Siero bovino usato nei laboratori: una tortura su feti a termine e neonati

LA DOTTORESSA MIRTA BAJAMONTE IMPEGNATA SUL FRONTE DELLA RICERCA HUMAN BASED SI UNISCE ALL’INDIGNAZIONE DI LEAL NEI CONFRONTI DI CHI FA SPERIMENTAZIONE SENZA ANIMALI MA NON DICHIARA L’USO DEL SIERO BOVINO.

I giorni scorsi abbiamo ricordato attraverso i nostri social di una vergognosa e crudele realtà taciuta assieme a tante altre da chi pratica la sperimentazione animale ma che viene purtroppo taciuta anche da chi fa sperimentazione vantandosi di utilizzare metodi alternativi sostitutivi. Ovvero l’utilizzo di siero bovino ricavato da feti di vitelli ancora vivi e senzienti. Riportiamo di seguito la nostra pubblica denuncia che come LEAL Lega Antivivisezionista ci siamo sentiti di fare stigmatizzando i ricercatori che vantando l’utilizzo di metodi sostitutivi alternativi non utilizzano animali ma mantengono l’uso del siero bovino nelle loro ricerche per le quali chiedono e usufruiscono di finanziamenti pubblici.

IL SIERO FETALE È UNO DEI SOTTOPRODOTTI DEL MACELLO
SI TROVA IN UN GRAN NUMERO DI VACCINI ED È USATO ANCHE COME COMPLEMENTO NUTRIENTE PER TUTTE LE COLTURE DI CELLULE EFFETTUATE IN LABORATORIO POICHÉ FAVORISCE LA CRESCITA DELLE CELLULE

Come viene prelevato dalle mucche?
Alcune mucche portate al macello sono gravide (le stime dicono il 20/30%). Dopo essere state abbattute, il loro feto, ancora vivo, è estratto dal loro utero per incisione. Un grosso ago gli viene immesso nel cuore, i cui battiti permettono di prelevare il sangue senza sforzo. Questa puntura cardiaca, considerata estremamente dolorosa, provoca una morte lenta per asfissia. Gli studi hanno dimostrato che anche un feto di 3 mesi ha la predisposizione fisiologica per sentire dolore. La maggior parte dei feti prelevati ha dai 6 ai 9 mesi, ed è in grado di respirare da solo quando l’ossigeno viene a mancare. I feti sono quindi perfettamente consapevoli e provano una grande sofferenza durante la loro lenta agonia. Non dimentichiamo inoltre il dolore che sentono dopo essere stati strappati dalle spoglie della loro madre.
I più grandi produttori di siero sono gli Stati Uniti, l’Argentina, la Nuova Zelanda, l’Australia e la Francia in Europa. Ogni anno sono raccolti nel mondo 800.000 di litri di siero all’anno che equivale ad impiegare circa 2 milioni di feti bovini sottoposti al prelievo del loro siero, e le proiezioni prevedono aumenti nella produzione.

La domanda di siero continua a crescere, motivata dall’aumento delle colture vegetali in vitro, che dovrebbero sostituirsi ai test sugli animali (che ironia). Le istanze europee per lo sviluppo dei metodi alternativi alla vivisezione, hanno firmato una dichiarazione a favore dell’uso di sostituti sintetici ai sieri di origine animale utilizzati per le colture cellulari, riconoscendo la sofferenza e il problema etico dell’uso di siero di vitello fetale.

→ Approfondimento consigliato

La professoressa Mirta Bajamonte ci invia un suo contributo che volentieri pubblichiamo sull’argomento.

In riferimento alla pubblicazione di notizie riguardanti l’uso di siero fetale bovino come additivo di terreni di coltura nei laboratori di ricerca, paradossalmente votati ai metodi alternativi alla sperimentazione animale, sorgono come dovuto dovere da parte di un ricercatore come me, importanti e sottili considerazioni su base scientifica e di pura logica.

