L’importanza e il futuro dei metodi sostitutivi alla vivisezione nella sperimentazione animale

È online l’ultimo numero della nostra rivista “La Voce dei Senza Voce” n. 107 autunno 2017 con i contributi di: Gian Marco Prampolini, Bruna Monami e la raccolta delle nostre petizioni e volantini. Buona lettura.

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cover_VOCE_107L’articolo di Bruna Monami
vicepresidente LEAL

Sono molte decine di migliaia le sostanze chimiche che entrano in contatto con l’uomo. Solo poche sono state testate. L’importanza di conoscere gli effetti futuri sull’uomo è evidente; troppe volte sostanze che erano state ritenute innocue hanno provocato danni pesanti.
Nel 2017 l’uso del modello animale risulta anacronistico poiché i risultati degli esperimenti condotti sugli animali sono approssimativi. Ad esempio, nei test di cancerogenesi i falsi positivi sono pari al 50%. Gli effetti macroscopici delle sostanze sono noti ma non le conseguenze a lungo termine. Una cosa poco verificata sono gli effetti prodotti sul sistema ormonale umano: questa è una cosa assolutamente specifica e va fatta studiando il sistema umano.
I problemi collegati all’uso del modello animale sono stati evidenziati da un gruppo di ricercatori esperti americani che per conto del National Medical Institute americano hanno redatto un testo scientifico che sottolinea l’inadeguatezza dell’approccio tossicologico nel valutare le sostanze chimiche e propongono un nuovo metodo basato sui sistemi integrati cellulari. Nella ricerca non basta osservare il danno immediato (es. danni fisici o morte del ratto) ma bisogna arrivare a capire quali sono i danni futuri che potranno essere prodotti con effetti a cascata.
Si cambia l’approccio scientifico al problema, non più la registrazione dell’effetto ma la comprensione del meccanismo. L’uso dei metodi alternativi per la valutazione dei pericoli che le sostanze comportano, riducendo al contempo il numero di test effettuati sugli animali, viene raccomandato anche dal REACH che è il regolamento dell’Unione europea adottato per migliorare la protezione della salute dell’uomo, e dell’ambiente, dai rischi delle sostanze chimiche. Il regolamento REACH si applica contemporaneamente in 28 Stati membri, contrariamente alle direttive che necessitano di un atto nazionale di recepimento (in Italia per attuare le disposizioni di una direttiva occorre fare un decreto legislativo).
Un grande impulso allo studio delle cellule è stato dato da Shin’ya Yamanaka, Premio Nobel per la Medicina nel 2012, che ha capito come ottenere cellule staminali partendo da cellule adulte. Le cellule staminali sono cellule che possono essere differenziate per formare qualunque tessuto umano. Prima solo le cellule embrionali avevano questa proprietà. Questa possibilità ha aperto nuovi orizzonti per la ricerca. Negli Stati Uniti, Obama ha stanziato 200 milioni di dollari per mettere in atto un sistema di ricerca basato sullo studio di cellule umane.
Il futuro della ricerca è quello di studiare il reale meccanismo per cui si producono effetti dannosi. La necessità di testare le sostanze chimiche è evidente; il bisogno attuale è quello di cercare gli effetti dannosi che sono ancora nascosti. Finanziare borse di studio per ricercatori che non usano il modello animale, come LEAL fa dal 1981, vuol dire contribuire al progresso della scienza per il la tutela degli animali e per la salute umana.

Bruna Monami
Vicepresidente LEAL Lega Antivivisezionista

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LEAL aderisce e partecipa alla GIORNATA MONDIALE PER LA FINE DELLO SPECISMO il 26 agosto a Roma

evento-antispecismo ASSOVEGAN VEGANOK 1Sit-in sabato 26 agosto a Roma, dalle ore 18.00 alle 21.00 presso Largo dei Lombardi, via del Corso angolo via della Croce: sarà una giornata di respiro mondiale con il significato simbolico che può rappresentare un evento che unirà migliaia di persone e che si svolgerà in contemporanea nei vari continenti.

