scritto della liberazione di Auschwitz, avrebbe probabilmente dichiarato che gli ebrei europei erano improvvisamente diventati dei “senzatetto”). Nel suo pezzo, Hill parla di possibili “alternative altamente tecnologiche” alla sperimentazione sugli animali. Prima di pensare che questo significhi un importante passo avanti sia moralmente sia scientificamente, leggete la parte finale dell’articolo di Hill: “Taylor Bennett, senior consulente scientifico dell’Associazione Nazionale per la Ricerca Biomedica, sostiene che i test sugli animali costituiscono un metodo essenziale per essere certi che i nuovi prodotti farmaceutici siano sicuri ed efficaci per gli esseri umani”.

Sicuri ed efficaci? Non è così, asserisce Robert Mendelsohn, M.D.: “La ragione per cui sono contrario alla sperimentazione animale è perché non funziona”, spiega. “Non ha valore scientifico e ogni scienziato che si rispetti lo sa”.

Aysha Z. Akhtar, M.D. e M.P.H., senior consulente, e Jarrod Bailey, Ph.D. e senior consulente del Comitato per la Medicina Responsabile, sono unanimi nel dire che “più studiamo la rilevanza degli esperimenti sugli animali, più evidenti ne diventano le lacune”. In una lettera al British Medical Journal del 9 febbraio 2007, Akhtar e Bailey scrivono: “Persino le più impercettibili diversità fisiologiche tra esseri umani e animali possono manifestarsi come profonde differenze nella fisiologia delle malattie e nel loro trattamento efficace e sicuro. Ad esempio, esistono numerose differenze nella fisiologia del cordone spinale, come nella reazione alle ferite tra specie diverse e perfino tra ceppi diversi della stessa specie. E’ probabile che tali differenze abbiano contribuito ai ripetuti fallimenti nella terapia per il cordone spinale, nonostante gli stessi si fossero rivelati sicuri ed efficaci sugli animali.”
Inoltre, aggiungono Akhtar e Bailey, “esperimenti su roditori per predire agenti cancerogeni, con un tasso negativo che si avvicina ai due terzi, può potenzialmente causare una vasta esposizione ad elementi cancerogeni negli esseri umani.” Fanno poi riferimento al superfarmaco Vioxx, che non aveva avuto reazioni negative sugli animali, ma che si è rivelato potenzialmente letale per l’uomo.
“I risultati dei test sugli animali non sono trasferibili tra le specie, perciò non possono garantire prodotti sicuri per l’uomo”, asserisce Herbert Gundersheimer, M.D.

“Da molto tempo è auspicabile un cambiamento di rotta nel nostro metodo di ricerca”, dichiarano Akhtar e Bailey. “Spostare la sperimentazione sugli animali verso metodi di studio delle malattie e di contrasto più accurati è scientificamente superiore e più etico per l’umanità, così come per gli animali”.

“Se si chiede agli sperimentatori perché fanno test sugli animali, la risposta sarà: ‘Perché gli animali sono come noi’,” dice il Professor Charles R. Magel. “Se si chiede agli sperimentatori perché è moralmente giusto fare esperimenti sugli animali, la risposta sarà: ‘Perche gli animali non sono come noi’. Gli esperimenti sugli animali si basano su di una contraddizione di logica”.

Se gli esperimenti sugli animali sono eticamente di una crudeltà insostenibile e segno di una scienza falsa nella fattispecie, perché mai siamo ancora soggetti ad articoli così disinformati come quello di Michael Hill “Topi di laboratorio perdono il lavoro”? Una possibile risposta ci è data dal dottor Gundersheimer: “In realtà i test sugli animali non forniscono ai consumatori protezione da prodotti insicuri, ma piuttosto sono usati per proteggere le varie società a livello legale”.
(Ho appena sentito qualcuno gridare: “Bingo!”?)

