LEAL sostiene e patrocina il “Rapporto sul maltrattamento animale in Italia”

Scaricabile gratuitamente dal web, è disponibile il primo dossier sul maltrattamento animale in Italia: oltre 600 pagine che comprendono articoli e notizie di crimini nei confronti degli animali: percosse, incuria grave, mutilazioni, avvelenamenti, prigionia, impiccagioni, abusi di ogni genere, anche a sfondo sessuale. Sono solo una parte del lungo elenco delle efferatezze di cui l’uomo è capace nei confronti dei “senza voce”.

WHO’S WHO
Il Rapporto è stato ideato e curato da Silvia Premoli, responsabile di VEGANOK Animal Press, con Giovanna Rossi, che ha seguito tutta la parte digitale, e Laura Terrinoni, attiviste per i diritti degli animali. La prefazione, articolata e approfondita, quasi un breve saggio sul tema, è di Annamaria Manzoni, psicologa e scrittrice, la consulenza legale è dell’avvocato David Zanforlini e il volume ha il sostegno di LEAL Lega Antivivisezionista e di Riscatto Animale, i cui presidenti Gian Marco Prampolini e Claudia Corsini hanno firmato le partecipate introduzioni di questa raccolta.

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Clicca qui per leggere e scaricare gratuitamente il "Rapporto sul maltrattamento animale in Italia 2016"


PERCHÉ UN RAPPORTO SUL MALTRATTAMENTO
Le autrici hanno deciso di raccogliere le violenze verso gli animali in un documento che si possa stampare per restituire già al primo impatto, con il notevole peso fisico della carta, tutto il dolore di queste pagine nere di cronache animali, per dare un “volume” all’ingiustizia e denunciare gli orrori di cui vengono a conoscenza quotidianamente. Sono solo pochissimi i casi noti a tutti perché postati in Rete: tra questi il cane Angelo impiccato e ucciso a Sangineto (Cosenza) da quattro ragazzi, il meticcio Spike bruciato vivo a Pozzuoli (Napoli) e la cagnolina Pilù abusata, seviziata e picchiata a Pescia (Pistoia).

CONTENUTI DEL DOSSIER
La raccolta dei delitti riportati nel dossier sono la punta dell’iceberg di quanto succede nella realtà, perché molti reati nei confronti degli animali non hanno avuto denunce o testimoni, o possono essersi persi nelle pieghe delle cronache locali. Il sommario ne elenca luogo, data, specie animale vittima, condizioni dell’animale dopo l’abuso (stato di salute o morte) e se il colpevole è stato individuato e denunciato e tipo di condanna inflitta.

TRASPOSIZIONE GRAFICA DEI DATI RACCOLTI
Organizzata per regione, per tipo di maltrattamento e per mese dell’anno, l’elaborazione evidenzia picchi di crudeltà nei mesi di febbraio e novembre, e si evince che in fatto di maltrattamenti la Lombardia è al primo posto, mentre Basilicata e Molise all’ultimo. Si può ragionevolmente pensare che i valori più piccoli corrispondano però alle pochissime denunce e non al reale numero di episodi. Un’altra trasposizione grafica indica il tipo di reato: al primo posto le sevizie, seguite da percosse, incuria e abbandono; agli ultimi posti gli animali fatti esplodere, giustiziati e abusati sessualmente. Il dossier, liberamente scaricabile dal web, sarà anche stampato e fascicolato in un numero di copie da destinare a parlamentari, legislatori, magistrati, avvocati in un tour mediatico e politico che ha come fine quello di ottenere pene certe e di modificare la Legge 189/2004 che integra l’art. 727 del Codice Penale e prevede da 3 a 18 mesi di carcere o un’ammenda pecuniaria (da 5.000 euro a 30.000 euro). Ricordiamo che in altri Paesi europei: Svizzera, Francia, Germania, le pene sono ben più severe e, nei casi più gravi, l’arresto non è commutabile con una pena pecuniaria; così come negli Stati Uniti, dove per questi reati i colpevoli si fanno anni di carcere seguiti da specifici programmi di recupero. Con la consapevolezza che un problema così grave richiede diversi tipi di approccio, che partono dalla educazione al rispetto di tutte le specie viventi di ogni singolo cittadino insegnato fin dalle scuole dell’infanzia. Non è trascurabile che il maltrattamento animale è molto spesso predittivo di pericolosità sociale.