L’obiettivo della giornata è la condanna dell’ideologia specista per l’abolizione di ogni forma di sfruttamento e dominio nei confronti di altri animali. Organizzata per la prima volta in Italia da Associazione Vegani Italiani Onlus e VEGANOK Network, che hanno entusiasticamente aderito all’appello lanciato da P.E.A. Pour l’Égalité Animale.

evento-antispecismo ASSOVEGAN VEGANOK 2Il messaggio globale è la rivendicazione dei diritti alla vita, alla libertà, al rispetto e alla giustizia di ogni animale umano e non umano senza distinzione di specie, razza, sesso e religione. Accelerare l’abolizione di ogni forma di uccisione e sfruttamento degli animali diventa parte integrante di questo impegno che implica necessariamente una scelta di vita vegan.

Organizzatori dell’evento AssoVegan e VEGANOK, con la partecipazione di LEAL, ENPA, Animal Aid Italia, Gabbie Vuote, Be positive factory. Al termine dell’evento i due violinisti Gualtiero Maniscalco e Gaby Ludwig eseguiranno brani in memoria delle vittime dello specismo alla luce di decine di fiaccole accese.

EVENTI NEL MONDO CONFERMATE E IN AGGIORNAMENTO
Roma (Italia, 26 agosto, evento e marcia)
Parigi (Francia, 26 agosto, marcia)
Losanna (Svizzera, 25 e 26 agosto, grande evento di 24 ore)
Sydney (Australia, 26 agosto, giant die-in protest)
Melbourne (Australia, 26 agosto, marcia)
Burleigh Beach, Queensland (Australia, 26 agosto, marcia)
Auckland (New Zealand, 26 agosto, marcia)
Toronto (Canada, 26 agosto, marcia)
Ljubljana (Slovenia, 26 agosto, marcia)
Maribor (Slovenia, 26 agosto, marcia)
USA, Germania e molti altri Paesi si stanno attivando.
A Ginevra in Svizzera si terranno conferenze e approfondimenti.

Video promo dell’evento


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cover_VOCE_107L’editoriale di Gian Marco Prampolini
presidente LEAL