James Baldwin ci ricorda che: “Chiudendo gli occhi alla realtà la gente non fa che favorire la propria distruzione”, e che “chiunqe insista nel restare in uno stato d’innocenza molto dopo averla persa, diventa un mostro”.

Fonte www.comedonchisciotte.org

Per non dimenticare – i “padri” della lotta alla vivisezione

29 giugno 2009  
Tema: Vivisezione

A memoria nella storia umana è importante affinché gli sbagli del passato non siano ripetuti e quanto di buono hanno fatto i nostri predecessori non vada perduto.
Questa regola vale anche per il movimento antivivisezionista che non deve mai dimenticare i propri “padri”, ossia quanti con coraggio, che a volte rasentava l’incoscienza, hanno per primi contestato l’orrore e l’errore della vivisezione.

Due persone mi sono immensamente care e dovrebbero esserlo anche per tutti i soci della LEAL: Kim Buti e Pietro Croce. Continua a leggere

No alla fiera del bestiame a Monza

9 giugno 2009  
Tema: Proteste

A Monza, ogni 24 giugno, si tiene una fiera del bestiame. Da due anni Oltre la specie ha organizzato volantinaggi e tavoli informativi per protestare contro l’evento. Decessi e maltrattamenti sono ovviamente la caratteristica di ogni edizione.
Quest’anno abbiamo incontrato il Sindaco e l’Assessore al commercio perché sembrava ci fosse la possibilità concreta di eliminare la fiera sostituendola con una festa alternativa per far conoscere gli animali che vivono nei santuari animalisti. Eravamo già d’accordo con ENPA di Monza, Vita da Cani e Collina dei Conigli per organizzare una festa bellissima e indolore.
Purtroppo, per non si sa bene quali motivi (visto anche il bassissimo costo della nostra proposta) il progetto sia stato scartato e sembra che la fiera si svolgerà nella consueta, incivile modalità.
Stiamo allertando giornalisti, attivisti, simpatizzanti e cittadini per una protesta collettiva. Abbiamo stampato 30.000 volantini che distribuiremo nelle caselle della posta dei monzesi.
Vi preghiamo di andare sul nostro sito http://www.oltrelaspecie.org e firmare la protesta che trovate in home page. Chiunque volesse ulteriori informazioni (comunicato stampa, lettere aperte, testo del volantino,…) o abitasse in zona e volesse aiutarci col volantinaggio, può contattarci all’indirizzo alexgalb@libero.it

Passate parola a tutti i vostri contatti.
Grazie per la collaborazione

OLTRE LA SPECIE www.oltrelaspecie.org

Nasce la Veganzetta, periodico per conoscere il mondo vegan

6 maggio 2009  
Tema: Stampa e Informazione

La “VEGANZETTA” nasce come pubblicazione amatoriale rivolta al vasto pubblico dei non vegetariani o vegani, con notizie ed informazioni, ma anche a chi è già vegano ed intende approfondire determinati argomenti. Proprio il veganismo ed il pensiero antispecista, intesi come basi etiche necessarie per affrontare e tentare di risolvere il problema dello sfruttamento degli
animali e del pianeta da parte della specie umana, saranno le tematiche che la rivista si prefigge di divulgare, analizzare ed approfondire, alla ricerca di un confronto con i lettori che vorranno contribuire alla crescita dell’iniziativa. Il formato è quello del quotidiano, ispirato alle pubblicazioni degli anni ‘20 del ‘900.
VEGANISMO: indica una filosofia ed un modo di vivere che cerca di escludere – nei limiti del possibile – tutte le forme di sfruttamento e crudeltà verso gli Animali. Dal punto di vista della alimentazione denota una dieta del tutto priva di prodotti derivati in tutto o in parte da Animali – Vegan Society
ANTISPECISMO: L’antispecismo è il movimento politico e culturale che si oppone allo specismo. Come l’antirazzismo rifiuta ogni discriminazione basata sulla diversità razziale umana, l’antispecismo respinge quella di specie e sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa non giustifica moralmente o eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro degli altri esseri senzienti. Da Wikipedia, l’enciclopedia libera
PER CONTATTI, INTERVISTE, APPROFONDIMENTI: Redazione Veganzetta – fax 0422
301497 – e mail: info@veganzetta.org

