Buona lettura #08

Le nostre segnalazioni da non perdere!


Andrea Camilleri
I tacchini non ringraziano
Salani
pp. 196, € 15,90
Isbn 9788893816151
(posted 02/2019)


Nicola Righetti
Tra sacro e vegano
Ferrari Editore
pp. 132, € 15,00
Isbn 9788899971663
(posted 02/2019)


Emmanuelle Pouydebat
L’intelligenza animale
Corbaccio
pp. 208, € 18,00
Isbn 9788867004614
(posted 02/2019)


→ Vai alla pagina LE LETTURE


LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE o BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. PayPal – online

LEAL DA 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE. AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


CATEGORIE LEAL informa, Letture, veganismo |
T A G , , , , , , , |
Lascia un commento

LEAL per l’abolizione della vivisezione: i dati 2017 del Ministero della Salute

RIPORTIAMO I DATI STATISTICI SULL’UTILIZZO DI ANIMALI A FINI SCIENTIFICI PER L’ANNO 2017 DATI CHE CONFERMANO QUANTO A DISCAPITO DELLE TRIONFALISTICHE AFFERMAZIONI DEI SOSTENITORI DELLE 3R (Replacement, sostituzione della sperimentazione animale con metodi alternativi; Reduction, riduzione del numero di animali; Refinement, miglioramento delle condizioni degli animali, principio proposto nel 1959 da W.M.S. Russell e R.L. Burch per ridurre l’impatto della sperimentazione sugli animali) sia inaccettabile come dimostra lo STERMINIO DI DECINE DI MIGLIAIA DI INDIVIDUI NEI LABORATORI DI VIVISEZIONE IN ITALIA.

PER UNA RICERCA HUMAN BASED LEAL SI BATTE PER LA TOTALE ABOLIZIONE DELLA RICERCA CON ANIMALI E PER I METODI ALTERNATIVI SOSTITUTIVI.

Di seguito di dati del Ministero della Salute
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale, n. 28 del 02 febbraio 2019 il comunicato del Ministero della Salute “Dati statistici relativi all’utilizzo di animali a fini scientifici per l’anno 2017”. La direttiva 2010/63/UE, recepita in Italia con il decreto legislativo 26/2014, sancisce infatti l’obbligatorietà per gli Stati membri di fornire a cadenza annuale, le informazioni statistiche relative all’uso degli animali nelle procedure, comprese le informazioni sull’effettiva gravità delle procedure e sull’origine e le specie di primati non umani utilizzati.

Il Ministero della Salute raccoglie i dati sulla base di quanto comunicato entro il 31 marzo di ogni anno dagli utilizzatori, attraverso la Banca dati nazionale per la sperimentazione animale, e provvede alla loro rielaborazione e invio alla Commissione europea.

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

Clicca sull'immagine per ingrandirlaTabella n. 1
Animali naïve utilizzati per specie

Questa tabella fornisce il numero effettivo degli animali utilizzati, ovvero il totale di animali al primo utilizzo (naïve) rispetto alla specie.


Clicca sull'immagine per ingrandirlaTabella n. 2A
Animali naïve utilizzati in base all’origine

Questa tabella fornisce il numero effettivo degli animali utilizzati, ovvero il totale di animali al primo utilizzo (naïve) rispetto all’origine.


Clicca sull'immagine per ingrandirlaTabella n. 2B
Primati non umani naïve utilizzati in base all’origine

Questa tabella fornisce il numero effettivo dei primati non umani utilizzati, ovvero il totale di primati non umani al primo utilizzo (naïve) rispetto all’origine.


Clicca sull'immagine per ingrandirlaTabella n. 3
Generazione primati non umani naïve

Questa tabella fornisce il numero di primati non umani naïve utilizzati, suddivisi in base alla generazione: F0 = animali prelevati in natura e allevati in cattività; F1 = prima generazione allevata in cattività, fuori
dall’habitat naturale; F2 o superiore = seconda generazione allevata in cattività, fuori dall’habitat naturale . Colonia autosufficiente = animali allevati all’interno della colonia o provenienti da altre colonie ma non prelevati allo stato selvatico, tenuti in modo tale da assicurare che siano abituati alla presenza umana.


Clicca sull'immagine per ingrandirlaTabella n. 4
Utilizzi di animali nelle procedure

Questa tabella indica il numero totale degli utilizzi di animali rispetto alla specie, ovvero la somma degli animali al primo utilizzo e di quelli utilizzati più volte.