Il fatto che dei metodi di ricerca siano “alternativi” alla sperimentazione animale è già una definizione errata perché lasciano spazio al pensare che, in quanto alternativi, la sperimentazione animale ha ragione di esistere su base scientifica, sapendo perfettamente che chi effettua ricerca con metodi diversi dagli animal testing, conosce benissimo la non base scientifica degli stessi.

Pertanto i metodi di ricerca che non sono basati sulla sperimentazione animale, possono essere SOLO E SOLTANTO sostitutivi e NON alternativi, evitando di dare spazio a insenature concettuali basate su ipocrisie opportunistiche di diversa natura, dalla carriera universitaria al business farmaceutico, a dir poco scandaloso, coperto dal benestare delle istituzioni di governo nazionali ed internazionali.

Entrando nel merito dei metodi sostitutivi, e quindi soltanto di ricerca human based, è assoluta follia utilizzare siero fetale di bovino per addizionare terreni di coltura di varia natura: dai laboratori di ricerca di biologia molecolare, a quelli di genetica medica, a quelli di fecondazione assistita umana, dove ancor di più l’uso di siero fetale bovino è pura eresia, visto che il metodo più consono alla specie umana è quello di aggiungere ai terreni di coltura in vitro per gameti ed embrioni umani o il siero autologo della paziente in corso di assistenza o il siero sintetico che rappresenta lo strumento più idoneo per abbattere ogni sorta di variabile scientifica in qualunque studio basato su trial clinici degni di essere chiamati tali nella ricerca human based.

A tal proposito, nell’ambito della mia carriera professionale in ambito di fisiopatologia della riproduzione umana, avendo sempre svolto solo e soltanto ricerca human based, ricordo un episodio vissuto in un congresso dove veniva presentato il metodo di creazione di un nuovo terreno di coltura che sarebbe stato la rivoluzione per alcune tipologie di pazienti infertili affette da alcune patologie che le ponevano in una condizione di estrema difficoltà nel produrre ovociti sotto terapia adeguata per un programma di fecondazione assistita. Per un fatto di prevenzione legale non nomino il terreno di coltura, la casa che lo stava mettendo in produzione, ne tanto meno la collega che si apprestava a presentare la ricerca che avrebbe portato alla creazione del terreno.

Ebbene, in quella occasione fu detto in aula che il terreno studiato ad hoc era stato supplementato da siero fetale bovino per aggiungere principi nutritivi al prodotto al fine di migliorare le “prestazioni in vitro” dei gameti femminili. Scandalizzata, ricordo che fui l’unica ad alzarmi in aula prendendo la parola evidenziando la grande eresia fatta, essendoci la possibilità di utilizzare il siero sintetico prodotto in vitro, che avrebbe simulato perfettamente i componenti del siero umano quali principi nutritivi atti allo scopo.

E precisai anche che l’uso eventuale del siero omologo della paziente sottoposto a studio non andava considerato come alternativa, perché nell’ambito di una casistica di studio, sarebbe stata una forte variabile in termini di dati statistici scientificamente significativi per interpretare i dati scientifici estrapolati alla fine della ricerca. Ricordo benissimo che la risposta ricevuta fu nei termini di dimenticanza procedurale.

Cosa dire alla fine di tali considerazioni semplicemente che anche nella ricerca e nei metodi di ricerca sostitutivi (perché soltanto quelli vanno definiti ricerca) è necessario avere il coraggio di scelte di protocolli chiari, coerenti e mirati allo studio serio della patologia che ci si appresta a studiare, sia essa una patologia a competenza diretta o indiretta come nel caso di effetto collaterale ad altra patologia principale dell’uomo che ne è affetto.

Auspichiamo quindi prospettive in tempi veramente brevi di cambi di rotta radicali, indice di responsabilità scientifiche basate su onestà intellettuale.

Professoressa Mirta Bajamonte
Presidente Penco Bioscience
Presidente IVF Mediterranean Centre


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LEAL patrocina anche quest’anno la partecipazione del ciclista vegan per gli animali alla Race Across Italy

È iniziato il conto alla rovescia per la seconda partecipazione alla Race Across Italy (RAI) di Paolo Barbon, ciclista vegan ed attivista per i diritti degli animali non umani che partirà da Silvi Marina il 26-28 aprile ore 10.00 che vedrà l’atleta impegnato in un circuito di 800 km di ultracycling.

