Se la scienza diventa una frode silenziosa

Articolo di Andrew Menache 8 agosto 2018. Andrew Menache è un veterinario che ha ricoperto vari incarichi, tra cui quello di presidente di Medici e avvocati per la medicina responsabile (Regno Unito) e direttore generale del Federazione delle società di protezione degli animali in Israele.

FOTO TESTO MENACHE wistar_rat

Circa l’85% degli investimenti nella ricerca basata sugli animali è in definitiva sprecato a causa di una scienza sciatta.

Questo articolo non tratta di cattiva condotta scientifica o di ricerca fraudolenta, non fa riferimento a ricercatori che deliberatamente manipolano i risultati o falsificano i loro dati per pubblicare articoli o raggiungere la fama in un particolare campo della scienza.

Piuttosto, la frode scientifica a cui mi riferisco è più simile al concetto legale di “frode silenziosa” in si sostiene che si sia taciuto su un fatto importante al fine di indurre a credere che a una verità opposta alla realtà.

Scienza sciatta

La comunità di ricerca sugli animali è in crisi come non mai. In passato, gli scienziati che conducevano esperimenti sugli animali dovevano affrontare due questioni principali: ottenere i loro finanziamenti e le loro critiche dal movimento per i diritti degli animali.

Oggi i ricercatori sugli animali devono fare i conti con due ulteriori problemi: dati di scarsa qualità e l’inattendibilità della ricerca su specie diverse. Circa l’85% degli investimenti nella ricerca basata sugli animali è in definitiva sprecato a causa della scienza sciatta e questo vale per gli Stati Uniti e l’Europa.

Michael Bracken, professore di epidemiologia alla Yale University School of Public Health, lamenta: “Per ogni 100 progetti di ricerca, solo la metà porta a risultati pubblicati, di cui 50 hanno un difetto di progettazione significativo, rendendo i risultati inaffidabili o sono ridondanti o inutili perché doppioni di lavori precedenti”.

Queste affermazioni sono riprese da Malcolm Macleod, professore di neurologia all’Università di Edimburgo: “Ogni settimana vengono pubblicate circa 3.500 nuove ricerche condotte sugli animali […] gran parte di questo lavoro è a rischio sostanziale di pregiudizi, e gli effetti osservati negli animali possono essere sostanzialmente sopravvalutati di conseguenza”.

Errori significativi

Ci sono ben 235 modi documentati in cui gli scienziati possono inconsapevolmente ingannare se stessi influenzando i loro studi.

Uno studio in particolare, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature nel 2012, ha scosso la comunità scientifica. Un team di ricercatori di tutto rispetto ha dichiarato di non essere stato in grado di riprodurre i risultati in 47 dei 53 “cancerogeni” di riferimento.

Questo è più di una scienza sciatta: i risultati fuorvianti di studi sugli animali si traducono in miliardi di sterline, di energie sprecate e vicoli ciechi nella ricerca di farmaci

I fallimenti negli studi sugli animali hanno anche inaspettate conseguenze mortali per la salute umana in termini di reazioni avverse al farmaco e trattamenti falliti.

Questo inaccettabile stato di cose ha generato gruppi di ricercatori che hanno formulato linee guida con l’obiettivo di ridurre il rischio di parzialità nei rapporti di ricerca in vivo (animale). Il successo di queste linee guida resta da valutare in quanto sono linee guida facoltative che gli editori di riviste non stanno facendo rispettare.

Progressi fuorviati

Tuttavia, c’è una questione molto più fondamentale che i ricercatori sugli animali devono affrontare. Supponiamo, per un momento magico, che tutti i ricercatori adottino e aderiscano alle linee guida ed eseguano i loro studi sugli animali alla lettera. I risultati dei loro dati sugli animali diverranno più pertinenti per le malattie umane a cui sono destinati a trovare trattamenti?

La risposta è negativa. Se le ipotesi o gli assiomi su cui si basano gli studi di ricerca sono insostenibili, sia scientificamente che logicamente, i risultati devono essere altamente sospetti indipendentemente dalla elevata qualità altrimenti degli studi.