Cari lettori,
la nostra LEAL tra qualche mese compirà quaranta anni dalla sua fondazione!
Sappiamo tutti dell’impegno istituzionale riguardo l’abolizione della vivisezione e quanto il nostro fondatore Kim Buti abbia dato su questo terribile argomento. La sua è stata una crociata fatta di immagini, tavoli informativi, manifestazioni e soprattutto conferenze stampa, tenutesi dentro la nostra sede milanese, per far conoscere una terrificante realtà, che per tanti sembrava solo un film dell’orrore.
LEAL, sempre grazie a Kim, è stata in assoluto la prima associazione a parlare di ricerca sostitutiva al modello animale, a proporre nella sperimentazione didattica manichini di modelli animali nelle facoltà universitarie e a finanziare le borse di studio grazie alle quali i futuri scienziati (Susanna Penco è stata una di loro) hanno potuto scientificamente dimostrare che era possibile dare una svolta scientifica, oltre che etica, al falso mondo della sperimentazione. Ha messo in crisi la casta dei pro-test e inoltre, ha valorizzato e reso sempre più visibile l’obiezione di coscienza (Legge 413/93). Una svolta importante e quindi impensabile in quegli anni lontani.
Un aspetto importante che, però, vorrei trasmettervi, che è sempre stato fondamentale nonché collante di LEAL, è il vero amore e l’abnegazione verso gli animali. Da Kim al sottoscritto e alle tantissime persone che hanno costruito questa importante associazione mai dicevo: “Abbiamo dimenticato gli animali disgraziati e bisognosi”, un “lavoro” capillare e silenzioso che i LEAListi hanno portato avanti senza squilli di tromba.
Abbiamo salvato centinaia di animali anche con il servizio “Croce a Quattrozampe”, servizio gratuito inaugurato dal compianto Paolo Limiti, nostro padrino e sostenitore dell’ambulanza. Fu un grande uomo Paolo, sempre disponibile ed attento alle emergenze animale anche a riflettori spenti. Nella sua trasmissione televisiva pomeridiana alla Rai, “Ci vediamo in Tv”, abbiamo portato animali da adottare e trasmesso filmati sulla vivisezione in una fascia oraria dove tutti potevano vedere e conoscere questo olocausto. Paolo ha avuto molto coraggio a fare ciò, dando cosi un fortissimo contributo alla causa. Onoreremo Paolo Limiti con un’importante iniziativa alla sua memoria.
Tornado a Kim, ricordo ancora quelle piacevoli serate a parlare di progetti futuri, di animali da salvare e di fondi da stanziare per la causa, circondati dai suoi animali, direi figli, con la mitica sorniona gatta Guendalina e Cham il cane, simbolo grafico ancor oggi di LEAL. Serate indimenticabili. Purtroppo Kim è mancato prematuramente, lasciandoci orfani di tanta serenità e saggezza. Ne abbiamo però ereditato lo scettro che ancor oggi ci contraddistingue come stile nei confronti delle persone e delle altre associazioni.
L’unica mancanza in questo nostro modo di essere è stata la non-voglia di protagonismo agli occhi degli altri, sapevamo di fare del bene ed umilmente, quasi sottovoce, lo divulgavamo ai nostri fedeli sostenitori; per questo motivo LEAL non è diventata ricca ed a oggi continua il suo cammino sempre con progetti importanti, ma con difficoltà, a volte, nella loro realizzazione.
Personalmente, ho dato trent’anni della mia vita alla LEAL con grande entusiasmo ed oggi non più ragazzo, ma prossimo ai sessanta mi pongo ancora nuovi obiettivi e stimoli per le nostre battaglie.
Le nuove violenze, più che nuove venute alla luce, dagli allevamenti intensivi alla zooerastia (abusi sessuali sugli animali) sono infatti da combattere ed è quindi importante creare una coscienza nei giovani. Rimane, però, l’obbligo di non dimenticare il musetto di un gattino che ti fa le fusa, o lo sguardo triste di un cane dietro le sbarre che nonostante la sua condizione è sempre pronto a leccarti la mano e a scodinzolare.
Questo è lo spirito LEAL: aiutare gli animali e chi li aiuta.
Forse più che un editoriale vi sembrerà uno sfogo e se vi ho tediato me ne scuso, ma vedo intorno a me troppa speculazione sulla causa con pochi concreti fatti ed Istituzioni troppo di parte.
È per questo che LEAL deve diventare ancora più forte, c’è ancora tanta rabbia nelle nostre file di volontari ed insieme a voi dobbiamo continuare a combattere.
Come presidente di LEAL, onorato di esserlo, oltre che agli ideali devo tenere conto anche degli aspetti economici e per questo motivo mi aspetto dai soci e da chi ci legge per la prima volta un aiuto maggiore o uno nuovo.
Kim non ti deluderemo.
Grazie.

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Addio Oliver. Muore un cavallo a Messina, ucciso dal caldo e dal peso della carrozza per turisti che trainava

Si chiamava Oliver, uno dei tanti cavalli schiavi costretti a portare a spasso turisti per le vie delle città. È morto a Messina a causa del caldo e della fatica, si è accasciato al suolo sabato 12 agosto, senza terminare il “servizio” che non aveva scelto e per il quale non era retribuito. Questa è stata la vita orribile di Oliver e di altri cavalli come lui, che per molte ore al giorno, tutti i giorni della loro esistenza, devono percorrere strade asfaltate che riverberano e amplificano il caldo.

cavallo Oliver MessinaLe cronache riferiscono che l’assessore comunale all’Ambiente, con delega al Benessere degli animali, Daniele Ialacqua, ha chiesto accertamenti se ci sono i presupposti di reato di maltrattamento di animali e che siano fatte verifiche sul possesso delle autorizzazioni.