Nel pieno rispetto del diritto alla vita di ogni essere vivente e dei principi della non violenza tutte le persone che hanno dato un contributo a questo Rapporto sono vegane e sono già al lavoro per il dossier 2017.


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La prossima sfida di Bike for Animals: da Torino ad Alès per i tori

Per dare seguito al → BASTA CORRIDA VEG TOUR dello scorso agosto, Bike for Animals, con la collaborazione di LEAL, ripartirà in bicicletta da Torino il 25 maggio per raggiungere Alès il 27 maggio (Francia) per prendere parte alla → manifestazione anti corrida organizzata da Crac Europe e congiungersi con gli attivisti francesi e spagnoli.

FOTO PROTESTA TORINO ALESProprio ad Alès che ospita una famosa Plaza De Toros, torna forte e chiara la protesta degli abolizionisti europei della corrida. Le manifestazioni del 2013 e del 2014 hanno visto scendere in piazza migliaia di attivisti e cittadini ma la volontà popolare non è stata ascoltata e le corride sono continuate senza sosta. La finalità di questo evento del 27 maggio ha l’obiettivo di raggiungere un numero di presenze mai registrato in precedenza: una sfida impegnativa ma indispensabile per riuscire a mantenere alta l’attenzione sul problema della tauromachia.

Già a partire da questi giorni si stanno organizzando carpooling e pullman; chiunque può organizzarne dalla propria città.

Chi volesse far parte della squadra che partirà in bicicletta per la sola andata Torino – Alès può contattare Paolo Barbon cell. 347 859 4552 brbpla66@gmail.com.

Per info e consigli → pagina FB evento

Crac Europe → pagina FB

→ CLICCA QUI PER SCARICARE IL TESTO DELLA PETIZIONE CONTRO LA CORRIDA

→ CLICCA QUI PER SCARICARE IL MODULO DELLA RACCOLTA FIRME CONTRO LA CORRIDA


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Torino: diciamo NO ALLO ZOO

All’assemblea pubblica a Torino, Mònica Fontana responsabile Lealtorino chiarisce le motivazioni per la non riapertura dello zoo a Torino analizzando i tre aspetti fondamentali: rispetto e tutela animale, salvaguardia ambientale, privatizzazione del bene comune.

zoo_leonciniA tutti i cittadini, comitati, associazioni che hanno riempito la sala dove si è tenuta l’assemblea pubblica, la responsabile Lealtorino ha rivolto l’invito ad aderire all’iniziativa della mobilitazione nazionale in vista della manifestazione nazionale che si terrà a Torino il 27 maggio 2017 NO AGLI ZOO – NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO, sostenendo l’impegno di una forte resistenza civile che deve risultare efficace per un deciso NO ALLO ZOO ed un SÌ AL PARCO PUBBLICO ai cittadini senza sfruttamento animale.

Mònica Fontana
responsabile Lealtorino


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22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua: ci stiamo bevendo il Pianeta

Si spreca acqua perché non si usa responsabilmente e perché il consumo di carne ha un impatto enorme sui consumi idrici. Ma anche il nostro stile di vita consumistico va ridimensionato, perché ogni prodotto, ogni bene comporta utilizzo di acqua.

Il 22 marzo di ogni anno si festeggia questo elemento sinonimo di vita: la Giornata Mondiale dell’Acqua è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per sensibilizzare tutti i cittadini del mondo sull’importanza dell’acqua.

acqua leal 2acqua lealChi ha a cuore il benessere del Pianeta su cui viviamo non può che essere consapevole che l’acqua, soprattutto l’acqua potabile, è la fonte di vita di ogni vivente; che l’acqua sta inesorabilmente scarseggiando e la siccità e la mancanza di acqua pulita mettono in ginocchio i Paesi del terzo e quarto mondo.

Come denuncia l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 700 milioni le persone nel mondo che non hanno accesso a fonti di acqua potabile. Per porre rimedio e per prevenire il peggio, ogni singolo individuo nel privato come nel pubblico deve farsi carico di una gestione responsabile di questo bene assoluto e preziosissimo.