La ricerca su animali è riuscita ad eludere fino a poco tempo fa il rigore della medicina basata sull’evidenza. Fin dalla seconda guerra mondiale, la società ha quasi accettato senza riserve le richieste degli scienziati di ricerca per il finanziamento in nome del progresso, una ricerca gran parte basata sull’uso di animali.

Dati umani

Abbiamo molto da fare contro il continuo uso di animali come modelli di malattie umane, o come modelli di test per lo sviluppo di farmaci umani.

L’evidenza empirica ci viene dall’industria farmaceutica stessa, con la rivelazione che i test sugli animali sono meno predittivi del risultato umano rispetto al lancio di una moneta. È evidente che i test sugli animali vengono eseguiti per ragioni normative e burocratiche piuttosto che scientifiche.

La soluzione a questo problema consiste nel modificare la legislazione vigente in modo che la trasmissione di dati umani sostituisca i dati sugli animali come gold standard. Questi dati sono già oggi disponibili sotto forma di colture cellulari 3D, cellule staminali, rifiuti chirurgici donati, organo su chip e altro ancora.

Mentre queste tecnologie in evoluzione non sono ancora in grado di competere con la complessità di un corpo umano vivente, rendono gli esperimenti sugli animali preistorici al confronto.

Frode silenziosa

Il problema di molti ricercatori è se usare o no gli animali per scoprire nuove conoscenze che potrebbero in modo fortuito fornire una svolta medica. Ancora una volta, la ricerca sugli animali è stata largamente risparmiata da un serio controllo scientifico. Almeno fino al 2003, quando uno studio rimasto nella storia ha preso in esame 25.000 articoli pubblicati su importanti riviste scientifiche e ha misurato verificato quanto i risultati di queste ricerche di base fossero stati tradotti in trattamenti clinicamente utili: il risultato è stato sorprendentemente basso: 0,004%.

Dovrebbe essere chiaro ormai che la questione sulla sperimentazione animale va bel oltre la evidente sofferenza degli animali e non fornirà alcuna risposta alla nostra attuale crisi sanitaria. Ignorare questa “frode silenziosa” alla luce delle attuali conoscenze scientifiche significa sottoscriverla.

→ Leggi l’articolo di Andrew Menache sul sito theecologist.org


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LEAL TRA GLI ORGANIZZATORI DEL CORTEO PER I MACACHI CHE SI TERRÀ A PARMA IL 14 SETTEMBRE

LEAL chiede a tutti coloro che hanno a cuore la giustizia e la questione animale l’adesione: dobbiamo fare sentire con forza la nostra indignazione e chiedere la liberazione immediata di questi primati che verranno torturati e dopo cinque anni uccisi per il volere di una sperimentazione non riconosciuta da nessuno.

Il corteo partirà da piazza Garibaldi per arrivare davanti allo stabulario di Parma.

SAVE THE DATE: 14 SETTEMBRE IN PIAZZA A PARMA PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DEI MACACHI E DIRE NO ALLA VIVISEZIONE!
VI ASPETTIAMO.

→ Pagina fb evento


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LEAL A TORINO ALLA PARTENZA DEL BASTA CORRIDA VEG TOUR

Sabato 3 agosto 2019 alle ore 10.15, dopo le foto di rito, c’è stato il grande momento della partenza del “BASTA CORRIDA VEG TOUR”: 2.700 km da Torino a Madrid. La sfida è promossa dal ciclista vegan Paolo Barbon per chiedere l’abolizione della tauromachia e promuovere l’alimentazione vegana.

LEAL che è partner dell’evento che patrocina tradizionalmente non poteva mancare alla partenza. Nella foto il presidente Gian Marco Prampolini con il team di atleti vegan nelle loro bellissime divise.

Que viva el toro! e grazie ai nostri eroi.

→ BASTA CORRIDA VEG TOUR


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I cinque articoli più letti di luglio 2019



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L’Orso M49 non è pericoloso: abbiamo le prove!

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ANIMAL AMNESTY, ANIMALISTI 2.0, AVI, COORDINAMENTO LIFE FOR URSUS, GAIA, LAC, LEAL, LIDA, LIMAV ITALIA OdV, OIPA, ORSI DELLA LUNA

Ci appelliamo ancora al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che si è già espresso in favore della tutela dell’orso, affinché blocchi un’ordinanza brutale e priva di ogni fondamento, e permetta a M49 di vivere libero, nel suo habitat, come peraltro previsto dal progetto Life Ursus, che ha riportato gli orsi in Trentino oltre 20 anni fa.