Come per l’edizione 2018, anche quest’anno Bike for Animals in collaborazione con il rifugio Vivi gli Animali di Collegno, con la partecipazione alla RAI promuoverà la causa vegana: l’atleta Paolo Barbon, fondatore di Bike for Animals, movimento che unisce la passione per le sfide ciclistiche alle battaglie per i diritti animali, sottolinea la scelta vegana che a dispetto di tanti pregiudizi sulla nutrizione degli sportivi gli consente di affrontare sfide estreme, escludendo ogni alimento di origine animale. Il significato della sua partecipazione è anche a sfondo benefico perché per aiutare la causa animale ha messo all’asta a 1 euro al km gli 800 km di percorso: i fondi raccolti saranno devoluti all’associazione LEAL Lega Antivivisezionista.

Paolo Barbon ricorda: “Sono vegano da 14 anni e questo non mi ha mai impedito di affrontare allenamenti molto impegnativi. Affronterò per la seconda volta il percorso RAI per portare alta la bandiera di uno stile di vita rispettoso di ogni essere vivente. Ho deciso di affrontare anche quest’anno questo circuito estremo che mi ha richiesto una severa preparazione per essere presente con un messaggio forte dove porterò anche la bandiera di LEAL con la quale ho stretto una partnership visto l’identità di vedute e obiettivi in un contesto con molto pubblico e stampa”.

→ Pagina fb evento

Paolo Barbon
cell. 3478594552
brbpla66@gmail.com


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NO alla Pasqua di sangue: ferma la strage!

Sabato 20 aprile si è svolto il presidio organizzato da LEAL sezione di Torino con la collaborazione di Animal Renegades. Simona Donna, responsabile LEAL della sezione locale, ringrazia gli attivisti e le attiviste con hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento con la loro presenza e con la preparazione di materiale.

Una giornata intensa e di grande impatto anche emotivo tesa a sensibilizzare le persone contro il consumo di carne che durante le festività aumenta e si estende anche agli agnellini: un invito a scelte etiche e alla riflessione.

LEAL sezione Torino
Simona Donna,
tel. 339 7729680 ore 16.30-20.30
lealsezionetorino@gmail.com

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Buone notizie per la lupetta Lucy: intervento riuscito recupererà la vista. Salvata da LEAL sezione di Piacenza che chiede un ultimo aiuto per lei

Lucy un pastore tedesco femmina salvata da Giustina De Rosa di LEAL Piacenza è stata operata venerdì 12 aprile agli occhi. L’intervento è riuscito e secondo l’oculista che le ha anche impiantato due cristallini artificiali, già nell’arco di una settimana recupererà quasi completamente la vista. Sono previsti ulteriori controlli e un periodo di convalescenza di 45 giorni, che Lucy trascorrerà a casa di una volontaria.

LEAL PIACENZA CANE Lucy
 
Nel frattempo Lucy si sta riprendendo tra cure, coccole e attenzioni, anzi sta diventando una star visto che i giornali si sono interessati a lei e la sua storia è stata pubblicata anche sul quotidiano locale di Piacenza “Libertà”.

Giustina e Lucy ringraziano i benefattori che con le loro donazioni hanno versato gran parte della cifra necessaria per saldare le spese dell’intervento. Mancano ancora gli ultimi 500 euro per chi vorrà aiutare le sezione che per questa cagnolina ha sostenuto tante spese.

→ La storia di Lucy a questo link
 
 Grazie per il vostro aiuto! 

CAUSALE: Cane Lucy LEAL Piacenza
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LEAL Sezione Piacenza
Giustina De Rosa
, tel. 339 8456178
lealpiacenza2019@gmail.com

La fattura del veterinario:
 


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LEAL invita a celebrare la Pasqua senza crudeltà

Un segno di rispetto per tutti gli esseri viventi rinunciando quindi non solo all’agnello, che molti considerano una “tradizione”, ma anche rinunciando a tutti gli altri animali. Lasciamoli vivere perché cambiando la vittima non si salvano vite!
Se qualcuno muore o soffre a causa delle nostre scelte che festa è?
 