La VEGANZETTA è un foglio informativo in formato A3 stampato su carta riciclata e distribuito gratuitamente, la pubblicazione è divisa in due sezioni, la prima pagina è divulgativa e rivolta ad un pubblico eterogeneo: si parla di animalismo, veganismo, antispecismo e problemi correlati a tali argomenti. La seconda pagina è di approfondimento e destinata ad un pubblico già introdotto nell’argomento veganismo/antispecismo. Il linguaggio che intendiamo usare è innovativo e sarà gradualmente inserito nei testi per guidare il lettore verso una nuova ottica antispecista.
La VEGANZETTA intende diventare un piccolo punto di riferimento per i vegani, un mezzo per diffondere le nostre tematiche e dove confrontarsi. Attendiamo quindi spunti e contributi.
La VEGANZETTA ha una versione digitale online, è possibile infatti scaricare il numero 0 della VEGANZETTA direttamente online all’indirizzo:
www.veganzetta.org

Link diretto:
http://www.veganzetta.org/wp-content/uploads/2007/05/veganzetta_numero0_15_05_07.pdf

Visitate il sito che è aperto ai vostri commenti e alla discussione anche tramite un apposito forum.
IL sito della VEGANZETTA è in continua crescita e funge da approfondimento del giornale cartaceo, in tale luogo virtuale si potranno ampliare gli argomenti affrontati sul giornale, direttamente dal sito ci sono le indicazioni per ricevere via posta la copia cartacea della VEGANZETTA: E’ possibile iscriversi al sito per rimanere aggiornati su tutte le nostre attività e sugli articoli pubblicati, nonché per poter intervenire nel dibattito: http://www.veganzetta.org/ml-subscribe.php
La Redazione www.veganzetta.org

Numero verde per segnalare gli abbandoni

4 maggio 2009  
Tema: LEAL informa

Il COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio mette a disposizione del cittadino un NUMERO VERDE ( 800-253608) per segnalare emergenze legate ad abbandoni o maltrattamenti di animali.

L’intervento del Comando dei Carabinieri può essere sollecitato anche attraverso indirizzo e-mail: cctass@carabinieri.it allegando un eventuale documentazione fotografica. I cittadini saranno periodicamente aggiornati sull’andamento delle loro segnalazioni.
http://www.dogkiss.it/

Il problema dei cani randagi e la psicosi collettiva

2 maggio 2009  
Tema: Stampa e Informazione

Un branco di cani ha ucciso un bambino e ferito altre due persone a Scicli in provincia di Ragusa, al fatto hanno dato ampiamente risalto i media nazionali, hanno mostrato il dolore dei parenti, la rabbia e la paura delle persone, questo ha scatenato e indirizzato l’opinione pubblica in una caccia alle streghe nei confronti dei cattivi di turno: i cani.
Hanno intervistato sindaci, assessori ecc., nessuno però ha chiesto loro come sia potuta accadere una cosa del genere, come mai in Sicilia come nel resto del centro/sud Italia la situazione del randagismo sia da paese del terzo mondo, (non che al nord i cani rinchiusi nei canili privati stiano tanto meglio) come mai nonostante le leggi nazionali e regionali ed i fondi stanziati dallo Stato per
la prevenzione del randagismo non sia stato fatto nulla. In particolare perché nessuno ha domandato al Sindaco di Scicli che in base al D. L. del 31.3.79 è il responsabile del benessere animale sul suo territorio, viste le immagini sul degrado e incuria in cui erano tenuti i cani, se non si sentisse responsabile di quanto avvenuto.
A questo punto vogliamo chiarire una volta per tutte di chi è la colpa.

