Un grande successo la raccolta firme a Torino, reportage della giornata

Un grande successo di affluenza di cittadini e di firme l’evento organizzato sabato 10 novembre da LEAL Torino con Animal Renegades con Eventi Animalisti a Torino (→ leggi l’articolo).

FIRME TORINO 7 CON TRADUZIONE LIS

Gli attivisti ringraziano per il sostegno e per la presenza Marco Francone di LAV e Flavio Abrate di “Vivi gli Animali” di Collegno. Il maltrattamento e lo sfruttamento animale e le firme per integrare nella nostra Costituzione una modifica che possa consentire una maggiore tutela per gli animali in tutti gli ambiti sono stati al centro di interventi e denunce. LEAL ringrazia Chiara Giacosa che oltre alla sua presenza si è prestata a compilare i moduli per tutta la durata della manifestazione. Tutti gli interventi sono stati tradotti in LIS, la lingua italiana dei segni.

→ Vuoi cambiare il destino degli animali?

→ LEAL in Cassazione per la tutela del benessere animale

→ Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la proposta LEAL

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L’organismo di vigilanza sulla pubblicità britannico censura spot tv contro l’olio di palma

Uno spot pubblicitario contro l’olio di palma di una catena di supermarket è stato bloccato in Gran Bretagna dall’organo di vigilanza sulla pubblicità, perché ritenuto troppo politico.

olio_palma

Lo spot è un cartone animato realizzato da Greenpeace. La catena di supermarket britannica Iceland voleva usarlo per la propria campagna pubblicitaria di Natale e aveva ottenuto il permesso della ong. Iceland all’inizio dell’anno ha annunciato che toglierà l’olio di palma da tutti i prodotti col suo marchio. Il motivo è che nel sudest asiatico vengono abbattute le foreste per far posto alle piantagioni di palme.

Nel cartone si vede un cucciolo di orangutan (scimmia che vive nelle foreste abbattute) che racconta a una bambina la distruzione del suo habitat. Il testo, una filastrocca in rima, è recitato dall’attrice Emma Thompson.

L’organismo britannico di vigilanza sulla pubblicità in tv, Clearcast, formato dalle sei principali emittenti, ha stabilito che lo spot viola il divieto di inserire contenuti politici, stabilito dalla legge sulle comunicazioni del 2003, e ne ha vietato la diffusione.

LEAL è contro lo sterminio degli animali e dell’ambiente, conseguenza dell’abbattimento di intere foreste per il commercio dell’olio di palma. Un grasso a basso costo che oltre a distruggere l’ambiente e la vita degli animali è molto dannoso per la salute.

→ Ansa 12.11.2018
→ huffingtonpost.it


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Regala un giorno di caldo ai gatti di Rina: partecipa alla nostra raccolta fondi per riscaldare lo chalet che li ospita

Molti di voi conoscono lo chalet dei gatti di Rina a Domodossola! Uno chalet fiabesco in mezzo al verde, pensato e destinato ai numerosi gatti randagi della zona che non dispone di un gattile comunale.

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Rina si fa carico da sola di più di cento gatti del territorio e li ospita, li cura e li sfama nello chalet costruito dal marito diversi anni fa.

Rina si è rivolta a LEAL per avere aiuto e supporto perché le piogge hanno causato danni che ha dovuto riparare e lei ha finito tutte le scorte di pellet che alimentano la grande stufa che riscalda la struttura. In inverno la temperatura in quelle zone scende di diversi gradi sotto le zero e Rina si preoccupa perché teme di non poter scaldare tutti gli animali. I soggetti anziani, debilitati o convalescenti in inverno si stabiliscono all’interno della struttura per godere del tepore domestico.

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L’Università di Ferrara cambia modello animale per i suoi esperimenti

di Stefania Corradini. L’università di Ferrara è nota per i cruenti esperimenti di neurofisiologia sui primati non umani, in specifico macachi, che comportano l’apertura del cranio, la penetrazione del cervello con elettrodi metallici al fine di registrare l’attività elettrica cerebrale durante manovre di afferramento di oggetti di varia forma e dimensione che nulla hanno a che fare con il comportamento etologico di questi animali in natura, e l’impianto di una videocamera sullo scalpo. L’intervento chirurgico dei vari impianti viene effettuato con una tecnica anestesiologica discutibile, già sottoposta a pesanti critiche, e l’intera procedura sperimentale manca di un requisito essenziale per essere considerata scientifica: la riproducibilità. La mancanza di riproducibilità viene riconosciuta dagli stessi ricercatori nelle loro pubblicazioni, forse dimenticando che differenzia la scienza dalla non scienza.