Clicca sull'immagine per ingrandirlaTabella n. 5
Finalità delle procedure

Questa tabella fornisce indicazioni sulle finalità delle procedure a cui sono sottoposti gli animali, tenendo conto sia degli animali al primo utilizzo (naïve) sia di quelli riutilizzati.


Clicca sull'immagine per ingrandirlaTabella n. 6
Gravità delle procedure

Questa tabella fornisce una panoramica sul livello di gravità delle procedure (non risveglio, lieve, moderata, grave) e indica, per ogni specie, il numero di utilizzi, tenendo conto sia degli animali al primo utilizzo (naïve), sia di quelli riutilizzati.


LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE o BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. PayPal – online

LEAL DA 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE. AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


CATEGORIE Argomenti, LEAL informa, Legislazione, Vivisezione |
T A G , , , , , |
Lascia un commento

17 febbraio giornata nazionale del gatto

Sabato 9 febbraio dalle 9 alle 12.30 circa tavolo di LEAL sezione Cremona sotto la Galleria XXV Aprile lato giardini pubblici. Un tavolo tutto dedicato alla “Festa del gatto”. Saranno esposti tanti bellissimi oggetti a tema gattofilo e distribuito materiale informativo.

festa del gatto primo piano

LEAL dedica uno spazio ai nostri amici felini. Gatti, gattoni, gattini e gattacci che completano le nostre vite, osservano ogni nostro gesto seguono sornionamente ogni nostra attività, rendono più felici le nostre giornate e scaldano i nostri letti.

LEAL ringrazia Rina con il suo chalet per i gatti di Domodossola, la nostra sezione LEAL di Cortemaggiore che segue con dedizione una grande colonia felina, Giusi Terrazzino di LEAL Palermo con Diversamente Mici che con impegno e tante difficoltà salva, cura e riabilita gatti disabili e tutte le volontarie e responsabili di sezione che salvano gatti di ogni età, raccolgono pappe per gli animali poveri. Un pensiero a Daniela di Sommati frazione di Amatrice che con il nostro aiuto sfama e accudisce tanti gatti che vivono tra le macerie delle case distrutte dal terremoto.

Salvare gli animali significa soccorrerli quando sono in difficoltà e sterilizzarli per evitare cucciolate indesiderate.

LEAL sezione Cremona
Giovanna Tarquinio, tel. 339 3840199
giovanna.tarquinio@libero.it


LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE o BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. PayPal – online

LEAL DA 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE. AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


CATEGORIE LEAL informa, Proteste e Incontri, Sezioni |
T A G , , , , , , |
Lascia un commento

Migranti e macellai: salvati dalla Sea Watch, assunti in macelleria

Siamo grati ad Annamaria Manzoni, psicologa e scrittrice fortemente impegnata nella questione animale, che si è resa disponibile a collaborare con LEAL firmando un nuovo articolo di una serie di contributi periodici.

La notizia, così come è data, è una di quelle che allargano il cuore, almeno di coloro che negli immigrati non vedono nemici da cui difendersi, ma umani in difficoltà meritevoli di solidarietà: tre di loro hanno iniziato una nuova vita, assunti da un imprenditore in un paesino della Calabria, all’interno della Sila: fanno i macellai.

Si tratta di tre giovani africani, arrivati da paesi dannati per violenza e povertà (Nigeria, Sierra Leone, Guinea Bissau) con viaggi divenuti drammaticamente usuali, segnati dal deserto e poi da anni di una prigionia fatta da torture irriferibili quale unica cifra della relazione con i potenti e i prepotenti del luogo, e infine un tutt’altro che scontato salvataggio in mare. L’assunzione (a tempo indeterminato !!!) è un epilogo insperato, del quale il datore di lavoro e i suoi concittadini rivendicano orgogliosi l’iniziativa generosa e i tre immigrati considerano una opportunità, che riverbera sull’Italia e gli italiani sentimenti di apprezzamento e gratitudine.

Foto Jo-Anne McArthur

Lieto fine quindi? Forse, ma anche qualche riflessione un po’ più molesta, stimolata dall’associazione con realtà analoghe, più in grande stile, ma di segno davvero simile, considerato che il lavoro di cui si parla contempla il portare a termine “quasi tutto il ciclo della produzione”: in altri termini, la macellazione degli animali. L’associazione è con la notizia di un paio di anni fa, proveniente dal Canada, dove il ministro federale dell’occupazione pensò di assumere rifugiati siriani nei macelli della federazione, in risposta alla non disponibilità dei cittadini canadesi, pur afflitti da una crescente disoccupazione, ad accettare un lavoro basato sull’uccidere animali e lavorare le loro carni. Per quanto riguarda l’assunzione dei tre ragazzi, ci si chiede come mai, in una terra come la Calabria, gravata da indici di disoccupazione alle stelle, quei posti non risultassero già occupati da cittadini italiani.