Chi sono i veri responsabili della morte di Giuseppe Brafa e del ferimento di altre due persone ?
E’ vero che sono stati i cani randagi a uccidere e a ferire, ma:

1- i cani diventano randagi in seguito all’abbandono e chi li abbandona se non l’uomo?
Diciamo allora che i primi colpevoli sono coloro che abbandonano i cani, che poi si riuniscono in branchi, che si riproducono perché nessuno li ha sterilizzati e i loro cuccioli cresceranno selvatici.

2- Sono colpevoli tutti coloro che non sterilizzano i propri animali, che fanno fare loro dei cuccioli,che vengono poi dati per inesperienza a chi li prende facilmente e altrettanto facilmente quando crescono li butta per strada.

3- Sono colpevoli le Amministrazioni comunali inadempienti nei confronti delle leggi nazionali e Regionali.

4- Sono colpevoli le Asl per il mancato controllo del territorio e delle strutture private di ricovero degli animali, spesso dei veri lager che continuano ad operare con il loro beneplacito.

5- Sono colpevoli quei veterinari privati che non informano i loro clienti sull’obbligo dell’iscrizione all’anagrafe canina e consigliano ancora oggi prima di sterilizzare una femmina di farle fare almeno una cucciolata.

Dal 1991 la legge 281 prevede l’obbligo dell’iscrizione all’Anagrafe canina, sono passati 18 anni ed ancora oggi la maggior parte dei cani accalappiati non ha né tatuaggio né microchip, se solo questa legge fosse stata seriamente applicata, insieme ad una seria campagna di sterilizzazioni oggi il problema del randagismo sarebbe quasi inesistente.
In Italia si fanno le leggi, ma nessuno controlla e sanziona chi non le applica.
Il randagismo è un business al quale troppe categorie non vogliono rinunciare, così invece di affrontare il problema in modo serio e risolverlo, continuiamo a mettere una pezza qua e là.
Riportiamo di seguito un articolo tratto dal sito www.ilgiornale.it .

No alle vendette I veri bastardi sono gli uomini
Mark Twain lo sapeva già: «Se raccogliete un cane affamato e gli date da mangiare, potete star sicuri che non vi morderà. Questa è la principale differenza tra l’uomo e il cane».

Verranno abbattuti con un’iniezione, mentre guaiscono a terra, tremando. I cani hanno paura dei veterinari, anche quelli randagi, anche gli assassini. Quando vedono una siringa sbarrano gli occhi. I cani bisogna saperli accarezzare, altrimenti mordono e dimenticano che da millenni amano l’uomo. Il sindaco di Modica abbasserà il pollice e penserà di aver fatto il proprio dovere. Giustizia è fatta. La coscienza è pulita. La morte di un bambino può essere archiviata con un po’ di veleno nelle vene del branco ribelle. L’uomo è un animale meschino, quando trova qualcuno a cui sbattere sul groppone la colpa si sente in grazia con Dio. Basta un agnello sacrificale e tutti i peccati del mondo vengono spazzati via. Il guaio è che i randagi moriranno e non servirà a nulla. Li hanno già catturati. Le agenzie annunciano che hanno preso anche il capo branco, quasi fosse Bin Laden o il brigante Fra Diavolo. L’enfasi è la stessa.

Quello che fa paura è altro. In Sicilia i randagi vagano nelle città e nelle periferie. Si ritrovano in branchi, abbandonati dall’uomo, affamati, cattivi, perché la fame è cattiva, e con la diffidenza negli occhi. La Sicilia è come Budapest, un’altra terra dove l’uomo ha rotto il contratto con il cane. Lo ha ripudiato. E anche lì c’è lo stesso problema. Il branco è pericoloso. Ma all’origine di tutto questo c’è un essere senza morale, l’uomo.
È l’uomo che prende i cani e li abbandona, perché l’amore è fatica. È responsabilità. È impegno. Il cane non è una merce. Non si prende al supermercato. Non lo butti nella spazzatura. E per ucciderlo, comunque, ci vuole stomaco. Il randagismo non è un’invenzione dei cani. È menefreghismo, vigliaccheria, avidità. Tutti difetti umani.