Un altro cavallo morto dopo quello che era stato preso a calci, pochi giorni fa, durante una processione di cui ci siamo occupati (→ leggi la notizia). I cavalli ancora una volta vittime dimenticate: sfruttati per le corse, i palii, nei maneggi, come animali da traino, considerati oggetto di scommesse, costretti a trainare pesi e carrozze, macellati per le loro carni, cavalle mantenute costantemente gravide per prelevarne sangue da iniettare nelle giovani scrofe e incrementare la produzione di carne di maiale (→ leggi la notizia). Esistono delle responsabilità? Di chi sono? Forse sono di chi autorizza ogni forma di abuso e dominanza. Di chi non si oppone allo sfruttamento e poi quando ci scappa il morto, salva il salvabile e tenta di arginare l’indignazione e recuperare consensi chiedendo accertamenti e immaginando di sospendere le autorizzazioni a tragedia avvenuta.

Dove stava l’assessore quando i cavalli arrancavano sotto il peso di carrozze cariche di turisti (800 kg) con il caldo che più caldo non si può tipico dei mesi estivi in Sicilia? Non si potevano verificare prima le autorizzazioni? Dove stanno i cittadini messinesi che ancora vedono le carrozze come una tradizione e una fonte di reddito e non ne chiedono l’abolizione? Chi sono i turisti che, cittadini del mondo, ancora non sanno che mettere il loro itinerante deretano sul sedile di una carrozza è una soddisfazione molto relativa oltreché costosa, sulla pelle di schiavi? I cavalli da traino sono il più delle volte animali a fine “carriera”, pagati due soldi dai vetturini, e terminano le loro povere esistenze morendo di caldo o di freddo per le strade, esposti al rumore del traffico e all’inquinamento.

Ora è arrivato il momento delle responsabilità; è bene che tutti sappiano e agiscano in base a etica, coscienza, giustizia e compassione. Chissà se i vetturini che conducono le carrozze, i turisti, i veterinari che abilitano i cavalli a questo duro lavoro si sono mai chiesti: “Se fossi un cavallo sceglierei di fare questo? Esisto solo per sudare sotto i pesi e sotto il sole?”

LEAL ha incaricato i propri legali di seguire la vicenda e individuare le responsabilità.


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Giustiziata mamma orsa KJ2: al Trentino gli orsi fanno comodo solo a piccole dosi

In molti avevano previsto questo triste scenario che puntualmente si è verificato. L’orsa KJ2 che poche settimane fa aveva aggredito un pensionato con cane dopo che l’uomo per paura pare l’avesse colpita con un bastone, ora è stata resa inoffensiva da agenti del Corpo Forestale della Provincia Autonoma di Trento su ordinanza emessa dalla Provincia Autonoma di Trento. E ci sono due cuccioli di orso privati dell’importante e prolungato rapporto con la madre previsto dalla natura.

KJ2 ABBATTUTAIl presidente della Provincia Ugo Rossi ne ordinò immediatamente la cattura e da subito LEAL come tante associazioni e movimenti ne trasse tristi presagi in virtù delle tragiche esperienza di Jurka e Daniza con loro cuccioli che finirono con l’ergastolo per Jurka impazzita di solitudine in un ambiente senza arricchimenti e ostile e la morte dei suoi cuccioli e la dolorosa esperienza di Daniza.

In molti uomini hanno cacciato per 30 giorni KJ2, una caccia accanita simile a quella riservata al criminale Igor. Associazioni e movimenti per i diritti degli animali hanno letto questo assassinio come una reazione giustizialista, una provocazione da parte del presidente della Provincia Autonoma di Trento Ugo Rossi che questa volta si è superato e indifferente alle richieste ufficiali di soprassedere alla catture di KJ2 ha deciso di mostrare i muscoli e con una mossa degna di uno sceriffo ha dato ordine di eliminare la povera orsa.