LEAL AUGURA A CHI FESTEGGIA LA PASQUA UNA BUONA FESTA VEGAN! 


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LEAL scrive al Presidente del Consiglio e alla Ministra della Salute

LEAL Lega Antivivisezionista invia con posta certificata un messaggio, che porta anche la firma di Fondazione Hans Ruesch, alla Ministra della Salute Giulia Grillo, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai portavoce al Senato e alla Camera Gianluca Patuanelli, Stefano Perilli, Francesco D’Uva e Rachele Silvestri: un appello che ufficializza l’impegno di LEAL Lega Antivivisezionista e Fondazione Hans Ruesch per dire NO ALLA CANCELLAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO 26/2014 che include dei miglioramenti alla tutela degli animali nel recepimento italiano della Direttiva 63/2010, cancellazione che la 12a Commissione permanente “Igiene e Sanità”, in data 12 marzo 2019, ha approvato con l’assenso favorevole del Sottosegretario alla Salute Luca Coletto (Lega) l’impegno formulato dalla relatrice Senatrice Sonia Fregolent (Lega) con il parere sul DOC LXXXVI, n. 2.

Con questo atto è stato chiesto al Governo di eliminare tutto il lavoro fatto al momento del recepimento della Direttiva 63/2010 sulla sperimentazione animale dopo le mobilitazioni di piazza di milioni di cittadini e cancellare i miglioramenti italiani rispetto agli altri Paesi europei.

Nella lettera inviata si sono fatte precise richieste: si è ricordato alla Ministra Grillo e al Presidente Conte che i cittadini tutti che si riconoscono nei principi democratici, nonché gli oltre 15.000 italiani che in pochi giorni hanno firmato la petizione tuttora aperta chiedono assicurazione da parte del Governo del rispetto del dibattito civile e politico che portò nel marzo 2014 al recepimento della citata Direttiva 63/2010, con il D.lgs. 26/2014.

LEAL e Fondazione Hans Ruesch hanno inoltre chiesto che sia resa pubblica, al fine di favorire un trasparente dibattito democratico, tutta la documentazione in possesso dell’Italia e dell’Europa, sulla base della quale la 12a Commissione si è pronunciata per il recepimento in toto della direttiva e l’abrogazione del D.lgs. 26/2014. Nel testo della lettera non si è trascurato di ricordare alla Ministra Grillo e al Presidente Conte quanto i cittadini italiani abbiano a cuore la questione animale, sottolineando che secondo i dati del Rapporto Italia Eurispes 2016 l’80,7% degli italiani è contrario alla vivisezione, o sperimentazione animale, e che quello del 2019 rivela che un terzo degli italiani ha in casa almeno un animale domestico (33,6%) cane o gatto, per un totale di 60.5 milioni di animali in Italia (15 milioni di cani e gatti, pesci 30 milioni, piccoli mammiferi e rettili più di 3 milioni e quasi 13 milioni di uccelli; dati Assalco 2018, Pet in Italia). Inoltre, la pet-economy è stimata 2 miliardi e 51 milioni di euro annui nel 2018, solo per il pet-food (Rapporto Assalto-Zoomark 2018).

Si ricordano anche i 500.000 italiani firmatari della ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) “Stopvivisection” e la volontà dei cittadini europei di arrivare al superamento della sperimentazione animale, attraverso l’uso e l’ulteriore sviluppo dei metodi di ricerca avanzati senza animali e specifici per gli esseri umani.

LEAL Lega Antivivisezionista ha ricordato attraverso il sito e social la beffa che fino al 31/12/19 sono state concesse delle deroghe a chi pratica la sperimentazione animale e agli allevamenti di cani e primati destinati alla vivisezione (Art 42 comma 1 D.Lgs. 26/2014 prorogata da L.19/2017); allevamenti che a fine anno non sarebbero più leciti ma con la richiesta fatta non solo proseguirebbero la loro attività, anzi peggio: se ne potrebbero autorizzare di nuovi. Sarebbe ancora consentita la sperimentazione per xenotrapianti, sostanze d’abuso e senza anestesia fino alla possibilità di sperimentare sui randagi. Ecco quindi che con varie proroghe si è proseguito e si sta proseguendo utilizzando gli animali come se nulla fosse!