C’è gente che ci campa con i canili. Sapete quanto ricevono dai Comuni i canili in Sicilia? Tre euro al giorno. A Milano 80 centesimi. I canili servono, ma troppo spesso sono solo un affare. È l’uomo che abbandona. È l’uomo che fa diventare il cane selvaggio. È l’uomo che incrocia le razze per moda o brutalità. E crea macchine da guerra. È l’uomo che non fa l’unica cosa saggia da fare di fronte a queste emergenze: sterilizzare i cani randagi. È l’uomo che se ne frega e ora diffonde la paura.

Tutti noi stiamo accarezzando un gioco malsano. Ogni giorno buttiamo fuori chili di paura, li diffondiamo nella società, quasi a voler dare una forma al male che si agita dentro di noi. Stiamo creando eserciti di mostri su cui scaricare ossessioni e sensi di colpa. Oggi tocca ai cani killer, ieri e domani a qualcun altro. La psicosi dei cani assassini farà altro male. Altra gente lascerà per strada il presunto omicida. Paura, paura, paura. Questa è la ricetta per risolvere tutti i nostri problemi. Poi ogni tanto facciamo il nostro sacrificio agli dei. Basta una siringa, un guaito e per qualche giorno siamo liberi dal male”.
Maria Teresa Tabini

Sostieni la Leal con il 5×1000 Irpef: codice 80145210151

1 maggio 2009  
Tema: LEAL informa

La Leal è una Onlus e una Ong affiliata al dipartimento della pubblica informazione dell’Onu.

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Il nostro codice è 80145210151.

2008/2009 Un anno di successi per i volontari di Milano

29 aprile 2009  
Tema: LEAL informa

Sono quasi 10 anni che come volontari Leal svolgiamo la nostra attività presso strutture private nella provincia a nord di Milano, allo scopo di migliorare le condizioni dei cani ricoverati e incentivarne gli affidi.

Ci occupiamo quasi esclusivamente di canili poco conosciuti e poco frequentati, convenzionati da molti anni con quei Comuni che non dispongono di un canile pubblico e che, a pagamento, affidano i propri randagi a terzi.
I cani ospiti in queste strutture private hanno pochissime chance di essere affidati, curati, seguiti: la gestione del canile privato è incentrata sul business, sulla pura attività commerciale; è conveniente trattenere gli animali a lungo per trarne il massimo profitto, spendere per il loro mantenimento il minimo indispensabile e limitarne con ogni mezzo gli affidi.
Con questo tipo di gestione molti proprietari di canili privati in passato si sono abbondantemente arricchiti; una grossa quantità di denaro pubblico è stata sperperata per mantenere centinaia di cani in condizioni anche disperate.

Fortunatamente, seppur lentamente, la tenacia dei volontari animalisti e la maggior della sensibilità generale verso il mondo animale hanno portato a un discreto miglioramento della condizione dei cani all’interno delle strutture che frequentiamo.
In questi 10 anni siamo riusciti ad avere accesso in canili dove era quasi impossibile entrare, dove i cani potevano essere visionati solo su schedari cartacei, dove le adozioni erano inesistenti e le condizioni degli animali davvero precarie. Abbiamo lottato per entrare nei box sovraffollati, per verificare le condizioni di salute dei cani: a volte li trovavamo privi di vita o con gravi patologie trascurate, un’emergenza ne rincorreva un’altra, l’unica terapia concessa era la soppressione.
Gli animali erano alienati, denutriti, senza ripari, prigionieri da moltissimi anni e completamente invisibili al mondo.