25 luglio 2019

LIFE FOR URSUS

L’orso identificato con la sigla M49 è stato avvistato mercoledì mattina da una escursionista.
Il plantigrado era stato catturato il 14 luglio scorso, ma era riuscito a fuggire immediatamente dal recinto del Casteller, in Trentino, dove era stato rinchiuso. Da allora sono nate favole e leggende su un orso in grado di scavalcare una recinzione elettrificata alta 4 metri, esemplare violento pronto ad attaccare chiunque. Più probabilmente era dotato di teletrasporto.

Accusato di essere pericoloso per l’uomo e di fare razzie in pascoli e allevamenti, l’orso ha in realtà causato danni ridicoli, quantificati in circa 13.000 euro, avendo predato 6 animali da reddito, su oltre 100.000, nell’arco di 5 mesi.

L’ultima ordinanza emessa dal Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, datata 22 luglio, condanna a morte il plantigrado, definito ormai pericoloso per l’uomo, e autorizza i forestali a sparare per uccidere l’orso.

Due giorni fa una escursionista si è imbattuta nell’animale; la donna si è fermata e ha fatto alcuni passi indietro, comportamento responsabile di chi sa muoversi per i boschi: M49 l’ha ignorata e ha proseguito per la sua strada.

Questo semplice fatto è sufficiente a smontare le motivazioni dell’ordinanza di Fugatti, fondata su una pericolosità presunta ma non avvalorata dai fatti, che al contrario la smentiscono.


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Buona lettura #10

Le nostre segnalazioni da non perdere!


a cura di Niccolò Bertuzzi, Marco Reggio
Smontare la gabbia
Mimesis Edizioni
pp. 178, € 16,00
Isbn 9788857547169
(posted 07/2019)


Enrico Moriconi
Il dolore degli innocenti
Edizioni Triskel
pp. 317, € 18,00

(posted 07/2019)


Marc Bekoff, Jessica Pierce
Qualcuno lo chiama benessere
Sonda Edizioni
pp. 216, € 18,00
Isbn 9788872240427
(posted 07/2019)


→ Vai alla pagina LE LETTURE


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CON IL PATROCINIO DI LEAL CONTO ALLA ROVESCIA PER IL BASTA CORRIDA VEG TOUR 2019: 2.700 KM IN BICICLETTA CONTRO LA TORTURA DELLA TAUROMACHIA DA TORINO A MADRID

Gian Marco Prampolini presidente LEAL comunica che anche quest’anno LEAL Lega Antivivisezionista patrocina il “Basta Corrida Veg Tour” riconoscendosi nelle finalità di abolizione della tauromachia, rispetto per ogni specie animale e nella scelta vegana come scelta etica.

“Basta Corrida Veg Tour 2019” partirà da Torino il 3 agosto e terminerà il 19 agosto 2019 con l’arrivo a Madrid. L’importante evento, unico nel suo genere, è alla sua quarta edizione e nasce con il proposito di sensibilizzare contro la corrida e ogni manifestazione di tauromachia, oltre che diffondere la scelta vegana. Organizzatore del tour biennale è il ciclista vegano Paolo Barbon, che percorrerà in bici con altri atleti la tratta di 2.700 km da Torino a Madrid: una sfida epica e coraggiosa lungo la costa mediterranea.

Durante il percorso si faranno diverse grandi manifestazioni a Madrid e Pamplona, organizzate dai movimenti locali, contro la corrida e la tauromachia. C’è molta attesa per questo tour che rappresenta una protesta sportiva e scenografica molto partecipata da parte del popolo antitaurino di Italia, Francia e Spagna diffusa anche dai media. Molti ciclisti dilettanti hanno già deciso di unirsi alla squadra anche per brevi tratte, come simbolico contributo alla causa.