→ Approvazione 12a Commissione

→ CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE


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Sfoglia online l’ultimo numero della nostra rivista “La Voce dei Senza Voce” n. 113

È online l’ultimo numero della nostra rivista “La Voce dei Senza Voce” n. 113 primavera 2019 con i contributi di: Gian Marco Prampolini, Bruna Monami, Candida Nastrucci, Silvia Premoli. Buona lettura.

Sfoglia online → “La Voce dei Senza Voce” n. 113

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cover_LEAL_VOCE_113L’editoriale di Gian Marco Prampolini
Presidente LEAL

IL DUBBIO

Tranquilli non starò  a raccontarvi la trama di questo bellissimo film (2008) interpretato dalla brava Maryl Streep rovinandovi così il finale: il dubbio che mi attanaglia e che vi sottoporrò sarà un altro.
Quando leggerete queste mie riflessioni, a Roma il 31 marzo si sarà svolta una importante manifestazione per i diritti degli animali: “ANIMALI NON OGGETTI MA SOGGETTI”, questo il tema.
Fin qui tutto bene, chi non vorrebbe che gli animali fossero finalmente portatori di diritti? Infatti, sarebbe bello poter vedere condannare magari con la galera chi trascina una mucca con le zampe spezzate verso il boia o le persone che infieriscono sui randagi.

Ebbene, noi di LEAL sei mesi fa avevamo iniziato una raccolta firme per il cambiamento della Costituzione Italiana dove volevamo che venisse inserita la frase “e del benessere animale” dopo “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali” (art. 117). Una semplice frase per far entrare gli animali a pieno diritto nella nostra Costituzione. Ebbene, credete che questa fondamentale iniziativa (dovevamo raccogliere 50.000 firme in sei mesi) sia stata presa in considerazione e condivisa dalle altre associazioni animaliste? Purtroppo la risposta è NO.
Non farò i nomi di queste associazioni né tanto meno i ridicoli motivi per la non adesione all’iniziativa. Alcune di queste associazioni però erano in piazza con bandiere in bella mostra e slogan, la solita passerella pro domo.
Era un’importante occasione per gli animali ed un fondamentale passo in avanti nella civiltà, una risposta concreta contro chi uccide, incatena, violenta e infierisce contro inermi creature, ma siccome le associazioni animaliste sono gestite da umani, ecco che si perpetra un altro danno contro di loro.

Noi comunque alla manifestazione ci siamo andati per portare avanti la nostra lotta, quella che dovrebbe essere la lotta di tutti.
A questo punto mi sorge il famoso dubbio: “Era meglio andare al cinema?” No, credo di no.
Per fortuna parlare con tanta gente che quotidianamente salva gli animali, con enormi sacrifici, ci ridà la carica per provare ancora a fare qualcosa di grande. Ed è qui, in queste azioni, che LEAL si trova a proprio agio, fuori dagli schemi e dal protagonismo nocivo.

Continuate a seguirci e a sostenerci!

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Primavera: attenzione a pulci e zecche

La bella stagione porta con sé una ventata di freschezza, di rinnovamento e di tiepida euforia: la natura si risveglia, le piante rinverdiscono, sbocciano le gemme, i fiori ci rallegrano con i loro colori, per molti animali inizia la stagione riproduttiva e anche i piccoli invertebrati riprendono, dopo la pausa invernale, le loro consuete attività. L'aumento della temperatura ambientale e delle ore di luce invogliano tutti noi a uscire dalle nostre abitazioni e a trascorrere più tempo all'aria aperta e anche i nostri amici a quattro zampe, obbedendo a quanto detta loro l'istinto, tendono a soddisfare il desiderio ancestrale di perlustrare gli spazi esterni, dedicandosi chi alle lunghe passeggiate nel verde, chi alla caccia, chi alle ricerca di tracce odorose sempre nuove e interessanti. Anche per questi motivi l'arrivo della primavera ci impone qualche doverosa riflessione sull'annoso tema delle pulci e delle zecche, due dei più comuni parassiti che possono minacciare la salute dei nostri amici cani e gatti. Troppo spesso, infatti, non si attribuisce la giusta importanza a questi ospiti indesiderati che, invece, costituiscono un problema sempre attuale e come tale da non sottovalutare.