Col tempo i volontari Leal hanno saputo ridurre anche del 90% il numero di cani presenti nei canili, pubblicizzandoli con ogni mezzo per affidarli a nuove famiglie, sterilizzandoli, curandoli e, nei casi più gravi, spesso facendosene carico totalmente. Per promuovere gli affidi abbiamo creato un sito interamente dedicato ai trovatelli: www.adottami.it.
Nel contempo abbiamo tentato di sensibilizzare in materia di randagismo sia il privato cittadino, sia le amministrazioni pubbliche illustrando le molteplici problematiche legate agli abbandoni, lo sperpero di risorse e consigliando soluzioni alternative.

In seguito al lavoro tenace degli animalisti, il canile privato, non traendo più vantaggio dal mantenimento dei randagi in numero limitato (specie se si pretende per gli animali un trattamento sanitario ed etologico adeguato) ha rifiutato l’incarico. Dall’inizio della nostra attività 2 di queste strutture hanno rinunciato definitivamente a convenzionarsi coi Comuni e noi lo interpretiamo come un grande successo.

Naturalmente non ci siamo arresi e la nostra attività si è spostata dove altri cani avevano bisogno del nostro supporto; oggi siamo operativi in altri due canili privati nella provincia a nord di Milano. In una abbiamo accesso dal gennaio 2008, in un’altra dal maggio dello stesso anno. Entrambe queste strutture per molti anni o hanno permesso l’accesso alle associazioni in modo limitato, o non lo hanno concesso per niente; molti cani sono stati rinchiusi in gabbia sin da cuccioli e vi hanno trascorso anche 10/12 anni, sballottati anche da un canile ad un altro.
In partenza i volontari Leal erano pochissimi, ma oggi sono molto più numerosi e determinati, forti dell’esperienza maturata, in pochissimo tempo abbiamo potuto raggiungere obiettivi imprevisti.
In un canile abbiamo affidato in un solo anno 86 cani, nell’altro addirittura 90, riducendo il numero dei cani ospiti sino al 30%. Oltre a un notevole risparmio per i Comuni convenzionati, abbiamo garantito un futuro sereno a tutti questi cani che altrimenti sarebbero rimasti in gabbia per il resto della loro vita.
Abbiamo regalato una famiglia a cani molto anziani, cani ciechi, cani malati, cani impauriti o problematici, cani giovani e belli, insomma tantissime persone generose hanno scelto di offrire ai nostri amici pelosi una nuova occasione di vita.
Abbiamo evitato che alcuni di loro venissero trasferiti in altre strutture, dove non avremmo potuto più seguirli personalmente; abbiamo festeggiato per quei cani che hanno trovato casa dopo mille disavventure e abbiamo sofferto per quei pochi che si sono spenti in canile senza possibilità di riscatto.

Noi volontari costantemente sacrifichiamo tempo e risorse per aiutare i “quattrozampe” del canile, li consideriamo tutti i “nostri” cani, li conosciamo uno a uno, cerchiamo di garantire loro il benessere cui hanno diritto, ci sforziamo in tutti i modi di renderli speciali e unici così che ognuno di loro trovi un amico che lo adotti.

Ringrazio personalmente tutti i volontari che in questo ultimo anno si sono uniti al nostro piccolo gruppo, che hanno stravolto le loro vite dedicandosi anima e corpo ai cani sfortunati, che ogni giorno sacrificano la propria vita privata regalando le proprie energie ai cani più sfortunati.
Abbiamo moltiplicato i nostri successi e non ci arrenderemo sino a quando i canili si trasformeranno in un luogo di sfortunato passaggio e non in condanne all’ergastolo.

Chiunque volesse contribuire ed aiutarci a curare, sterilizzare ed affidare i nostri cani può visitare il nostro sito www.adottami.it e conoscere i nostri amici pelosi, oppure versare un contributo sul C/C LEAL indicando come causale ADOTTAMI.

Grazie a tutti i volontari, al nostro webmaster zerty e alle famiglie che hanno accolto negli anni i nostri amici pelosi!

Catherine Maternini

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