Al termine della sessione sperimentale l’animale viene sacrificato e il suo cervello sezionato, altro dato essenziale che rende questo tipo di sperimentazione non trasferibile all’uomo, oltre alle note differenze tra cervello umano e cervello di un macaco.

Nell’ultimo lavoro pubblicato, questi ricercatori hanno pensato di cambiare modello animale, riservando lo stesso trattamento – apertura del cranio e impianto cerebrale di dispositivo con microelettrodi – ad un uccello canoro, al fine di acquisire informazioni sulle malattie neurovegetative (Parkinson in particolare) e neuropsichiatriche umane! Un errore di interpretazione o di traduzione essendo l’articolo in inglese? Lo abbiamo sperato, ma purtroppo non è così. Viene spontaneo domandarsi: perché utilizzare un piccolo uccello come oggetto sperimentale per lo studio delle malattie neurologiche umane? In questo caso la parola “oggetto” è quella più appropriata perché questi ricercatori, e tanti come loro, evidentemente considerano questi animali non come esseri senzienti e quindi come “soggetti” a tutti gli effetti, ma come provette da laboratorio, pelose o pennute che siano.

Nell’articolo è riportato che sono stati scelti uccelli canori come modello di registrazione dell’attività elettrica cerebrale perché la loro area uditiva è simile all’area cerebrale umana deputata al linguaggio e all’udito. Sembra evidente che non occorre essere esperti ornitologi per capire quanto il cervello di un uccello e di un uomo siano diversi, anche solo considerandone il volume e peso, quanto diversi siano il linguaggio e l’udito. In sintesi, l’uccello (European Starling Songbird) viene anestetizzato con isofluorane (come, dal momento che l’isofluorane è un gas?) e urethane (iniettato dove, come?). La procedura anestesiologica non è descritta. Viene effettuata una craniotomia e impianto nel tessuto cerebrale un dispositivo con microelettrodi in grado di rilevare sia l’impulso elettrico sia la concentrazione di dopamina, dopo che una “serie di canti naturali dell’uccello vengono suonati in un ordine casuale all’uccello anestetizzato”. Da quel momento partono le registrazioni dell’attività elettrica cerebrale e la rilevazione delle concentrazioni di dopamina.

Sinceramente ci sfugge la finalità scientifica di questo tipo di sperimentazione e la sua utilità diretta all’uomo.

Da decenni sono disponibili tecniche neurodiagnostiche estremamente raffinate e non invasive applicate direttamente all’uomo, oltre a tecniche invasive a scopo terapeutico, come la stimolazione cerebrale profonda con cui è possibile curare vari tipi di malattie tra cui il Parkinson nei pazienti resistenti alle farmacoterapie. In questi pazienti si possono avere informazioni molto più utili e human-based. Inoltre l’anestesia altera gli impulsi elettrici cerebrali e il rilascio di neuromediatori con il meccanismo ancora sconosciuto rendendo i risultati ottenuti non attendibili.

Quasi contemporaneamente a questa pubblicazione ne usciva un’altra, ad opera di altri ricercatori, su Nature Neuroscience. La scoperta di un nuovo neurone nel cervello umano, chiamato Rosehip dalla sua forma, esistente solo sull’uomo e in nessun’altra specie animale. Questa scoperta, avvenuta studiando cervelli di donatori deceduti, apre nuove frontiere nello studio delle malattie neurodegenerative e neuropsichiatriche. L’articolo conclude: “Questo elemento differente punta anche l’attenzione sul fatto che il topo potrebbe non essere un buon modello per la ricerca, soprattutto in specifici disordini cerebrali che possono essere ricondotti ad elementi che caratterizzano soltanto il cervello umano”.

Dunque né il topo, né l’uccello, né la scimmia, né nessun altro animale. Il cervello di ogni specie animale è unico e diverso.