Spesso il lavoro non lo si può scegliere e, quando si è in reale difficoltà, tanti sono i compromessi che si è disposti ad accettare: ma ciononostante, e pure in periodi di crisi conclamata, quello del macellaio conserva evidentemente la forza respingente che ha sempre portato con sé, fin dall’antichità: lavoro fondamentale visto il grande apprezzamento della carne, come alimento; e lavoro “onesto”, visto che non trasgredisce norma alcuna. Malgrado tutto ciò, lavoro connotato da un disprezzo non espresso a parole, ma nei fatti, tanto forte da assumere una chiara valenza sociale, che lo vede riservato da sempre agli schiavi o, in mancanza, agli strati più miseri della popolazione. Non molto è cambiato nella sostanza nel corso di secoli e millenni: ancora oggi in India a svolgerlo rimangono i paria, sopravvissuti nei fatti alla propria eliminazione legale quale casta reietta; negli Stati Uniti lo fanno spesso gli immigrati clandestini, provenienti dal Messico, senza diritti e senza riconoscimenti, e di conseguenza facilmente ricattabili. In Canada il ricorso agli immigrati esce dalle pieghe del sottobosco illegale ed assume i risvolti di una proposta strutturata, colorata dalle sfumature dell’accoglienza. In Australia si ricorda l’iniziativa di instradare i carcerati al lavoro di macellaio, in preparazione a quello futuro, da esercitare nel mondo libero una volta scontata la pena[1].

Una tale omogeneità di atteggiamenti, sparsa per i continenti, non può certo essere casuale: di fatto quella nei macelli è rimasta attività negletta, a causa delle pesanti condizioni in cui viene effettuata e dei salari tutt’altro che appetibili, ma anche per la connotazione tossica che mantiene, e ancora di più per quello che a volte è lo sconquasso psichico che il lavorarci dentro comporta: si tratta di stare a contatto con la morte violenta di esseri senzienti per la durata della giornata lavorativa, pungolarli ad avanzare nel terrore verso la propria morte, indifferenti alle loro urla disperate che pure invadono le orecchie, agire su di loro con una brutalità, che è parte integrante, imprescindibile, del lavoro stesso: sangue, vomito e feci intorno.

Lo svolgimento della vita di umani e nonumani nei macelli è denunciata nella sua insopportabile durezza da almeno un secolo, da quando il libro The jungle[2] (Upton Sinclair, 1906) ne portò allo scoperto tutto l’orrore: significativo che le reazioni sdegnate che ne seguirono furono innescate molto più dallo scandalo per le terribili condizioni igieniche, foriere di possibili conseguenze per gli umani, che dall’indignazione per il trattamento degli animali.

Ancora oggi, pur sulla scorta di un’accresciuta sensibilità nei confronti degli animali, a smuovere le coscienze nei confronti della realtà dei mattatoi non sempre è la loro difesa: non è raro, infatti, che le inchieste siano seguite solo da una sorta di denuncia sindacale, per la violazione dei diritti dei lavoratori: come se fossero solo questi i diritti violati. Denuncia sindacale che comunque resta imperfetta, incapace com’è di mettere a fuoco, tra i tanti rischi e i fattori patogeni di cui i lavoratori sono vittima, il peso psichico, le ricadute sull’emotività, l’incidenza negativa su aspetti della personalità, tutti elementi che talora si strutturano in vere e proprie patologie psichiche, che restano ancora escluse dal focus della salute sul lavoro.

A questa omissione dovrebbe ormai essere posto rimedio data l’esistenza di studi che hanno inquadrato con un nome e dato diritto di riconoscimento al forte disagio, che può derivare dall’essere perpetratore in prima persona di una violenza reiterata, legale o meno che sia: si tratta di un disordine psichico, il “trauma del perpetratore” (Pits, Perpetration-Induced Traumatic Stress), conseguente alla partecipazione diretta ad uccisioni di massa, che si manifesta con sintomi quali depressione, dissociazione, paranoia, ansietà, panico, abuso di sostanze, incubi violenti. Se primi oggetti di studio sono state le situazioni caratterizzate da vittime umane, le stesse dinamiche sono ormai riconosciute anche nei contesti in cui le vittime sono animali; tipico il caso, per esempio, di veterinari indotti a procurare la morte di molti soggetti sani, per esempio in risposta ad una “superproduzione”, un eccesso di individui, scomodi al “sistema”. In altri termini, uccidere a ripetizione può traumatizzare chi lo fa: anche se si tratta di Animali.