Non possiamo ignorare che il cibo ricavato dagli animali consuma almeno da 5 a 10 volte più acqua di quella che serve ad un’alimentazione vegetale: la carne è sicuramente ai primi posti. Ricordiamo che per un mangiare un solo hamburger equivale a usare l’acqua necessaria per due mesi di docce e che per 1 kg di carne bovina servono non meno di 15 mila litri di acqua, circa 6 mila invece per 1 kg di maiale, mentre ad esempio per 1 kg di riso ne sono sufficienti solamente poco più di 2.500.

Sicuramente dobbiamo anche puntare alla modernizzazione delle infrastrutture e condutture dell’acqua che attualmente in alcune zone del mondo, e tra queste il sud Italia, arrivano a dispersioni idriche che vanno dal 40% al 60%; passando anche per l’ottimizzazione dei sistemi di riciclo e depurazioni.

Rivedere il nostro stile di vita, ponderare le nostre scelte ed essere più generosi nei confronti della Terra potrà garantire una vita dignitosa ai nostri figli e alle future generazioni.


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Videoclip campagna LEAL 5×1000 protagonisti Gabriele e Ketty

LEAL presenta la nuova campagna 5×1000: un videoclip realizzato dal regista Gianluca Moiser, interpretato da Gabriele, 11 anni, e dal suo cane Ketty.

L’esigenza di spiegare come con il solo 5×1000 si può sostenere la complessa mission di LEAL richiedeva una idea e una intuizione, arrivata dal regista Moiser, responsabile LEAL sezione Sondrio. Ecco allora che entra in scena Gabriele con la simpatica e inseparabile Ketty che con i suoi occhi e il suo muso espressivo ha vivacizzato le riprese e divertito tutti. Ketty, da vera star, si è concessa lunghe “pause sindacali” e ha scorrazzato in lungo e in largo per il giardino, set delle riprese, facendo le feste a tutti.

Il video attraverso le parole di Gabriele ci spiega come con una semplice scelta si entra a far parte di un ingranaggio virtuoso fatto di solidarietà e aiuti concreti.

LEAL oltre a finanziare dal 1981 → borse di studio per una ricerca con metodi sostitutivi alla ricerca con animali, produrre e distribuire materiale informativo per diffondere il rispetto degli animali e il veganismo, aiuta gli animali in difficoltà con interventi concreti e tempestivi sul territorio e fuori regione anche in caso di emergenze e calamità.

Dona il 5×1000 a LEAL per consentire a noi di fare tanto per tutti gli animali:
il tuo 5×1000 a LEAL C.F. 80145210151

Nel video sono citati i più recenti aiuti di LEAL a:

→ Progetto “IostoconBruno e non solo…”
Gli animali salvati dallo zoo di Cavriglia e trasferiti nei santuari in Toscana sono mantenuti da LEAL.

→ Terremoto Amatrice
LEAL ha regalato una tenda per i volontari che si sono fermati sul luogo, più di quaranta cucce grandi in legno per i cani e a più riprese ha organizzato viaggi per portare cibo, farmaci, coperte e antiparassitari consegnandoli sempre personalmente sul luogo.

→ Gattile di Rina
Pagamento sterilizzazioni e cure veterinarie per animali, pagamento di piccole opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, aiuto per pagamento pellet stufa per gatti, aiuto al mantenimento gatti con invio saluario di grandi quantità di cibo.

→ Gattile di Cortemaggiore
Leal aiuta le volontarie con cibo per i gatti e cure veterinarie o per riparazioni e interventi di manutenzione al gattile.

→ Oasi “Le Orme sul Cuore”
In questo luogo LEAL ha appoggiato e paga cure e mantenimento di conigli, pecore e caprette salvati dal macello.

→ Workshop per formazione volontari canile
LEAL ha finanziato dei workshop ai volontari del canile Fusi di Lissone per migliorare la loro relazione con tutti i cani e anche consigli per rendere a loro più facile il percorso di recupero.

→ Contributi per cure veterinarie ad animali di ogni specie salvati da incidenti e abbandono
Donazione per pagare la tac e affrontare una costosa operazione di ricostruzione del becco di Giada una cornacchia vittima di un incidente.