cane che si gratta

Le specie di pulci esistenti al mondo sono poco meno di duemila, ma nei Paesi a clima temperato, quale appunto è l'Italia, la più diffusa in cani e gatti è la Ctenocephalides felis, un minuscolo essere vivente appartenente al gruppo zoologico degli Insetti, di colore scuro, che misura un paio di millimetri di lunghezza e si nutre del sangue degli animali che parassita. Il suo organismo è infatti munito di uno speciale apparato capace di perforare la pelle e di succhiare il sangue direttamente dai vasi, iniettando contestualmente una sostanza che impedisce la coagulazione. Il corpo delle pulci, tozzo e piatto, è rivestito da una pellicola dura (chiamata esoscheletro) e provvisto di tre paia di robuste zampe (di cui quello posteriore è particolarmente sviluppato), grazie alle quali sono in grado di muoversi velocemente e di compiere i loro proverbiali salti.

Le zecche appartengono al phylum degli Artropodi, alla classe degli Aracnidi e all'ordine degli Acarini: sono quindi strettamente imparentate con i ragni. In natura ne esistono più di ottocento specie documentate e la loro classificazione scientifica comprende due diverse famiglie, Argasidae e Ixodidae: le prime sono comunemente definite zecche molli e parassitano uccelli e rettili, mentre le seconde – chiamate zecche dure (il loro corpo è infatti parzialmente rivestito da una sorta di scudo rigido esterno, formato da placche chitinose) – sono responsabili delle infestazioni ai danni dei mammiferi e nello specifico di cani e gatti. Le più comuni specie che interessano i nostri amici a quattro zampe sono Ixodes ricinus, Rhipicephalus sanguineus e Dermacentor reticulatus. Si tratta di animaletti di piccole dimensioni, ma facilmente visibili a occhio nudo: misurano, infatti, da pochi millimetri fino a un centimetro, hanno forma ovale/tondeggiante e ricordano grosso modo i semi di mela o le lenticchie. I maschi sono più piccoli e di colore scuro (dal rossiccio al bruno), mentre le femmine sono più chiare (la tonalità cromatica che le contraddistingue va dal biancastro al grigio) e di dimensioni maggiori; il corpo di queste ultime, a differenza di quello dei maschi, ha una copertura chitinosa che interessa solo la porzione anteriore, permettendo di aumentare il volume corporeo dopo il pasto di sangue, necessario per il processo di maturazione delle uova, che vengono deposte nell'ambiente esterno.

Pulci e zecche sono responsabili di numerosi problemi, diretti e indiretti. Entrambi sono parassiti ematofagi: sottraggono cioè il sangue a cani e gatti, potendo in certi casi causare forme di anemia, di particolare rilievo nei soggetti giovani o già malati. Le loro punture determinano prurito e lesioni cutanee di diverso genere, ingenerando di conseguenza forme di auto-traumatismo, che possono auto-amplificarsi dando luogo a fenomeni a cascata che rappresentano un vero e proprio circolo vizioso e conducono al peggioramento della condizione dermatologica. Senza contare che le sostanze contenute nella loro saliva possono scatenare reazioni allergiche particolarmente imponenti. Ma non è finita, perché nell'organismo dei parassiti possono venire ospitati microrganismi che, una volta inoculati nel corpo di cani e gatti, provocano a loro volta malattie di non trascurabile importanza.