Approfondire la situazione nei macelli, luoghi gravati da “ambiguità morale” secondo le parole della sociologa australiana Nik Taylor, fino a riconoscerne la potenziale essenza patogena per i lavoratori, potrebbe avere conseguenze davvero grandi.

La vita dannata al loro interno è testimoniata, oltre che dai filmati clandestini, dalla letteratura, per sua stessa natura in grado di vivificarne la rappresentazione con la costruzione di personaggi che ne portano in sé la drammatica complessità. È il caso della brasiliana Ana Paula Maia con il suo “Di uomini e di bestie”[3], libro in cui il mattatoio emerge come luogo oscuro e maleodorante e i lavoratori come bastardi “nessunizzati”, calati in una catena di morte che uccide decine o centinaia di animali al giorno, per pochi centesimi ognuno volendo fare i conti. Per loro ogni giorno è dramma; qualcuno è parte così incistata nel meccanismo violento delle uccisioni da prolungare artatamente la sofferenza delle vittime per gustare il piacere perverso che ne deriva; qualcuno è emotivamente anestetizzato, incapace di modulare le proprie reazioni a seconda che abbatta un bue nel mattatoio o invece un motore in un’officina; qualcuno restituisce alla volontà divina la responsabilità del lavoro sporco che gli tocca fare a beneficio di altri, che non ci stanno a svolgerlo. Chi possiede una capacità empatica che dilata nel suo petto la sofferenza di ogni animale come fosse propria, incanala la sua protesta nel ruolo di giustiziere e ripropone contro un compagno di lavoro sadico lo stesso gesto con cui stordisce ogni animale: spaccandogli la testa, senza esitazione e senza rimorsi, perché lui sì che se lo è meritato, non come i buoi dagli occhi neri e profondi che cercano inutilmente il suo aiuto dall’ingiustizia o le pecore, che si inginocchiano e piangono quando muoiono. Lì dentro uomini e animali respirano lo stesso odore della morte, gli uni e gli altri vittime: ma solo gli animali davvero innocenti, perché “gli uomini delle bestie” sono al tempo stesso anche carnefici, per sempre contaminati dal sangue.

Per tornare alla notizia di apertura: per quanto non siano disponibili dati statistici sulla provenienza dei lavoratori nei macelli italiani, gli stranieri sono di certo molti, in alcuni casi, come pare nel macello di via Treves a Torino, addirittura la totalità degli assunti. Se il lavoro di macellare gli animali sta progressivamente diventando appannaggio di immigrati, bisogna aggiungere un’ulteriore riflessione: chi arriva da terre di guerra, sangue, morte e sopraffazione, immesso in un luogo di altro sangue, altre morti e altre sopraffazioni, è condannato a rivivere in forma diversa le tragedie da cui ha tentato di fuggire: passare dal ruolo di vittima a quello di carnefice non esenta dalla immersione in un inferno di sofferenza, quando forse nelle speranze e nei progetti vi erano pace e solidarietà.

È il tempo di vedere i mattatoi per quello che sono, luoghi di violenza, fucine di brutalità, destabilizzanti per loro stessa natura. La risposta, se vogliamo restare umani, non è riservarli a chi sta peggio: è tempo di chiuderli, perché, diceva Guido Ceronetti, “per quanta giustizia possa esserci in una città, basterà la presenza del mattatoio a farne una figlia della maledizione”.

L’argomento è trattato più estesamente in “Sulla cattiva strada”, Sonda 2014
[1] Programma “Sentenced to a Job” del Governo del Territorio del Nord del continente australiano.
[2] Upton Sinclair: “The jungle”, Net, Milano 2003.
[3] Ana Paula Maia: “Di uomini e di bestie”, La nuova frontiera 2016

Manzoni_ritratto_firma

LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE o BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. PayPal – online

LEAL DA 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE. AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


CATEGORIE Argomenti, LEAL informa, Vivere eticamente |
T A G , , , , , , , |
Lascia un commento

RadioVeg.it intervista Simona Donna di LEAL sezione Torino

simona donna radio veg it_Simona Donna, responsabile LEAL sezione Torino, parla della sua scelta vegana, del suo attivismo per gli animali e di Torino, la città più vegan d’Italia, con Grazia Cominato di RadioVeg.it.