Costantemente LEAL sostiene volontari che si fanno carico del salvataggio di animali incidentati, malati o in pericolo di vita. Inoltre, aiuta e sovvenziona in tutta Italia i volontari che curano, sterilizzano e cercano casa ad animali vaganti.


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Lettera aperta di LEAL sulla vivisezione dei macachi all’Università di Ferrara

macaco_stabularioDopo le affissioni degli animalisti di cartelli contro la vivisezione dei macachi a Unife si innesca la polemica. LEAL ribadisce, tramite il Professor Bruno Fedi, referente scientifico, al Rettore e ai “ricercatori”: gli animali subiscono torture e non sono in un centro benessere.


 
Egregio Direttore

Le sarei grato se potesse pubblicare sul suo giornale la risposta a firma del Professor Bruno Fedi, consulente scientifico di LEAL Lega Antivivisezionista, riguardo quanto dichiarato dal professore Luciano Fadiga e dal Rettore dell’Università di Ferrara in un articolo pubblicato sul Resto del Carlino di giovedì 16 marzo a firma di Stefano Lolli.

Credo sia ingiusto ed immorale fare dichiarazioni come quelle riportate nell’articolo citato sul benessere animale, quando sappiamo benissimo che cosa comporti la vivisezione, o sperimentazione animale che dir si voglia. Che la si chiami in un modo o nell’altro poco cambia nei confronti, in questo caso, dei primati. Le dichiarazioni sul fatto che gli animali negli stabulari siano seguiti da personale qualificato non bastano a cancellare il peso della scelta non etica che viene fatta quando si decide di usare altri animali inermi per scopi umani.

Di seguito il professor Bruno Fedi, Professore di Anatomia Patologica, Urologia, Ginecologia e Cancerologia, spiegherà cosa accade in questi laboratori di ricerca che si vorrebbe far passare come “centri benessere” per gli animali.

Per quanto riguarda la salute umana speriamo che si parli sempre di più di ricerca sostitutiva e venga riconosciuto agli studenti il diritto di fare ricorso all’obiezione di coscienza come viene stabilito dalla Legge n. 413 del 12 ottobre 1993 “Norme sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale”.

Ringraziando
Gian Marco Prampolini
Presidente LEAL Leal AntiviVisezionista

Sottoscrivono la richiesta di pubblicazione dell’intervento del Professor Bruno Fedi:
LEAL Lega Antivivisezionista sezione Ferrara
LAV Lega Antivivisezione sezione Ferrara
A.V.E.D.E.V. Associazione Antivivisezione e per i Diritti degli Esseri Viventi
Animal Liberation
Riscatto Animale
LNDC Lega Nazionale Difesa Cane
 
 

Leggo nell’articolo sul Resto del Carlino: “La vivisezione non esiste e a Ferrara si fa solo quanto prescritto dalle leggi vigenti”.
La vivisezione esiste anche se si tenta di nasconderla, chiamandola “Sperimentazione Animale”. Non è un problema linguistico, è un problema scientifico e negarla significa solo che c’è qualcosa da nascondere. I dati ufficiali di quest’anno superano la cifra di 700000 animali. La Sperimentazione Animale è prescritta dalla legge. Vero. Ma è anche vero che dopo la Sperimentazione Animale per eventuali farmaci, si effettuano prove sull’uomo. Ciò nonostante si riscontra un elevato numero di “effetti collaterali” indesiderati, che portano al ritiro o al cambiamento di indicazioni di migliaia di farmaci. Questo fatto denuncia l’insicurezza della metodica. Ma ai cittadini si dice che la Sperimentazione Animale è fatta per la sicurezza! Tale sicurezza si ha dopo la sperimentazione sull’uomo, che diventa la vera cavia inconsapevole, perché persuaso di essere al sicuro per la precedente Sperimentazione Animale: dunque la Sperimentazione Animale non serve: per la certezza è indispensabile l’uomo. La Sperimentazione Animale è assolutamente assurda quando è usata per patologie non spontanee negli altri animali. Per esempio quando è stata usata per studiare gli effetti del fumo di sigarette nei polli. Milioni di casi di cancro e di infarti o di ictus nell’uomo sono stati i risultati di questa metodica dissennata! Il fatto è particolarmente evidente per patologia SNC Sistema Nervoso Centrale, patologia psichica, abuso di stupefacenti, patologia venosa ecc. La vivisezione dunque, è un alibi per sperimentare sull’uomo, fingendo una illusoria sicurezza che dovrebbe essere stata data dalle precedenti prove su animali. La base scientifica di questo sta nella diversità genetica fra uomo ed altri animali a causa di questa, anche il metabolismo, la reattività ecc. sono diverse. La base statistica è ancor più evidente: oltre il 90% delle procedure su animali non porta a risultati pratici concreti: ogni 100 procedure sperimentali, si ottiene un risultato in 1-2 casi. Nessuna metodica scientifica ha una produttività così bassa: semplicemente non è scientifica. Gli animalisti chiedono maggiore scientificità, non minore come si tenta di far credere. Come non bastasse, nel caso attuale pubblicato dai giornali (in cui il professore di Fisiologia ed il Rettore dell’Università di Ferrara accusano gli animalisti di essere disinformati), non viene spiegato in quali procedure saranno impiegati i 6 macachi, che cosa si è ottenuto o che cosa si vuole ottenere.
Questa segretezza non si addice alla scienza, si addice più alla magia.
 