I mutamenti climatici che stanno interessando il nostro pianeta in questi ultimi anni (e che a loro volta hanno ingenerato i cambiamenti stagionali caratteristici di quest'alba del terzo millennio) e l'uniformità delle temperature degli appartamenti in cui viviamo (favorite dall'impiego continuativo degli impianti di climatizzazione e di riscaldamento lungo tutto il corso dell'anno) rendono pulci e zecche meglio attrezzate a sopravvivere in contesti che fino a qualche anno fa sarebbero stati per esse proibitivi. Tale condizione può facilmente portare alla diffusione domestica dei parassiti, in quanto ormai cani e gatti, considerati oggigiorno animali familiari in tutto e per tutto, sono avvezzi a fare uso di poltrone, divani, letti, tappeti ecc. in una sorta di convivenza che è anche una condivisione di spazi ed elementi di arredo. Pulci e zecche non chiedono nulla di meglio di un luogo caldo e riparato nel quale riprodursi e prosperare in santa pace. E siccome si tratta di animaletti dotati di scarsa specie/specificità (ciò significa che non sono parassiti obbligati di un'unica specie, ma si nutrono tranquillamente del sangue di cani, gatti e altri animali indifferentemente), possono approfittare anche della nostra presenza per attaccarci e trasmetterci delle malattie.

La lotta a pulci e zecche passa necessariamente attraverso un'informazione consapevole e responsabile, basata su una serie di conoscenze che non sono proprie di tutti. Molti antiparassitari sono invece oggigiorno a disposizione di chiunque nei supermercati, nei grandi magazzini, nelle catene di petshop, nelle parafarmacie e possono venire pertanto acquistati da ognuno di noi sulla base del “fai da te”, del consiglio dell'amico o del conoscente, dell'indicazione del negoziante o del toelettatore. In realtà, però, l'unico referente circa la salute dei nostri amici a quattro zampe è il medico veterinario. Solo questa figura, sulla base delle competenze maturate, dell'aggiornamento professionale, della conoscenza del contesto epidemiologico e della comprensione delle abitudini di vita degli animali è in grado di tastare davvero il polso della situazione e raccomandare il farmaco più adatto per ogni singola situazione.

La ricerca scientifica e quella farmacologica, in costante progresso ed evoluzione alla ricerca delle molecole anti-pulci e anti-zecche più innovative, più efficaci, più durature nel tempo, più sicure (per gli animali cui sono destinati e per coloro che a essi le somministrano) e all'atto pratico dotate della migliore compliance per i proprietari di cani e gatti, è recentemente approdata alla sintesi di una famiglia di antiparassitari di nuova generazione. Si tratta delle isossazoline, che comprendono principi attivi per uso orale (destinati al cane) come fluralaner, afoxolaner, sarolaner e lotilaner, tutti recentemente disponibili sul mercato italiano. Il vantaggio di fluralaner, rispetto agli altri tre, è la durata d'azione: dodici settimane contro quattro/cinque. Disponibile sotto forma di tavolette da somministrare per bocca nel cane e sotto forma di spot-on nel gatto e nel cane, offre, con quattro somministrazioni all'anno, una protezione duratura ed efficace contro le pulci e le zecche, al fine di difendere da questi fastidiosi ospiti indesiderati non solo i nostri amici a quattro zampe, ma anche noi stessi e le case in cui viviamo.

Piero M. Bianchi
medico veterinario
Clinica Sempione Milano 02 33605150


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Nati condannati: video presidio informativo di LEAL Pavia

Domenica 7 aprile a Pavia
piazza Vittoria 18a
dalle 15.30 alle 19.00
LEAL sezione Pavia
organizza con “Ecco Perché” e “Se nulla importa… importerà” un evento scenografico con testimonianze e video informativi per sensibilizzare le persone sull’olocausto di animali in occasione della Pasqua.

Negli allevamenti e nei mattatoi gli animali subiscono soprusi e violenze: ogni giorno vengono sottratti alla vita migliaia di animali e con l’imminente festività pasquale il numero aumenta con la mattanza degli agnelli.

LEAL Sezione Pavia
Ugo Bettio
, tel. 366 4537449
barrygs1200@gmail.com

foto evento LEAL PASQUA A PAVIA


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