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LEAL Modena presente al convegno “Animali selvatici e attività umane”

LEAL sezione Modena sarà presente sabato 10 novembre alle ore 15.30 presso il Teatro Comunale di Bomporto (Modena) dove si terrà il convegno “Animali selvatici e attività umane” organizzato da LAV. Si parlerà in particolare di nutrie, spesso accusate di provocare danni agli argini dei fiumi. Grazie al contributo di esperti in legge, biologi, veterinari e geologi si potrà scoprire che uccidere le nutrie non serve a risolvere i problemi legati alla tenuta degli argini, e che invece per salvaguardare i fiumi si possono applicare metodi efficaci tutelando gli animali.

evento nutrie leal modena


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Basta crudeltà! Evento organizzato da LEAL Torino

LEAL Lega Antivivisezionista sezione Torino, Animal Renegades con Eventi animalisti a Torino organizzano per sabato 10 novembre 2018 dalle ore 15 alle ore 18 in via Roma, un presidio per sensibilizzare le persone sullo sfruttamento animale per il divertimento umano. L’evento scenografico e pacifico è aperto a tutti i volontari, attivisti e cittadini.

evento torino basta crudeltà

Hanno parlato del progetto:

Tradizione, crudeltà o sadico divertimento? Nel 2018 non è più ammissibile l’esistenza di circhi, zoo, acquari e delfinari che avvalendosi dell’ignobile scusa chiamata “usanza” e “tradizione” sfruttano animali di ogni specie come cavalli, asini, mucche, maiali, cani, rane, oche che vengono fatti gareggiare per gioco e divertimento in competizioni immutate nel tempo come palii, sagre e feste popolari. Questi animali sono costretti a competizioni estenuanti, maltrattati, drogati e, spesso, abbattuti perché gravemente feriti durante la gara (ad esempio ad Asti e a Siena) o uccisi per divertimento come nel caso delle corride.

Torino_Cronaca_2018_11_9

Non vi è alcuna giustificazione logica per organizzare e sostenere i “famosi” palii di Siena e Asti (cavalli), la battaglia delle reines di Aosta (combattimenti tra mucche incinte), le corse tra asini, oche e rane in più zone d’Italia e l’utilizzo di animali come premio nelle lotterie delle sagre di paese.

Bisogna abbandonare queste crudeli abitudini che ormai non appartengono più a una società moderna e civile come quella in cui siamo “convinti” di vivere. Se sei contrario a ogni forma di maltrattamento e se anche tu sei convinto che gli animali debbano essere considerati “soggetti” e non oggetti, unisciti a noi. Facciamo sentire la nostra voce!

Simona Donna, responsabile LEAL sezione di Torino ricorda: “Durante il presidio, al tavolo informativo sarà possibile firmare la petizione di iniziativa popolare relativa alla proposta di legge di revisione costituzionale: è stata, infatti, avanzata in Cassazione, da parte di LEAL, la proposta di modifica dell’ Art. 117, comma II, lett. “s” della Costituzione: dopo le parole “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali, si chiede di inserire “e del benessere animale”. Vi aspettiamo perché la vostra firma è fondamentale per salvare gli animali da queste umiliazioni e ridicolizzazioni”. Vista la tipologia di iniziativa, a ogni raccolta firme è necessaria la presenza di un pubblico ufficiale che certifichi le firme stesse: si ringrazia, quindi, fin d’ora la presenza al tavolo del Consigliere Comunale Chiara Giacosa M5S, sempre disponibile a sostenere le cause animaliste.

→ Pagina fb evento

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→ LEAL in Cassazione per la tutela del benessere animale

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LEAL denuncia: a Ferrara cacciatori sparano vicino alle case sembra il Far West! Le istituzioni non intervengono

Stefania Corradini, responsabile di LEAL sezione Ferrara denuncia: ”Ho ricevuto come responsabile di associazione la lettera firmata di una cittadina, lettera che non vuole esaurirsi in una protesta, ma intende avanzare richieste precise alle Istituzioni e alle Autorità competenti in materia”.