Paolo Barbon a pochi giorni dalla partenza commenta: “Per affrontare questo percorso che prevede anche faticose tratte in salita ci si deve sottoporre ad allenamenti costanti e faticosi e la soddisfazione mia e della squadra di atleti vegani è quella di dimostrare e far comprendere alle persone che questa violenza è priva di significato, eticamente incompatibile e la resistenza alla corrida sta crescendo in tutto il mondo”. Un sondaggio pubblicato nel 2016 ha dimostrato che l’81% degli spagnoli non vuole la corrida e negli ultimi anni ci sono state diverse grandi manifestazioni a Madrid e Pamplona organizzate dai movimenti locali con decine di migliaia di partecipanti.

Per ulteriori informazioni → bastacorrida.com/


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GRANDE SUCCESSO ALL’APERICENA VEGAN ORGANIZZATA DA LEAL TORINO PER IL BASTA CORRIDA VEG TOUR 2019

Più che una serata è stata una festa in termini di adesioni, di socialità e informazione l’apericena organizzata da Simona Donna di LEAL Torino per raccogliere fondi per il Basta Corrida Veg Tour Torino – Madrid. Ospite d’onore Paolo Barbon, atleta vegan, che con le sue imprese sportive comunica e diffonde la causa degli animali e la scelta vegana.

La sfida in bicicletta, capitanata da Paolo Barbon, partirà il 3 agosto da Torino. Come nelle precedenti edizioni il tour, di 2.700 km, avrà un aspetto mediatico di informazione sulla tauromachia e promozionale per ciò che riguarda il veganesimo. Nelle tappe più importanti (Alès, Nimes, Barcellona, Valencia, per citarne alcune) ci saranno eventi in collaborazione con gli attivisti locali.

LEAL anche quest’anno è partner e patrocina l’evento.

Per ulteriori informazioni → bastacorrida.com/

LEAL sezione Torino
Simona Donna

lealsezionetorino@gmail.com

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WAO finanzia le borse di studio LEAL per la ricerca senza animali

LEAL RINGRAZIA WAO PER LA SOMMA RICEVUTA DI EURO 900,00 CHE SERVIRÀ AL FINANZIAMENTO DELLE BORSE DI STUDIO PER LA RICERCA SENZA ANIMALI.

 “FAI LE SCARPE ALLA VIVISEZIONE!” 

LE SCARPE WAO SONO ECO E VEGAN: REALIZZATE IN MATERIALI NATURALI NON ABUSANO DELL’AMBIENTE E DELLE PERSONE. WAO SOSTIENE LEAL CON UN CONTRIBUTO PER UNA RICERCA SENZA ANIMALI.


→ wearewao.com


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CANE UCCISO DAL POLIZIOTTO A NAPOLI: LEAL SPORGE DENUNCIA QUERELA E SI UNISCE ALLA CORALE RICHIESTA FATTA AL QUESTORE DI NAPOLI

Vogliamo chiarezza su fatti e responsabilità per valutare seriamente la posizione dell’agente di Polizia che nel pomeriggio del 12 luglio ha ucciso un cane molosso detenuto da un pregiudicato che non ne avrebbe avuto titolo.

Il cane è stato prima ferito e poi freddato con due colpi di arma da fuoco da un agente nel corso di un intervento effettuato con altri colleghi in una via centrale di Napoli. Alcuni video che hanno ripreso la dinamica dei fatti mostrano che un cane innervosito e spaventato da urla e trambusto viene scacciato con dei calci da un poliziotto in borghese. L’animale come risposta tenta un morso e viene colpito ad una zampa e al torace. Il secondo colpo ne causa la morte.

LEAL ha dato mandato al proprio legale Aurora Loprete di sporgere denuncia querela e sottolinea come in un contesto politico dove esiste un ferreo decreto sicurezza posto a tutelare i cittadini le persone devono sentirsi sicure ma se un agente perde lucidità e calma di fronte ad un cane terrorizzato ricorrendo con facilità alla pistola non ci si può sentire tranquilli.

Chiediamo che il Questore di Napoli chiarisca i fatti, accerti le responsabilità e ce ne dia comunicazione. Chiediamo con forza che per le nostre strade animali e umani abbiano la massima tutela. LEAL sottolinea come ancora una volta la vita di una animale sia stata sottovalutata, svilita e calpestata.