Se per avere consensi, tutelare cittadini e incrementare il turismo in Trentino la Provincia di Trento pretende di avere orsi “ammaestrati” a stare relegati in luoghi stabiliti e a muoversi a comando sicuramente ne perderà come immagine e conseguentemente come turismo da parte di persone attente al rispetto di animali, ambiente e giustizia.

LEAL a breve incontrerà i propri legali per decidere come adire nei confronti della Provincia Autonoma di Trento.

I cuccioli stanno bene, mente il Presidente Ugo Rossi (come possono stare bene cuccioli ancora bisognosi di cure materne?) e di KJ2 rimane una massa di pelo scuro e folto e un muso che non ha perso la sua bellezza e sembra dormire. Ma non dorme: è stata assassinata.


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Viviana Ribezzo e Marta Ardesi: La corrida

cover_Corrida_Edizioni_CosmopolisViviana Ribezzo e Marta Ardesi
La corrida
Storia della Tauromachia dalle origini ad oggi
Edizioni Cosmopolis
Isbn 9788887947632
Prima edizione 1997
Edizione ampliata e aggiornata 2015
Versioni e-Book, Kindle e Pdf acquistabili sul sito
→ www.edizionicosmopolis.it

Il libro si rivela da subito un importante documento che racconta la corrida in modo storico pur essendo dichiaratamente dalla parte del toro. Il testo rappresenta un documento completo per chi vuole conoscere il mondo della corrida in particolare e della tauromachia in generale: per approfondire le origini di queste forme di “spettacolo” e gli enormi interessi in gioco che ne ostacolano la scomparsa, per conoscere le tecniche e le strategie della corrida e approfondire il tema della morte spettacolarizzata.

In Spagna oltre alle corride si svolgono anche le fiestas, ovvero feste patronali che coinvolgono animali di ogni specie, torturati spesso a morte per mantenere viva la tensione malata di pubblico che trasforma in offerte il gradimento dello spettacolo crudele (tra queste anche la festa di San Firmino a Pamplona dove un toro con le corna infuocate corre accecato e impazzito dal dolore per le strade).

In capitoli diversi le autrici descrivono l’espansione della corrida in altri Paesi europei, quali Francia, Portogallo e America Latina, analizzando le posizioni della Chiesa, dei media e di personaggi della cultura e dello spettacolo. A seguire vengono affrontate le forme di tortura e l’attività delle associazioni animaliste e protezioniste che combattono e contrastano la corrida.

Il libro, scritto nel 1997, comprende un interessante e approfondito aggiornamento del 2015 che analizza i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel mondo della tauromachia, chi la sostiene e le battaglie animaliste che la ostacolano, una fotografia che riprende la situazione attuale in Spagna, i numeri (40.000 tori uccisi ogni anno durante i 17.000 eventi organizzati nelle varie regioni spagnole), le posizioni della Chiesa e del Papa, ma anche i cambiamenti in Francia, Portogallo e America Latina.

La lettura di questo saggio contestualizza il fenomeno in un quadro politico, religioso e storico e regala la consapevolezza di quanto sia difficile operare un profondo cambiamento in una umanità piegata agli interessi economici, insensatamente legata a doppio filo a tradizioni crudeli al punto di annientare ogni scintilla di compassione e senso di giustizia nei confronti degli altri animali.

L’amarezza lascia spazio alla speranza dove si elencano e si descrive l’operato di associazioni, attivisti e singoli cittadini che non si rassegnano a sperare di vedere la morte di un povero toro ma l’estinzione di un atroce crimine qual è la corrida. (Silvia Premoli)

LEAL promuove una petizione CONTRO LA CORRIDA e i finanziamenti UE

→ CLICCA QUI PER SCARICARE IL TESTO DELLA PETIZIONE CONTRO LA CORRIDA

→ CLICCA QUI PER SCARICARE IL MODULO DELLA RACCOLTA FIRME CONTRO LA CORRIDA


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LEAL Lega Antivivisezionista è anche a Pavia

LEAL PAVIA GAZEBOLEAL PAVIA 2LEAL annuncia l’apertura di una nuova sezione a Pavia. Il responsabile della nuova sezione è Ugo Bettio, attivista già noto al mondo animalista per le sue posizioni antivivisezioniste, il suo impegno a favore della scelta vegan e per la sua competenza su tutto quello che riguarda il mondo marino e i suoi abitanti.