Sabato 27 ottobre a Pontegradella, nella zona est di Ferrara. Fin dalle prime ore del mattino alcuni cacciatori, appostati nel fossato di un campo agricolo retrostante alle abitazioni, da cui erano visibili ad occhio nudo, hanno iniziato a sparare senza tregua in ogni direzione. Temendo per la propria incolumità, i residenti hanno telefonato agli enti preposti al controllo della caccia. Dall’ufficio caccia e pesca nessuna risposta. Le guardie zoofile hanno risposto di non poter intervenire e di chiamare la Polizia Provinciale o il 112. Il telefono della Polizia Provinciale è sempre squillato a vuoto più volte. Ha risposto alla chiamata il 112, promettendo di inviare qualcuno ma poiché dopo un tempo indefinito, riempito solo dai rumori assordanti degli spari, nessuno si presentava, si procedeva ad una seconda chiamata al 112, in cui si rassicurava che era stata avvertita la Polizia Forestale. Nessuno si è mai visto e gli spari continuavano come se fosse in atto una guerra. A quel punto è stata contattata la responsabile LEAL del territorio di Ferrara che ha telefonato personalmente al 112 e le è stato risposto che erano già a conoscenza del problema e che chiamando stava facendo un’azione di disturbo. Il giorno successivo al folle massacro, su quel campo regnava un silenzio spettrale. Unica forma di vita rimasta un piccione riverso nel fossato, lasciato agonizzante in mezzo alla sterpaglia, incapace di volare e con una zampa amputata in cui era ben visibile un’ustione da arma da fuoco. Volatile non gradito ai palati sopraffini dei cacciatori abituati a cibarsi di fagiani, pernici e anatre selvatiche. Questa è stata la sua salvezza. È stato raccolto, portato al sicuro e curato. Disseminati nel campo arato erano presenti bossoli di ogni grandezza, materiale e colore che danno il loro grave contributo in termini di inquinamento ambientale da piombo e sostanze plastiche, considerando che in quel terreno verranno coltivati cereali e ortaggi destinati alla nostra alimentazione. (Lettera firmata)

Stefania Corradini prosegue: “Il fatto che dei cittadini, inascoltati da chi sarebbe preposto alla loro incolumità e sicurezza si rivolgano ad una associazione che difende i diritti degli animali la dice lunga di come le doppiette siano estremamente privilegiate e tutelate rispetto ai comuni cittadini e di come i controlli siano praticamente inesistenti. Se fosse intervenuto un guardiacaccia, avrebbe potuto procedere ad una verifica delle licenze al porto di fucile, avrebbe potuto prendere visione diretta della direzione degli spari”.

LEAL si batte per l’abolizione della caccia e chiede una maggiore attenzione e severità nel rilascio e rinnovo dell’autorizzazione al porto di fucile ad uso caccia, considerato che viene armata una popolazione di persone sempre più anziana e l’istituzione del divieto di caccia nei terreni agricoli retrostanti i quartieri residenziali visto che su tutto il territorio nazionale ad ogni apertura della stagione venatoria non si può vivere in mezzo ad un fuoco incrociato, con la paura di uscire di casa o anche solo di affacciarsi ad un balcone. Lo testimonia il caso di quella povera gattina freddata a Formigine(MO) da un colpo sparato a bruciapelo sul muso, come evidenzia la radiografia, a pochi metri da casa; lo testimonia il caso del bambino di 9 anni portato alla battuta di caccia dal padre insieme a 3 amici, gravemente ferito da una scarica di pallini nelle Marche. Ha un valore educativo addestrare un bambino ancora in tenera età all’uso delle armi? Con tutta evidenza è impossibile chiedere il rispetto delle regole e un minimo di etica a persone che hanno scelto di uccidere esseri innocenti e inermi, non sicuramente per necessità ma per puro divertimento o passatempo.

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I cinque articoli più letti di ottobre 2018




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Un calendario speciale è un calendario solidale

È arrivato il Calendario 2019 della sezione LEAL Ferrara: Stefania Corradini ha scelto di dedicarlo interamente agli animali della Fattoria L’Arca! Chi acquista il calendario sostiene il protetto della Fattoria L’Arca e contribuisce al mantenimento degli animali ospiti, tutti salvati dal mattatoio, allevamenti e situazioni di maltrattamento. Potrete anche acquistare i bellissimi gadget a sostegno di LEAL che quotidianamente si batte per i diritti degli animali.

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Un grande grazie agli amici di Vivere Insieme di Piacenza

vivere insieme per leal foto 1Il team di LEAL ringrazia la presidente Roberta Cerbone, Giustina De Rosa e i volontari e le volontarie di “Vivere Insieme” di Piacenza, associazione regionale di protezione animale molto attiva sul territorio.

“Vivere Insieme” collabora con noi raccogliendo le firme sul loro territorio a sostegno della nostra proposta di legge di revisione costituzionale di iniziativa popolare depositata in Cassazione per integrare l’art. 117 che già contempla la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali con quella del benessere animale.

→ Pagina fb “Vivere Insieme” Onlus


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