→ Leggi e firma la petizione


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Commenti disabilitati su CANE UCCISO DAL POLIZIOTTO A NAPOLI: LEAL SPORGE DENUNCIA QUERELA E SI UNISCE ALLA CORALE RICHIESTA FATTA AL QUESTORE DI NAPOLI

ILLEGITTIMI IL PARERE ISPRA E L’ORDINANZA DI CATTURA PER UN ORSO PACIFICO. NECESSARI IMMEDIATI INTERVENTI DEI MINISTRI COMPETENTI

Comunicato congiunto ANIMAL AMNESTY, AVI, FAREAMBIENTE, GAIA ANIMALI E AMBIENTE, LAC TnAA/ST, LADL, LEAL, LIMAV, SALVIAMO GLI ORSI DELLA LUNA

Se non fosse tragicamente in pericolo la vita di un orso, la questione lascerebbe spazio all’ilarità per i racconti di fantasia sulla pericolosità di M49, privi di alcun fondamento e soprattutto certamente non indicativi di pericolosità intrinseca dell’animale. Mentre l’orso si è limitato a mantenere comportamenti propri della specie e quindi a fare l’orso, predando animali incustoditi e non protetti da comuni sistemi di deterrenza, e curiosando in baite abbandonate, M49 viene invece descritto come un pericoloso serial killer di animali allevati dall’uomo. Gli allevatori invece, dovrebbero saper applicare i metodi dissuasivi e di deterrenza suggeriti da tutti i tecnici per come prevede la logica, ma anche il Pacobace.

Ricordiamo che l’attuale Giunta appena insediata ha cancellato il PROGETTO EUROPEO DI COESISTENZA CON I GRANDI CARNIVORI (“SUPPORT TO ADDITIONAL REGIONAL/LOCAL PLATFORMS ON COEXISTENCE BETWEEN PEOPLE AND LARGE CARNIVORES”). La piattaforma sulla coesistenza tra grandi carnivori e popolazione umana finanziata dalla Commissione Europea e la Provincia di Trento era stata preferita ad altre regioni europee che pure ne avevano fatta richiesta. Tale progetto rappresentava uno dei pochi, reali strumenti per superare i conflitti fra le parti, portando a possibili soluzioni e consentendo una migliore tutela della fauna e della biodiversità.

L’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), sollecitato anche dal Ministro Costa ad esprimere un parere tecnico sul caso, si unisce al coro e definisce l’orso M49 “pericoloso”, ma ci chiediamo come abbia svolto le istruttorie, le verifiche sul campo sull’uso di strumenti di deterrenza, dove siano le prove sui reiterati interventi dissuasivi. Non abbiamo dimenticato, infatti che il Presidente della Provincia Fugatti, già noto – come riportato dalla stampa – per la sua passione per le cene a base di orso, abbia promesso in campagna elettorale che avrebbe perseguitato orsi e lupi, dimenticando che le due specie particolarmente protette appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato e che in alcun modo possono essere oggetto di programmi di uccisione-rimozione dal territorio, almeno legittimamente.

Per questo, e in considerazione della chiara competenza che certamente non può appartenere ad un Presidente di Provincia, ancorché di una regione a statuto speciale, invochiamo un immediato e risolutivo intervento del Ministro Costa, del Ministro Grillo e del Ministro Buonafede al fine di ripristinare la legalità e le competenze che, in questo caso specifico, sono e restano in capo allo Stato.

La petizione lanciata da LAC e sostenuta da LEAL e AVI e indirizzata al Ministro Sergio Costa al quale si chiede un intervento decisivo, ha superato in poche ore le 19.000 firme. Segno evidente che i cittadini non credono in ciò che racconta la Provincia Autonoma di Trento e pretendono una azione risolutiva immediata.

Dal Ministro Costa attendiamo anche l’incontro che abbiamo richiesto con lo specifico scopo di fornirgli elementi utili per una più seria valutazione del caso, in considerazione della strumentalizzazione delle informazioni e della mancata applicazione di strategie di convivenza note e che necessitano di essere applicate per prevenire episodi che possano o essere gravemente strumentalizzati. I tempi stringono e non vogliamo che sia venduta la pelle dell’orso.

→ Leggi e firma la petizione per salvare l’Orso M49


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