Ugo Bettio con la sua personale esperienza di immersioni nei fondali più belli e le sue nozioni di oceanografia, continuerà a diffondere il rispetto per il mare, vera fonte di vita per tutto l’ecosistema: allevamenti intensivi e pesca indiscriminata hanno dato il via alla distruzione di questo nostro Pianeta, ricoperto per tre quarti della sua superficie dall’acqua.


 Il team LEAL dà il benvenuto a Ugo e gli augura buon lavoro! 

LEAL Sezione Pavia
Ugo Bettio
tel. 366 4537449
barrygs1200@gmail.com


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LEAL: missione pappe al Gattile di Rina a Domodossola

Gian Marco Prampolini, presidente LEAL, sabato 5 agosto ha consegnato a Rina tante confezioni di cibo per le centinaia di gatti che ospita nel suo chalet a Domodossola tutto dedicato al loro.

Prampolini e Rina di DomodossolaGian Marco racconta della giornata calda e dei gatti sonnacchiosi all’ombra degli alberi dell’ampio terreno che circonda il gattile e riporta di ringraziamenti di Rina, grata a LEAL e a tutti gli amici che ci aiutano a sostenerla. “Siamo noi a doverle tanta gratitudine e dovrebbero esserlo anche le istituzioni locali e la collettività visto che nel suo magico rifugio ospita e cura centinaia di gatti del territorio senza ricevere alcun contributo o aiuto – spiega Gian Marco Prampolini -. Faremo a breve un reportage con video e foto, per mostrarvi gli spazi verdi, lo spazioso chalet progettato a misura di felino: pieno di passaggi, cucce, nascondigli per i gatti che, soprattutto in inverno quando le temperature scendono di molto sotto zero, accorrono da ogni dove per stare al caldo grazie alla grande stufa, certi di trovare sempre le ciotole piene di cibo”.

LEAL da anni aiuta Rina, che è rimasta sola, ad affrontare le spese veterinarie, ad acquistare il pellet per la stufa e a pagare le utenze. Cerchiamo di sostenere Rina anche moralmente, ricorda Gian Marco Prampolini, la incoraggiamo e cerchiamo di risolvere con lei ogni emergenza.

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Billy cane di quartiere come il cane Angelo: ucciso per fastidio, noia e tanto per ridere

Zungri è un piccolo centro vicino a Vibo Valentia in Calabria, dove il cane di quartiere Billy, eterno cucciolo che elemosinava attenzioni e coccole e in cerca di bocconi, è stato attirato dai mostri vicino al campo sportivo. Lì si è consumato il delitto: il 3 agosto, ad un anno dalla orrenda morte del cane Angelo, è stato impiccato, torturato, trafitto a morte.

cane Billy ucciso a ZungriBilly con la sua fiducia, simpatia, il suo pelo morbido e il suo essere di nessuno è morto, nel peggiore dei modi. Il delitto non ha per ora colpevoli e indiziati. Nessuno ha visto o sentito e non sappiamo se si stanno cercando i colpevoli.

Si ripete la storia di Angelo: la legge continua a considerare gli animali beni mobili (ovvero tanto quanto oggetti o spazzatura), qualcuno piange, altri si indignano, qualcuno augura la stessa morte agli assassini e ancora se ne scriverà a proposito e a sproposito.

Quello che rimane è il crimine che sale di livello, la violenza vigliacca, il sadismo, il godimento alla sofferenza atroce di un povero cane, l’omertà di chi tace e la nostra disumanità trasfigurata in una smorfia oscena e raccapricciante come “L’Urlo” di Munch. Poi l’art. 544-bis del codice penale: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni” rimarrà anche questa volta lì tanto per far vedere i muscoli atrofizzati di una legge inadeguata per gli animali.