Prof. Bruno Fedi
Referente Scientifico LEAL Lega Antivivisezionista
Primario di Anatomia Patologica, Professore di Urologia
 


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Aiutate anche voi la cornacchia Giada! LEAL contribuisce con una donazione per garantire a Giada un nuovo becco

CORNACCHIANella foto vedete Giada, una giovane cornacchia trovata circa 8 mesi fa in strada (il nome le è stato dato prima del sessaggio, poi risultato un maschio). La mancanza del becco superiore dovuta presumibilmente ad un trauma, le impedisce di sopravvivere in natura e alimentarsi correttamente. Una volta recuperata, i volontari Andrea Sinesi ed Elena Busi si sono resi disponibili ad accoglierla e curarla, e dopo svariati mesi di visite e preventivi, sono riusciti a contattare un veterinario esperto in ricostruzioni. A breve Giada verrà sottoposta ad intervento per completare il becco e garantirle una vita dignitosa in semi-libertà.

Andrea ed Elena hanno anche altre decine di animali in stallo e le spese dai veterinari ormai non si contano più, quindi si trovano in difficoltà nel garantire l’intervento a Giada che costerà 500 euro; hanno già speso 250 euro per fare una TAC a Giada e ora hanno bisogno di tutti noi. Giada è detenuta e regolarmete chippata e registrata dai volontari.

Se desideri contribuire ad aiutare Giada
EFFETTUA IL TUO VERSAMENTO INTESTATO A:

Lega Antivivisezionista Onlus
via L. Settala, 2 – 20124 Milano
indicando nome, cognome e indirizzo e
precisando sempre nella causale:
per Giada/Andrea Sinesi

MODALITÀ DI VERSAMENTO
. tramite C/C Postale 12317202
. bonifico bancario Codice Iban: IT48U0335901600100000061270
. online con carta di credito in modo assolutamente sicuro e riservato

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Jim Mason: Un mondo sbagliato

Da “La Voce dei Senza Voce” n. 105, → sfoglia il numero online. Di Peppo Delconte.


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Jim Mason
Un mondo sbagliato
Sonda Edizioni
pp. 448, € 19,50
Isbn 9788871067612

La credenza, dominante nel mondo occidentale, secondo cui il Padreterno avrebbe conferito all’uomo il dominio assoluto su tutto il creato, ha radici storiche e culturali molto antiche.
L’analisi di queste radici e dell’evoluzione della cosiddetta “ideologia del dominio” sono il punto di partenza di “Un mondo sbagliato” dell’americano Jim Mason. E il suo sottotitolo è tanto significativo quanto allarmante: “Storia della distruzione della natura, degli animali e dell’umanità”.
Si tratta dunque di temi ormai di drammatica urgenza, che è bene affrontare senza cadere nel più cupo pessimismo ma traendone sempre maggiore consapevolezza.