Ascolta la registrazione dell’intervista di RadioVeg.it (07:06):



LEAL sezione Torino
Simona Donna
, tel. 339 7729680 ore 16.30-20.30
lealsezionetorino@gmail.com


LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE o BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. PayPal – online

LEAL DA 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE. AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


CATEGORIE LEAL informa, Sezioni, veganismo |
T A G , , , , , , , |
Lascia un commento

I cinque articoli più letti di gennaio 2019

conferenza maltrattamento PUBBLICO 2



LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE o BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. PayPal – online

LEAL DA 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE. AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


CATEGORIE Agenda, Argomenti, Donazioni, LEAL informa, Legislazione, Proteste e Incontri, Sezioni |
T A G , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , |
Lascia un commento

Pubblicità ingannevole e prodotti di origine animale

Giovanna Curiale di Radio Spazio Noi intervista intervista Silvia Premoli, responsabile comunicazione di LEAL Lega Antivivisezionista.

Ascolta la registrazione dell’intervista di Radio Spazio Noi (09:39)

LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE o BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. PayPal – online

LEAL DA 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE. AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


CATEGORIE Argomenti, LEAL informa, Vivere eticamente |
T A G , , , , |
Lascia un commento

Adozioni a distanza per gli amici ospiti del rifugio “A casa di Lucky” di LEAL Catania

a casa di lucky leal cataniaI cani di Rosalba a Catania sono ospiti del rifugio da lei creato e curato personalmente per loro. In questo spazio ai quattro zampe viene dedicato tempo, coccole, cure e attenzioni, ma a causa dei tanti casi di cani in difficoltà e delle richieste di aiuto che arrivano alla nostra sezione quotidianamente ora sono indispensabili adozioni a distanza.

È stata anche creata una pagina fb che raccoglie i fondi per la manutenzione del rifugio.

 Grazie a chi vorrà contribuire! 

→ Pagina fb raccolta fondi

LEAL sezione Catania e Provincia
Rosalba Filippelli

lealcataniaeprovincia@gmail.com

a casa di lucky leal catania 2

a casa di lucky leal catania 3


LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE o BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. PayPal – online

LEAL DA 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE. AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


CATEGORIE Donazioni, LEAL informa, Sezioni |
T A G , , , , , , |
Lascia un commento

Firma anche a Messina la nostra proposta di modifica costituzionale

LEAL torna in piazza a Messina dopo il successo delle giornate del 12 e 13 gennaio, grazie al MeetUp Grilli dello Stretto: in piazza Cairoli, sabato 26 e domenica 27 gennaio con un tavolo di raccolta firme per la modifica costituzionale proposta dalla Lega Antivivisezionista a livello nazionale per inserire nel nostro ordinamento la tutela animale.

LEAL_header_2018_firma

 Vi aspettiamo! 

→ Per approfondire.

LEAL sezione Messina
Agata Pandolfino
, tel. 090 311271
agatapandolfino@alice.it

Se vuoi aiutarci a raccogliere le firme nella tua città chiedi info:
LEAL SEDE
Alessandra Schiavini
tel. 02 29401323
lealsede@leal.it

→ Vuoi cambiare il destino degli animali?

→ LEAL in Cassazione per la tutela del benessere animale

→ Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la proposta LEAL


LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE o BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. PayPal – online

LEAL DA 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE. AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


CATEGORIE LEAL informa, Proteste e Incontri, Sezioni |
T A G , , , , |
Lascia un commento

Italia-Olanda andata e ritorno. I 17 macachi che nel 2016 dal Parco di Cavriglia (AR) furono inviati in Olanda sperando in una sistemazione migliore tornano in Italia e finiscono allo zoo di Napoli

È di questi giorni l’annuncio che allo zoo di Napoli arrivano 17 macachi del Giappone provenienti dalla AAP olandese. “Abbiamo conferma – dichiara Bruna Monami, responsabile della sezione LEAL di Arezzo – che i macachi sono quelli che partirono da Cavriglia, in provincia di Arezzo, con destinazione Olanda in cerca di una sistemazione ideale. A distanza di due anni gli animali vengono invece di nuovo riportati in Italia destinati a uno zoo e questo era quello che LEAL a suo tempo aveva cercato di evitare”.