Per questo Billy non sarà dimenticato e sarà tristemente ricordato nel prossimo “Rapporto Maltrattamento Animale in Italia 2017” patrocinato da LEAL e curato da Silvia Premoli con la collaborazione di Giovanna Rossi, che sarà consegnato al Parlamento per dare conto della quantità e crudeltà dei delitti perpetrati in Italia nei confronti degli animali di ogni specie. (leggi e scarica gratuitamente il pdf del “→ Rapporto Maltrattamento Animale in Italia 2016“).

LEAL chiede alle istituzioni che latitano ad affrontare il fenomeno randagismo di destinare fondi alle sterilizzazioni e a campagne di sensibilizzazione a partire dalle scuole dell’infanzia, per abbassare il numero dei cani vaganti e reclusi nei canili lager a conferma che spesso il randagismo non è una piaga ma un business per molti. La scusa è che le casse comunali sono vuote ma i fondi per finanziare processioni pagane, feste folcloristiche e popolari con animali o senza e sagre del maiale o comunque a base di cadaveri di animali si trovano sempre: sono consensi e voti, altro che proteggere gli animali. Panem et circenses: gli antichi romani avevano ragione.


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Unife: il Rettorato non ha ancora confermato l’incontro con LEAL e con il Senatore Lello Ciampolillo

Dopo il blitz agli stabulari dell’Università di Ferrara, il Senatore Lello Ciampolillo M5S e LEAL Lega Antivivisezionista non sono stati contattati dal Rettorato come promesso.

In questi giorni Stefania Corradini, responsabile LEAL Ferrara, ha ricordato con una lettera al Rettore Giorgio Zauli chiedendo un incontro alla presenza del Senatore Lello Ciampolillo per i primi di settembre. Attendiamo conferma. Ricordiamo che LEAL chiede da mesi l’accesso ai registri di carico e scarico degli animali nello stabulario di Unife dove sono detenuti anche dei macachi, sui quali da anni si stanno conducendo esperimenti sui neuroni a specchio e esperimenti correlati allo sviluppo del lobo frontale e della neocorteccia. Da statuto LEAL chiede l’abolizione della vivisezione, esige la massima trasparenza per tutte le informazioni che non sono oggetto di segretezza del dato scientifico. Desideriamo sapere esattamente quali specie animali sono detenute nei laboratori e quante sovvenzioni ricevono da fondi pubblici per portare avanti la sperimentazione animale.

Non avendo ottenuto risposte soddisfacenti alle richieste ufficiali fatte pervenire dal nostro legale avvocato David Zanforlini abbiamo deciso di passare all’azione grazie al sostegno di Lello Ciampolillo che come Senatore della Repubblica, e come cittadino, sostiene la nostra richiesta di chiarezza.

L’avvocato Zanforlini, legale di LEAL sottolinea che: “L’Università, in quanto ente autonomo deve rispondere in maniera esaustiva senza delegare al Ministero. Inoltre, noi abbiamo chiesto di verificare i registri senza voler accedere a dati protetti dal segreto della ricerca. L’indagine è comunque agli inizi e vigiliamo sugli sviluppi della nostra azione”.

LEAL vuole chiarezza sulla realtà degli animali detenuti e sulle ragioni per cui i macachi non vengano inviati alla riabilitazione come avviene nel 70 per cento dei casi e come richiesto dalla legge. Il sospetto è che vengano soppressi e solo l’accesso ai registri potrà valutare la trasparenza sulla sorte degli animali sperimentati. Il blitz di lunedì 24 luglio ha un importante significato politico e fa passare il messaggio che i cittadini hanno diritto di chiedere e pretendere trasparenza da parte di Istituzioni ed Enti.

LEAL ringrazia il Senatore Lello Ciampolillo che come sarebbe dovere di ogni politico si è fatto portavoce delle istanze dei cittadini e si prefigge di scardinare l’omertà degli istituti dove si sperimenta su animali con sovvenzioni pubbliche e quindi con denaro di tutti.


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