Jim Mason, avvocato della Virginia impegnato da tempo nella difesa del mondo animale, è fra i primi a condurre battaglie fondamentali contro le spietate logiche degli allevamenti, dei mattatoi e dei laboratori di sperimentazione. Ma stavolta il suo grido d’allarme è assai più globale: e per questo fa appello a tutte le sue competenze in antropologia e in storia delle civiltà per arrivare a darci un quadro complessivo dei destini di tutte le specie animali, compresa quella umana, e in definitiva del nostro stesso pianeta.
Il mito della creazione, derivato dalla Bibbia, è il primo passo verso una visione dell’uomo come specie superiore con il diritto di dominare tutte le altre.
Poi, lo sviluppo della scienza e della tecnica ha permesso molti altri passi per alimentare il suo potere fino alla modernità.
A quel mito si possono collegare una serie di altri miti e di pregiudizi, in base ai quali si giustifica la riduzione in schiavitù non solo degli animali ma anche degli individui di etnie considerate inferiori, i genocidi, il potere sulle femmine e sui minori, qualsiasi altra licenza di uccidere, sottomettere o sfruttare.

Così l’autore sviluppa la critica di una civiltà che si è costruita sull’eliminazione di ogni senso di fratellanza con gli altri essere viventi e senzienti. E non sorprende affatto che nel suo percorso analitico Mason abbia coniato il termine “misoteria”: ovvero l’odio, il disprezzo, l’orrore per le bestie e per la loro natura carnale e selvatica; da opporre a quella spirituale e razionale dell’uomo.
Davanti a questa incapacità di provare sentimenti positivi in comune con i nostri fratelli animali, è facile individuare il male, la facciata negativa della civiltà umana, quella che cancella ogni giorno il sacro della natura e quindi anche la propria vantata spiritualità.

Tuttavia, sostiene Mason, una strada diversa è percorribile: “La sete di dominio non è iscritta nel nostro codice genetico. Non siamo condannati se non da noi stessi a diventare quelli che siamo”.
Questa strada diversa, comincia chiaramente dalla necessità di trasformare la misoteria in amore. È una lettura, questa, non sempre facile ma indispensabile per tutti coloro che su questa strada vogliono davvero incamminarsi. Speriamo non siano in pochi.


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Sabato 13 maggio 2017 a Torino: manifestazione nazionale NO AGLI ZOO NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO

ATTENZIONE: LA MANIFESTAZIONE È STATA SPOSTATA A SABATO 27 MAGGIO 2017

 
Ritrovo ore 14.00 a Porta Susa, corteo ore 15.00 da Porta Susa a Piazza Castello.

TUTTI a TORINO per dire a gran voce NO AGLI ZOO – NO ALLO ZOO DI PARCO MICHELOTTI A TORINO – NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEL BENE PUBBLICO.

Mònica Fontana
responsabile Lealtorino

→ scarica il volantino “Manifestazione nazionale NO ZOO a Torino”

Manifestazione nazionale NO ZOO a Torino 9


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LEAL commenta la sentenza del killer seriale di animali

Il killer dei gatti di Trescore Balneario, Bergamo, è stato in questi giorni ritenuto colpevole del reato continuato di maltrattamento e uccisione di animali. LEAL Lega Antivivisezionista esprime soddisfazione per la condanna del torturatore, che inviava a chi gli aveva ceduto gli animali le foto e i video che documentavano le sevizie.

gatti lodi 4 jpgIl quarantatreenne è stato condannato dunque in primo grado a una pena di tre anni e sei mesi di reclusione. Commenta Gian Marco Prampolini, presidente LEAL: “Anche LEAL, come molte altre associazioni, si è costituita parte civile nei confronti di una persona che merita una condanna penale, civile e sociale. Per ora la sentenza ha inflitto una pena tra le più severe che siano mai state inflitte in Italia a chi ha commesso reati gravi nei confronti di animali. Come spiega la sentenza, la motivazione è dovuta alla reiterazione degli atti criminosi. L’aguzzino ha continuato per lungo tempo a torturare, seviziare e uccidere un numero di animali che in base ai delitti appurati si ipotizza elevatissimo”.

Dopo la pena l’uomo sarà sottoposto a un regime di libertà vigilata. La sentenza comunque è al primo grado di giudizio e il colpevole potrà ricorrere in appello. Vi aggiorneremo sull’iter giudiziario di questa tristissima vicenda e sulla sentenza definitiva.


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