Macachi 1 a Cavriglia

Il trasferimento in Olanda dei macachi, che vivevano all’interno di una fatiscente struttura, venne inizialmente proposto da LEAL nell’ambito di un progetto che si occupava dello svuotamento del vecchio parco-zoo all’epoca esistente a Cavriglia.

Il progetto, portato avanti da LEAL sezione di Arezzo, insieme all’ideatore Francesco Cortonesi e al gruppo “IoStoConBruno”, godeva del consenso delle Istituzioni locali e partiva dal concetto che fosse necessario superare l’idea obsoleta dello zoo. Per far sì che questo accadesse LEAL si assunse l’onere del trasferimento di molti di loro. Così circa quaranta animali furono trasferiti in santuari italiani dove ancora vivono grazie a LEAL che provvede economicamente al loro mantenimento.

Per quanto riguarda invece i macachi giapponesi, estremamente difficili da sistemare, fu individuata la AAP in Olanda, centro di recupero di animali esotici, che si offrì di ospitarli in attesa di una sistemazione consona alle loro esigenze etologiche.

Come primo accordo la AAP si impegnava con LEAL a non cedere gli animali a laboratori di ricerche mediche prevedendo al contempo la possibilità di una loro sistemazione definitiva in luoghi dove potessero vivere in una sorta di semilibertà senza essere rinchiusi in gabbie.

A quel punto i contatti presi con gli olandesi furono passati alle Istituzioni del luogo per iniziare le pratiche riguardanti la proprietà degli animali. Da quel momento in poi, LEAL e i volontari vennero estromessi dal progetto, non ricevettero nessun aggiornamento dello stato delle cose e non poterono stringere gli accordi definitivi con l’associazione olandese.

La notizia del trasferimento dei macachi nel mese di luglio 2016 arrivò per vie traverse senza che LEAL fosse avvisata. La mattina del trasferimento i volontari si presentarono all’entrata del parco di Cavriglia e non furono fatti entrare. Il giornali riportarono che il trasferimento era stato effettuato dall’associazione “Salviamo gli orsi della luna”, della signora Carmen Aiello, che era subentrata a LEAL senza che questa fosse stata messa al corrente. Il team che si occupava della sedazione e della cattura era formato da veterinari che operavano nell’ambito degli zoo tra i quali quello di Napoli.

“Ora i macachi – prosegue Bruna Monami di LEAL – dopo due anni tornano in Italia e finiscono allo zoo di Napoli, una realtà che negli anni passati è stata coinvolta in un fallimento ed è stata oggetto di denunce per degrado degli ambienti dedicati agli animali. Non sapevamo nulla di questo trasferimento e non sappiamo per quali motivi la AAP abbia deciso di cedere gli animali a una struttura dove vengono utilizzati a fini economici. Non sappiamo quali siano stati al tempo gli accordi definitivi stretti con l’Amministrazione di Cavriglia. Ci rammarichiamo però nel vedere come gli animali siano trattati ancora una volta come cose e non come esseri senzienti, trasportati in giro per l’Europa per poi finire nuovamente prigionieri in uno zoo”.

LEAL e il gruppo “IoStoConBruno”
Bruna Monami vicepresidente LEAL
responsabile LEAL sezione Arezzo

tel. 347 6192617
 


LEAL_5x1000_animata_det → IL TUO 5×1000 A LEAL C.F. 80145210151 
 
 → SOSTIENI LEAL: DONA ORA! 

EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:
LEAL Lega Antivivisezionista, via L. Settala 2, 20124 Milano
indicando sempre nome, cognome, indirizzo
e precisando nella causale: “LIBERA DONAZIONE o BORSA DI STUDIO RICERCA METODI SOSTITUTIVI”

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. PayPal – online

LEAL DA 40 ANNI SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE E DAL 1981 FINANZIA LA RICERCA SENZA ANIMALI. Grazie al sostegno di medici e ricercatori antivivisezionisti si può contare su una ricerca etica e scientificamente attendibile che salvaguardi la vita di uomini e animali.
MA SERVONO FONDI PER FINANZIARE I METODI SOSTITUTIVI CHE NON USUFRUISCONO DI SOVVENZIONI PUBBLICHE. AIUTA LEAL A SOSTENERE LA RICERCA SENZA ANIMALI! 


CATEGORIE LEAL informa, Proteste e Incontri, Sezioni |
T A G , , , , , , , |
Lascia un commento